Durante la 48sima sessione del Governing Council del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo-IFAD a Roma, il presidente della Sierra Leone, Julius Maada Bio, ha sottolineato il ruolo fondamentale dei piccoli agricoltori, pescatori e allevatori. Bio ha dichiarato:
“I piccoli agricoltori, pescatori allevatori restano la colonna vertebrale delle nostre economie, di sistemi alimentari e dello sviluppo sostenibile”, non solo a livello globale ma “soprattutto in Sierra Leone, dove assorbono il 90% della forza lavoro, tra cui il 70% sono donne. Per questo vanno sostenuti: non si lascia indietro nessuno”.
Le Sfide Globali e l’Urgenza d’Azione
Il capo dello Stato ha messo in luce le difficoltà che le comunità rurali devono affrontare oggi:
Tuttavia, avverte Bio, oggi nel mondo le comunità rurali subiscano “un’immensa pressione” a causa di “sfide globali senza precedenti: conflitti, cambiamenti climatici e disuguaglianze”, ma anche “limitato accesso alle risorse naturali e finanziarie”, determinano “un impatto sproporzionato su questi attori e il loro potenziale produttivo”.
Secondo Bio, è indispensabile intervenire subito:
Secondo il capo dello Stato “bisogna agire subito, non possiamo continuare così. Come leader, siamo d’accordo che bisogna puntare sugli investimenti”, come unico strumento per “trasformare i sistemi produttivi e rafforzare le comunità, in particolare donne e giovani”.
Strategie per il Rilancio del Settore Agricolo
Il presidente ha ricordato le iniziative intraprese nel 2023, sottolineando il ruolo del settore privato nel rilanciare l’economia agricola:
Bio ricorda quindi le iniziative statali intraprese nel 2023, “basate su un approccio che guarda ai privati, per riportare il paese a essere quel grande esportatore di riso, caffè cacao, e altri prodotti che eravamo in passato, affrancandoci dalla dipendenza dalle importazioni”.
Inoltre, la Sierra Leone punta su donne e giovani per creare opportunità future:
La Sierra Leone punta poi su donne e giovani per “raggiungere la sovranità alimentare, creando opportunità per le future generazioni” e per questo, Bio esprime “gratitudine per il piano quinquennale da un miliardo di dollari stanziato dalla comunità internazionale che punta a rafforzare la sicurezza alimentare dei nostri sistemi”.
Investimenti in Infrastrutture e Finanza Agricola
Bio ha illustrato gli investimenti già effettuati e quelli in programma per migliorare l’efficienza dei sistemi agricoli:
Il presidente della Sierra Leone evidenzia: “Abbiamo già investito in infrastrutture, tra cui ponti e strade, ma anche nella e meccanizzazione dei sistemi e per la conservazione e immagazzinamento dei prodotti”.
Il prossimo passo, secondo il presidente, è fondamentale per superare le barriere finanziarie:
Prossimo passo, “la creazione di una banca agricola nazionale”, perché “l’accesso alla risorse finanziarie resta una delle nostre princiapli sfide”.
In questo contesto, l’IFAD rimane un alleato imprescindibile: In questo senso l’Ifad resta “un partner essenziale”.
Progetti di Trasformazione e Impegno Internazionale
Per migliorare le condizioni di vita nelle aree rurali, il presidente ha presentato un importante progetto:
Il presidente cita il Livestock and livelihoods development project (Llpd), iniziativa da 105milioni di dollari che il governo ha siglato nel novembre scorso con il Fondo Onu: “Trasformerà le comunità agricole rurali, migliorando le condizioni di vita di quasi mezzo milione di persone”.
L’obiettivo è far uscire queste famiglie dalla povertà, migliorando la sicurezza alimentare e la nutrizione.
Guardando oltre i confini nazionali, Bio ha evidenziato un ulteriore impegno:
Ma la Sierra Leone non si preoccupa solo della sua condizione: “Siamo entrati a far parte della Action plan on food security and sustainable food systems del G20, promosso dal Brasile”, annuncia il presidente Bio, “perché ci preoccupiamo anche di cosa accade fuori dai nostri confini”.
Il piano, lanciato nell’agosto scorso, mira a sradicare le cause che costringono 733 milioni di persone a patire la fame a livello globale.