Il mercato italiano del private debt ha segnato un anno di svolta nel 2024, registrando numeri mai visti prima sia sul fronte della raccolta di capitali che degli investimenti. A tracciare questo quadro estremamente positivo è stata l’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (AIFI), in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), durante la presentazione dei dati annuali del settore.
Un Appello agli Investitori Istituzionali
“Nel 2024 il mercato del private debt è stato da record sia nella raccolta sia negli investimenti – ha dichiarato con enfasi Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI -. L’incremento del 53% negli investimenti è la dimostrazione della necessità di tale strumento a supporto dello sviluppo aziendale. Per questo oggi è fondamentale che gli investitori istituzionali facciano la loro parte per permettere agli operatori di moltiplicare le azioni a sostegno delle realtà imprenditoriali generando circoli virtuosi di crescita”.
Raccolta di Capitali in Forte Ascesa
Guardando ai dettagli, nel corso del 2024 gli operatori attivi nel private debt italiano hanno raccolto complessivamente 1.360 milioni di euro. Questo dato rappresenta un notevole balzo in avanti del 13% rispetto ai 1.200 milioni registrati nel 2023, confermando una tendenza di crescita solida e costante per il settore. Il numero di operatori che hanno attirato capitali è rimasto stabile a 13, lo stesso numero dell’anno precedente.
Un aspetto interessante riguarda la provenienza di questi capitali. A fare la parte del leone sono stati i fondi pensione e le casse di previdenza, che hanno contribuito per il 39% del totale. Seguono il settore pubblico e i fondi di fondi istituzionali con il 28%, e le assicurazioni con il 12%. Analizzando più nel dettaglio i soli fondi pensione e casse di previdenza, emerge che il 54% dei capitali proviene dall’estero. È importante sottolineare che queste elaborazioni sulle fonti coprono il 66% del totale raccolto.
Investimenti: Un Incremento Sbalorditivo
Il vero motore del 2024 per il private debt italiano è stato l’ammontare degli investimenti, che ha raggiunto la cifra record di 4.962 milioni di euro. Questo valore segna un impressionante aumento del 53% rispetto ai 3.251 milioni investiti nel 2023. Anche in questo caso, si conferma un trend di crescita continua, spinto in particolare dall’aumento delle operazioni di grande portata. Il numero di aziende che hanno beneficiato di questi finanziamenti è salito a 168, con un incremento del 14% rispetto alle 147 del 2023.
Un dato significativo riguarda la provenienza geografica degli operatori che hanno investito: i soggetti italiani hanno realizzato il 60% del numero di operazioni, mentre l’80% dell’ammontare complessivo è stato investito da operatori internazionali. Un altro elemento chiave è la crescente importanza delle operazioni di dimensioni maggiori. Nel 2024, ben 11 società hanno ricevuto finanziamenti pari o superiori a 100 milioni di euro ciascuna, per un totale di 2.698 milioni di euro. Questo dato è in netta crescita rispetto all’anno precedente, quando solo 4 società avevano ricevuto complessivamente 1.504 milioni di euro.
Caratteristiche e Obiettivi dei Finanziamenti
Entrando nel dettaglio delle operazioni, la durata media dei finanziamenti si attesta a 5 anni e 10 mesi. Il tasso d’interesse medio è dell’8% per le operazioni a tasso fisso, mentre per quelle a tasso variabile si calcola aggiungendo uno spread del 5,6% al tasso di riferimento.
Per quanto riguarda lo scopo dei finanziamenti, nel 2024 il 36% dell’ammontare investito è stato destinato a supportare operazioni di LBO (Leveraged Buyout), mentre il 27% ha favorito la crescita interna delle aziende finanziate. A livello di numero di operazioni, il 33% ha riguardato il debito a supporto di operazioni di buy out e il 32% la crescita interna.
Distribuzione Geografica e Settoriale
A livello geografico, la Lombardia si conferma la regione con la maggiore concentrazione di aziende finanziate, rappresentando il 34% del totale italiano. Seguono l’Emilia-Romagna con il 12% e, a pari merito con l’11%, il Lazio e il Veneto.
Analizzando i settori di attività, al primo posto si trovano i beni e servizi industriali con il 20% delle imprese, seguiti da energia e ambiente con il 19%. Un dato interessante è che il 58% delle aziende finanziate ha meno di 250 dipendenti.
Rimborsi: Un Quadro Stabile
Infine, per quanto riguarda i rimborsi, nel 2024 sono state 81 le società che hanno effettuato rimborsi (rispetto alle 82 dell’anno precedente, con un calo dell’1%), per un ammontare complessivo di 439 milioni di euro (-32%). La tipologia di rimborso più comune, in termini di numero, è stata quella secondo il piano di ammortamento dello strumento, rappresentando il 73% del totale. Gli operatori che hanno ricevuto rimborsi (anche parziali) sono stati 13, rispetto ai 16 dell’anno precedente.