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COMPLIMENTI!

Ciao Cesare,
voglio fare a te ed al tuo collaboratore (Andrea Colacione,
un vero calciofilo) i complimenti per la bella rubrica "Io
Scommetto" che seguo spesso sul tuo sito ed è sempre
ricca di dettagli e informazioni a 360 gradi sui Mondiali
made in Sudafrica. Stasera debutta l' Italia con il
Paraguay. Incrociamo le dita... A me starebbe bene anche
un pareggio però non disdegnerei neppure una vittoria
magari giocando male. Come si dice, se son rose...
Vedremo... Ciao!
Gerardo, 15 giugno 2010
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Posiamo un fiore dove morì Falcone

da Renata Mucci, 26 maggio 2010 |
PER CESARE LANZA SUL CASO MORGAN
(...)
sembra che in questi casi (vedi "linciaggio Morgan") la gente sappia solo dare buoni consigli perchè non può più dare il cattivo esempio.......chi ha orecchie per intendere intenda...nessuno si...(continua)
da Martina Maltagliati |
l’OMMO HA DA PUZZA’? CERTO NO,
PERO’ UN PO’ DI SOBRIETA’ NON GUASTEREBBE

da renata mucci, 10 febbraio 2010
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COMMENTO
ALL'ARTICOLO:
CASO MORGAN, LANZA DIVENTA
BUONISTA
Lanza è obiettivo, ha un cuore e lo lascia parlare. E'
una colpa ?
renata
6 FEBBRAIO 2010
|
L’uomo che per vivere deve morire

da Gabriele Giardini
6 FEBBRAIO 2010
|
una vicenda squallidina

da Renata Mucci, 26 gennaio 2010 |
lA PERFEZIONISTA, CON QUELLA IRONICA SIMMETRIA
Ryan, 23 dicembre 2009 |
“LA PERFEZIONISTA”:
UNA RECENSIONE MAI CHIESTA E MENO CHE MAI AUTORIZZATA
da Alessandro Pallaro, 21-09-09 |
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COMMENTI ALL'ARTICOLO SU
MIKE BONGIORNO
Funerali di Stato per Mike,
come fu per Sordi
di Paolo Granzotto
Caro Granzotto, vorrei per un momento tornare
sulla morte di Mike Bongiorno per chiederle se anche
lei conviene che avergli concesso i funerali di Stato
è stata una cosa fuori misura, così come l’averlo
elevato a mediatore culturale degli italiani.
Bongiorno è stato un grande uomo di televisione, amato
e popolarissimo ma seguito a pensare che si sia
esagerato un po’.
Laddove sono d’accordo col
così detto sentire comune è che Mike Bongiorno ha
rappresentato e seguita ovviamente a rappresentare una
sfaccettatura dell’identità italiana. La cultura la
lascerei da parte, anche se i suoi quiz
inevitabilmente in quella pescavano. Però il senso di
appartenenza (sottolineato, nei primi tempi di «Lascia
o raddoppia?», dalle serate nei bar, in casa
dell’inquilino o addirittura nei cinema forniti di
televisione. Un rito sociale del quale non si può non
tener conto) in un modo o nell’altro lo ha alimentato.
Giusto quindi che si sia voluto tributargli i funerali
di Stato. Privilegio che d’altronde toccò anche ad
Alberto Sordi, altro uomo di spettacolo che se non
rappresentò tutta l’Italia certamente interpretò una
certa Italia. Giorni fa Cesare Lanza passò ben bene
al girarrosto l'enfasi che fece seguito alla morte di
Mike Bongiorno, le esagerazioni scritte e dette sul
conto del presentatore. Forse è stato troppo severo,
ma dove concordo con lui è nel liquidare con una
risata l’acquisizione di Bongiorno nel Pantheon della
Resistenza. Ma come è venuta fuori questa storia? E
poi, che bisogno c’era? Senza un trascorso partigiano
non si può essere grandi, non si è meritevoli? Non si
è degni? Siamo ancora a questo punto di stucchevole e
macchiettistica retorica? Nella primavera del ’44
Mike Bongiorno era a San Vittore, ivi recluso solo
perché di madre americana. Parcheggiato nel Quinto
braccio, quello dei «politici», vuoi per la giovane
età vuoi per la trascurabile entità delle sue colpe
godeva di una certa libertà di movimento (avendo modo
di frequentare perfino uno come Indro Montanelli,
matricola 2054, cella 132. Un condannato a morte:
Todesurteil). Libero di muoversi, dunque, ma certo non
al punto da fare, come si intende far credere, la
staffetta partigiana, attività improbabile entro le
mura di un carcere per di più gestito dalle
Schutzstaffeln. E dal quale Mike uscì nell'aprile del
’45, un po’ tardi per prendere la via dei monti e
unirsi alle bande partigiane. Niente di male: diciamo
pure, se vogliamo proprio, che magari Bongiorno
avrebbe abbracciato la causa della Resistenza, ma ciò
gli fu impedito da cause di forza maggiore. Un po’
come Dario Fo il quale racconta che voleva sì unirsi
ai partigiani, ma cerca che ti ricerca e non trovatili,
ripiegò sulla Decima Mas. Quando si dice il caso, eh,
caro Prosdomini?
IL GIORNALE, 14-09-09
FUNERALI DI STATO,
UNA DECISIONE IRRIGUARDOSA Complimenti per
l’ottimo articolo pubblicato su Il Giornale. Sono
rimasta interdetta dalla concessione dei funerali di
Stato ad un personaggio come Mike Bongiorno. Una sua
equiparazione con le vittime di Nassiriya e con tanti
carabinieri, agenti di polizia e altri fedeli
servitori dello Stato, che hanno perso la vita per
avere esercitato con abnegazione e fedeltà il loro
lavoro a favore di tutta la Nazione, mi pare
irriguardosa. Secondo me, si è perso il senso della
misura; forse ciò è anche un segno dell’appiattimento
culturale e della perdita dei valori di un popolo.
Mike Bongiorno avrà avuto dei grandi meriti nel mondo
dello spettacolo, ma la nostra libertà la dobbiamo ad
altri.
Cordialità. Chiarella Piana.
Chiarella.Piana@kapo.gr.ch
QUALCOSA DA DIRE Finalmente
uno che aveva qualcosa da dire su M.Buongiorno e l'
detto.Bravo,OK!!!!!!!!.MGT
enricomgt@tin.it
ALLEGRIA, MA PER COSA?
Egregio Dott.Lanza, Il suo articolo sul "Giornale"
mi ha sollevato il morale perchè pensavo di essere una
persona cinica e insensibile e al di fuori della
società. Sono totalmente d'accordo con Lei. A me
Mike Bongiorno non piaceva. Il suo motto "Allegria"
poi non mi andava proprio giù. Allegria per che cosa?
Ora anche lui è morto da comune mortale e, per
rispetto cristiano gli ho detto un requiem. Attendo
con fastidio l'uragano di applausi che, inevitabile
come il destino, e anche qui non si sa perchè, viene
ormai tributato al defunto di turno. La saluto
cordialmente. Jolanda Vergani
gei-vi@libero.it
CON AMAREZZA SMENTISCO....
Caro Cesare Lanza, in merito al suo articolo su “Il
giornale” dal titolo “Che ipocrisia la beatificazione
di Mike” , mi permetto di scriverle per manifestare
una certa amarezza. Intanto una sua grandissima
mancanza è dire che Mike non si sia mai allontanato
dai giochi a quiz. Non corrisponde a realtà, perché le
ricordo che Bongiorno ha presentato 11 edizioni del
Festival di Sanremo, condotto programmi come “Bravo
Bravissimo” e “Viva Napoli” “Momenti di gloria", (Re
per una notte), "Paperissima Sprint" , senza contare
le numerose partecipazioni in varietà dove con ironia
si è prestato a sketch di vario genere. Nessuno
vuole “beatificarlo”, ma l’amore con il quale tante
persone si sono presentate sotto la sua abitazione
milanese, piuttosto che alla Triennale e con cui
presumibilmente presenzieranno al Funerale di Stato di
domani al Duomo di Milano , la smentisce. La
smentiscono anche i dati di ascolto dei programmi a
lui dedicati che vanno avanti da quattro giorni su
tutte le reti nazionali. Si chiede “allegria” di
che? Le rispondo io. Allegria di dare al pubblico un
programma realizzato da professionisti, senza il trash
di un ring qualsiasi, con concorrenti preparati che
danno spettacolo, allegria di far passare due ore
spensierate ma con intelligenza , allegria di far
entrare in casa propria una persona di famiglia, la
stessa “allegria” che Mike continua a darci con i suoi
numerosi filmati su youtube, per esempio, grazie ai
quali ancora faccio fatica a credere che non ci sia
più. E lei, così come chiunque faccia il suo
lavoro, deve ringraziare Mike, perché senza di lui
sarebbe un disoccupato o quantomeno farebbe altro
nella vita.
Cari saluti Andrea Ferrario
andrea.ferrario@email.it
IL SOLITO QUIZ MEDIOCRE Gentilissimo
dott.Lanza,
ho letto con molto interesse il suo
articolo sul Giornale " Che ipocrisia....." Mi
trova perfettamente d'accordo su quello che, con molta
chiarezza ha scritto sulla morte di Bongiorno. E'
nostro costume santificare i vari personaggi che la
storia, anche contemporanea ci propina. Ma è anche
vero, come ha ben citato che Mike, oltre al quiz o
telequiz, che dir si voglia, non ha inventato nulla di
nuovo. Dal quiz per adulti è passato a quello per
bambini,che sforzo. Anche adesso che era passato a
SKY non lo aveva fatto ideando qualcosa di nuovo ma
ripetendosi con il solito quiz. Mediocre, direi. E
per dirla tutta sarebbe anche ora che certi
presentatori,senza fare nomi,Costanzo,Baudo,si
facessero finalmente da parte,per permettere a qualche
giovane, di intraprendere questa professione.Ce ne
sono,ne sono certo.
Grazie per il tempo
dedicatomi, Gianni Cicconi, Merano.
giannicicconi@hotmail.com
RICORDANDO EINSTEIN... Egregio Sig.
Lanza, Ho letto con vero piacere il Suo pezzo a pag.32
del Giornale e concordo al 100%. Einstein diceva che
"esistono solo 2 cose infinite: l'universo e
l'imbecillità umana". Oserei aggiungerne una terza:
l'ipocrisia. Cordialità.
fonzo.sergio@libero.it
HA SCRITTO CON GENUINITA' E CONCRETEZZA
Diavolo di un sempre grandissimo don Cesare,mio
straordinario conterraneo della magica terra di
Calabria. Anzitutto ben venuto nel nostro glorioso
Giornale! La mia personale gioia è senz'altro alle
stelle. Ho la fortuna di conoscere da tempo la sua
proverbiale limpida obiettiva sarcastica penna e,dico
la verità,ogni volta che la leggo mi entusiasmo sempre
più e la ringrazio tanto del gran bene che ci
elargisce. Sì,perché oltre alla bella scrittura di cui
è dotatissimo,ci fa stare davvero coi piedi per terra.
Il suo pezzo su Mike è senz'altro mirabile spandendo
esso saggezza da ogni riga con venature poetiche di
primissimo ordine. E poi,quella chiusa fantastica. Di
assoluta genuinità e concretezza. Quel saluto costante
e monotono del bravo presentatore: allegria,in tanto
poteva aver valore,in quanto supportato da una
granitica fede. Vale a dire,in ogni caso sono lieto
perché male che mi vada raggiungo il mio Creatore. Che
è la vera gioia. Ma chi è nella sofferenza la pensa
proprio così? È una parola. Perciò,dottor Cesare,sarà
perché sono io pure calabrese,quei due ineccepibili
interrogativi con cui ha chiuso il suo impagabile
pezzo sono sensati e me li ero posti già da tempo
anch'io alla stessa maniera. Quando si dice la
calabresità... Stia bene in salute e dica al suo cuore
di non fare più scherzi. Ci teniamo a lei come il
pane. Che per noi calabresi è tutto. Un caro
saluto. Bruno Rachele.
yhfnr.imode@libero.it
A NOME DI TANTI MILANESI.... Caro Cesare,
grazie, a nome di tanti milanesi, per il tuo articolo
sui funerali di Mike Bongiorno. A volte (sempre!)
è necessario squarciare certi veli di ipocrisie che
fanno elevare a livelli impensabili la valutazione di
una persona che muore. E’ vero, la morte è un
fenomeno naturale come tanti altri, che riguarda sia
santi ed eroi che gente comune e tante volte anche
mezze calzette e malandrini; eppure mai che si senta
dire che il tale personaggio, defunto, aveva usurpato
la fama ovvero era stato una voce anonima in un coro,
ma tutti con l’evento morte diventano personaggi di
grande spessore, di specchiata dirittura e lasciano un
vuoto incolmabile! Sembra tornare all’enfasi del
Foscolo che, forse perché somministrato durante il
liceo, mi è sempre apparso esagerato e forzato.
Solo la storia, e la memoria, attribuiranno il peso
che meritano, anche in negativo, ai personaggi che
concludono come è normale il ciclo vitale, senza dover
sottolineare funerali di stato, camere ardenti=jet set
e simili. Con affetto
Alberto Arrigoni.
StudioArrigoni@iol.it
GRAZIE PER IL BUON SENSO Mi soffermo,
stamane, a pag.32 del GIORNALE mentre mi sorride il
cuore. Eccolo qui ! IL nostro Cesare Lanza,
depositario e custode dell'obiettività, della
concretezza, del buon senso e anche (diciamolo) del
buon gusto. Ogni parola dedicata al Mike, è misurata e
coerente, affettuosa ed elogiativa nei limiti di un
merito ineludibile. Ben tornato caro dott.Lanza ! La
cercherò ancora tra le pagine del Giornale che
acquista ai miei occhi - e suo tramite -maggior
interesse. La seguo nei vari settori del giornalismo
anche televisivo e cinematografico e colgo l'occasione
per dire la solita parola che vorrei corredare di
nuovi profondi significati "COMPLIMENTI". Con stima.
renata mucci - Brescia
remucci@alice.it
ps: Sei sempre "er meio".
ALLORA NON SONO IN SOLITUDINE Stavo
rassegnandomi all'idea di essere in triste solitudine
nel non condividere la "santificazione" del Patrono
della Nozione che ha trasmesso ad un intero popolo
l'idea che la cultura serve sostanzialmente per fare
soldi o una gran bella figura in compagnia di quattro
amici al bar, quando casualmente mi sono imbattuto sul
suo pezzo dal finale geniale. Bravo!
giancarlo.planta@fastwebnet.it
LEI E' INVIDIOSO DI QUESTO AFFETTO!
Buonasera Cesare Lanza, sono un ragazzo di 21 anni
di Roma e le volevo scrivere la mia indignazione
riguardo all'articolo comparso oggi sul giornale sulla
scomparsa per il grande Mike Bongiorno. Lei si
stupisce del perchè la gente e le persone comuni si
siano così commosse per la scomparsa dell'indiscusso
re della televisione italiana.. Ebbene caro signor
Lanza, Mike ha saputo trasmettere qualcosa a così
tante persone e generazioni nel corso degli anni, pur
rimanendo forse sempre nello stesso genere (quello del
quiz) e rimanendo un perfetto stakanovista anche
quando fu "relegato" su Rete 4, rete decisamente non
di punta di Mediaset. La gente ha continuato comunque
a seguirlo e tutti conoscono il suo nome. Ci si
lamenta tanto, e lo ha scritto anche lei in altri suoi
articoli, di come adesso la televisione sia caduta
così in basso con "questi reality" ma poi persone che
cercano di riportare in auge o di mantenere le
tradizioni di programmi curati, educati e di classe
vengono lo stesso criticati. Allora ci dica lei: cosa
dovrebbe trasmettere la televisione? Uno schermo nero?
Ovviamente alcuni commenti possono essere esagerati,
ma dettati appunto dal cuore; se qualcuno che in vita
lo ha osteggiato e ora si gloria con belle parole ha
soltanto lui problemi di coscienza. Nel suo articolo
sembra che lei in un certo qual modo sia invidioso di
questo enorme affetto: ma se lei come la maggior parte
dei giornalisti invece di scrivere sciocchezze e
semplici cattiverie faceste con serenità il vostro
lavoro vedreste forse un pò di affetto relegato anche
per voi. Per finire le ultime righe
sull'esclamazione "Allegria!" sono non dico fuori
luogo, ma molto di più. Con questo concludo.
Matteo Magazzù
matbrit98@yahoo.it
NON CONDIVIDO SOLO UNA
COSA Egregio Dott. Lanza, sono una
lettrice del Giornale e ho letto il suo articolo su
Mike. Perchè mi permetto di scriverle? Perchè
condivido in pieno quello che ha detto sul
personaggio. Io trovo vergognosi i funerali di stato
per chi, pur con indiscutibili meriti inerenti il suo
mestiere, non mi sembra sia un benefattore particolare
dell'umanità. Ma scherziamo! E' una persona che dalla
vita ha avuto molto (in termini puramente umani) soldi
a palate case, vacanze, mogli, e infine una morte
senza sofferenze (chi ha visto parenti o amici morire
di cancro ne sa qualcosa). Allora mi chiedo, al di
là dell'essere credenti o no in Dio, ma come si può
non avere il senso della misura in questo modo. C'è
tanta gente che consuma la propria vita per gli altri,
senza soldi o per pochi soldi e certo non viene fatto
tutto questo chiasso. Ma si sa la graduatoria dei
valori umani spesso, non sempre, è il contrario di
quella reale, almeno a mio avviso che sono credente.
Per questo l'unica cosa che non condivido del suo
articolo l'aver messo sullo stesso piano di Sordi,
Agnelli, ecc. il Papa. La statura di alcuni papi della
storiacredo sia indiscutibile. Con stima le invio
molti cordiali saluti.
Ernesta Chirone Cattaneo
- Fiesole (FI)
chopin_auer@hotmail.com
GLI ITALIANI E IL LORO BISOGNO DI AVERE EROI
Egr.Dott.Lanza,
desidero farLe sapere che la
penso esattamente come lei!! E non sono la sola.
Che esagerazione!!!! Inoltre aggiungo, se permette,
che e' stato irriconoscente nei confronti di chi lo ho
reso famoso e ricchissimo sputando nel piatto in cui
ha mangiato!! Se fosse stato dignitoso avrebbe
dovuto capire che il suo momento era passato da un bel
pezzo e che avrebbe dovuto ritirarsi a vita privata.
Peccato che gli italiani abbiano sempre bisogno di
eroi!
Cordiali saluti Maurizia Cella
LA REPLICA DI CESARE LANZA
Una
breve replica. Ci sono state anche ripercussioni sui
giornali e su Internet, blog e siti. Io non ho voluto
contesto Mike quanto gli eccessi di venerazione (più
grande di Garibaldi! un poeta dadaista... l'inventore
del linguaggio nazionale...un eroe della Resistenza,
addirittura una vittima di Mauthausen...) da parte di
folle e mass media istupiditi dalla retorica e dalla
ipocrisia. In particolare, le adulazioni provenienti
anche da chi, in vita, lol sbeffeggiava e gli aveva
negato la gioia a cui aspirava: la nomina a senatore a
vita.
14-09-09 |
CI HA SCRITTO LA SIGNORA MINA WELBY
DOPO AVER VISTO "LA PERFEZIONISTA"
La nostra collaboratrice Rachele
Zinzocchi aveva invitato la signora Mina Welby ad
assistere alla proiezione del film "La
perfezionista", domenica 6 settembre all'Isola del
Cinema, in occasione della consegna a Cesare
Lanza, da parte del sottosegretario ai Beni
Culturali, Francesco Maria Giro, del premio "Opera
prima". Rachele Zinzocchi ha poi ricevuto
questa lettera, che pubblichiamo con piacere, dopo
aver chiesto l'autorizzazione alla signora Welby.
"Ho seguito il tuo invito, cara
Rachele, e sono andata a vedere il film La
perfezionista sul tema eutanasia. Ero in
incognito con Carla, sorella di Welby. Il motivo
era di non dare all'occhio e non fungere da
imbonitrice di un prodotto che non conoscevo nel
suo contenuto. Ho incontrato con piacere anche
Rosma Scuteri malata di sla, accompagnata dai suoi
assistenti. Il film è lavorato bene nei minimi
dettagli, per quanto possa capire da non cinefila.
Nella fantasia delle scene vedevo ricordi
felliniani (ospite straordinaria Sandra Milo).
La trama parla di una donna che fa una doppia
vita, scandita da regole rigide comportamentali da
una parte, e una vita in ricerca del nuovo estremo
fuori dal contesto della sua vita quotidiana. Vi è
anche una nota di vicinanza all'handicap,
dedicandosi a un bambino disabile. Noto però un
rapporto superficiale con la vera vita dei
rapporti, quando gli dice, in modo traumatico per
il bimbo, "non sono la tua mamma"( questo accade
dopo la morte del suo compagno), anche questo un
risultato del suo comportamento da perfezionista.
Compagna di un musicista compositore si deve
confrontare con la grave malattia del suo compagno
che da tempo sente lo spettro della fine alle
spalle e allude alla vita non accettata, se non
piena. La sua decisione di essere lei a farlo
morire stringendogli la laringe è sofferta ma,
secondo me, crudele. Ed è anche un fatto che non
rientra nel suo programma di vita. Anche la
propria fine studiata nei dettagli, pagando in
anticipo le pompe funebri, è quanto possa essere
di assurdo in una vita, anche se è di una
perfezionista. Il primo tentativo fallisce, ma
muore saltando dal terrazzo della casa. Un
episodio di una dottoressa che non concepisce come
si possa vivere un rapporto amoroso libero da
regole e che le vuole dare lezioni di vita
coniugale è particolarmente vivace e di effetto.
Per quello che riguarda il tema eutanasia,
sarebbe stato più utile descrivere il profondo
senso della vita che trova soddisfazione nei
rapporti e crede a una continuazione del ricordo
della persona amata (anche se non si crede a una
vita dopo la morte). In vari passaggi ho percepito
il "non-senso" della vita e quindi la doppiamente
traumatica fine come conseguenza. Può darsi
che il mio vissuto e la conoscenza del vissuto di
Piero influisca nella mia critica severa, ma credo
che pensando più a fondo lo trovino anche altri e
vorrei che non diventi un motivo di cattiva
interpretazione del significato eutanasia che per
esserlo non può essere traumatica e distruttiva,
bensì come acqua che disseta chi è arrivato al
compimento della sua esistenza.
Un caro
saluto critico. Mina."
************************* Mina Welby
Associazione Luca Coscioni per la libertà di
ricerca scientifica cell. 3381148793
Iscriviti o fai una piccola donazione
http://www.lucacoscioni.it/contributo
CESARE LANZA RISPONDE
(c.lanza) Ho chiesto a Mina Welby
l'autorizzazione a pubblicare la sua lettera e le
ho fatto sapere, tramite Rachele Zinzocchi, di non
averla trovata affatto severa, ma intelligente,
sensibile, consapevole. E le critiche mi sono
apparse ragionevoli, pertinenti. Le ho detto che
non ho voluto fare un film sull'eutanasia, ma
raccontare una insolita storia d'amore (in molti
episodi tratta da una storia reale), in cui la
protagonista - che nutre, come me, un sentimento
di pessimismo globale rispetto alla vita - decide
con sofferenza di togliere la vita al compagno,
che le ha chiesto di farlo.
10-09-09
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Noemi Speciale e le sue
riflessioni su vita, malattia
e speranza.
Segue la risposta di Cesare Lanza
Caro Direttore, ritorno a scriverle
perché, come è capitato, sento il bisogno di
condividere dei pensieri con lei. Mi entusiasma la
sua attenzione e sensibilità (rare, a mio parere, da
ritrovare in ogni persona di qualsiasi età o vissuto),
il suo continuo confrontarsi nelle opinioni ed il
prezioso dono del saper Ascoltare. Ho letto la
lettera della Signora Welby... mi ha colpito molto. Le
vostre esperienze a confronto. Sentimenti che solo chi
vive sulla propria pelle le cose può capire. Lei, caro
Direttore, nel suo rimorso e nel pensiero che ha
sviluppato, la Signora Welby nel suo proseguire...
Aspetto di vedere "La Perfezionista"... nel mentre le
invio un pensiero che voglio condividere con lei...
Sono date dalla mia esperienza personale (mio fratello
è autistico, gli è stato diagnosticato l'handicap
quando aveva due anni e mezzo di vita, tra le mille
difficoltà del periodo -era il 1978- poi sono nata
io.. nel vivo della lotta caparbia di mia madre per
terapie che hanno dato grandi risultati). Perdoni
il disturbo ed il senso sconclusionato delle mie
parole.
La saluto affettuosamente,
Noemi Speciale
CESARE
LANZA RISPONDE
(c.lanza) Non è
affatto una lettera sconclusionata. La lotta e
l'assistenza per il fratello malato sono un dovere
etico, un segno di amore, di nobiltà, di dignità
d'animo ben più apprezzabili chi misteriosamente ha
inventato il caos di questa vita, le sue perfidie, le
sue contraddizioni e assurdità. Cara Noemi: la mia
visione disperata, pessimista, della vita nasce
proprio dal vedere drammi immotivabili, casuali,
immeritati come quello che è stata inflitto a Lei e
alla sua famiglia. Ricambio affettuosamente i Suoi
saluti.
"LUI"
di Noemi Speciale
Le emozioni
continuavano a filtrare da quel corpo che non sentiva
più suo. La mente aveva abbandonato la dimensione
spaziale che fino allora aveva legato i pensieri alla
razionalità della costruzione delle sue azioni. Il
suo sguardo assente nascondeva tutto un mondo
difficilmente accessibile da qualsiasi occhio esterno.
Rimaneva immobile, ma all'interno c'era un intero
universo in movimento. Non le importava cosa
potessero pensare di lei i tanti volti che la
scrutavano dal di fuori. Non le importava se il suo
corpo nudo avrebbe suscitato sdegno per quei tanti
manichini animati che avevano intrecciato il loro
percorso al suo. Era scomparso l'ago della bilancia
ed i piatti sui quali aveva sempre soppesato le sue
azioni. Inghiottito tutto dalla nebbia che,
paradossalmente, aveva svelato un mondo nuovo. Non
si sarebbe più sforzata di capire i meccanismi
immotivati che permettevano a quegli occhi che non
vedono di emettere sentenze e raggelare i movimenti,
evitando l'ignota diversità. Tutta una vita passata
a cercare di comprendere, mentre quelle esistenze le
si chiudevano attorno. Si sentiva circondata da un
mondo che non riconosceva. Troppo estranee quelle
espressioni... Mentre la mano lentamente si
richiudeva... ritirava i suoi raggi... e spegneva
definitivamente la voglia di integrarsi in quella
non-sostanza. ...Il mondo della sua
famiglia...LUI...Le persiane socchiuse... La
quotidianità di quel luogo chiuso scrutava l'esistenza
nell'indifferenza di uno spazio senza confini. E
componeva i pensieri mentre il suo turno, nei giochi
dei coetanei, non arrivava mai. Le risate con occhi
innocenti avevano lo stesso eco dei ghigni segnati da
rughe senza esperienza. In quelle primavere l'aria
d’ingenuità scandiva e giustificava l'incomprensione
di quel mondo attorno. Poi la terra aveva
completato il suo percorso e le stagioni si erano
susseguite solcando il volto... Restava a guardare
i meccanismi immotivati che permettevano a quegli
involucri senza parola, di schivare il passaggio
dell'estraneo...Come se la loro staticità potesse
essere turbata dal movimento del diverso... Tutto
questo aveva creato in lei un certo freno nella
manifestazione dei pensieri. Il percorso logico
vincolava l'espressione della fantasia. Leggi
imposte da una rigida razionalità... Frenare le
emozioni, fingere la realtà, e continuare a non
capire. Indossare la maschera dell'integrazione,
costruendo una normalità dettata dalla stranezza.
Guardare le immagini, seguirne il profilo, dar forma
all'essere e svuotarlo dell'essenza... - Camminare
e sentirsi gli occhi addosso... Un gesto
stereotipato incanta quelle facce gelide
permettendo alle loro braccia di sollevarsi e, con
le loro mani che non stringono, additare LUI come
un diverso! Non riuscire a levarsi dalla mente
quelle espressioni d’incomprensione, disprezzo,
stupore... Continuare a guardarli chiedendosi se il
diverso sia LUI o loro, che reagiscono in un modo
simile davanti una realtà che si discosta dal loro
piccolo mondo ovattato, fatto di marionette e cartoni
animati; dove i colori senza sfumature nascondono un
grigiore esistenziale che li spinge a vivere senza
capire cosa è attorno a loro... Lontano dalle
contaminazioni della diversità... - Spesso un'aria
di sfida aleggiava nei suoi occhi. Un confronto su dei
piani che si rincorrevano paralleli, e poi cambiavano
direzione, e le direzioni creavano gli spazi, e le
persone vi rimanevano imprigionate. Poi l'estate
della vita...Il nuovo respiro dei pensieri suoi. La
mente finalmente libera dalla gabbia della
geometria...LUI era la domanda e la risposta...
Troppe volte quegli occhi addosso avevano squarciato
il suo essere, riedificandolo più forte. Ora
camminava a testa alta. Non abbassava più lo sguardo
mentre i volti la scrutavano; ripeteva l'orbita
compiuta dagli occhi degli osservatori. Il mondo era
dentro di lei...LUI lo aveva arricchito... Fuori
solo occhi che non vedono, menti che non parlano, mani
che non stringono...
11-09-09 |
CI HA SCRITTO LA SIGNORA MINA WELBY, DOPO AVER VISTO "LA PERFEZIONISTA"
La nostra collaboratrice Rachele
Zinzocchi aveva invitato la signora Mina Welby ad
assistere alla proiezione del film "La
perfezionista", domenica 6 settembre all'Isola del
Cinema, in occasione della consegna a Cesare
Lanza, da parte del sottosegretario ai Beni
Culturali, Francesco Maria Giro, del premio "Opera
prima". Rachele Zinzocchi ha poi ricevuto
questa lettera, che pubblichiamo con piacere, dopo
aver chiesto l'autorizzazione alla signora Welby.
"Ho seguito il tuo invito, cara
Rachele, e sono andata a vedere il film La
perfezionista sul tema eutanasia. Ero in
incognito con Carla, sorella di Welby. Il motivo
era di non dare all'occhio e non fungere da
imbonitrice di un prodotto che non conoscevo nel
suo contenuto. Ho incontrato con piacere anche
Rosma Scuteri malata di sla, accompagnata dai suoi
assistenti. Il film è lavorato bene nei minimi
dettagli, per quanto possa capire da non cinefila.
Nella fantasia delle scene vedevo ricordi
felliniani (ospite straordinaria Sandra Milo).
La trama parla di una donna che fa una doppia
vita, scandita da regole rigide comportamentali da
una parte, e una vita in ricerca del nuovo estremo
fuori dal contesto della sua vita quotidiana. Vi è
anche una nota di vicinanza all'handicap,
dedicandosi a un bambino disabile. Noto però un
rapporto superficiale con la vera vita dei
rapporti, quando gli dice, in modo traumatico per
il bimbo, "non sono la tua mamma"( questo accade
dopo la morte del suo compagno), anche questo un
risultato del suo comportamento da perfezionista.
Compagna di un musicista compositore si deve
confrontare con la grave malattia del suo compagno
che da tempo sente lo spettro della fine alle
spalle e allude alla vita non accettata, se non
piena. La sua decisione di essere lei a farlo
morire stringendogli la laringe è sofferta ma,
secondo me, crudele. Ed è anche un fatto che non
rientra nel suo programma di vita. Anche la
propria fine studiata nei dettagli, pagando in
anticipo le pompe funebri, è quanto possa essere
di assurdo in una vita, anche se è di una
perfezionista. Il primo tentativo fallisce, ma
muore saltando dal terrazzo della casa. Un
episodio di una dottoressa che non concepisce come
si possa vivere un rapporto amoroso libero da
regole e che le vuole dare lezioni di vita
coniugale è particolarmente vivace e di effetto.
Per quello che riguarda il tema eutanasia,
sarebbe stato più utile descrivere il profondo
senso della vita che trova soddisfazione nei
rapporti e crede a una continuazione del ricordo
della persona amata (anche se non si crede a una
vita dopo la morte). In vari passaggi ho percepito
il "non-senso" della vita e quindi la doppiamente
traumatica fine come conseguenza. Può darsi
che il mio vissuto e la conoscenza del vissuto di
Piero influisca nella mia critica severa, ma credo
che pensando più a fondo lo trovino anche altri e
vorrei che non diventi un motivo di cattiva
interpretazione del significato eutanasia che per
esserlo non può essere traumatica e distruttiva,
bensì come acqua che disseta chi è arrivato al
compimento della sua esistenza.
Un caro
saluto critico. Mina."
************************* Mina Welby
Associazione Luca Coscioni per la libertà di
ricerca scientifica cell. 3381148793
Iscriviti o fai una piccola donazione
http://www.lucacoscioni.it/contributo
CESARE LANZA RISPONDE
(c.lanza) Ho chiesto a Mina Welby
l'autorizzazione a pubblicare la sua lettera e le
ho fatto sapere, tramite Rachele Zinzocchi, di non
averla trovata affatto severa, ma intelligente,
sensibile, consapevole. E le critiche mi sono
apparse ragionevoli, pertinenti. Le ho detto che
non ho voluto fare un film sull'eutanasia, ma
raccontare una insolita storia d'amore (in molti
episodi tratta da una storia reale), in cui la
protagonista - che nutre, come me, un sentimento
di pessimismo globale rispetto alla vita - decide
con sofferenza di togliere la vita al compagno,
che le ha chiesto di farlo.
10-09-09
|
INSEGNANTI DI SOSTEGNO E
SPECIALISTI A PAGAMENTO NELLA SCUOLA PUBBLICA
Egr. Direttore,
recentemente ho letto
alcune lettere di cittadini, insegnanti e genitori che
comunicavano la loro preoccupazione circa i
cambiamenti che si stanno verificando all’interno
della nostra scuola e che ne stanno snaturando
completamente il suo vero significato: essere un luogo
di istruzione ed educazione. Poi qualche giorno fa un
altro articolo dal titolo “In Sicilia la fabbrica
degli insegnanti di sostegno” (www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=374981)
ad un certo punto affermava “E che dire di una
criptica diagnosi siglata “Nac”? Nessuna nuova
malattia che sfugge ai medici. Nac sta per “non
altrimenti certificato” Una patologia inventata su
misura per compiacere qualche scuola che ha bisogno di
piazzare un insegnante, a qualunque costo”…. “A Enna
c’è qualcosa di ancora più esilarante. Era stata
accertata dalla Asl una “grave difficoltà di
apprendimento della lingua italiana” Ma i medici si
sono dimenticati di specificare che il bambino era
arabo”. Incredibile, ma vero! A causa di
interventi di carattere psichiatrico nella scuola ora
gli errori di calcolo, di scrittura, di ortografia o
la troppa vivacità sono diventati disturbi e se una
volta di fronte a delle normali difficoltà c’era il
continuo esercizio e più ore venivano dedicate alla
lingua italiana e alla matematica, ora come soluzione
si sottopone il bambino a dei test cognitivi ed il
gioco è fatto! Io ritengo che per poter imparare
qualsiasi cosa sia a scuola che nella vita ci voglia
perseveranza, persistenza, duro e continuo esercizio.
Un esempio potrebbe essere quello di un bambino che
vuole imparare a suonare il pianoforte: lui inizia con
il solfeggio, attraverso esercizi su esercizi
incomincia a suonare le prime note, finché riuscirà,
prima o poi, a suonare brevi e semplici melodie e a
fare accordi. E qualora lui dovesse incontrare delle
difficoltà nel suo percorso musicale non farà altro
che tornare indietro e continuare con il suo
allenamento. Non verrà fermato al primo fallimento o
al secondo, dicendogli:”Tu non sarai mai in grado di
suonare il pianoforte”. “Ora faremo un test”, ma lui
verrà incitato a continuare, sino a quando otterrà il
tanto agognato sogno: suonare il pianoforte! E così
lui vincerà. E se anche non dovesse raggiungere il suo
obiettivo, non verrebbe in ogni caso considerato
affetto da “disturbo della musica”. In qualità di
insegnante con mio grande sgomento recentemente sono
stata testimone diretta di un episodio increscioso
accaduto proprio nella mia classe: alcuni mesi fa sono
venuta a sapere attraverso una lettera arrivata nella
mia classe che i genitori di un mio alunno si erano
rivolti ad un centro per una valutazione cognitiva e
logopedia, relativa ad alcune difficoltà nell’ambito
dell’apprendimento scolastico, difficoltà sottolineo
normalissime che qualsiasi scolaro potrebbe incontrare
nel suo percorso didattico, a maggior ragione
giustificabili nel mio alunno, se si fa presente che
nella classe di cui sono ora titolare, in prima è
mancata una figura stabile di riferimento nella lingua
italiana. Sovente i bambini venivano alloggiati in
altre classi del plesso, con tutte le problematiche
didattiche che da questo ne sono derivate. Nella
lettera delle due specialiste, una logopedista e una
psicologa, non erano allegate le prove vere e proprie
somministrate all’alunno, ma venivano riferiti
soltanto i punteggi relativi alle stesse e in essa
veniva affermato che erano da considerarsi patologici
i punteggi al di sotto del -2. Faccio presente che
le due esperte, prima di somministrare le prove di
calcolo, scrittura e competenza ortografica al mio
alunno fatte tra dicembre e gennaio, non avevano MAI
contattato né me, né tanto meno le altre colleghe
della classe per informarsi sul percorso
didattico-educativo intrapreso dal bambino, sulle
unità di apprendimento svolte durante l’anno
scolastico in corso e negli anni precedenti, sui
progressi da lui raggiunti, sul rapporto del bambino
con i compagni di classe e con le insegnanti.
Inoltre la logopedista si era permessa di interferire
nella conduzione dell’attività didattica, mettendo per
iscritto sul diario dell’alunno quale azione fosse più
giusta e quale lei ritenesse sbagliata. Questi
“esperti” si sono sostituiti completamente al ruolo di
noi insegnanti, dettano leggi e regole, si erigono a
“gli intoccabili”, come se fossero al di sopra delle
parti. Una parte della psichiatria dichiara che
questi disturbi (dislessia, disortografia, discalculia,
disgrafia) esistono e sono disturbi di carattere
neurologico, mentre altri psichiatri e psicologi
affermano l’esatto contrario. Dove sono le prove di
laboratorio che dimostrano la veridicità
dell’esistenza di questi “disturbi”? La logopedista
nell’unico colloquio avuto disse che lei era contraria
ad etichettare i bambini, ma, contraddicendosi,
continuava affermando che lo aveva fatto per
salvaguardare l’alunno quando frequenterà la scuola
media. Questa sua affermazione mi ha lasciata
attonita! E’ come dire che lei era consapevole che il
problema fosse la scuola, in questo caso la scuola
secondaria di primo grado ma, se si etichetta il
bambino, i professori della scuola media potranno fare
qualcosa per lui! Ora questa logopedista, a detta
della mamma, segue il mio alunno a pagamento.
Ritengo che il disegno di legge sulla dislessia, che
ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione
Istruzione del Senato recentemente, sia un pericolo
reale per tutti i nostri bambini, che non hanno
bisogno di bolle o etichettature come al tempo del
nazismo! Hanno invece bisogno di educazione e
istruzione, che siano il risultato dell’attività degli
insegnanti in collaborazione e con il sostegno dei
genitori e della capacità di apprendimento da parte
del bambino, attraverso tutti gli strumenti di cui
l’istituzione scolastica dispone all’interno di essa.
Ed è proprio all’interno di essa che si devono
ricercare le cause di un’istruzione in decadimento e
di una dispersione scolastica in continuo aumento!
Chi di noi nel nostro trascorso scolastico non sarebbe
stato etichettato per qualche difficoltà?
Antonella Marzaroli
02-09-09
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Tre giorni per un letto e due
per un'ambulanza
La premessa è che mi ritrovo qui a raccontare la mia
vicenda privata perché nessuno debba affrontare
l’odissea che stiamo vivendo noi. E per non rassegnarsi
alla presa per i fondelli dello spot di Piero Marazzo
“per un sanità lontana degli interessi privata e vicina
ai cittadini” reagisco perché quei manifesti a chi come
noi si trova a conoscere suo malgrado le disfunzioni
della sanità suona pure come una beffa.
Mi rivolgo a Lei per illustrarle l’odissea di chi
purtroppo ha a che fare con la sanità della Regione
Lazio, in particolare di Roma e Latina per bisogno
quotidiano di assistenza. In breve le dico che siamo
stati in attesa tre giorni al Pronto Soccorso del San
Camillo per un posto letto, per una donna con ostruzione
biliare in corso da recidiva tumorale al fegato, e da
mercoledì (ore 13.00 quando finalmente le hanno dato il
letto) ha dovuto aspettare venerdì (causa problemi
logistici di ambulanze, per fare 500 metri all'interno
della stessa comprensorio San Camillo Forlanini) per
passare dal reparto di Chirurgia e Trapianti del prof
Giuseppe MARIA Ettorre alla Radiologia Vascolare per
inserirle un tubicino che drenasse il tutto e tornare
poi nella sua stanza. Tempo dell'operazione 20 minuti.
La storia
Mia madre, una donna di 67 anni, operata di tumore al
pancreas presso il San Camillo-Forlanini nel settembre
del 2008 ha avuto bisogno di fare una PET (dall’inglese
“Positron Emission Tomography” tecnica diagnostica di
Medicina Nucleare non invasiva e assai innovativa, in
oncologia consente una diagnosi precoce e la valutazione
immediata dell’efficacia di una cura) tempi di attesa
due mesi e mezzo al Policlinico Gemelli, idem al Regina
Elena, in totale a Roma solo 5 sono i centri che
dispongono di questo importante macchinario, quindi i
tempi di attesa sono biblici. Meno male che la diagnosi
precoce nella cura del tumore o recidive è FONDAMENTALE.
Per farla breve, con la debolezza di chi è divorata dal
cancro e passata dall’essere una donna giunonica ad una
che arriva appena a 60 chili siamo dovute partire per
Napoli, dove è possibile prenotare una Pet nel giro di
due giorni. Non presso un ospedale, naturalmente, ma
presso un istituto di diagnostica nucleare
convenzionato. Non sto a raccontare il disagio del
viaggio in treno con un malato, altrimenti dovrei
soffermarmi anche sui disservizi delle Ferrovie dello
Stato, e per ora mi basta fare i conti con
l’inadeguatezza del Sistema Sanitario di questo
maledetto Paese.
Abbiamo dovuto fare la Pet, perché la Tac cui si è
sottoposta mia madre presso l’ospedale di Latina,
servizio Radiologia primo piano del Santa Maria Goretti,
udite udite: trattasi di un macchinario obsoleto con
immagini di scarsa qualità, poiché le immagini risultano
addirittura sovrapposte.. Non sono un medico, ma è
quello che mi è stato detto da chirurghi e oncologi che
le hanno viste. A richiesta sono disposta a farle
visionare. Sono stufa di combattere con una ciurma di
mediocri e non parlo di alcuni medici, che con gli
strumenti che hanno spesso fanno anche miracoli, ma di
politici incapaci di dare risposte serie e in tempi
“ragionevoli” per un servizio primario quale è la
sanità.
La storia non finisce qui. Lunedì pomeriggio abbiamo
fatto 6 ore di pronto soccorso del San Camillo, poiché
mia madre è diventata improvvisamente gialla, sospetto
ittero biliare da metastasi, per avere i risultati delle
analisi passano 5 ore, poi il referto: non è metastasi
ma forse un’ epatite contratta da trasfusione di sangue
durante l’intervento. Occorre fare accertamenti ma non
ci sono posti letti né al San Camillo né allo
Spallanzani così piuttosto che lasciarla in barella al
Pronto Soccorso, come dicono i medici, me la riporto a
casa, sono le 21.00. Martedì pomeriggio mia madre
diventa sempre più gialla ed è colpita da una forte
astenia, ritorno allo stesso pronto soccorso pensando in
buona fede di non dover rifare la stessa trafila. Ma
niente da fare, mia madre riviene sottoposta ad analisi
del sangue, entriamo alle 16e 30 e alle 21 siamo ancora
qui, alla fine si decide di procedere per una Tac, alle
23.30 diagnosticano recidive del fegato e del peritoneo
(tutto questo mentre mia madre rimane su una barella
nella sala dei codici verdi). Questa volta non può
tornare a casa, cercano un posto letto in chirurgia, ma
ormai sono le 10 di mattina del mercoledì, dal reparto
del prof Ettorre scende subito un medico il quale si
prodiga a cercarle un posto. Ma perché non avvisarli
l’altro ieri? L'unico privilegio che ho visto che sono
una giornalista, è solo la penna, per ora, non potevo
non racconta questa terribile esperienza di malasanità.
lettera firmata
14-03-09
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Da: tony56 [mailto:papone56@hotmail.it]
Inviato: domenica 16 marzo 2008 14.40
A: Redazione
Oggetto: dibattito
Mi chiamo Antonio, e vivo a Siena, è uno schifo che
il nostro governo spenda tanti euro per andare alle
elezioni ,quando poi possono essere spesi per
aiutare il cittadino più povero. I nostri politici
sono dei ragazzini che si litigano il giocattolo
e quindi noi paghiamo le conseguenze delle loro
liti. Ci vogliono nuove figure politiche per togliere
i vecchi politici che ormai pensano solo ai loro
interessi.
Da: Claudia Cois [mailto: info@intershop.it]
Inviato: Giovedì 29 gennaio 2009 14.09
A: Direttore
Oggetto: Animal Mutua
"Salve
Cesare! Proprio oggi mi è venuta
l'idea di un servizio che permettesse a chi non ha
reddito sufficiente di poter " amare" e curare
i propri amici e vicini di dna appartenenti a specie
diverse (e più deboli nella lotta per la sopravvivenza)
possiedo una casa in montagna vicino a bologna e ci
sarebbe lo spazio a sufficienza per fare partire un
progetto pilota della Mutua per animali (animal's mutua)
si potrebbe partire con un veterinario (un giorno alla
settimana ) gratuito ovviamente ciò che mi manca
per partire sono i fondi ma anche la pubblicità...(in
cui forse potrebbe aiutarmi?) ci sono tante cose per
cui vale la pensa essere venuti al mondo questo progetto,
secondo me , può dare il senso di una esistenza
Le scrivo avendo (per coincidenza?) letto oggi stesso
(e per primo link) il suo articolo in cui caldeggia
una mobilitazione privata per l'istituzione di una
mutua per animali... un saluto e un ringraziamento
anticipato se mi vorrà aiutare e/o consigliare."
|
Da: tony56 [mailto:papone56@hotmail.it]
Inviato: domenica 16 marzo 2008 14.40
A: Redazione
Oggetto: dibattito
Mi chiamo Antonio, e vivo a Siena, è uno schifo che
il nostro governo spenda tanti euro per andare alle
elezioni ,quando poi possono essere spesi per
aiutare il cittadino più povero. I nostri politici
sono dei ragazzini che si litigano il giocattolo
e quindi noi paghiamo le conseguenze delle loro
liti. Ci vogliono nuove figure politiche per togliere
i vecchi politici che ormai pensano solo ai loro
interessi.
Da:
giornale_lg@libero.it [mailto:giornale_lg@libero.it]
Inviato: lunedì 25 febbraio 2008 21.02
A: cesare
Oggetto: Articolo
Gentile Dottore,
Le invio un'articolo pezzo per l'eventuale
pubblicazione, se può essere di
Suo interesse.
Molti ringraziamenti
Distintamente
(R. Corsi) R.C.
Un’alluvione di patronati
Chi volesse prendersi la briga di fare uno studio
via internet sulla
disponibilità italiana di sindacati e patronati
rimarrebbe letteralmente
sbalordito a fronte del numero di soggetti
esistenti, al di là di ogni
limite ragionevole. Ci sono quelli della cosiddetta
triplice, degli altri
sindacati nazionali, del movimento cattolico, degli
artigiani, dei precari,
e chi più ne ha, più ne metta. Spesso e volentieri,
si tratta di
organizzazioni in concorrenza diretta tra di loro, e
sempre ben consolidate
sul territorio, tanto da avere sedi in ogni
provincia, e talvolta in
parecchi centri meno importanti.
L’uomo della strada è indotto a ritenere che si
tratti di cosa buona e
giusta, perché la ragione d’essere di tutti costoro
non può essere che
quella di dare una mano al prossimo, e soprattutto
a chi è privo di difese:
primi fra tutti i pensionati, che guarda caso sono
la categoria
apparentemente più sindacalizzata, con milioni
di iscritti alle varie sigle
(in effetti, l’adesione viene raccolta in modo
automatico quando si
rivolgono al patronato per l’inoltro della domanda
di pensione: in altri
termini, molti non si accorgono nemmeno di avere
firmato l’iscrizione,
sostanzialmente a vita, perché non sanno, oltre
al resto, di poterla disdire
in ogni momento).
Una valutazione approssimativa permette di affermare
che le sigle attive o
presunte tali siano almeno 20 mila, generalmente ben
fornite di sede,
telefono, telefax, e-mail, e beninteso, di chi vi
presta la propria opera,
di norma a titolo oneroso. Il paradosso è che,
soprattutto nell’industria,
ma anche nel terziario, il rapporto fra iscritti
e addetti è decisamente
basso, e che in qualche caso limite i secondi
possono essere addirittura in
maggioranza rispetto ai primi!
A questo punto, di fronte all’impensabile alluvione
di patronati e
sindacati, è lecito chiedersi se sia giusto che
costoro, oltre a fruire del
supporto finanziario istituzionale, abbiano modo di
vivere bene, e spesso
improduttivamente, alle spalle di lavoratori e
pensionati. Anzi, come è
stato già rilevato, non è da escludere che i danni
strategici siano
superiori ai vantaggi: la straordinaria
proliferazione dei sindacati ha
fatto sì che l’Italia sia finita in coda alla
graduatoria europea degli
investimenti esteri, senza dire che gli aumenti
salariali (talvolta
beffardamente minimi come quelli per i pensionati)
sono privi di valore se
non vengano supportati dalla lotta agli aumenti dei
prezzi e
dell’inflazione.
Va aggiunto che questa brava gente, anche a fronte
di legittime proteste
come quella relativa alla permanenza della
trattenuta ex ONPI ad oltre un
trentennio dalla cancellazione dell’Opera (poca
cosa per ciascuna pensione,
ma pari a due milioni e mezzo di euro all’anno
lucrati impunemente dagli
Istituti, e loro tramite dallo Stato), sa rispondere
solo con un’arrogante
albagia, affermando che si tratta di quattro soldi
(ma per un pensionato
anche mezzo litro di latte è importante), ovvero,
di mezzi finanziari
destinati comunque all’assistenza degli anziani,
mentre risulta che
attraverso il Tesoro finiscono nel calderone dei
bilanci regionali senza
possibilità di controllo.
Per citare un altro esempio, cosa hanno fatto
sindacati e patronati per
prevenire od impedire lo scempio della 140/85,
interpretata nell’ultima
legge finanziaria in senso favorevole alle pretese
incostituzionali
dell’INPS nonostante centinaia di sentenze d’ogni
ordine e grado, Cassazione
compresa, che l’avevano visto regolarmente
soccombere nelle vertenze legali
con le benemerite categorie interessate, quali
quelle di ex-combattenti,
orfani di guerra, profughi e simili?
In tutta sintesi, più che un’alluvione, è una
vergogna da non dimenticare:
anzi, da mandare bene a mente in vista degli
appuntamenti elettorali.
Da:
papone56@hotmail.it
Inviato: domenica 10 febbraio 2008 14.40
A: Redazione
Oggetto: violenza
IO non
sono razzista,ma dal 2003 sto subendo le provocazioni danneggiamenti
alle macchine,mi hanno anche picchiato,mia figlia è andata in depressione,tutto per colpa
di alcune famiglie italiane che vivono ne mio
stesso stabile, premetto che vivo in case
popolari,ho chiesto aiuto sia alla legge che
al comune e mi hanno risposto che non possono
farci niente. Quindi a chi mi devo rivolgere secondo
voi,visto che nessuno puo farci niente?
Da: Gilbert [mailto:gilbertparaschiva@tiscali.it]
Inviato: lunedì 12 novembre 2007 17.39
A: redazione@lamescolanza.com
Oggetto: LA MORTE QUOTIDIANA
Violenza, sempre violenza ma con la fratellanza de
"La Mescolanza" possiamo gridare al mondo di non aver
clemenza per tutti coloro che fanno violenza e poi
chiedono indulgenza per atti vandalici, furti, assasini
mai visti in precedenza.
Al caro Cesare Lanza una poesia che critica la violenza
mai pubblicata altrove in precedenza. Dall'autore
del libro: "Ma 'ndo vai...se la banana..." una lirica
dal titolo: "La morte quotidiana" (tutte le rime sono...puramente
casuali).
Con stima e simpatia a "La Mescolanza" ed al suo Direttore,
www.gilbertparaschiva.com
P.S. Dopo i fatti di ieri del tifoso erroneamente
ucciso dalla Polizia e tutto quello che si è scatenato
in seguito, siamo alla vigilia della "FOLLIA COLLETTIVA".
Se leggiamo noi La Stampa o vediamo il Telegiornale
al cervello ci può far bene ma al cuore tanto male!
Si combatte dappertutto, vi son tragedie ogni giorno
e la cosa peggiore è che a molti non gliene importa
un corno!
Senza ragione e senz'alcun motivo davvero speciale,
ogni giorno muore qualcuno o finisce all'Ospedale!
Morti dappertutto, in ogni angolo della nostra terra
e questo senza che Qualcuno abbia mai dichiarato guerra!
Lutti fra Irakeni e Afghani, Palestinesi e Israeliani!
Alla morte del nostro paese ci pensan gli italiani!
Dilaga la delinquenza albanese, bulgara e romena
e, noi, nulla facciamo…anzi, facciamo proprio pena!
Prostituzione, furti e rapine ve ne sono a volontà
e il Telegiornale questi fatti li racconta a sazietà!
Ormai purtroppo non c'è più spazio per la cronaca
rosa,
tranne per le belle donne che vogliono mettersi in
posa!
Quasi sempre le mie liriche hanno detto solo verità
ma son solo apprezzate da madri oneste e bravi papà;
questi in Italia sono pochi, lo sa pure il Padreterno,
se continua così, certo, tutti finiremo all'Inferno!
Gilbert Paraschiva
Da: latinicinzia@tiscali.it [mailto:latinicinzia@tiscali.it]
Inviato: martedì 4 settembre 2007 0.12
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: tentativo di descrizione...
Caro Signor Lanza, ho letto il suo articolo della
rubrica "mister no" sul numero di Libero di venerdì
31 agosto e con sorpresa per la prima volta ho potuto
verificare che qualcuno ha conosciuto questo delizioso
ristorante di Trastevere. Mi è capitato di andarci
a cena con un amico non ricordo se nell'89 o nel 90
e rimasi molto colpita dalla combinazione, assai insolita
allora, di pesce e legumi. Mangiai passata di fave
e gamberi ed ancora vongole e fagioli : da leccarsi
i baffii! Anche i dolci erano molto particolari e
squisiti. Ricordo un atmosfera molto tranquilla e
romantica. Nota particolare :al tavolo accanto al
nostro cenava Luca Barbarossa con un'amica. Peccato
che abbia chiuso, non ne riuscii a capire la ragione.
Grazie per avermi per un po' riportata ad un piacevole
periodo della mia vita in questa fantastica città.
Cinzia Latini
Da: Gilbert [mailto:gilbertparaschiva@tiscali.it]
Inviato: mercoledì 22 agosto 2007 17.34
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: UNA GRADITA OMONIMIA
Caro Cesare,
Al Liceo Ferdinando Martini in ASMARA (Eritrea) uno
dei miei più cari compagni di scuola si chiamava CESARE
LANZA.
Sei stato per caso anche tu all'ASMARA o hai avuto
qualche parente (ZIO o CUGINO) che si chiama come
Te Cesare Lanza?
E' una domanda che avrei voluto farti dal primo giorno
(e ne sono passati degli anni....) che Ti ho visto
in Televisione ma solo quest'oggi cercando su GLOOG
se un altro amico avesse un sito (tale Domenico Fiordelisi
(per gli amici (NICO FIORDELISI) ho potuto leggere
"LA MESCOLANZA" nella quale, se vorrai..."MESCOLARE"
pure me, non finirò mai d'esserti grato! Sono l'ultimo
o penultimo, rimasto ancora su questa terra, dei componenti
della Band di RENATO CAROSONE che non ha ancora raggiunto
i "Suoi" "CANTANTI IN PARADISO" (titolo di un mio
libro edito dalla CARELLO Editore) per cui, indipendentemente
dall'omonimia o dalla "celebrità" mia (BUM!!!) (se
fosse stato realmente così non avrei intitolato il
mio libro autobiografico "Ma 'ndo vai...se la banana
non ce l'hai!..." per dire "dove credi di andare se
non hai fortuna, sei non hai raccomandazioni o per
dirla più sporca se non hai calci in culo o, più pulita,
se non hai Santi in Paradiso!...." (se diverremo amici
ti invierò in cartaceo tutta la mia produzione libraria
indipendentemente che tu sia o non sia quel mio carissimo
compagno di Ginnasio. (certamente no perché, se non
potrei esserti padre, poco ci manca!...) Per il momento
ti prego da una guardatina, al sito sottostante: www.gilbertparaschiva.com
e se ritieni che io possa esserti utile in qualcosa
sappi che, compagno o non compagno, mi metterò a tua
completa disposizione...se non altro per la simpatia
offertami in alcuni pomeriggi domenicali! Un caro
abbraccio,
GILBERT
Curriculum aggiornato rilevato da "Radiocorriere TV" del
4/7/2006
GILBERTO PARASCHIVA
(in arte GILBERT)
(Musicista-Poeta-Giornalista-Presentatore)
www.gilbertparaschiva.com
Per
parlare del nutrito curriculum di Gilbert Paraschiva,
uomo di spettacolo e Premio Cultura della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, non basterebbe l'intera
Antologia degli Artisti 2007 per cui, in poche righe,
diremmo solo che ha iniziato la sua attività artistica
a 14 anni in Eritrea suonando con gli elementi del
Complesso di Renato Carosone. Come giornalista è stato
inviato de "Il Quotidiano Eritreo" a San Remo all'epoca
in cui vinse la canzone "Tutte le mamme" ed ha suonato
nelle migliori orchestre di Napoli producendo altresì
diversi artisti con l' etichetta discografica che
portava il suo nome ("Gilbert Record").
Tra i suoi maggiori successi "Italia lontana" (la
canzone più venduta all'Estero dopo "Terra Straniera"
di Marletta, molto prima che esplodesse Modugno con
"Volare".) Ha scritto un numero indefinibile di poesie
e canzoni e, in entrambi i settori, ha collezionato
premi a non finire sino al punto che, per l'esposizione
perenne delle sue opere e di quelle dei suoi numerosi
"poetamici" appartenenti a "Il Pianeta dell'Amore"
(l'Associazione Culturale da lui fondata nel 1992)
avrebbe deciso, grazie all'interessamento di Giancarlo
Magalli di affiancarsi al Museo che la sorella di
Mia Martini avrebbe, anche lei, intenzione di fondare
in memoria della sorella. Come non fossero già troppi
i trofei per questo Museo (ancora allo stato embrionale)
il 18 marzo 2007 , al IX Incontro di Poeti "On. Nino
Pino Ballotta", a Barcellona Pozzo di Gotto, al Paraschiva
è stato assegnato il Premio alla Cultura mentre il
23 giugno 2007, al Parco Archeologico di Buccino,
l'Associazione "Il Simposio" Gli ha consegnato il
Premio alla Carriera! Sessant'anni di lunga carriera
in oltre una mezza dozzina di specializzazioni in
campo artistico-culturale: musicista, cantante, giornalista,
presentatore, attore, scrittore e poeta. Il nostro
augurio che anch'egli, come il compianto Roberto Murolo,
possa, fra qualche anno, partecipare ad uno spettacolo
televisivo che porti lo stesso titolo del compianto
amico cui Gilbert stesso diede l'ispirazione al titolo:
OTTANTA VOGLIA DI CANTARE.
Da "RADIOCORRIERE TV" del 21 Agosto 2007:
Gilbert Paraschiva e Ugo Gregoretti hanno ricevuto
il "Premio alla Carriera" dal Poeta Michele Ferruccio
Tuozzo, organizzatore de "Il Simposio" di Buccino
(SA). Gilbert ha eseguito per l'occasione brani dell'amico
scomparso Renato Carosone.
Da: graziaquaranta@tiscali.it [mailto:graziaquaranta@tiscali.it]
Inviato: venerdì 3 agosto 2007 19.50
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: lettera sulla dislessia
RISPOSTA ALLA PROF.SSA PELLEGRINO
Ho letto l'ennesima lettera scritta da lei prof. Pellegrino,
che si sente tanto colta e preparata didatticamente
da dover bombardare tutti i giornali con le sue meschine
e presunte preoccupazioni nei confronti della scuola
italiana, qualora dovesse essere definitivamente approvata
la legge sulla dislessia.
In verità noi genitori di questi ragazzi avremmo dovuto
chiedere soprattutto una legge che escludesse insegnanti
come lei dalla scuola.
Se la scuola italiana, infatti, è sempre in prima
pagina sui giornali per avvenimenti negativi e sempre
dannosi nei confronti di bambini e ragazzi, che dovranno
formare la nostra futura società, è proprio perché
ci sono ancora nelle nostre aule troppe "prof. Pellegrino",
che dopo cento anni dalla nascita di DONNE e INSEGNANTI
come la Montessori, pensano ancora di entrare in classe
ed esercitare un meschino potere nei confronti di
bambini e ragazzi che saranno esclusi ed emarginati
perché non appartenenti a quell'unica categoria di
alunni che lei, probabilmente, è capace di seguire
in uno sterile percorso formativo, perché corrispondenti
a quel paio di ragazzi appartenenti a ceti sociali
medi, con medie capacità, disposti ad accettare passivamente
la sua mediocre lezione, senza disturbare e a ripeterla
mnemonicamente al suo ordine.
Dietro la sua repulsione verso questa legge e questi
ragazzi, peraltro molto intelligenti e creativi, ma
con modalità di apprendimento diverse da quelle tradizionali
da lei conosciute, si nascondono, probabilmente, forti
insicurezze e frustrazioni che la portano a non accettare
nessuna forma di diversità (ovvero di normalità),
perché, altrimenti, si sarebbe accorta che, dei 28/29
alunni che dice di avere in classe e di non riuscire
a gestire, non ce n'è uno uguale ad un altro e soprattutto
non ce n'è nessuno che abbia diritto all'attenzione
ed al rispetto più di un dislessico.
Sign.ra super prof ascolti, allora, il consiglio di
un'insegnante "normale", che ama il suo lavoro e rispetta
al di sopra di tutti i suoi alunni, anche, e/o soprattutto
quelli che provengono da ambienti svantaggiati e problematici
(dislessici compresi), di una docente che ha capito
che non c'è gioia più grande che vedere i propri allievi
sereni di venire a scuola, liberi di sbagliare per
poter migliorare, senza esser giudicati, né umiliati,
ma solo motivati a fare sempre meglio, orgogliosi
delle loro diversità che possono essere spunto di
crescita in un reale confronto costruttivo, che dovrebbe,
come sancisce la Costituzione italiana, garantire
ad ogni bambino il diritto allo studio e alla formazione.
E' solo "grazie" a persone come lei che questi alunni
continuano a subire gravi danni psicologici, talvolta
addirittura irreparabili, soprattutto quando essi
appartengono a famiglie poco attente e, per questo,
non in grado di difenderli e supportarli.
Grazia Thea Quaranta
Da: Claudio Berera [mailto:claudio.berera@yahoo.it]
Inviato: giovedì 9 agosto 2007 18.52
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: Lettera al direttore
Egr. Direttore, sono il Dirigente di un'Associazione, promotrice
della didattica di Applied Scholastics con la quale
recuperiamo gli studenti nella zona di Bergamo.
Ho letto recentemente diversi articoli e lettere su
vari media, nei quali si parla di "disturbi di apprendimento".
Voglio dare il mio contributo, esponendo la mia esperienza
personale, nella speranza che possa apportare maggiore
chiarezza.
Circa tre mesi fa, nella mia Associazione, si è presentata
una dottoressa “specialista in disturbi del linguaggio”,
proponendomi i suoi servizi per quei ragazzi che mostrano
disturbi di carattere dislessico o di pronuncia nel
suono delle parole.
Le chiesi quali servizi mi poteva offrire e le relative
soluzioni e lei prontamente mi disse che appunto si
occupava di questi ragazzi che hanno delle difficoltà
di pronuncia, di lettura e di scrittura, però, non
aveva un programma specifico per questi disturbi se
non il fatto di seguire il ragazzo in base alle difficoltà
che dimostrava e di volta in volta stabilire cosa
fare. Non mi propose altre soluzioni in merito. Le
chiesi allora se avesse riscontrato dei cambiamenti
con i suoi interventi sugli studenti, la sua risposta
è stata che non era così semplice, perché la dislessia
è una malattia, che non si guarisce, ma tuttavia è
possibile attenuarla rendendo accettabile il lessico
e che in ogni caso non ci sono rimedi efficaci attualmente
conosciuti.
Sono stato sorpreso da questa risposta perché la mia
esperienza è ben diversa. In particolare, nella mia
Associazione mi sono occupato di un ragazzino di 11
anni che doveva iniziare la prima media. La mamma
mi anticipò che suo figlio aveva grosse difficoltà
nel leggere, nello stare in classe per più di due
ore e nello scrivere senza errori d’ortografia. Gli
avevano diagnosticato una dislessia lieve ma inguaribile;
nella scuola pubblica avrebbe avuto l’insegnante di
sostegno, cosa che il ragazzo assolutamente non accettava.
Io misi alla prova il ragazzo. Era veramente messo
male! Non era in grado di fare un discorso se non
usando due pupazzi di peluche e facendoli parlare.
Per leggere un testo elementare, aveva bisogno di
una quantità esagerata di tempo per poi alla fine
non essere in grado di ripetermi con parole sue quanto
letto. Mi sono dedicato a questo ragazzo a tempo pieno
per circa un mese e mezzo chiedendogli il significato
di tutte quelle parole che non riusciva a leggere
con scioltezza e scoprii con stupore che non ne conosceva
il significato, mi riferisco anche a parole molto
comuni e di uso quotidiano, così mi soffermavo con
lui per chiarirne il significato e fargliele usare
in frasi create da lui stesso, il risultato è stato
sorprendente! In breve tempo passò dal non voler più
assolutamente andare a scuola, al voler frequentare
la nostra Associazione. Nell’arco di un anno, non
fece mai assenze. Ogni giorno che passava, sentiva
che “ce la stava facendo" apparendo molto entusiasta.
Ora questo ragazzo, può leggere da solo, fare riassunti
scritti e verbali; ha imparato tutte le tabelline
quindi è in grado di fare le operazioni di base senza
l’uso della calcolatrice, cosa che prima non era in
grado di fare.
A fronte di quanto sperimentato personalmente, ritengo
che la dislessia non solo non esista come malattia
legata all’aspetto fisico, ritengo che sia piuttosto
un fenomeno determinato dall’ignoranza dell’individuo,
dal non conoscere i simboli fondamentali del linguaggio
che, una volta appresi, risolvono il problema, problema
puramente conoscitivo e non patologico come si pretende
di credere o far credere che sia.
Negli ultimi tre mesi scolastici (marzo, aprile e
maggio) ho accettato un ragazzo di sedici anni, frequentante
la prima superiore ed espulso da ben due scuole pubbliche
in quanto violento, maleducato ed arrogante. Per capire
la situazione, l’ho sottoposto ai test d’ingresso.
In matematica, è stato in grado di superare solo l’esame
di SECONDA ELEMENTARE! Cominciai quindi a recuperarlo
nel programma partendo dagli insiemi, con i numeri
interi e decimali ed infine gli feci studiare le tabelline,
cosa secondo lui impossibile, utilizzando il metodo
usato in “Applied Scholastics” che prende spunto e
fonte dalle opere didattiche dell’autore di numerosi
scritti e saggi, L. Ron Hubbard. Il ragazzo vide che
a distanza di due giorni, aveva già assimilato tre
tabelline. Riacquistando fiducia nelle sue capacità,
in un mese, aveva imparato tutte le tabelline, aveva
imparato a fare le operazioni di base come le moltiplicazioni
e le divisioni, senza l’uso della calcolatrice e si
sentiva molto felice e REALIZZATO! Suo padre, sorpreso
dai risultati, mi chiese cosa stavamo facendo a suo
figlio, non avendolo mai visto così CALMO, rispettoso
e disponibile nei confronti della famiglia!
Nella nostra Associazione non era violento, anzi andava
d’accordo con gli altri ragazzi e veniva molto volentieri,
(questo ragazzo probabilmente sarebbe stato etichettato
come "affetto da discalculia", "affetto da disturbi
del comportamento" secondo le nuove teorie molto in
voga ultimamente).
Se i nostri ragazzi non ce la stanno facendo, a scuola
e di conseguenza nella vita, penso che non sia dovuto
a gravi malattie inguaribili come la dislessia, discalculia
ed altro!! E’ dovuto da un lato alla mancanza di un
metodo di studio efficace, pratico e basato su un
sistema ragionato di inglobare le informazioni, superando
“da solo” o con l’aiuto dell’insegnante (che deve
necessariamente conoscere il metodo) le proprie difficoltà
d’apprendimento e dall’altro lato alla mancanza di
dedizione appassionata e amore per i bambini.
Il tutto si aggrava quando si ricorre, come sta avvenendo
in alcuni casi, alla somministrazione di psicofarmaci
come possibile rimedio.
Claudio Berera
Dirigente Associazione Arcobaleno
Da: Laura Silvia [mailto:lninoska@yahoo.it]
Inviato: venerdì 10 agosto 2007 0.01
A: Cesare Lanza
Oggetto: Per quel che può valere... ecco il mio parere...
Gentilissimo signor Lanza, le avevo già inviato un e-mail
sulla dislessia, della quale Lei aveva pubblicato
un pezzo.
Volevo solo darLe il mio parere, anche se, probabilmente
a Lei non importerà più di tanto, su ciò che è apparso
oggi nella sua rubrica.
Capisco la "rabbia" che suscita veder pubblicata una
lettera contro la legge sulla dislessia, come quella
apparsa nel suo spazio, della professoressa Pellegrino.
Ci si sente impotenti e circondati dall'ignoranza.
Io sono dislessica e ho un figlio discalculo e le
giuro, che leggere certe cose mi ferisce profondamente.
Ignoro chi sia la prof. Pellegrino e se abbia scritto
ad altre riviste. Non ce l'ho con lei, penso solo
che sia una persona che non conosca i problemi complessi
che vengono causati dalla dislessia. Non gliene faccio
una colpa, sono convinta che al mondo ognuno debba
essere libero di poter pensare quello che meglio crede,
ma capisco la signora Quaranta che si "scaglia" contro
la professoressa Pellegrino. Il suo è lo sfogo d'una
madre che vede quante ingiustizie ci sono al mondo
e che ha la consapevolezza che suo figlio sarà destinato
a soffrire proprio perchè ci sono persone che si rifiutano
d'informarsi a 180gradi, di leggere, ascoltare, ma
semplicemente traggono conclusioni affrettate ed errate
su qualche cosa che conoscono poco e male.
Non si sta parlando di una moda, di qualche cosa di
superfluo o di passeggero, ma di un problema che affligge
tantissime famiglie, moltissimi ragazzi. Pensi che
io a causa della mia dislessia: mi sono diplomata
solo a 35 anni, non posso accedere all'università
perchè l'inglese per me è una materia impossibile
da imparare, non potrei mai lavorare in un negozio
come cassiera perchè non so leggere i numeri se superano
le 6 ciffre, neppure potrei fare l'impiegata per gli
innumerevoli errori ortografici che faccio quando
scrivo (sicuramente li ho fatti anche in queste righe...
visto che non posso usare il correttere automatico
in yahoo), ma la cosa più grave, la sofferenza più
atroce è che mi sono sentita umiliata a scuola, mi
sono sentita dire che ero svogliata quando mi impegnavo
con tutte le mie forze, ho visto le persone che ammiravo
disprezzarmi deluse da me per qualche cosa che non
riscivo a fare non per colpa mia o per mia volontà,
ho smesso di credere in me, mi sono sentita un nulla,
mi sono vestita di nero perchè quello era il colore
dei miei pensieri e avrei voluto essere trasparente,
invisibile. Lei non può sapere quante volte, non solo
per la dislessia, ma anche per altri problemi che
avevo, da adolescente la notte, prima di addormentarmi,
ho pregato Dio di non farmi più svegliare e quante
mattine mi sono arrabbiata perchè ero ancora viva!
Quando lo scorso maggio, hanno diagnosticato la discalculicia
a mio figlio che ha 13 anni, ho pensato: "Ecco un
altro regalo meraviglioso che gli ho fatto, oltre
ai problemi di schiena! Che madre schifosa che sono!"
e mi sono sentita vuota... Mio figlio non l'ha presa
male, perchè per lui, non era un qualche cosa di sconosciuto
e tanto meno temuto. Ma io so cosa dovrà affrontare:
l'indifferenza della gente se sarà fortunato, altrimenti;
l'essere deriso, emarginato, compatito, reputato scemo.
Dovrà lottare contro l'ignoranza dei professori e
dei suoi stessi compagni. Sono certa, che si farà
le "ossa" e soppravviverà, ha il mio esempio davanti
di come ce la si può fare e sa che non è solo! Eppure
verranno i momenti di sconforto..., ne sono consapevole
e pronta ad affrontarli con lui, perchè la cosa che
mi preme di più è che mio figlio, non impari tanto
la matematica, quanto a volersi bene, a credere in
se e a stimarsi!Come Le avevo già detto, nella mia
precedente e-mail: la cosa più grave di cui ti priva
la dislessia è l'autostima!
Lei, oggi, nel uso spazio ha scritto: "direi di concludere
qui, almeno per ora, il dibattito sulla dislessia.",
la prego non lo faccia. La scongiuro prima pubblici
un articolo su cosa sia la dislessia, informi la gente
su ciò, la supplico, così chè le persone, una volta
sensibilizzati al problema, possano decidere autonamente
e solo con la propria testa (non con la mia o con
quella della prof. Pellegrino) se essere a favore
o meno della legge sulla dislessia. Un giornale come
"Libero" ha come prima cosa il dovere e il diritto
di informare la gente e allora, la prego, lo faccia!
Dia l'opportunità di far conoscere meglio o del tutto
cos'è la dislessia a chi legge il suo spazio. Le assicuro
che la maggior parte della gente ignora cosa sia la
dislessia o ne sa poche cose spesso distorte.
Anticipatamente la rignrazio, indipendentemente se
accetterà o meno il mio consiglio-supplica, la ringrazio
anche per il tempo che ha perso nel leggere questa
e-mail e la precedente che Le ho inviato. Grazie pure
per aver parlato della dislessia, nel suo spazio,
tutto serve per far conoscere tale problematica!
Mi scusi per il tempo che Le ho fatto perdere.
Le auguro una dolcissima notte.
Cordiali saluti, Laura Algeri.
Da: feliciano lambiase [mailto:felambiase@hotmail.it]
Inviato: mercoledì 8 agosto 2007 21.53
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: lettera di un ragazzo dislessico
Gentile Dott. Lanza,
voglio ringraziarla personalmente
per aver pubblicato la lettera dell’insegnante Quaranta
e, quindi, per aver dato voce e speranza a tutti i
ragazzi che vivono il problema della dislessia, ai
loro genitori, nonché a quei docenti, non certo somiglianti
alla Prof. Pellegrino, i quali possono essere
fieri di svolgere il loro ruolo con gioia e professionalità.
Ciò nonostante, esprimo tutto
il mio rammarico per voler mettere fine al
dibattito che tanta eco ha sollevato.
Sono un ragazzo dislessico e mi
sento protagonista, a pieno titolo dell’intera vicenda.
Non mi deluda e pubblichi il mio
scritto, anche a nome dei tanti ragazzi dislessici
che, come me, non sempre hanno ricevuto la giusta
considerazione come alunni e, soprattutto, come persone.
Ripensando al mio non facile percorso
scolastico, pieno di incomprensioni, ostacoli, cocenti
delusioni, mi permetto di ricordare alla Prof. Pellegrino
che è suo preciso dovere offrire durante le sue ore
di lezioni le stesse opportunità di apprendimento
e di crescita a tutti i ragazzi della sua classe,
nessuno escluso. Le consiglierei, inoltre, che, prima
di criticare le leggi in favore dei ragazzi dislessici,
si preoccupi di capire come
disciplinare e motivare
i suoi alunni
“normali” anche in presenza di eventuali ragazzi
bisognosi maggiori attenzioni: solo così il resto della classe non salterà sui banchi e non creerà un clima
di grande confusione, mancando di rispetto a se stessi
ed all’insegnante presente. Colgo l’occasione di dire
con grande orgoglio di aver appena superato (il 6
luglio scorso) brillantemente l’esame di maturità
scientifica, ricevendo i complimenti dell’intera commissione
per le competenze raggiunte e la capacità di esprimerle
con sicurezza.
E’ stato il mio grande momento
di riscatto, reso possibile dalla mia tenacia ed anche
grazie a quei professori che, a differenza della Prof.
Pellegrino, hanno creduto in me e mi hanno dato la
serenità, il supporto e la fiducia indispensabili
per affrontare non solo l’esame di maturità ma per
intraprendere l’Università con la certezza di potercela
fare.
Grato per la sua cortese attenzione,
resto in attesa di veder pubblicata la mia lettera
e la saluto cordialmente.
Feliciano Lambiase
WE ARE GENOA - IN SERIE
A
 |
Da:
Stefano Maine [mailto:stefano.maine@Medias.it]
Inviato: lunedì 11 giugno 2007 17.24
A: Donelli Maurizio; Michele Caprini; Dr. Edoardo
Bus; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com;
Massimo Donelli; Giacomo Donelli; Caprini, Fausto
Oggetto: Re: R: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!
Ciao, Maurizio, Allora anche VIVA CESARE PICCOLO GRANDE
GRIFONCINO!
Stefano
Da: Donelli Maurizio
Data: Mon, 11 Jun 2007 17:06:00 +0200 A: Stefano Maine
, Michele Caprini , "Dr. Edoardo Bus" , , , Massimo
Donelli , Giacomo Donelli , "Caprini, Fausto"
Conversazione: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!
Oggetto: R: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!
Io il mio Cesare (anche lui 3 anni) l’ho battezzato
con l’acqua della fontana di De Ferrari. Risultato:
ieri sera continuava a urlare Genoa! Genoa! Miracoli
rossoblu E vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Maurizio
Da: Stefano Maine [mailto:stefano.maine@Medias.it]
Inviato: lunedì 11 giugno 2007 16.03
A: Michele Caprini; Dr. Edoardo Bus; Donelli Maurizio;
amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com; 'Massimo
Donelli'; 'Giacomo Donelli'; Caprini, Fausto
Oggetto: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!
Evvai di corsa verso la serie A, piccola Carla
(imbattuta al Ferraris!) E che la vita a fianco
del Grifone ti sorrida e ti eviti tutte le sofferenze
che hanno sopporttato tuo padre, i tuoi nonni,
i bisnonni, gli zii, i cugini sin dal 1920. Non
so se ho fatto bene a trasmetterti questa febbre
ma la mia colpa semmai è lieve perché
hai fatto quasi tutto tu, inconsciamente per i tuoi
3 anni. Hai voluto la bandiera, hai chiesto di venire
al Tempio e di restarci fino alla fine delle partite.
E la gioia che sprizzavi ieri correndo e cantando
per tutto il tragitto del ritorno a casa a piedi è
qualcosa che resterà bene impressa nella mente mia
e di tua madre fino alla fine dei nostri giorni. Insieme
a quella della tua recita di fine asilo quando, in
un improvviso stacco del coro degli altri bambini,
anche dalla platea si è sentito distintamente un tuo
solitario “Aprite le porte oh oh, il Grifone va....”
che non centrava niente con l’asilo, con il coro e
con il momento ma che era una dichiarazione di amore
che travalicava tutto e tutti e che, probabilmente
ti segnerà la vita. Buon Grifone, amore nostro, e
che tu possa fregiarti presto della stella senza conoscere
la sofferenza che ci è costata. Alè Genua Viva
Carla e tutti noi, amici di mail!
Ciao Stefano
PS: quello a destra nella foto sembra Guidolin. Presidente,
non facciamo scherzi, vero?!
Da: Michele Caprini
Data: Thu, 7 Jun 2007 17:17:39 +0200
A: 'BUS Edoardo ITA AGE' , 'Donelli Maurizio' , 'Massimo
Donelli' , 'Giacomo Donelli' , "Caprini, Fausto"
Oggetto: Brutte nuove da Trieste (De Falco è impazzito
o...?)
Se non l’avete ancora saputo, vi allego questo estratto
da un forum di tifosi della Triestina, inviatomi da
un amico esperto di cose giuliane e sollecitato alla
sorveglianza della piazza. Quello che parla è De Falco,
il direttore sportivo, e qualche dubbio mi è venuto,
e spero venga a qualcun altro: ma come fa a parlare
così prima della partita? Come vedrete è meglio fare
affidamento sulle nostre forze…
Michi
From: BUS Edoardo ITA
AGE [mailto:Edoardo.BUS@ferrero.com]
Sent: giovedì 7 giugno 2007 13.47
To: Donelli Maurizio; Michele Caprini; stefano.maine@Medias.it;
amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com; Massimo
Donelli; Giacomo Donelli
Subject: R: aggiungo...
Grazie per la nota di ottimismo del papà di Maurizio
e Massimo, che ho conosciuto, ed era un grande. Grazie
a Michele per il testo italiano di "you'll never walk
alone", che ho copiato e incollato nel computer
e nel cuore. Grazie per il buonumore che mi hanno
messo tutti questi messaggi. Domenica ero morto,
all'ultimo secondo dell'ultimo minuto.... Pensavo,
ecco il solito Genoa che ti fa morire!! Io qui,
a Torino, tra juventini che festeggiano il ritorno
in A e il nuovo allenatore e granata che salutano
la salvezza e Novellino (!) Ma .. WE ARE GENOA.
Ricordiamoci di Liverpool e di tutte le belle vittorie
di quest'anno. Ne manca una sola...
Abbracci rossoblu
Edoardo
Da: Donelli Maurizio
[mailto:mdonelli@rcs.it]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 17.09
A: Michele Caprini; stefano.maine@Medias.it; BUS Edoardo
ITA AGE; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com;
Massimo Donelli; Giacomo Donelli
Oggetto: R: aggiungo...
Mio papà, quando eravamo sotto di un gol, diceva sempre
(o forse l’ha detto una volta sola ma ero bambino
e mi è rimasto impresso): saia ancun ciù bellu guagna
‘sta partia… Dimostrando un ottimismo raro. Io ci
ripenso ogni volta che andiamo in svantaggio (almeno
quando non succede all’ultimo secondo dell’ultimo
minuto della penultima giornata….). o dico che saia
ancun ciù bellu guagna ‘sta partia Un abbraccio
a tutti
Maurizio
Da: Michele Caprini [mailto:michele.caprini@neaitalia.com]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 16.45
A'M:assimo Donelli'; 'Giacomo Donelli'; stefano.maine@Medias.it;
edoardo.bus@ferrero.com; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Cc: 'Fausto'; Donelli Maurizio Oggetto:
R: aggiungo... (ciao, Maurizio!)
Aggiungo freschissime: 8. (poco elegante, da vice-president
di holding internazionale, 54 anni, che era con
me alla partita con l’Oviedo 16 anni orsono, dando mostra
del peggio dell’emotività di un uomo al goal di Skuhravy):
“non ero a Genova, e dal 94’ della partita di domenica
ho una radiolina in meno, ma quello che mi fa girare
il belino è che domenica posso nascondermi solo in
cantina, ché se vado alla spiaggia e trovo il bagnino
doriano che fa festa, gli infilo la ciambella di salvataggio
nel culo” 9. (musicista 47enne): “se l’è venduta,
quella rumenta di Joker se l’è venduta” 10. (odontotecnico
52enne, eravamo insieme come due beline a sentire
sotto ai megafoni del bar ligure di Pegli gli spareggi
del ’68) : “Michi, pensaci bene, non può essere un
caso: nessuno ha tirato giù quella legèra del Mantova,
roba che riusciva a me o a te senza problemi. Facciamo
i play off sicuri perché Preziosi ha ancora qualche
casino da scontare e gli han detto: fai ancora cinque
partite per SKY e andiamo in pari) Come vedete, tra
i genoani RAZIONALITA’, EQUILIBRIO, DISTACCO la fanno
sempre da padrone. (Spero che per domenica Massimo
abbia ragione, certo che se continuano a pubblicare
foto di giocatori in lacrime – ah, finte, of course,
per molti- cè da “toccarsi” per tutto il resto della
settimana…)
Michi
Da: Massimo Donelli [mailto:Massimo.Donelli@mediaset.it]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 14.34
A: Michele Caprini; Giacomo Donelli; stefano.maine@Medias.it;
edoardo.bus@ferrero.com; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Cc: Fausto; Donelli Maurizio
Oggetto: aggiungo... …
mio fratello a questo (momentaneo) muro del pianto.
Toccatevi pure, ma io dico che domenica VINCIAMO.
Segnerà quel pazzo di “Lupo” Greco. E ci ubriacheremo.
Ciau, md
Da: Michele Caprini [mailto:michele.caprini@neaitalia.com]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 11.04
A: 'Giacomo Donelli'; Massimo Donelli; stefano.maine@Medias.it;
edoardo.bus@ferrero.com; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Cc: Fausto
Oggetto: R: reazioni post mantova
Ho trascurato internet, quanto segue è stato raccolto
direttamente dal sottoscritto, e rigorosamente dalla
viva voce dei tanti depressi, incerti, complottisti,
incoercibili, autolesionisti, orgogliosi e ineguagliabili.
Genoani, insomma. Con la tipica razionalità ed il
rigoroso senso dell’equilibrio, sempre.
1. “No, Michi, non ti provare neppure a parlare di
calcio. Io fino a domenica sera non voglio neppure
sfiorare l’argomento. Lo so, è irrazionale, a 50 anni
non ci si comporta in questo modo, ma è così. Genoa
e Napoli , serie A e serie B questa settimana non
so cosa siano”
2. “l’avevo detto o no? Quando tutti avaranno fatto
la squadra e saranno in ritiro noi saremo a romperci
il belino con le differenze rete e gli scontri diretti.
Così impara quel merda di Gasperini a levare Leon
e a tenere in campo a tutti i costi quel cadavere
di Di Vaio, e impariamo noi a fidarci di lui, che
è uno juventino di merda: che cazzo di buono puoi
aspettarti da uno juventino di merda?”
3. (abbonato ai distinti) “Porto fuori la famiglia
da venerdì a martedì, mia moglie non ci voleva credere
da quant’era contenta. Anche se non sarà possibile
non vorrei sapere il risultato di domenica sera o
lunedì mattina. Una cosa è certa: a Genova non
mi vedete”
4. “A me non la raccontano. La smettiamo di farci
prendere per il culo? Quel belìn di Tamara ha fatto
tutto il campo di corsa e nessuno gli ha tirato una
randa. Criscito si è voltato dall’altra parte, anche
se giocando con la under poteva pure farsi ammonire,
e non l’ha tirato giù. Perché? PERCHE E’ DI NAPOLI,
QUELLO STRONZO!”
5. (mail ricevuta stamane da un imprenditore 54enne
di mia conoscenza, uomo posato e riflessivo, adesso
in evidente odor di buddismo): “In attesa della prossima
domenica, mi permetto di inviarvi la traduzione del
coro principe del Liverpool. Consiglio di recitarlo
come fosse un mantra, aiuta a rilassarsi: Quando cammini
in mezzo alla tempesta tieni alta la testa E non aver
paura del buio. Alla fine della tempesta c'è un
cielo dorato E la dolce canzone d'argento di un'allodola.
Cammina nel vento, Cammmina nella pioggia, Anche
se i tuoi sogni vengono gettati e buttati all'aria.
Continua a camminare, a camminare e non camminerai
mai da solo, Mai e poi mai da solo. Continua a
camminare, con la speranza nel cuore, e non camminerai
mai da solo. Mai e poi mai da solo. “
6. (giovane e passionale) “ No, no, no, non possiamo
giocarcela col Napoli. Alla partita di andata sono
andato giù e mi hanno trattato come un fratello. Ero
d’accordo con gli amici giù che li avrei raggiunti
dopo la promozione, mi avrebbero ospitato vicino ad
Amalfi. E tutto per quella faccia di merda di Iachini.
Ma ci verrà ancora a Genova, quel bastardo…”
7. “Il goal che ha sbagliato De Rosa lo facevo anch’io.
Ma come ha fatto a darci di spalla sul corner? Quelli
sono miracoli dell’ortopedia”
Buona giornata a tutti, Michi
Da: Giacomo Donelli [mailto:giacdonez@msn.com]
Inviato: lunedì 4 giugno 2007 17.19
A: Massimo.Donelli@mediaset.it; mcaprini1@alice.it;
stefano.maine@Medias.it; edoardo.bus@ferrero.com;
amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Oggetto: reazioni post mantova
Post Mantova-Genoa Reazioni da Grifoni trovate
qua e là su internet:
1) «Io so solo che devo ripagare un vetro di una porta
a casa di mio fratello, perchè stavolta, davvero non
ho resistito, dopo un paio di pugni dati qua e la,
al 94° ho tirato una manata alla porta mandando in
frantumi il vetro centrale>>
2) «Ancora adesso ho le lacrime agli occhi ed un nervoso
incredibile (ieri 3 seggiole di ferro son volate per
tutta camera mia a calci) per la partita di ieri>>
3) «Dopo la giornata di ieri, avresti trovato interminabile
anche il tragitto Camogli - Recco (2,5 km.). E ora
vado a lavorare in mezzo ai brianzoli di merda. Se
ci riesco.>>
4) «Che culo, oggi sono in mezzo ai barotti, mercoledì
ho un colloquio tra i bergamaschi e venerdì con i
varesotti..... Che vita di merda, quando ci si mette
pure il Genoa a farti girare la minchia.....>>
5) Dal sito della Gazzetta: “Tarana, entrato a inizio
ripresa, segna un gol alla Messi” la reazione: «Cazzo
cazzo cazzo!!!!!!!!!!!! Che nervi!!!!!!!! Ma quale
cazzo di Messi...ma andate tutti affanculo, giornalisti
di merda! Ha fatto tre gol di merda (compreso quello
di oggi) in 40 partite ma quale cazzo di messi e maradona
di sto cazzo...Minchia meglio che me ne vado a dormire
và...>>
6) Tifoso A «Sono stato male sul serio, un viaggio
allucinante, ho creduto di dover finire in ospedale.
Domenica ci sarò, farò 90 minuti di tifo, se andrà
male non so cosa farò. Anzi, si: il 16 ho il traghetto
prenotato, i playoff non li voglio nemmeno sentire.
Tutti hanno un punto di rottura, credo di esserci
arrivato. Devo pensare alla mia vita, non posso più
passare giornate così. E non ce l'ho con nessuno,
se non con il destino: i ragazzi hanno fatto un campionato
favoloso, e non me la sento di voltargli le spalle
per qualche gol sbagliato. Il mister e la società
hanno lavorato benissimo, non so davvero con chi prendermela...
Qui siamo oltre qualunque statistica, logica e quant'altro
ci vogliamo infilare dentro. Io sono ad un passo dal
dire "basta!". Ci starò male, rischierò di caderci,
ma devo trovare il modo di disintossicarmi.>> Risposta
del tifoso B «Non t'illudere, non ci si disintossica.
Io credevo d'averlo fatto con la C, ma è stata solo
un illusione. Ieri mi sono mangiato il fegato davanti
alla TV, e domenica, se avrò culo di trovare i biglietti,
lo farò allo stadio. E se saranno (come credo) play
off, sarò lì ancora. Dopo non lo so.>>
Giacomo
12-06-07
|
|
Post Mantova-Genoa
Reazioni da Grifoni trovate qua e là su internet:
"Io so solo che devo ripagare un vetro di una porta a
casa di mio fratello, perchè stavolta, davvero non ho
resistito, dopo un paio di pugni dati qua e la, al 94°
ho tirato una manata alla porta mandando in frantumi il
vetro centrale"
"Ancora adesso ho le lacrime agli occhi ed un nervoso
incredibile (ieri 3 seggiole di ferro son volate per tutta
camera mia a calci) per la partita di ieri"
Tifoso A "Sono stato male sul serio, un viaggio allucinante,
ho creduto di dover finire in ospedale. Domenica ci sarò,
farò 90 minuti di tifo, se andrà male non so cosa farò.
Anzi, si: il 16 ho il traghetto prenotato, i playoff non
li voglio nemmeno sentire. Tutti hanno un punto di rottura,
credo di esserci arrivato. Devo pensare alla mia vita,
non posso più passare giornate così. E non ce l'ho con
nessuno, se non con il destino: i ragazzi hanno fatto
un campionato favoloso, e non me la sento di voltargli
le spalle per qualche gol sbagliato. Il mister e la società
hanno lavorato benissimo, non so davvero con chi prendermela...
Qui siamo oltre qualunque statistica, logica e quant'altro
ci vogliamo infilare dentro. Io sono ad un passo dal dire
"basta!".
Ci starò male, rischierò di caderci, ma devo trovare il
modo di disintossicarmi." Risposta del tifoso B "Non t'illudere,
non ci si disintossica. Io credevo d'averlo fatto con
la C , ma è stata solo un illusione. Ieri mi sono mangiato
il fegato davanti alla TV, e domenica, se avrò culo di
trovare i biglietti, lo farò allo stadio. E se saranno
(come credo) play off, sarò lì ancora. Dopo non lo so."
Giacomo
Donelli
|
Buongiorno!
Siamo 14 ragazzi e ragazze albanesi che amano la loro
terra e vogliono rimanerci per farla crescere. Siamo
partiti l’anno scorso con il progetto turistico, tutto
fatto da noi, chiamato BathoreBeach che ora,
crescendo insieme a noi, è diventato VIVAlbania.net
(www.vivalbania.net).
Dopo la bellissima esperienza dell’estate scorsa ospitando
più di 80 persone che sono rimaste contentissime (abbiamo
messo dei loro commenti sul sito) con tanta
voglia abbiamo coinvolto altri ragazzi (ora siamo
in 14) da tante parti dell’Albania. Ragazzi che vogliono
studiare, lavorare e crescere in Albania, e che come
noi, amano tanto la nostra terra.
Il nostro progetto è diventato un esempio per tutti
gli albanesi di come sia possibile creare qualcosa
in Albania senza dover andare all’estero e perciò
è nata la nuova avventura di quest’anno facendo diventare
nazionale il progetto dell’anno scorso di BathoreBeach.
Abbiamo creato 6 nuovi programmi che prevedono la
visita e la conoscenza di tutta l’Albania, e oltre
all’ospitalità e alla conoscenza della cultura e delle
tradizioni, c’e’ anche la possibilità di visitare
le bellissime montagne e del nord e il fantastico
mar Ionio.
Abbiamo organizzato tutto e siamo pronti ad ospitare
i viaggiatori che come l’anno scorso permetteranno
di contribuire al nostro percorso formativo.
Crediamo fortemente nei nostri sogni, crediamo fortemente
nelle potenzialita del nostro paese, e con tanta voglia,
invitiamo tutti quelli che vogliono conoscere la nostra
bellissima Albania.
Ringraziandovi di cuore per la visibilità che riuscirete
a darci, vi mandiamo carissimi abbracci e rimaniamo
a disposizione per ulteriori informazioni.
I ragazzi di VIVAlbania.net
Bukurie,
Artin, Blerta,
Elvira, Visar,
Rajmonda, Erjon,
Blerta, Marinela,
Aleksander, Vjollca,
Roland, Moxart,
Drilona
|
....vuoi vedere che, il dott. Lanza, dopo aver "lanciato"
la Lecciso, ora con gli stessi mezzi mediatici (che
lui conosce meglio di qualcunque altro!!) vuole "lanciare"
Sabrina Colle??
si accettano scommesse.
ludovico
(tanti auguri di buona pasqua!)
|
Oggetto: una
madre che allatta in luogo pubblico
gentilissimo
lanza,
prima che lo
leggessi sul suo editoriale di questa mattina,mi ha molto
colpito l'eccessivo moralismo della gente.
ora le chiedo(e
mi chiedo):ma scandalizza di piu' un seno che nutre una
prole in un bar cittadino,o le numerose'schiave del sesso'
NOTTURNE?
E a tal proposito
aggiungo:non vorrei,cara signora barista,che si scandalizza
tanto per un gesto cosi naturale, che anche il suo caro
consorte-ammesso che ce l'abbia -non faccia parte della
folta schiera di aficionados notturni.........che oltre
al seno ammirano anche altro.
mi scusi la crudezza,ma
i moralisti(falsi)vanno trattati cosi.....
cordiali saluti
agostino
Da:
agostino.salvioni [mailto:agostino.salvioni@libero.it]
Discriminato perché indiscriminabile
|
Gentile direttore,
chi Le scrive è un maschio, bianco, etero,
single, ateo, in salute...
e discriminato!
Mi ritengo tale proprio
perché non faccio parte di nessuna di quelle
categorie che la società
di oggi ritiene giusto proteggere e sostenere.
Non sono una donna
e quindi non posso godere di nessuna "quota"
per
eventuali assunzioni
o, se ne discute ogni tanto, per l'elezione in
Parlamento. Non mi
spettano quindi ne le mensilità pagate per la
maternità, né quei
lavori che, in barba alla legge sull'eguaglianza,
continuano ad essere
proposti alle sole donne come babysitter o
insegnante in una scuola
materna. Sempre per lo stesso motivo se le
donne in ufficio sono
state ormai esonerate dal "preparare il caffé"
a
noi uomini tocca comunque
strisciare sotto i tavoli per attaccare il PC
appena comprato.
Sono single e questo
significa che nessuna istituzione mi darà mai
assegni familiari e
difficilmente entrerò in una graduatoria per
l'assegnazione di una
casa popolare. Non potrò mai revertire la mia
pensione a qualcuno
(un parente ad esempio) ma in compenso con le mie
tasse pagherò la pensione
di qualcun altro. Pagherò poi la scuola per i
figli di qualcun altro
e, nonostante da solo sostenga le spese di un
appartamento (come
luce, gas, acqua,, condominio, etc...) che altri
pagano in due, le mie
tasse sono proporzionalmente più alte perché,
anche se nessuno me
lo dice apertamente, sono ritenuto socialmente di
"serie B".
Così come sono ritenuto un inquinatore quando nella mia
macchina (il cui acquisto,
la cui assicurazione e bollo ho pagati da
solo) sono l'unico
occupante.
Ho la fortuna di essere
sano. Per questo motivo ho dato un anno allo
Stato con il servizio
militare, anno che le donne ed altri meno forunati
di me hanno evitato.
Nessuna istituzione mi regala assegni di invalidità
(vera o presunta) e
nessuno obbliga le aziende ad assumermi perché
invalido. Sono sano
anche perché non fumo, nonostante con le mie tasse
paghi le cure per centinaia
di migliaia di italiani che hanno tumori o
problemi cardiaci legati
al fumo. Non pratico sport estremi come il
deltaplano o il motociclismo
eppure sono costretto a pagare per le cure
di chi questi sport
li pratica ed ogni tanto ne subisce i danni.
Non faccio parte di
nessuna minoranza etnica. Questo significa che il
mio comune o la mia
regione non hanno dovuto spendere soldi in corsi di
apprendimento culturale
per insegnarmi usi e costumi del paese. Non
faccio quindi parte
di nessuno dei nuemrosi progetti di integrazione che
sembrano nascere come
funghi e che, ovviamente, io da contribuente pago.
Ascolto musica che
trasmettono alla radio e guardo film che danno al
cinema. Non cerco spettacoli
musicali etnici pagati dal mio sindaco né
film finanziati dal
governo che nascono solo per sottrarre risorse al
settore pubblico (anche
perché se queste cose la gente veramente le
cercasse non ci sarebbe
bisogno di finanziarle!).
Sono bianco ed ho la
foruna di essere nato in un paese dove c'è la
pioggia ma sembra che
tutti intorno a me vogliano farmi pesare questo e
mi raccontano che devo
risparmiare l'acqua come se ogni litro che
riuscissi a risparmiare
istantaneamente dissetasse un bambino in
Etiopia. Sono bianco
e so che se per qualche motivo litigo con un nero
forse potrei ritrovarmi
sul collo una accusa di razzismo mentre mi
risulta difficile immaginare
il contrario. O per gli stessi motivi posso
finire in galera se
nego lo sterminio ebraico ad esempio.
Sono ateo ma con le
mie tasse (anche tramite l'8 per mille) mi trovo a
finanziare una Chiesa
Cattolica in cui non credo, a volte direttamente
ed a volte indirettamente
(quando ad esempio lo Stato utilizza l'8 per
mille per l'edilizia
clericale). E così mi capita di ascoltare di un
prete a cui è stata
tolta la multa perché andava a dare una estrema
unzione e quindi correva
in auto mentre nessuno sembra comprendere
quanto io odi perdermi
la mia puntata di Dr. House.
La prego di accogliere
questo mio sfogo, forse un po' paradossale e
provocatorio ma non
per questo meno vero, cercando di vedere oltre a
quanto scritto. Quello
che cerco di farLe capire è come io credo che
forse è venuto il momento
di riflettere su questo stato sociale che va a
braccetto con il politically
correct. Ogni giorno spunta una nuova
categoria che richiede
assistenza, ed ogni giorno si alza la spesa
pubblica per fornirla.
In questo gioco al rialzo i politici ci
sguazzano. Più soldi
da gestire significano, in definitiva, più potere,
e questa tutela delle
minoranze finsce per penalizzare la minoranza più
minoranza di tutte..
l'individuo.
Qualche tempo fa la
vostra radio aveva dedicato un paio di trasmissioni
all'idea liberale.
Io mi permetto di suggerire che forse due erano un
po' poche. Dopotutto
tutti i giorni in televisione e alla radio si parla
di idee "sociali"
(i dico, le carceri, le pensioni, le famiglie, i
minori, la scuola,
le cooperative, ...) mentre nessuno sembra ricordare
noi.. poveri individui...
che non siamo parte di nessuna minoranza o
maggioranza, che chiediamo
solo di poter fare il nostro lavoro e vivere
la nostra vita, senza
pesare su nessuno ma anche per questo rivendicando
in modo ancor più forte
che nessuno gravi su di noi.
Si sente sempre pronunciare
la parola "solidarietà" ma a me avevano
insegnato che la solidarietà
è associata alla generosità e quindi alla
libertà di donare.
"Dona!" non è un verbo che ammette l'imperativo
e
donare con la forza
io non lo chiamo solidarietà. A casa mia questo si
chiama furto!
La ringrazio per aver
letto la mia lettera e spero che, al di là dello
sfogo, questo serva
per aprire una discussione sul ruolo sempre più
massiccio che sta avendo
lo stato sociale nel mondo di oggi... in
particolare in Italia.
Nel ringraziarLa
le porgo i migliori saluti,
Marcello Mazzilli
(una persona)
|
E’ Fatta! Una giornata
triste per i tanti detrattori che hanno sperato fino all’ultimo
che l’abolizione saltasse…
Sul filo del rasoio, a due giorni dal termine ultimo per
convertirlo in legge il Senato ha approvato il decreto
che come sapete comprendeva anche l’abolizione dei costi
di ricarica per i telefonini ma anche per tutto il settore
delle TLC (quindi anche Mediaset Premium, Fastweb etc).
Restano fuori solo le Poste e le Banche (es. postepay)
ma riusciremo ad abolire anche quelli vedrete…
Ecco il testo finale del decreto così come uscito dal
Senato.
Intanto continua la nostra battaglia con Generazione Attiva
affinché l’Authority vigili al massimo sui comportamenti
degli operatori, in particolare in questi giorni è nel
mirino quello di Wind, su cui ci siamo mossi in tempi
non sospetti e siamo stati tra i primi a denunciare all’Agcom
la decisione unilaterale di cambiare il piano tariffario
da Wind10 a Wind12. Piano tariffario che veniva pubblicizzato
come “Wind 10 PER SEMPRE”
Sembra che i propri clienti per Wind non contino molto.
Rinnovo l’invito a questi ultimi di valutare la possibilità
di cambiare operatore.
Sembrano passati secoli da Wind di qualche anno fa. Ecco
un vecchio spot in cui faceva testimonial Ezio Greggio
ed
una delle primissime se non la prima pubblicità in assoluto
dell’operatore in questione. Senza costi di ricarica,
senza scatto alla risposta, tariffazione al secondo…..
Vodafone invece sembra sia tornata sui suoi passi dopo
aver attivato un servizio non richiesto a TUTTI i suoi
clienti. Contravvenendo
alla normativa cui fa capo sia il Garante della Privacy
che
quello delle Comunicazioni. Da entrambi attendiamo
risposte da quasi due settimane…peccato siano solerti
solo quando in gioco c’è qualche politico… (foto sircana
& test anti-droga sui parlamentari delle Iene docet).
In particolare poi l’Agcom
ha ricevuto critiche anche dalla Commissione Europea
ultimamente.
In seguito alla pubblicazione del
servizio andato in onda sul Telegiornale Svizzero
sono stato contattato dall’assistente di un parlamentare
che mi ha fatto notare come l’On. Luca Bellotti non solo
era a conoscenza della mia iniziativa ma ne aveva anche
fatto riferimento all’interno del suo discorso alla Camera
dei Deputati. Ringrazio Bellotti e l’On Germontani (entrambi
AN) che,
da quanto pubblicato nel resoconto stenografico sul
sito della Camera sembra siano stati gli unici a farlo.
Mentre ci arriva una buona notizia dalla Commissaria alla
tutela dei Consumatori Meglena Kuneva che, a Roma per
festeggiare i 50 anni dalla nascita dell’Unione Europea
ha annunciato di essere al lavoro su un’ipotesi di class
action Poste Italiane ci informa di essere interessata
a divenire operatore mobile virtuale (invece di lavorare
per fornire un servizio postale come si deve…) come ci
segnala l’ottimo
Punto Informatico ed
Il Sole 24 Ore che ci fornisce anche la situazione
relativa a
tutti gli altri interessati al mercato della telefonia
mobile/operatori mobili virtuali (che speriamo arrivino
presto anche in Italia in modo da far scendere le tariffe
ed aprire il mercato ad una vera concorrenza). Segnalo
inoltre dempre dal Sole 24 ore
uno schema con tutte le attuali tariffe degli operatori
di telefonia mobile. Ce n’è per tutti i gusti: divertitevi!
Per la serie: “Davide vince contro Golia” vi segnalo
la storia di due giovani ragazze neo-zelandesi che
sono riuscite a far condannare la multinazionale GlaxoSmithKline
(Gsk).
Nella sezione
“dicono
di noi” gli ultimi aggiornamenti “rassegna stampa/video/audio”.
Ringrazio Caterpillar - Radio2 per l’intervista di ieri,
il Corriere dell’Università per l’onore di avermi dedicato
la prima pagina e
tutti gli altri non sono certo da meno ma che non
scrivo qui solo per esigenze di spazio.
Da
www.andreadambra.eu
|
NAPOLITANO: COME STANNO DAVVERO LE COSE

Mi
chiedo: ma quel Giorgio Napolitano che oggi, dalle pagine
de La Repubblica, ci fa un bel predicozzo sull’Europa Unita
e su quanto sia stata importante per l’Italia non è uno
dei massimi esponenti di quel Partito Comunista Italiano
che cinquanta anni orsono era assolutamente contrario alla
firma dei Trattato di Roma?
Concludo
per il sì, soprattutto ricordando come il medesimo signore
abbia cambiato opinione radicalmente anche a proposito di
mille altri fatti.
Per
citarne solo due, l’invasione dell’Ungheria e le foibe.
Esempio
preclaro del ‘vero’ comunista italiano, Napolitano, per
sua stessa ammissione, non ne ha mai azzeccata una ed ha
impiegato sempre almeno trent’anni a capire davvero come
stavano le cose.
Altrettanto
esemplarmente, spiega a noi oggi quel che lui con tanta
difficoltà ha compreso.
Balbettii,
nient’altro che balbettii!
Mauro della Porta Raffo 25-3-07
|
Oggetto:
opinione giletti
Caro direttore.tramite internet, ho preso conoscenza
che a partire dal 16 settembre ,giletti condurrà una trasmissione
con la cuccarini, quest’ultima va bene , ma giletti con
l’arena quest’anno ha fatto fiasco ! parlo a nome edi
altri italiani che vivono all’estero come me ed in particolare
persone malate che sono negli ospedali o case di riposo,
vogliono musica e allegria. I temi discussi nella sua
trasmissione li ascoltiamo tutta la settimana dai telegiornali,per
questo vogliamo ben altro ! lasciatelo a riposo !altrimenti
non ci resta che cambiare canale con amarezza ! spero
sia esaudita ! è ora edi cambiareeeee ! l’unico mito è
pippo ! bravo !!!!!!!.vi invio caro direttore .distinti
saluti.
pascale blaimont [mailto:luna.-blu@hotmail.com]
|
la
ringrazio immensamente per aver dato all' Artista
Don Backy la possibilita'di fare la sua precisazione
sulla canzone vincitrice del Festival. Senza nulla togliere
all' autore Cristicchi, a cui va comunque il merito di
aver trattato un argomento difficile e toccante di
cui troppo spesso l'opinione pubblica e anche i media
si dimenticano, voglio far pervenire
la mia solidarieta' e il mio assoluto consenso a
chi tanti anni fa' ha trattato in maniera egregia ed insuperabile
lo stesso problema usando termini molto piu' dignitosi
ed esprimendo elegantemente concetti che fanno
"entrare" l'ascoltatore diritto,
diritto, "dentro" lo stato confusionale di chi
purtroppo vive quella triste realta', tanto da immedesimarsi
nei suoi strani comportamenti, nei suoi contorti
sentimenti, nei suoi variabili e improvvisi cambi d'umore........Solo
un rammarico: quella canzone non ebbe mai il successo
che avrebbe meritato e, ancora piu' triste, tutt'oggi,
solo in pochi sanno che l'autore di quella canzone
era il nostro grande Don Backy. Grazie per l'attenzione
: Adriana Pasquinelli - Senigallia -
Carissimo
Cesare
Salve sono
Marco Cozza Cantautore Calabrese.
Le scrivo
per complimentarmi con lei per aver spezzato una giusta
lancia a favore del Maestro Don Backy riguardo alla vittoria
di Cristicchi e soprattutto del tema del brano....tema
che Don gia' nel 78 se non ricordo male aveva parlato
in modo tanto delicato e con lo stile che lo distingue.
Ancora complimenti
vivissimi questo è il giusto modo di far televisione e
nel vostro caso il giornalista, portando a conoscenza
delle persone i fatti reali e i giusti meriti a chi li
ha.
Voglio farle
anche i saluti da parte di mio padre Elio con il quale
siete stati amici da ragazzi,(piu' o meno potevate avere
25 anni) ho anche una foto vostra insieme sulla spiaggia
al mare se volete le invio una copia giusto per ricordo.(complimenti
per il fisico, sembravate un attore cinematografico).
Se potete
fate i complimenti a Don da parte mia e ancora infinite
grazie.
Marco Cozza
MARIO
CORRENTE età 50
Signor
Cesare Lanza, Mi scuso in anteprima se mi intrometto nelle
sue idee . Forse Don Backy avrà uno spazziettino a buona
domenica . Cosa da me gradita, malgrado i miei impegni
non vedo TV, mi dispiace di perdermi un artista
come Don Backy.. Don Backy non merita uno spazziettino,
ma gran parte dei spettacoli dovrebbe essere più
presente in Tv. Grazie per l’attenzione
Distinti
Saluti
Gentilissimo
Signor Cesare, ho letto l’articolo dell’artista Don Backy,
e riconoscendo in quelle parole una verità indiscutibile,aggiungo
un commento personale nella stessa direzione.
Senza ombra
di dubbio, anche quest’anno Sanremo ha dato il suo indignitoso
spettacolo di sé.
Nonostante
il tutto decisamente criticabile, dagli autori ai partecipanti,
una nota accettabile è il concetto sviluppato nel testo
del vincitore Cristicchi,
tanto di
lode e consensi da parte di pubblico e critica, peccato
però, che non sia altro che un rimpasto concettuale di
quanto già sia stato scritto anni fa dall’artista
Don Backy nella sua canzone “Sognando”
Perché
dunque non concedere un posto d’onore a chi è stato promotore
nel sensibilizzare l’opinione pubblica, quando ancora
i manicomi erano aperti?
Nessuna
polemica, solo una constatazione professionale:
“ Il testo
cantato da Cristicchi, sia nel presente che
nel passato,difficilmente rispecchia la realtà di questi
malati” Trovo invece significativa la
canzone “sognando” di Don Backy, dove al contrario si
possono vivere tra quelle parole, il disagio, l’abbandono,
la disperazione reale che scorre nella mente di questi
individui.
Cordiali
saluti, dr. Anna.F.
Gentilissimo
Comm. Lanza, potrebbe farci rivedere solo per qualche
minuto il mitico Don Backy
in
una delle sue bellissime trasmissioni? Dio gli renderà
merito. Grazie.
Rino
|
VORREI LAVORARE NELLE CUCINE DEL MILAN
Sono
un giovane diplomato all'Alberghiero di Brindisi, con
diversi anni di esperienza nel settore della ristorazione
e come grandissimo tifoso del Milan dall'età di 2 anni,
seguo un grande desiderio, quello di poter lavorare nelle
cucine di Milanello, o comunque nelle cucine delle mense
del Milan. Vorrei tanto sapere come potrei fare e su quale
sito potrei avere informazioni in merito alla possibilità
di candidarmi Spero di avere un Vostro riscontro e in
attesa porgo i più cordiali saluti.
San
Michele Salentino, 13/02/2007 Angelo Ceglie
rossellaceglie@libero.it
|
WELBY
Massimo
Teodori
Sulla
tragica vicenda Welby si è forse discusso anche troppo.
Non tornerò quindi sui politici eccitati dalle manette,
come l’udiccino Luca Volontè, che hanno dato voce al grido
di “assassini”, un grido definito “idota” da un piccolo
quotidiano d’opinione. Né mi soffermerò sulle singolari
opinioni della senatrice margheritina Paola Binetti che
forse ritiene di far parte del tribunale del popolo invece
che del Parlamento, quando stabilisce ciò che è o non
è reato, per cui invoca le dimissioni del ministro Bonino.
Argomenti di questo genere non sono seri. Lo sono invece
le questioni poste dal direttore Belpietro circa il “Trapasso
statalizzato”.
L’interrogativo
è il seguente: la vicenda Welby sospinge verso uno Stato
onnipresente, onnipotente ed onniregolamentante e propone
una tale weltanshauung anche sulle questioni di
vita e morte? Se così fosse, l’itinerario personale di
Piergiorgio sarebbe stato ancora più pietoso, e il suo
risvolto pubblico guidato dalla accorta regia radicale
avrebbe portato anche per me ad un esito decisamente funesto.
Non occorre ripetere che per uno spirito liberale è l’uomo
e non lo Stato, la Chiesa, il partito o l’ideologia ad
essere al centro del giudizio sul bene e il male.
A
me tuttavia pare che se c’è stata una spinta verso la
statalizzazione del trapasso del malato, essa è stata
esercitata contro e non su iniziativa di
Welby. Ho già ripetutamente polemizzato sul macabro balletto
che si è avvitato intorno al malato. Che cosa aveva a
che fare con il caso reale il pronunciamento generico
dell’ordine dei medici? Che senso aveva il parere richiesto
dal ministro Turco al Consiglio superiore della Sanità
se si trattasse di “accanimento terapeutico” o no, considerato
che l’articolo 32 della Costituzione è relativo a tutti
i trattamenti? Perché vi doveva essere una decisione di
un tribunale quando il dettato costituzionale è esplicito
sulla preminenza della volontà della persona malata? Perché
dovrebbe essere necessaria una legge o un regolamento
per disciplinare i criteri di intervento del medico il
quale risponde personalmente in scienza e coscienza solo
alle regole deontologiche a cui è vincolato? Ed il comitato
di bioetica cosa altro avrebbe potuto dire in difformità
dagli articoli 2, 13, e 32 della Costituzione?
E’
vero, la confusione ha regnato sovrana. Perché, diversamente
da casi con pazienti come Terry Schiavo non in possesso
delle loro facoltà, con Welby si trattava di una persona
integralmente cosciente che ripetutamente aveva manifestato
la chiarissima volontà di accelerare il trapasso sospendendo
i trattamenti artificiali in altra epoca prescelti e chiedendo
che la medicina facesse ciò che normalmente fa per alleviare
le sofferenze.
Ecco
perché sostengo che Welby non desiderava affatto una morte
garantita dallo Stato ma, al contrario, ha lottato fino
in fondo per far prevalere la propria volontà su quella
dei medici, degli esperti, dei giuristi (spesso in versione
di azzeccacarbugli) e degli stessi politici che, come
accade spesso, non hanno compreso che le ragioni e i tempi
dei momenti difficili della persona umana non hanno nulla
a che fare con le vischiosità proprie degli interessi
partitici e istituzionali.
Vi
è poi un secondo interrogativo. L’azione radicale, resa
efficace dall’innesto della disobbedienza civile, è volta
a forzare l’introduzione di una legislazione, cioè di
una regolamentazione dello Stato, anche su questioni così
drammaticamente personali? Certo, la risposta può essere
affermativa ma con due importanti distinguo. Il primo
riguarda il fatto che non sono stati i radicali a scegliere
Welby forzandolo all’azione che è stata compiuta, ma è
stato Welby a volere fare con grande determinazione delle
proprie scelte esistenziali un caso pubblico che potesse
in qualche modo servire anche ad altri.
Quanto
poi alla futura legislazione, sarà l’intero parlamento
che dovrà prendere le opportune decisioni mediando fra
i diversi e talora opposti valori delle varie correnti
in esso presenti. Non sono certo io a parlare in nome
di qualcuno, rappresentando solo la mia personalissima
opinione. Tuttavia posso affermare che è nella tradizione
liberale e libertaria volere la minima intrusione dello
Stato negli affari personali che devono restare ben guidati
dalla coscienza individuale fino al punto in cui non nuocciono
a terzi.
m.teodori@mclink.it
|
questa
sera sono nati i capretti…..
"Cà
d'Pignat"
Fattoria
Aperta e Didattica
Bed and Breakfast
www.cadpignat.it
Mocogno
di Lama Mocogno (Mo)
|
GENTILE DIRETTORE,
è
un mio grande onore pensare che lei possa leggere questa
mia mail:
prima di tutto complimenti per il lavoro via blog e per
il suo lavoro autorale a BD nella quale il trash iniziale
è stato abbandonato per proporre qualcosa di normale e
soprattutto non strillato.
Se
devo fare un appunto le uniche cose che non vanno sono
il cercatrova con le pupe e lo spazio tgrosa...
forse meglio fare del puro gossip con alessi e commenti
di sara ed elisabetta, ma in una scenografia da gossip
con tante copertine intorno e magari anche alcuni ospiti
per commenti con le ragazze...insomma una vera "edicola
del gossip" con tanto di classifiche dei personaggi
dei quali si è + parlato in settimana e ospite uno di
questi o collegamenti o servizi...sarebbe meno "pesante"
ed elegante...
ottima l'idea della slot e del ring...validissimo lanza!
Le
volevo inoltre far sapere e far sapere a Bonolis
che in rete siamo tutti addolorati dalla fine di fattore
c...ora che sta dando i suoi frutti trovo scandaloso non
permetterci di ridere e divertirci con questo bel programma...
fare
oltre 5 milioni ed il 23/24 di share è ai livelli id passaparola
e nn si puo' o si deve parlare di flop...se andavano avanti
sicuramente l'eredità smorzava e fattore c e bonolis diventavano
il nuovo tira e molla di c5..
.peccato per l'occasione persa...
faccia sapere a bonolis quanto lo stimiamo e quanti in
www.tvblog.it nella parte quotidiana dedicata agli ascolti
del bloggista Share chiedono a gran voce di non sospendere
fattore c , oppure di spostarlo in prima serata o la domenica
al posto di cultura moderna che certo non spicca in ascolti,
oppure ancora il sabato pomeriggio a panino tra tg5 ed
amici, oppure perchè no il milionario da lunedi al venerdi
e sabato e domenica fattore c...
a
prego mi faccia sapere oppure mi risponda comunque a questa...
Grandi, ottimo lavoro comunque e speriamo che continuiate
ad offrirci delle novitò in un panorama televisivo così
piatto...
Grandi anche nel Senso dlla vita..insomma i migliori
Buon
Natale ed aspetto una sua gentile risposta!
Gabriele Amici
|
Gentile Direttore,
intanto complimenti
per il sito che scopro solo adesso e ancor di più, per
la possibilità che lo stesso offre ai Suoi lettori. Quella
di parlare.
Mi spiace ammetterlo,
ma si stà verificando esattamente ciò che il Cavaliere,
auspica, credo, quotidianamente da qualche mese.
Questa faccenda di Telecom,
il Professor Prodi Romano, non se la stà gestendo molto
bene, son certo che risulta più credibile una dichiarazione
di Tronchetti Provera al Financial Times, piuttosto che
il "non sò nulla" del Presidente del Consiglio
dinnanzi al Parlamento.
E proprio questa è cosa
molto grave! Come si può non indignarsi?..Ma dico!!
..Quando attentamente
osservo, la curiosa e socialmente positiva, se vogliamo,
diversità politica, che tuttavia, pareva ben amalgamata,
in nome del pluralismo...mi accorgo dell' inadeguata collocazione
di certi soggetti oggi Ministri.
Paiono un branco di bei
micini, che tanto inteneriscono gli animi più puri di
questa Nostra Italia, che simulano lotte, giochi e scherzi,
per arrivare faticosamente alla mammella materna.
Purtroppo la Lupa o la Micia credo
che di mammelle ne avesse al massimo otto o dieci e la
cucciolata, ahinoi, è di gran lunga molto più numerosa.(anzi
in sorprendente crescita!)
Gli animi da intenerire,
con dolci fusa e concessioni cucciolesche, oggi, stanno
cambiando...
La Nostra Sinistra Italiana,
o almeno quella che oggi la rappresenta, è costretta a
rinnovare il proprio target....
L'Italia, prima o poi
, si troverà dinnanzi ad un vertiginoso calo demografico;
con il rispetto per i vivi e per la morte, dalla quale
non v' è scampo, una buona parte dell'Elettorato Mancino,
si colloca dai 60 anni in sù.
Resta una piccola parte
di nostalgici (comunque, socialmente ben collocati) ed
una schiera di giovani che, per buona parte, sostiene
l'ideologia antagonista alla più bigotta e proibizionista
Destra, giustappunto per un messaggio di libertà, troppo
spesso distorto e violentato.
Eppure bisogna investire
in nuove risorse umane!?..
Ecco pronta la tolleranza,
la libertà assoluta, l'assistenzialismo più vile, quello
che danneggia chi, per sorte anagrafica, nasce cittadino
Italiano.
Ecco pronte leggi su
misura a tutela degli stranieri, provvedimenti che favoriscono
l'ingresso nel paese, che favoriscono l'avvio di nuove
attività senza imposte per tre anni, e dopo due anni e
undici mesi ecco pronta la nuova gestione, e si ricomincia
daccapo.
"Certo, un giorno,
tutti questi stranieri dovranno pur ringraziarci!"
pensa la Sinistra.
Prima o poi daranno Loro
diritto di voto, pur senza verificare una concreta integrazione
sociale, fondamentale, al fine di esprimere una preferenza elettorale
dotta e consapevole.
Ecco ciò che la Sinistra
Italiana ha premura di fare... sostituire! Riciclare e
sviluppare nuovi orizzonti. E anche in fretta! Le natalità
sono basse, e i ragazzi che crescono, tolgono le maglie
del "Chè", pur non ignorandone il fascino, non
indossano più, ciecamente, divise di nessun colore.
Buona parte dei giovani
cresce studiando e nonostante la frizzantezza dell'età,
non si fanno più ricoglionire dal politichese, ci vuole
ben altro di qualcuno che sventoli solamente la Loro
bandiera.
(Poi resta che in Tv
si vedono persone che scambiano Ghandi per un militare,
Hitler per un famoso attore di cui non le viene il nome,
oppure Charly Chaplin con Totò!!)
Io vivo nel cuore della
zona Universitaria di Bologna e conosco molto bene la
realtà quotidiana e le conseguenze della "troppa
tolleranza"!!
Se questo civile rinnovo,
avvennisse con una logica del rispetto della Correttezza
Sociale, aderirei in pieno, in quanto pluralista convinto,
tuttavia l'obbiettivo finale, distrae le Amministrazioni
locali, per poi raccogliere, per saltuario dovere, qualche
lecita protesta di quartiere, intervenendo sugli orari
di chisura dei locali e cavolate del genere!
Ci vuole onestà e dignità.
Una ultima cosa...
Riguardo alla legge Bersani
che concede agli Ipermercati e supermarket vari di poter
vendere Farmaci da banco; per carità non entro in merito
al "Diritto del Commercio", ma che un' importante
esponente Coop Emilia-Veneto, ad un Telegiornale locale,
dichiari, che le Coop sono già pronte con questi "Health
Corner" e che addirittura è imminente una commercializzazione
di Farmaci a marchio Coop, Bhè, sinceramente questo mi
fà un tantino pensare...
Allora che sia chiaro
anche ai più testardi, che la Sinistra Italiana, non è
un' alternativa candida e giusta, anzi, in molte delle
più radicate sezioni, il baratto è l'esecutivo.
Mi sento nauseato e profondamente
stanco di questo atteggiamento, vorrei più persone giuste.
Grazie e Buon Lavoro
Michele da Bologna
|
socci e il cavaliere
ma ancora la storia
del trapianto capelli! Ma esistono argomenti ben più interessanti
e pregnanti e, invece, ci si limita a questo. In ogni
caso, per chi lo avesse dimenticato, il primo governo
Berlusconi è caduto grazie ad un'abile manovra dei magistrati
di sinistra. Meglio ricordare bene le cose.
Patrizia
P F [connectbiz@yahoo.it]
|
Taxi
Rimango stupita da come nella
suo articoloVincenzo Donvito paragoni gli atti
deii tifosi della Fiorentina a quello che hanno
fatto per giorni i tassisti. Come si può parlare di
atti di violenza di una categoria che per 17 giorni
sotto il sole cocente ha manifestato per non vedere
i propri diritti calpestati. Ricapitolando : il 30 giungo
come un fulmine a ciel sereno, vengono a conoscenza
che con un decreto lampo, senza nessuna concertazione,
molto probabilmente nel giro di poco tempo diventeranno
tutti dipendenti di qualche grande cooperativa gestita
da qualche magnate della Confindustria. Contemporaneamente
i giornali, le associazioni dei consumatori, li attaccano
umiliandoli e facendoli passare tutti per truffatori,
E' chiaro che anche il resto degli italiani,
che mai è montata su un taxi non per il costo, ma perchè
non ne ha avuto mai bisogno, si schiera facilmente dietro
questi luoghi comuni, in fondo non costa niente al governo
lkiberalizzare in un settore che male può difendersi.
Grazie al cielo invece la lotta è partita e i tassisti,
a parte uno o due episodi che sono poi rientrati, non
hanno comesso nessun atto di violenza, anche se esasperati.
Dovete capire che la mobilitazione era importante,
l'unica forma che poteva permettere di farsi ascoltare
anche a costo, sì, di lasciare a piedi qualche turista
(nellea maggior parte delle città hanno continuato a
lavorare fornendo servizio sopratutto a certe categorie).
Ci sarebbe molto altro di cui parlare, ma secondo me
le associazioni dei consumatori (questa nuova " entità"
che ha solo diritti anche a costo di affamare dei lavoratori)
dovrebbero cercare di concordare delle soluzioni con
i tassisti, città per città.
In fondo il decreto Bersani,
per chi lo vuole leggere, non ha cambiato di fondo assolutamente
niente, ha solo eliminato il cumulo delle licenze, che
è stato spiegato dai sindacati perchè inaccettabile per
i tassisti e sicuramente non conveniente per i consumatori.
Ed è cambiata l'esposizione, cioè hanno partecipato anche
i diretti interessati alla formulazione dell'art.6. Per
quanto riguarda la buonuscita che viene data per ilt rasferimento
della licenza, è un problema che non si può azzerare immediatamente,
che comunque non grava sulla collettività., ma per
es. si potrebbe proporre la tassazione come
una donazione, il cui ricavato vada nelle tasche dei comuni
e alleggerisca le gabelle ai tassisti (che sono l'unico
servizio pubblico che paga ai Comuni, ditelo questo ai
consumatori) e si potrebbero abbassare le tarifffe.
Ad ogni modo il decreto Bersani
porterà sicuramente ad un grande miglioramento del servizio:
non buttate benzina sul fuoco, ma cercate di essere costruttivi
assieme a una categoria di gran lavoratori, che ha tanti
problemi da risolvere per migliorare il suo operato e
lo può fare meglio in collaborazione delle associazioni
dei consumatori.
Stefania [sterimasi@alice.it]
|
SOLO Roma ringrazia gli AZZURRI
Non so se qualcuno se n'è accorto,
ma penso di si visto il caso alquanto
eclatante ...
potrebbe sembrare una stupidata, ma vien da pensare
veramente che qualcosa
non "quadra"...
mi rifersico alla "festa" al circo Massimo
della vittoria della squadra
italiana ai mondiali di calcio
a parte il livello penoso di tale festa, ma questo
non interessa perchè
potrebbe essere benissimo
dovuta alla fretta dei preparitivi..
Quello che mi ha fatto riflettere è quel grande striscione
posto ai piedi
del palco con la scritta a caratteri cubitali
" ROMA RINGRAZIA GLI AZZURRI"... ho voluto
seguire a lungo questa
manifestazione... sul palco c'erano solo
rappresentanti romani, da Tiberio (Timperi)? Carlo
Verdone ad altri
rappresentanti dello spettacolo, per tutta la durata
dello stesso
nessuno ha mai nominato o detto: " L'ITALIA RINGRAZIA
GLI AZZURRI" è sempre
e stato solo nominato il nome di ROMA !
"ROMA SALUTA GLI AZZURRI" - " ROMA
OSPITA GLI AZZURRI" eccc...
non vorrei crederci, ma anche questa è politica, di
bassissimo livello, ma
politica, lugubre, gretta, penosa, povera, ma purtroppo
POLITICA!
Ma tutto il resto d'Italia non
ha tifato forse per la squadra Italiana ???
|

di Max
Gentile
|
Salve...
sono una ragazza di Napoli, mi chiamo Valeria e ho 18
anni...
beh non so se questo sia il posto giusto...per fare
questo mio tipo di richiesta..ed è per questo che mi scuso
a priori...
Già da tempo volevo scrivervi...., ma non avevo mai
il coraggio..., ci pensavo...e poi cambiavo subito idea...,
e invece adesso eccomi quì a farvi questa mia banale...,
o forse infantile..., o meglio inopportuna richiesta...,
ma io ci provo...del resto..."tentar non nuoce..."
allora...
Volevo chiedervi..., se fosse possibile..., scrivere
un'articolo..., o magari anche una breve recensione su Antonino
Spadaccino..., il vincitore della quarta edizione di Amici...,
ilprogramma di Maria De Filippi..Beh si..., magari voi nemmeno
lo conoscete..., ma pochi mesi fa è uscito il suo primo
album...dall'omonimo nome "Antonino"..., album
che contiene 11 brani..., alcuni firmati..., Mogol.., Lavezzi...e
un paio di brani scritti da lui...,c'è inoltre un brano
firmato Battisti -Mogol..., ovvero"Perchè Dovrei"...,
brano che fino a poco tempo fa si pensava che Battisti non
avesse mai inciso..., cosa che probabilmente ha fatto perchè
circa un paio di settimane fa su e-bay era in vendita l'inedito
del gran cantante...e per concludere l'11 canzone è proprio
E Penso a te..., grandissimno pezzo di Battisti..., cantata
appunto da Antonino...
Inoltre Giovedì 25 Maggio..., Antonino ha partecipato
a "50 canzonissime...di Battisti"...programma
all'interno del quale si è esibito con i brani "Insieme"
e "Pensieri e Parole"....
Beh che dirvi..., io personalmente apprezzo e stimo
tanto questo giovane artista..., per la sua volontà...,
per la sua voglia di fare..., per la gioia di vivere...,
e nel suo piccolo io credo abbia insegnato tanto a noi giovani...,
c'ha fatto capire che spesso la vita ci sfida..., ci invita
a duellare con lei..., enon bisogna mai abbattersi..., mai
arrendersi....bisogna lottare per raggiungere i nostri obiettivi...,
ed è proprio questo che lui ha fatto..., ha sempre sognato
di diventare un cantante...e ce l'ha fatta...
...e poi a dir la verità son contenta che il mondo della
musica italiana abbia..."acquistato", uno come
lui..., si sa , o quanto meno posso immaginarlo, quanto
sia difficile emergere..., per noi giovani in particolare
e soprattutto al sud (è Foggiano)..., parte dell'Italia...,
un pò dimenticata..., trascurata....
e poi lui quando canta..., rispecchia la sua passione
per la musica ,canta col cuore...., ed è proprio per questo
che è capace di trasmettere tanto....
beh questo è tutto...
grazie mille per avermi dedicato un pò del vostro tempo...
scusate il disturbo...
aspetto una vostra risposta....
Valeria [valeria_29_11_1987@yahoo.it]
|
Caro Direttore,
sono calabrese e sono socialista. Mio padre era Giuseppe
Femia, senatore socialista di Locri, nei primi anni 60.Vivo
e lavoro a Roma, e non ho più votato socialista, ma
sempre per i DS, da quando Bettino Craxi, segretario del
PSI, impose, nel 1982, alle comunali di Roma, come candidato
a sindaco della capitale, Franco Carraro, ignorando completamente
le designazioni delle sezioni socialiste di Roma. Da allora,
mi sono allontanato dal vecchio PSI e non l’ho più votato.
Oggi lo voterei. Lo farei, però, solo se vivessi a Cosenza.
Voterei il candidato a sindaco Giacomo Mancini, socialista.
Ritengo che i capi dei DS, in Calabria - e l’ ho detto al
mio amico e concittadino locrese, il dalemiano e collaboratore
di Velardi, Ciccio Riccio - abbiano commesso un grave errore.
Anziché privilegiare gli interessi dell’apparato, delle
grette gelosie e delle burocrazie di partito, essi avrebbero
dovuto guardare lontano. Avrebbero visto un politico che,
anche se erede di una grande tradizione, non si è limitato
a vivere di rendita, ma sta seminando, da giovane leader,
in una regione aspra e complessa. Senza potere materiale,
in un territorio che sembra conoscere e valorizzare solo
quello, Giacomo sta tentando di costruire una politica autenticamente
riformista. Sarebbe stato facile, per Mancini, limitarsi
a imbarcare, come altri hanno tentato, nostalgicamente,
di fare, i tanti trasfughi dal defunto PSI. Invece, il giovane
deputato, degno figlio del giornalista Pietro e dell’ architetto
Maria Lorenza, i suoi genitori, di cui sono stato
amico, in tempi non sospetti, ha scelto strade più difficili,
prima fra tutte quella del “ Nuovo “ Centro - Sinistra.
Io non so se si farà il Partitone Democratico. So solo che
se si farà, come mi auguro, in Calabria, c’è un giovane
politico che ne deve, a pieno titolo, far parte : Giacomo
Mancini. La ringrazio, caro Direttore. E buon voto, il 28
e il 29 maggio prossimi, a tutti i cosentini !
Francesco Femia, Roma
|
Caro Direttore,
che disgusto, che
discesa agli Inferi senza ritorno, che buio!
Parlo del Genoa e
del marcio (finora impunito) del calcio , vergognandomi un
po' di patire così, a fronte di tante altre ingiustizie che
ci affannano, ma consolata nel leggere - nel suo bell'editoriale
odierno - che anche Lei soffre i miei stessi patemi.
La constatazione
di un Genoa capro espiatorio in quanto squadra "minore",
e di un sistema - calcio corrotto e dileggiante, mi tormenta
e mi toglie il residuo piacere di assistere alle partite (di
livello sempre più infimo,
peraltro) del mio
amato grifone.
Grazie, comunque,
per continuare a parlare e a difendere il nostro Vecchio Balordo.
Io pure continuo,
come posso, attraverso le mie vignette.
Un saluto
Aglaja
aglaja@fastwebnet.it
|
Sono il vice presidentge del
Fans Club "Reggina forever" di Bovalino Marina (RC)
già in vita da 3 anni e gradirei molto vedere annoverato tra
i nomi degli altri club anche il nostro che in quanto ad attività
non è da meno agli altri. Ho apprezzato molto il vostro sito
e l'ho inserito tra i miei preferiti. Vi invio di seguito
gli elementi di interesse:
Denominazione: Fans Club "Reggina
forever"
località: Bovalino Marina
(RC)
Indirizzo: Via Garibaldi n.
267
Presidente: Francesco AGOSTINO
rosacipasquale@alice.it
|
Calcio
Venezia
www.calciovenezia.com
Un nuovo punto
di ritrovo sul web per i tifosi del Venezia sta per sbarcare
on line: si tratta di
www.calciovenezia.com,
sito non ufficiale della SSC Venezia – come si legge sulla
homepage -, a breve disponibile per mantenersi in contatto
con tifosi e appassionati della squadra. A giudicare dai beneinformati,
c’è da scommetterci: sarà un successo.
francesca@calciovenezia.com
|
Carissimo direttore,abbiamo
visitato il vostro sito,molto bello,complimenti.VOLEVO informarla
che dal 2002 è stato fondato un nuovo centro coordinamento
on denominazione SALENTO GIALLOROSSO,con sede a LECCE alla
via 95 reggimento fanteria 114\116 .A breve sarà attivo un
sito ufficiale del c.coodinamento
www.salentogiallorosso.com. Un modo per comunicare nuovamente
con i tifosi del LECCE in modo veloce.Ultimo appunto il marchio
del Lecce è quello vecchio.VI INVIO CORDIALI SALUTI SEMPRE
FORZA LECCE
|
Venuto a conoscenza delle
dichiarazoni di un carabinere per "fiction" (un
certo sig. Crespi) sui Carabinieri "VERI" dei fatti
di Sassuolo mi riprometto di non guardare mai più la tasmissione
"Carabinieri" di canale 5 fino a quando questi
signore vi prenderà parte.
Cordialmente
Erio
|
PERCHE'
NON PROPORRE MONICA LEOFREDDI E MILO INFANTE COME PRESENTATORI
DEL PROSSIMO FESTIVAL DI SAN REMO? NON TROVA DIRETTORE CHE
SAREBBERO PERFETTI PER QUESTO RUOLO? SONO BELLI, PROFESSIONALI,
IRONICI E VIVA DIO ELEGANTI!
CON
LORO TORNEREI A RIVEDERE IL FESTIVAL DOPO 20 ANNI.
GRAZIE,
SALUTI
DIANA
HUNT
|
vorrei
cortesemente segnalare che non sono stati indicati i due
siti più importanti della tifoseria blucerchiata, cioè quelli
riguardanti gli Ultras, ovvero il gruppo trainante della
gradinata sud e storicamente uno dei gruppi di tifosi più
importanti nell'ambito delle tifoserie italiane; i due siti
sono:
In
attesa delle opportune integrazioni, ringrazio per l'attenzione
e saluto cordialmente.
Dukadoria
- Moderatore del Forum USF
|
Quanto ci ha guadagnato Santoro
dimettendosi da eurodeputato e andando da Celentano?
I soldi non puzzano!
|
Caro
Cuore rossoblu, per la serie " un pò per uno in braccio
alla mamma" LE segnalo un articolo del SECOLO XIX che denuncia
e trascrive intercettazioni sul calcio scommesse , dove
si fanno nomi e si parla APERTAMENTE di giocatori , partite
e calcio scommesse....peccato che di fronte a fatti tanto
evidenti la FIGC e il Gen. PAPPA ... pare che archivino
per mancanza di prove!!!!
E'
TUTTO LI' , SCRITTO NERO SU BIANCO....
VOGLIAMO
IL GENOA E I SUOI TIFOSI , PRESIDENTE COMPRESO SANTI SUBITO....))))))
|
Rachele buongiorno
grazie per aver inserito tra i link il sito dell'Indicatore
che leggo sempre volentieri allo stadio
buona giornata
chercahier@inwind.it
|
Gentile
Rachele,
ho
pubblicato in prima pagina (su
www.calciolinks.com) la presentazione del Viaggio
nella serie A.
Buon
lavoro
SV
www.calciolinks.com
Tutto
il calcio... in rete!
|
Gentile
Rachele,
desideriamo ringraziarti per la citazione e per i tanti contenuti
riportati dal nostro sito (www.mondopicchio.it).
Questo grande viaggio è un viaggio nobile che spero avrà tanti
proseliti all'interno delle varie squadre di serie A.
Se avete bisogno di altre info sull'Ascoli, e quant'altro
vi può seguire sul mondo...picchio, saremo lieti di potervi
aiutare, per quanto ci è possibile.
"Mondopicchio" è un sito curato da 5 tifosi dell'Ascoli,
ed è effettivamente molto seguito dai tifosi dell'Ascoli della
Rete.. .come noi. Facciamo 600-700 contatti al giorno. Non
è però per noi un lavoro (studiamo all'Università o lavoriamo),
deve rimanere come forma di svago.. perchè l'Ascoli prima
di tutto è una passione per noi, una grande passione.
A presto e ancora grazie
La Redazione di Mondopicchio.it
|
Buonasera
a tutti
ho
letto con piacere sul sito di Cesare Lanza la pagina dedicata
al Livorno calcio.
Vorrei
segnale un ulteriore sito oltre agli ottimi due già da voi
inseriti
www.indicatoreamaranto.it
grazie
e buona giornata
Antonio
|
VECCHIO
MILAN VECCHIA GRINTA
Quando
“piove la luna” a Milanello, tra Carnago, Solbiate Arno e
Cairate, in provincia di Varese, un vecchio cuore rossonero,
in pellegrinaggio notturno al tempio di allenamento milanista,
non può rimanere a ciglio asciutto ripensando ai favolosi
anni sessanta, gli anni della giovinezza e del tifo genuino.
Appena uscito dal collegio, dove “prigioniero” sognavo il
calcio in bianco e nero, la ritrovata libertà mi convinse
a cambiare vita e squadra e passare al calcio a colori.
Così sostituii al bianco il rosso, mantenendo il nero. Il
cambio di tifo fu giustificato dall’apparizione improvvisa
di un giocatore fenomeno, Gianni Rivera, un ragazzino che
dava del lei a Schiaffino, ma già del tu al pallone, nonostante
gli acerbi sedici anni. Il processo di identificazione mi
portava ad inseguire su “Sport illustrato” le sue avventure
domenicali, ad arrabbiarmi sulle pagine del “Giorno”, leggendo
le critiche di Gianni Brera, di cui peraltro apprezzavo lo
stile linguistico e il genio creativo della parlata. Mi consolava
la prosa letteraria di Oreste del Buono, che attribuiva a
Rivera in un libro la magia di “un tocco in più”. Le domeniche
del timido e solitario studente alla radio erano una sofferta
liturgia d’ascolto, in attesa del risultato della partita
del Milan. Nel niagara dei ricordi si fissa una data: 1966,
l’anno della sconfitta della Nazionale con la Corea,
ai mondiali in Inghilterra. Sembrò una delle tante tragedie
italiane, con un capro espiatorio: Gianni Rivera, l’abatino,
tanto talento, poco impegno. Brera scripsit. Eppure, alla
ripresa del campionato, Rivera mostrò tutta la sua maturità
di uomo e di giocatore, esplodendo al meglio delle sue capacità.
Non posso dimenticare una domenica d’autunno al Comunale di
Bologna. Il Milan è in vantaggio uno a zero. Rivera, il “golden
boy”, come lo chiamano le gazzette, è in uno stato di grazia
strepitoso. All’inizio del secondo tempo Gianni si avvicina
alla bandierina del calcio d’angolo, dalla parte dei tifosi
bolognesi. Un silenzio irreale, poi all’improvviso scoppia
un lungo, interminabile applauso. Non c’è distinzione tra
tifosi del Milan e del Bologna, è l’apoteosi del genio del
calcio.
Dopo
quasi quarant’anni quel momento magico mi è rimasto ancora
dentro, con l’intensa e struggente nostalgia del favoloso
Milan di Rocco, il Milan di Cudicini, Anguilletti, Schnellinger,
Rosato, Malatrasi, Trapattoni, Hamrin , Lodetti, Sormani,
Rivera, Prati.
Allora
il tifo era il frutto di un individualismo ingenuo, un’esperienza
molto soggettiva, senza nulla di organizzato. Si andava allo
stadio a titolo personale. Si gioiva, si soffriva da soli
su quei gradoni freddi e scomodi, ma solidi e concreti come
il gusto della vita semplice, irrimediabilmente perduto.
Vecchio
Milan, vecchia grinta !Oggi dopo la fatal Verona degli anni
settanta,la tragica sconfitta ad Istanbul,un dolore senza
conforto per come si è manifestato:non raggiunge la sofferenza
della doppia retrocessione in serie b, ma produce il retrogusto
molto amaro di chi si affaccia al paradiso e si riscopre affranto
in inferno,dove tanti diavoli bianconeriazzurri ti guardano
in faccia con perfido sarcasmo.Adesso anche a Milanello la
luna si vergogna sotto choc e si nasconde al buio della notte,lo
stesso buio di ogni cuore rossonero.
Severo
Ghioldi
|
Buongiorno,
sono un'ex telespettatrice del "Grande Fratello 3"
che proprio cominciando a seguire (per caso!) l'avventura
dei ragazzi della terza edizione si è trovata lei stessa a
vivere una strepitosa avventura. Frequentando il sito ufficiale
del Grande Fratello 3 mi sono accorta di quanta gente volesse
dire la sua e di quante persone, a causa della poca educazione
di alcuni riuscissero veramente ad esporre le loro idee in
maniera serena, così, piano piano senza nemmeno rendermene
conto mi sono trovata a creare un sito tutto mio, nella quale
le persone che apprezzavano Marianella Bargilli (concorrente
di allora) come me, fossero in grado di parlare del reality
e di ciò che in esso accadeva, ma soprattutto fossero in grado
di parlare di qualsiasi cosa fosse di loro interesse. Non
pensavo d'essere in grado di costruire un sito, io, ragazza
26enne con la passione si per i computer, ma principalmente
impiegata in un'industria per la pasticceria surgelata alla
fine invece ce l'ho fatta! Ed ho costruito il www.maryeluca.3000.it
website. Il sito cresceva ed era molto frequentato, da li
e da alcune nostre iniziative poi siamo riuscite ad entrare
in contatto con Luca Argentero (altro partecipante di allora
al GF3), a farlo venire in chat ed ad avere uno stretto contatto
con lui. Successivamente, grazie ad un'altra nostra iniziativa,
(192 calle una per ogni giorno nella casa di Marianella) siamo
riusciti ad entrare in contatto con lei, a conoscerla e seguirla
non solo telefonicamente ma anche personalmente. Fino ad entrare
nella cerchia più stretta dei suoi amici. Tanto che, durante
un programma in onda su sky intitolato "prezzemolo"
lei parla di noi e del rapporto che ha instaurato con alcune
di noi. Li però sono inziati i primi scontri di pensiero,
chi parteggiava per Luca infatti, cominciava a nutrire sofferenza
e g elosia nei confronti di Marianella.
Il sito mano a mano ha cominciato a scindersi e così si è
trasformato solo nell'attuale "Marianella Bargilli WebSite"
(www.marianellabargilli.has.it).
Ma la nostra avventura con Marianella non è ancora finita,
anzi, il nostro viaggio, come lo definisce lei è appena cominciato...
Infatti crediamo che abbia numerose possibilità nel campo
dello spettacolo e del teatro. Speriamo davvero possiate dedicare
sia a Marianella che a Geppy Gleijeses (suo attuale compagno,
nonché uno dei maggiori esponenti del teatro stabile di Calabria)
ampio spazio, poiché realmente crediamo che oltre a livello
artistico siano soprattutto due belle persone a livello umano.
E? indescrivibile, l?affetto, la stima e la profondità del
rapporto umano che ci lega, proprio perché sono persone fuori
dal comune, persone ?VERE, REALI E PURE? in grado di trasmettere
tanto calore umano, (raro al giorno d?oggi incontrarne altre
così, non solo nell?ambiente dello spettacolo, ma anche nel
la vita di tutti i giorni).
Oltre a questo posso dirle che Marianella al momento sta conducendo
un nuovo programma in onda su Sky (canale Leonardo) in onda
tutti i venerdì alle 23.00 intitolato "Notturno"
un programma all'interno del quale lei gira per le varie città
italiane ed europee alla ricerca di luoghi da frequentare
e posti da scoprire. Per ora è stata in città quali Firenze,
Milano, Roma e Napoli. Oltre a scoprire la città, visita i
locali più trandy e li racconta.Inoltre sarà prossimamente
(e nuovamente) ospite di una puntata di "Prezzemolo"
in onda sempre su Sky (canale Alice) dove parlerà di sè, dei
suoi progetti, farà entrare Alfonso Stagno (conduttore del
programma) nella sua nuova casa acquistata di recente con
Geppy.
Per la primavera 2005 invece, come da comunicato stampa qui
allegato, Marianella con la collaborazione di Silvia Pampallona
condurrà un programma di misteri e stregonerie, in seconda
serata sulla rai,
Inoltre per l'autunno ci saranno alcuni progetti teatrali
molto importanti, che come nel caso precedente delle commedie
teatrali portate in scena da Geppy, sicuramente avrà molto
successo. D?altra parte ritengo che l?esperienza e la bravura
di Geppy, (possiede una capacità interpretativa fuori dal
comune si rimane incantati al solo osservarlo), unita all?eleganza
ed alla capacità di Marianella, siano già una garanzia.Un
futuro roseo come nelle nostre migliori previsioni, ma nonostante
questo, il ?boicottaggio velato? contro di lei, che forse
risulta essere un personaggio scomodo in quanto troppo ?pulito
e sincero?, continua . Peccato perché lei possiede qualità
innate ed una presenza scenica di sicuro rilievo, ma subisce
indubbiamente una penalizzazione non riuscendo ad emergere
come meriterebbe. Sarebbe quindi molto bello che dedicaste
loro maggior spazio.
Fra poco inoltre la vedremo debuttare in teatro con il teatro
stabile di Calabria presenta PIGMALIONE (My Fair Lady)di George
Bernard Shaw con Marco Messeri, Marianella Bargilli
con la partecipazione straordinaria di Valeria Fabrizi
|
Cerco
lavoro AMO fare il cuoco ho un buon curriculum ma
o per mia sfortuna o per
altro nessuno e niente trovo.
Mi
chiamo Giuseppe Esposito contattatemi io vorrei andare anche
all'estero basta che lavoro
C U R R I C U L U M
V I T A E
Cognome: Esposito
Nome: Giuseppe
Luogo e data di nascita: Napoli
11/07/1959
Telefono: cell: 333/2827272
Cittadinanza: Italiana
1974
Istituto Giuseppe Verdi
Qualiano Napoli
Licenza di scuola media inferiore
con giudizio Buono
1977
Istituto E.N.A.L.C. di Salerno
Scuola Alberghiera
Hotel Royal Senigallia (AN) dal
06/06/1977 al 19/09/1977 come Commis di
Cucina
Ristorante Ischia Monaco di Baviera
dal 05/10/1977 al 20/04/1978 come Commis
di cucina
Hotel Ritz Senigallia (AN) dal 10/05/1978
al 01/02/1980 come Commis di cucina
Lloyd’s Baia Hotel Vietri sul
mare (SA) dal 28/03/1980 al 31/10/1980 come Commis
di cucina
Nave mercantile Crystall dal 05/01/1981
al 28/11/1981 come Capo partita
Ristorante la Gondola Isole Bermuda dal
05/10/1983 al 15/06/1985 come Cuoco
Hotel Posta Chianciano Terme dal 05/07/1985
al 31/10/1986 come Cuoco
Villaggio Vacanze Hotel Triton (CT) dal 02/12/1986
al 11/11/1987 come Cuoco
ParK Hotel Campitelli Larino (CB) dal 07/01/1988
al 28/03/1989 come Cuoco
Hotel ristorante La Lucerna Cast. Della Pescaia
(GR) dal 17/04/1989 al 10/10/1990
come Cuoco Unico
Hotel Cristallo Cervinia dal 15/12/1990 al 18/02/1991
come Cuoco unico
Hotel Ristorante La Lucerna Cast. Della Pescaia
(GR) dal 26/03/1991 al 02/10/1993 come Chef
di cucina
Royal Food Caserta dal 01/01/1994 al
8/06/1995 come Chef di cucina
Hotel Airone Isola D’Elba dal 05/09/1995 al
30/11/1997 come Chef di cucina
Ristorante Le Marine Bastia Corsica dal 11/02/1997
al 27/02/2000 come Chef di Cucina
Hotel Oswald Selva di Val Gardena
dal 30/06/2000 al 20/04/2001 come Chef di cucina
Hotel La Torre Trevi (PG)
dal 26/06/2001 fino al 05/05/2002
come Chef executive.
Fattoria degli Usignoli Firenze Reggello (FI)
dal 01/12/2002 fino al 31/03/2003 come Chef executive.
Ho fatto uno stage professionale presso
il ristorante Le Trent di Parigi
Ho vinto all'Hotel Tirreneo di Pisa una
gara di cucina.
HO PRESTATO LAVORO ANCHE A NEW JORK PRESSO LA
SEDE DELL'ONU IN QUANTO SONO STATO SCELTO INSIEME A
4 CHEF A RAPPRESENTARE LA CUCINA ITALIANA NEL
MESE DI OTTOBRE 2003. (SELEZIONATO DALLA
F.I.C)
NEL MESE DI MAGGIO-GIUGNO 2004 SONO STATO IN POLONIA
E PRECISAMENTE A VARSAVIA A PROPORRE LA CUCINA
ITALIANA INSIEME AD ALRI 2 CHEF, IN QUANTO SONO
STATO (SELEZIONATO DALLA F.I.C. ) ed fino al mese di
Marzo 2005 ho gestito un’ attivita’ di Mensa F.S.
a Perugia e per tutto cio’ che riguarda
i documenti relativi alle norme di iscrizione sono attualmente
a norma di legge.
HO FATTO EXTRA ANCHE AL CIRCOLO DEL MINISTERO
AFFARI ESTERI A ROMA
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COMPLIMENTI AD ALBERTINI
Desidero complimentarmi vivamente col Dottor Gabriele Albertini,
Sindaco di Milano, per l'eccellente e giusto discorso pronunciato
il 29 Aprile, in occasione dell'intitolazione di un giardino
pubblico meneghino al giovanissimo martire Sergio Ramelli,
vittima della barbarie comunista (fu infatti ammazzato, trent'anni
or sono, a colpi di chiave inglese sferratigli al capo da
sette comunisti).
Carlo Infante (Lecce)
carlo.infante@libero.it
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Volevo
far sapere a Ceccarelli che Giovanni Paolo II non è stato
imbalsamato.
A
Tornielli: Si sta inventando l'ennesimo giallo Vaticano?
Le dichiarazioni del portavoce hanno mano a mano dato la
notizia dell'esecuzione di tutte le prassi previste. Perchè
parla di 12 ore? Era forse il sig. Tornielli assieme al
Camerlengo? O stava rincorrendo il Penitenziere per le sale
Vaticane? E che c'entra la celebrazione del pur ex segretario
di stato? Non è mica sospeso a
divinis!!! Era una Messa!
Ma
a chi giovano queste notizie da quattrosoldi?
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Gent.mo
dott. LANZA,
neanche
stavolta mi sono lasciato sfuggire la sua rubrica su LIBERO
sempre fonte di interessanti
e
preziosi spunti di riflessione.Questa volta l'argomento
era particolarmente importante
e
d'attualità: il dramma della povera Terry Schiavo...
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Caro Lanza,
prima di tutto mi complimento con Lei per aver scritto l’articolo
in oggetto.
Mi sono permesso di segnalarlo prima e trascriverlo poi
sul Muro dei Grifoni (www.grifoni.net).
Detto per inciso, oltre che ben scritto, è pieno di quella
nostra inimitabile passionaccia che ci tiene unitissimi,
al di là delle distanze, delle provenienze, dei nostri percorsi
umani, che non ci lascia / lascerà mai,.
Quel mix incontrollato e incontrollabile di gioie e dolori
(speranze e paure, come giustamente sottolinea Lei), che
ci tiene tutti uniti da 111 ani, che contraddistingue il
Genoano vero dall’”appiccicato” e che fa quell’esempio di
umanità un po’ strana, ma così rara nell’omologazione odierna,
che viene definita “Popolo Genoano”.
Insomma, il Suo non è stato, dunque, un grido inascoltato,
tutt’altro!
Condivido anche il Suo appello al presidente Preziosi che,
forse, non ci farà più aver paura dei minuti di recupero
(intanto oggi a Catanzaro abbiamo pareggiato noi in quei
minuti, sarà anche questo un segno del Genoa che cambia,
che ne dice?) e, soprattutto dei pregi
(pochi) e misfatti
(molti) di Aldo Spinelli.
Approfitto dell’occasione per segnalarLe una battaglia storica
(e Lei sa quanto teniamo alla ns.
storia) cioè la riconsegna dell’Atto di Fondazione, la nostra
Magna Charta…, quella che comincia con quelle parole “7th
september 1893” che hanno segnato la storia nostra (e non
solo) ricomparsa in una mostra in corso a Genova e che noi
tifosi, ma anche studiosi delle nostre tradizioni, riteniamo
debba tornare a casa sua, ossia nella sede del Genoa Cricket
and Football Club 1893.
Ho scritto un articolo in proposito un articolo “Torna a
casa Atto” su un web magazine genovese www.mentelocale.it,
cui collaboro e mi permetto di segnalarLe il link http://www.mentelocale.it/viaggi_sport/contenuti/index_html/id_contenuti_var
int_11694, caso mai volesse dargli un’occhiata per approfondire
l’argomento che, da buon Genoano, son sicuro, Le stia molto
a cuore.
La ringrazio per l’attenzione, La saluto cordialmente e
colgo l’occasione per augurarLe/ci un 2005 pieno di belle
cose.
Giovanni Villani
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Nella mescolanza
degli articoli da lei selezionati,tutti diversi e interessanti
quanto gli orizzonti di attesa dei cliclettori che vi si affacciano
,sono stata attratta dall'articolo su Teatro atipico
scritto da Francesca Fasani. Emergente è il tratto di un uomo
dai molteplici volti ,che nella selva della comunicazione
parla ma non comunica,si frantuma in tante verità e in tanti
tipi e quasi la solitudine viene ad assumere
un suo ruolo oltre. Essenziali la sceneggiatura e l'arte scenica
così viene scritto,tali da uniformarsi alla svolta sempre
più parsimoniosa degli stili di vita di noi italiani
in questo particolare momento ma loquaci più di ogni altro
mezzo espressivo. Un teatro sperimentale che bene si inserirsce
nel mosaico della nostra vita decadente . Efficace
ed espressivo nella sua essenzialità ,nella sua concordanza tra
parola e campo semantico ,lo stile della giornalista.
Spesso si rischia di scrivere parole ,la cui caccia al significato
ci impegna in un gioco cerebrale . Luigia Cimini
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Caro Lanza,
non esito a definire l'esclusione di Baggio un'autentica
vigliaccata,all'origine della quale è quasi certo sia esistito
il bigottismo di Trapattoni.Non ci sono scuse che tengano
di fronte al grosso errore di negare un ricoscimento ad
uno dei pochi seri e grandi protagonisti del
nostro calcio.Avrebbe fatto piacere anche a tutti
i tifosi che lo stimano.Molti sono quelli che sono
rimasti nauseati da questa faccenda e soprattutto dal fatto
che questo individuo sia rimasto in sella solo per
il timore di Carraro di venire coinvolto, a sua volta, come
responsabile primo della gestione dei Mondiali.
La vedo
spesso in televisione e mi pare che Lei sia dello stesso
avviso.
Riprenderò
a vedere la Nazionale quando il Trap se ne sarà andato.
Cordiali
saluti
Prof:Antonio
Fantoni
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Egregio
Lanza Dott. Cesare
perche'
non si parla mai di una legge DOC per regolarizzare
il mondo degli ZINGARI in Italia come si è fatto per gli
extra comunitari ?
La saluto
con Stima e Ammirazione
Stefano
Angeletti - Ancona -
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