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COMPLIMENTI!



Ciao Cesare, voglio fare a te ed al tuo collaboratore (Andrea Colacione, un vero calciofilo) i complimenti per la bella rubrica "Io Scommetto" che seguo spesso sul tuo sito ed è sempre ricca di dettagli e informazioni a 360 gradi sui Mondiali made in Sudafrica. Stasera debutta l' Italia con il Paraguay. Incrociamo le dita... A me starebbe bene anche un pareggio però non disdegnerei neppure una vittoria magari giocando male. Come si dice, se son rose... Vedremo... Ciao!

Gerardo, 15 giugno 2010

Posiamo un fiore dove morì Falcone

da Renata Mucci, 26 maggio 2010

PER CESARE LANZA SUL CASO MORGAN
(...) sembra che in questi casi (vedi "linciaggio Morgan") la gente sappia solo dare buoni consigli perchè non può più dare il cattivo esempio.......chi ha orecchie per intendere intenda...nessuno si...(continua)

da Martina Maltagliati

l’OMMO HA DA PUZZA’? CERTO NO,
PERO’ UN PO’ DI SOBRIETA’ NON GUASTEREBBE

da renata mucci, 10 febbraio 2010


COMMENTO ALL'ARTICOLO:
CASO MORGAN, LANZA DIVENTA BUONISTA

Lanza è obiettivo, ha un cuore e lo lascia parlare. E' una colpa ?
renata

6 FEBBRAIO 2010


L’uomo che per vivere deve morire



da Gabriele Giardini

6 FEBBRAIO 2010


una vicenda squallidina

da Renata Mucci, 26 gennaio 2010


lA PERFEZIONISTA, CON QUELLA IRONICA SIMMETRIA

Ryan,  23 dicembre 2009

“LA PERFEZIONISTA”: UNA RECENSIONE MAI CHIESTA E MENO CHE MAI AUTORIZZATA

da Alessandro Pallaro, 21-09-09

COMMENTI ALL'ARTICOLO SU MIKE BONGIORNO


Funerali di Stato per Mike, come fu per Sordi

di Paolo Granzotto


Caro Granzotto, vorrei per un momento tornare sulla morte di Mike Bongiorno per chiederle se anche lei conviene che avergli concesso i funerali di Stato è stata una cosa fuori misura, così come l’averlo elevato a mediatore culturale degli italiani. Bongiorno è stato un grande uomo di televisione, amato e popolarissimo ma seguito a pensare che si sia esagerato un po’.

Laddove sono d’accordo col così detto sentire comune è che Mike Bongiorno ha rappresentato e seguita ovviamente a rappresentare una sfaccettatura dell’identità italiana. La cultura la lascerei da parte, anche se i suoi quiz inevitabilmente in quella pescavano. Però il senso di appartenenza (sottolineato, nei primi tempi di «Lascia o raddoppia?», dalle serate nei bar, in casa dell’inquilino o addirittura nei cinema forniti di televisione. Un rito sociale del quale non si può non tener conto) in un modo o nell’altro lo ha alimentato. Giusto quindi che si sia voluto tributargli i funerali di Stato. Privilegio che d’altronde toccò anche ad Alberto Sordi, altro uomo di spettacolo che se non rappresentò tutta l’Italia certamente interpretò una certa Italia.
Giorni fa Cesare Lanza passò ben bene al girarrosto l'enfasi che fece seguito alla morte di Mike Bongiorno, le esagerazioni scritte e dette sul conto del presentatore. Forse è stato troppo severo, ma dove concordo con lui è nel liquidare con una risata l’acquisizione di Bongiorno nel Pantheon della Resistenza. Ma come è venuta fuori questa storia? E poi, che bisogno c’era? Senza un trascorso partigiano non si può essere grandi, non si è meritevoli? Non si è degni? Siamo ancora a questo punto di stucchevole e macchiettistica retorica?
Nella primavera del ’44 Mike Bongiorno era a San Vittore, ivi recluso solo perché di madre americana. Parcheggiato nel Quinto braccio, quello dei «politici», vuoi per la giovane età vuoi per la trascurabile entità delle sue colpe godeva di una certa libertà di movimento (avendo modo di frequentare perfino uno come Indro Montanelli, matricola 2054, cella 132. Un condannato a morte: Todesurteil). Libero di muoversi, dunque, ma certo non al punto da fare, come si intende far credere, la staffetta partigiana, attività improbabile entro le mura di un carcere per di più gestito dalle Schutzstaffeln. E dal quale Mike uscì nell'aprile del ’45, un po’ tardi per prendere la via dei monti e unirsi alle bande partigiane. Niente di male: diciamo pure, se vogliamo proprio, che magari Bongiorno avrebbe abbracciato la causa della Resistenza, ma ciò gli fu impedito da cause di forza maggiore. Un po’ come Dario Fo il quale racconta che voleva sì unirsi ai partigiani, ma cerca che ti ricerca e non trovatili, ripiegò sulla Decima Mas. Quando si dice il caso, eh, caro Prosdomini?

IL GIORNALE, 14-09-09




FUNERALI DI STATO, UNA DECISIONE IRRIGUARDOSA

Complimenti per l’ottimo articolo pubblicato su Il Giornale. Sono rimasta interdetta dalla concessione dei funerali di Stato ad un personaggio come Mike Bongiorno. Una sua equiparazione con le vittime di Nassiriya e con tanti carabinieri, agenti di polizia e altri fedeli servitori dello Stato, che hanno perso la vita per avere esercitato con abnegazione e fedeltà il loro lavoro a favore di tutta la Nazione, mi pare irriguardosa. Secondo me, si è perso il senso della misura; forse ciò è anche un segno dell’appiattimento culturale e della perdita dei valori di un popolo. Mike Bongiorno avrà avuto dei grandi meriti nel mondo dello spettacolo, ma la nostra libertà la dobbiamo ad altri.

Cordialità. Chiarella Piana.
Chiarella.Piana@kapo.gr.ch




QUALCOSA DA DIRE

Finalmente uno che aveva qualcosa da dire su M.Buongiorno e l' detto.Bravo,OK!!!!!!!!.MGT
enricomgt@tin.it 



ALLEGRIA, MA PER COSA?

Egregio Dott.Lanza,
Il suo articolo sul "Giornale" mi ha sollevato il morale perchè pensavo di essere una persona cinica e insensibile e al di fuori della società.
Sono totalmente d'accordo con Lei. A me Mike Bongiorno non piaceva.
Il suo motto "Allegria" poi non mi andava proprio giù. Allegria per che cosa?
Ora anche lui è morto da comune mortale e, per rispetto cristiano gli ho detto un requiem.
Attendo con fastidio l'uragano di applausi che, inevitabile come il destino, e anche qui non si sa perchè, viene ormai tributato al defunto di turno.
La saluto cordialmente.
Jolanda Vergani
gei-vi@libero.it



CON AMAREZZA SMENTISCO....

Caro Cesare Lanza, in merito al suo articolo su “Il giornale” dal titolo “Che ipocrisia la beatificazione di Mike” , mi permetto di scriverle per manifestare una certa amarezza.
Intanto una sua grandissima mancanza è dire che Mike non si sia mai allontanato dai giochi a quiz. Non corrisponde a realtà, perché le ricordo che Bongiorno ha presentato 11 edizioni del Festival di Sanremo, condotto programmi come “Bravo Bravissimo” e “Viva Napoli” “Momenti di gloria", (Re per una notte), "Paperissima Sprint" , senza contare le numerose partecipazioni in varietà dove con ironia si è prestato a sketch di vario genere.
Nessuno vuole “beatificarlo”, ma l’amore con il quale tante persone si sono presentate sotto la sua abitazione milanese, piuttosto che alla Triennale e con cui presumibilmente presenzieranno al Funerale di Stato di domani al Duomo di Milano , la smentisce.
La smentiscono anche i dati di ascolto dei programmi a lui dedicati che vanno avanti da quattro giorni su tutte le reti nazionali.
Si chiede “allegria” di che? Le rispondo io. Allegria di dare al pubblico un programma realizzato da professionisti, senza il trash di un ring qualsiasi, con concorrenti preparati che danno spettacolo, allegria di far passare due ore spensierate ma con intelligenza , allegria di far entrare in casa propria una persona di famiglia, la stessa “allegria” che Mike continua a darci con i suoi numerosi filmati su youtube, per esempio, grazie ai quali ancora faccio fatica a credere che non ci sia più.
E lei, così come chiunque faccia il suo lavoro, deve ringraziare Mike, perché senza di lui sarebbe un disoccupato o quantomeno farebbe altro nella vita.

Cari saluti
Andrea Ferrario
andrea.ferrario@email.it




IL SOLITO QUIZ MEDIOCRE

Gentilissimo dott.Lanza,

ho letto con molto interesse il suo articolo sul Giornale " Che ipocrisia....."
Mi trova perfettamente d'accordo su quello che, con molta chiarezza ha scritto sulla morte di Bongiorno.
E' nostro costume santificare i vari personaggi che la storia, anche contemporanea ci propina.
Ma è anche vero, come ha ben citato che Mike, oltre al quiz o telequiz, che dir si voglia, non ha inventato nulla di nuovo.
Dal quiz per adulti è passato a quello per bambini,che sforzo.
Anche adesso che era passato a SKY non lo aveva fatto ideando qualcosa di nuovo ma ripetendosi con il solito quiz. Mediocre, direi.
E per dirla tutta sarebbe anche ora che certi presentatori,senza fare nomi,Costanzo,Baudo,si facessero finalmente da parte,per permettere a qualche giovane, di intraprendere questa professione.Ce ne sono,ne sono certo.

Grazie per il tempo dedicatomi,
Gianni Cicconi, Merano.
giannicicconi@hotmail.com




RICORDANDO EINSTEIN...

Egregio Sig. Lanza, Ho letto con vero piacere il Suo pezzo a pag.32 del Giornale e concordo al 100%. Einstein diceva che "esistono solo 2 cose infinite: l'universo e l'imbecillità umana". Oserei aggiungerne una terza: l'ipocrisia.
Cordialità.

fonzo.sergio@libero.it





HA SCRITTO CON GENUINITA' E CONCRETEZZA

Diavolo di un sempre grandissimo don Cesare,mio straordinario conterraneo della magica terra di Calabria. Anzitutto ben venuto nel nostro glorioso Giornale! La mia personale gioia è senz'altro alle stelle. Ho la fortuna di conoscere da tempo la sua proverbiale limpida obiettiva sarcastica penna e,dico la verità,ogni volta che la leggo mi entusiasmo sempre più e la ringrazio tanto del gran bene che ci elargisce. Sì,perché oltre alla bella scrittura di cui è dotatissimo,ci fa stare davvero coi piedi per terra. Il suo pezzo su Mike è senz'altro mirabile spandendo esso saggezza da ogni riga con venature poetiche di primissimo ordine. E poi,quella chiusa fantastica. Di assoluta genuinità e concretezza. Quel saluto costante e monotono del bravo presentatore: allegria,in tanto poteva aver valore,in quanto supportato da una granitica fede. Vale a dire,in ogni caso sono lieto perché male che mi vada raggiungo il mio Creatore. Che è la vera gioia. Ma chi è nella sofferenza la pensa proprio così? È una parola. Perciò,dottor Cesare,sarà perché sono io pure calabrese,quei due ineccepibili interrogativi con cui ha chiuso il suo impagabile pezzo sono sensati e me li ero posti già da tempo anch'io alla stessa maniera. Quando si dice la calabresità... Stia bene in salute e dica al suo cuore di non fare più scherzi. Ci teniamo a lei come il pane. Che per noi calabresi è tutto.
Un caro saluto. Bruno Rachele.
yhfnr.imode@libero.it




A NOME DI TANTI MILANESI....

Caro Cesare,
grazie, a nome di tanti milanesi, per il tuo articolo sui funerali di Mike Bongiorno.
A volte (sempre!) è necessario squarciare certi veli di ipocrisie che fanno elevare a livelli impensabili la valutazione di una persona che muore.
E’ vero, la morte è un fenomeno naturale come tanti altri, che riguarda sia santi ed eroi che gente comune e tante volte anche mezze calzette e malandrini; eppure mai che si senta dire che il tale personaggio, defunto, aveva usurpato la fama ovvero era stato una voce anonima in un coro, ma tutti con l’evento morte diventano personaggi di grande spessore, di specchiata dirittura e lasciano un vuoto incolmabile!
Sembra tornare all’enfasi del Foscolo che, forse perché somministrato durante il liceo, mi è sempre apparso esagerato e forzato.
Solo la storia, e la memoria, attribuiranno il peso che meritano, anche in negativo, ai personaggi che concludono come è normale il ciclo vitale, senza dover sottolineare funerali di stato, camere ardenti=jet set e simili.
Con affetto

Alberto Arrigoni.
StudioArrigoni@iol.it




GRAZIE PER IL BUON SENSO

Mi soffermo, stamane, a pag.32 del GIORNALE mentre mi sorride il cuore. Eccolo qui ! IL nostro Cesare Lanza, depositario e custode dell'obiettività, della concretezza, del buon senso e anche (diciamolo) del buon gusto. Ogni parola dedicata al Mike, è misurata e coerente, affettuosa ed elogiativa nei limiti di un merito ineludibile. Ben tornato caro dott.Lanza ! La cercherò ancora tra le pagine del Giornale che acquista ai miei occhi - e suo tramite -maggior interesse. La seguo nei vari settori del giornalismo anche televisivo e cinematografico e colgo l'occasione per dire la solita parola che vorrei corredare di nuovi profondi significati "COMPLIMENTI". Con stima.
renata mucci - Brescia
remucci@alice.it

ps: Sei sempre "er meio".



ALLORA NON SONO IN SOLITUDINE

Stavo rassegnandomi all'idea di essere in triste solitudine nel non condividere la "santificazione" del Patrono della Nozione che ha trasmesso ad un intero popolo l'idea che la cultura serve sostanzialmente per fare soldi o una gran bella figura in compagnia di quattro amici al bar, quando casualmente mi sono imbattuto sul suo pezzo dal finale geniale. Bravo!

giancarlo.planta@fastwebnet.it




LEI E' INVIDIOSO DI QUESTO AFFETTO!

Buonasera Cesare Lanza,
sono un ragazzo di 21 anni di Roma e le volevo scrivere la mia indignazione riguardo all'articolo comparso oggi sul giornale sulla scomparsa per il grande Mike Bongiorno. Lei si stupisce del perchè la gente e le persone comuni si siano così commosse per la scomparsa dell'indiscusso re della televisione italiana.. Ebbene caro signor Lanza, Mike ha saputo trasmettere qualcosa a così tante persone e generazioni nel corso degli anni, pur rimanendo forse sempre nello stesso genere (quello del quiz) e rimanendo un perfetto stakanovista anche quando fu "relegato" su Rete 4, rete decisamente non di punta di Mediaset. La gente ha continuato comunque a seguirlo e tutti conoscono il suo nome. Ci si lamenta tanto, e lo ha scritto anche lei in altri suoi articoli, di come adesso la televisione sia caduta così in basso con "questi reality" ma poi persone che cercano di riportare in auge o di mantenere le tradizioni di programmi curati, educati e di classe vengono lo stesso criticati. Allora ci dica lei: cosa dovrebbe trasmettere la televisione? Uno schermo nero?
Ovviamente alcuni commenti possono essere esagerati, ma dettati appunto dal cuore; se qualcuno che in vita lo ha osteggiato e ora si gloria con belle parole ha soltanto lui problemi di coscienza. Nel suo articolo sembra che lei in un certo qual modo sia invidioso di questo enorme affetto: ma se lei come la maggior parte dei giornalisti invece di scrivere sciocchezze e semplici cattiverie faceste con serenità il vostro lavoro vedreste forse un pò di affetto relegato anche per voi.
Per finire le ultime righe sull'esclamazione "Allegria!" sono non dico fuori luogo, ma molto di più.
Con questo concludo.

Matteo Magazzù
matbrit98@yahoo.it




NON CONDIVIDO SOLO UNA COSA

Egregio Dott. Lanza,
sono una lettrice del Giornale e ho letto il suo articolo su Mike.
Perchè mi permetto di scriverle? Perchè condivido in pieno quello che ha detto sul personaggio. Io trovo vergognosi i funerali di stato per chi, pur con indiscutibili meriti inerenti il suo mestiere, non mi sembra sia un benefattore particolare dell'umanità. Ma scherziamo! E' una persona che dalla vita ha avuto molto (in termini puramente umani) soldi a palate case, vacanze, mogli, e infine una morte senza sofferenze (chi ha visto parenti o amici morire di cancro ne sa qualcosa).
Allora mi chiedo, al di là dell'essere credenti o no in Dio, ma come si può non avere il senso della misura in questo modo.
C'è tanta gente che consuma la propria vita per gli altri, senza soldi o per pochi soldi e certo non viene fatto tutto questo chiasso.
Ma si sa la graduatoria dei valori umani spesso, non sempre, è il contrario di quella reale, almeno a mio avviso che sono credente. Per questo l'unica cosa che non condivido del suo articolo l'aver messo sullo stesso piano di Sordi, Agnelli, ecc. il Papa. La statura di alcuni papi della storiacredo sia indiscutibile.
Con stima le invio molti cordiali saluti.

Ernesta Chirone Cattaneo - Fiesole (FI)
chopin_auer@hotmail.com



GLI ITALIANI E IL LORO BISOGNO DI AVERE EROI

Egr.Dott.Lanza,

desidero farLe sapere che la penso esattamente come lei!! E non sono la sola.
Che esagerazione!!!!
Inoltre aggiungo, se permette, che e' stato irriconoscente nei confronti di chi lo ho reso famoso e ricchissimo sputando nel piatto in cui ha mangiato!!
Se fosse stato dignitoso avrebbe dovuto capire che il suo momento era passato da un bel pezzo e che avrebbe dovuto ritirarsi a vita privata.
Peccato che gli italiani abbiano sempre bisogno di eroi!

Cordiali saluti
Maurizia Cella



LA REPLICA DI CESARE LANZA

Una breve replica. Ci sono state anche ripercussioni sui giornali e su Internet, blog e siti. Io non ho voluto contesto Mike quanto gli eccessi di venerazione (più grande di Garibaldi! un poeta dadaista... l'inventore del linguaggio nazionale...un eroe della Resistenza, addirittura una vittima di Mauthausen...) da parte di folle e mass media istupiditi dalla retorica e dalla ipocrisia. In particolare, le adulazioni provenienti anche da chi, in vita, lol sbeffeggiava e gli aveva negato la gioia a cui aspirava: la nomina a senatore a vita.


14-09-09


CI HA SCRITTO LA SIGNORA MINA WELBY
DOPO AVER VISTO "LA PERFEZIONISTA"


La nostra collaboratrice Rachele Zinzocchi aveva invitato la signora Mina Welby ad assistere alla proiezione del film "La perfezionista", domenica 6 settembre all'Isola del Cinema, in occasione della consegna a Cesare Lanza, da parte del sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Maria Giro, del premio "Opera prima".
Rachele Zinzocchi ha poi ricevuto questa lettera, che pubblichiamo con piacere, dopo aver chiesto l'autorizzazione alla signora Welby.


"Ho seguito il tuo invito, cara Rachele, e sono andata a vedere il film La perfezionista sul tema eutanasia.
Ero in incognito con Carla, sorella di Welby. Il motivo era di non dare all'occhio e non fungere da imbonitrice di un prodotto che non conoscevo nel suo contenuto. Ho incontrato con piacere anche Rosma Scuteri malata di sla, accompagnata dai suoi assistenti. Il film è lavorato bene nei minimi dettagli, per quanto possa capire da non cinefila. Nella fantasia delle scene vedevo ricordi felliniani (ospite straordinaria Sandra Milo).
La trama parla di una donna che fa una doppia vita, scandita da regole rigide comportamentali da una parte, e una vita in ricerca del nuovo estremo fuori dal contesto della sua vita quotidiana. Vi è anche una nota di vicinanza all'handicap, dedicandosi a un bambino disabile. Noto però un rapporto superficiale con la vera vita dei rapporti, quando gli dice, in modo traumatico per il bimbo, "non sono la tua mamma"( questo accade dopo la morte del suo compagno), anche questo un risultato del suo comportamento da perfezionista.
Compagna di un musicista compositore si deve confrontare con la grave malattia del suo compagno che da tempo sente lo spettro della fine alle spalle e allude alla vita non accettata, se non piena. La sua decisione di essere lei a farlo morire stringendogli la laringe è sofferta ma, secondo me, crudele. Ed è anche un fatto che non rientra nel suo programma di vita. Anche la propria fine studiata nei dettagli, pagando in anticipo le pompe funebri, è quanto possa essere di assurdo in una vita, anche se è di una perfezionista. Il primo tentativo fallisce, ma muore saltando dal terrazzo della casa.
Un episodio di una dottoressa che non concepisce come si possa vivere un rapporto amoroso libero da regole e che le vuole dare lezioni di vita coniugale è particolarmente vivace e di effetto.
Per quello che riguarda il tema eutanasia, sarebbe stato più utile descrivere il profondo senso della vita che trova soddisfazione nei rapporti e crede a una continuazione del ricordo della persona amata (anche se non si crede a una vita dopo la morte). In vari passaggi ho percepito il "non-senso" della vita e quindi la doppiamente traumatica fine come conseguenza.
Può darsi che il mio vissuto e la conoscenza del vissuto di Piero influisca nella mia critica severa, ma credo che pensando più a fondo lo trovino anche altri e vorrei che non diventi un motivo di cattiva interpretazione del significato eutanasia che per esserlo non può essere traumatica e distruttiva, bensì come acqua che disseta chi è arrivato al compimento della sua esistenza.

Un caro saluto critico. Mina."


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Mina Welby
Associazione Luca Coscioni
per la libertà di ricerca scientifica
cell. 3381148793
Iscriviti o fai una piccola donazione
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CESARE LANZA RISPONDE

(c.lanza) Ho chiesto a Mina Welby l'autorizzazione a pubblicare la sua lettera e le ho fatto sapere, tramite Rachele Zinzocchi, di non averla trovata affatto severa, ma intelligente, sensibile, consapevole. E le critiche mi sono apparse ragionevoli, pertinenti. Le ho detto che non ho voluto fare un film sull'eutanasia, ma raccontare una insolita storia d'amore (in molti episodi tratta da una storia reale), in cui la protagonista - che nutre, come me, un sentimento di pessimismo globale rispetto alla vita - decide con sofferenza di togliere la vita al compagno, che le ha chiesto di farlo.



10-09-09




Noemi Speciale e le sue riflessioni su vita, malattia
e speranza. Segue la risposta di Cesare Lanza

Caro Direttore,
ritorno a scriverle perché, come è capitato, sento il bisogno di condividere dei pensieri con lei.
Mi entusiasma la sua attenzione e sensibilità (rare, a mio parere, da ritrovare in ogni persona di qualsiasi età o vissuto), il suo continuo confrontarsi nelle opinioni ed il prezioso dono del saper Ascoltare.
Ho letto la lettera della Signora Welby... mi ha colpito molto. Le vostre esperienze a confronto. Sentimenti che solo chi vive sulla propria pelle le cose può capire. Lei, caro Direttore, nel suo rimorso e nel pensiero che ha sviluppato, la Signora Welby nel suo proseguire...
Aspetto di vedere "La Perfezionista"... nel mentre le invio un pensiero che voglio condividere con lei...
Sono date dalla mia esperienza personale (mio fratello è autistico, gli è stato diagnosticato l'handicap quando aveva due anni e mezzo di vita, tra le mille difficoltà del periodo -era il 1978- poi sono nata io.. nel vivo della lotta caparbia di mia madre per terapie che hanno dato grandi risultati).
Perdoni il disturbo ed il senso sconclusionato delle mie parole.

La saluto affettuosamente,

Noemi Speciale


CESARE LANZA RISPONDE

(c.lanza) Non è affatto una lettera sconclusionata. La lotta e l'assistenza per il fratello malato sono un dovere etico, un segno di amore, di nobiltà, di dignità d'animo ben più apprezzabili chi misteriosamente ha inventato il caos di questa vita, le sue perfidie, le sue contraddizioni e assurdità. Cara Noemi: la mia visione disperata, pessimista, della vita nasce proprio dal vedere drammi immotivabili, casuali, immeritati come quello che è stata inflitto a Lei e alla sua famiglia. Ricambio affettuosamente i Suoi saluti.




"LUI"

di Noemi Speciale

Le emozioni continuavano a filtrare da quel corpo che non sentiva più suo.
La mente aveva abbandonato la dimensione spaziale che fino allora aveva legato i pensieri alla razionalità della costruzione delle sue azioni.
Il suo sguardo assente nascondeva tutto un mondo difficilmente accessibile da qualsiasi occhio esterno.
Rimaneva immobile, ma all'interno c'era un intero universo in movimento.
Non le importava cosa potessero pensare di lei i tanti volti che la scrutavano dal di fuori.
Non le importava se il suo corpo nudo avrebbe suscitato sdegno per quei tanti manichini animati che avevano intrecciato il loro percorso al suo.
Era scomparso l'ago della bilancia ed i piatti sui quali aveva sempre soppesato le sue azioni. Inghiottito tutto dalla nebbia che, paradossalmente, aveva svelato un mondo nuovo.
Non si sarebbe più sforzata di capire i meccanismi immotivati che permettevano a quegli occhi che non vedono di emettere sentenze e raggelare i movimenti, evitando l'ignota diversità.
Tutta una vita passata a cercare di comprendere, mentre quelle esistenze le si chiudevano attorno.
Si sentiva circondata da un mondo che non riconosceva. Troppo estranee quelle espressioni... Mentre la mano lentamente si richiudeva... ritirava i suoi raggi... e spegneva definitivamente la voglia di integrarsi in quella non-sostanza.
...Il mondo della sua famiglia...LUI...Le persiane socchiuse...
La quotidianità di quel luogo chiuso scrutava l'esistenza nell'indifferenza di uno spazio senza confini.
E componeva i pensieri mentre il suo turno, nei giochi dei coetanei, non arrivava mai.
Le risate con occhi innocenti avevano lo stesso eco dei ghigni segnati da rughe senza esperienza.
In quelle primavere l'aria d’ingenuità scandiva e giustificava l'incomprensione di quel mondo attorno.
Poi la terra aveva completato il suo percorso e le stagioni si erano susseguite solcando il volto...
Restava a guardare i meccanismi immotivati che permettevano a quegli involucri senza parola, di schivare il passaggio dell'estraneo...Come se la loro staticità potesse essere turbata dal movimento del diverso...
Tutto questo aveva creato in lei un certo freno nella manifestazione dei pensieri.
Il percorso logico vincolava l'espressione della fantasia.
Leggi imposte da una rigida razionalità... Frenare le emozioni, fingere la realtà, e continuare a non capire.
Indossare la maschera dell'integrazione, costruendo una normalità dettata dalla stranezza. Guardare le immagini, seguirne il profilo, dar forma all'essere e svuotarlo dell'essenza...
- Camminare e sentirsi gli occhi addosso...
Un gesto stereotipato incanta quelle facce gelide
permettendo alle loro braccia di sollevarsi e,
con le loro mani che non stringono,
additare LUI come un diverso!
Non riuscire a levarsi dalla mente quelle espressioni d’incomprensione, disprezzo, stupore...
Continuare a guardarli chiedendosi se il diverso sia LUI o loro, che reagiscono in un modo simile davanti una realtà che si discosta dal loro piccolo mondo ovattato, fatto di marionette e cartoni animati; dove i colori senza sfumature nascondono un grigiore esistenziale che li spinge a vivere senza capire cosa è attorno a loro... Lontano dalle contaminazioni della diversità... -
Spesso un'aria di sfida aleggiava nei suoi occhi. Un confronto su dei piani che si rincorrevano paralleli, e poi cambiavano direzione, e le direzioni creavano gli spazi, e le persone vi rimanevano imprigionate.
Poi l'estate della vita...Il nuovo respiro dei pensieri suoi.
La mente finalmente libera dalla gabbia della geometria...LUI era la domanda e la risposta...
Troppe volte quegli occhi addosso avevano squarciato il suo essere, riedificandolo più forte.
Ora camminava a testa alta. Non abbassava più lo sguardo mentre i volti la scrutavano; ripeteva l'orbita compiuta dagli occhi degli osservatori. Il mondo era dentro di lei...LUI lo aveva arricchito...
Fuori solo occhi che non vedono, menti che non parlano, mani che non stringono...



11-09-09


CI HA SCRITTO LA SIGNORA MINA WELBY, DOPO AVER VISTO "LA PERFEZIONISTA"


La nostra collaboratrice Rachele Zinzocchi aveva invitato la signora Mina Welby ad assistere alla proiezione del film "La perfezionista", domenica 6 settembre all'Isola del Cinema, in occasione della consegna a Cesare Lanza, da parte del sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Maria Giro, del premio "Opera prima".
Rachele Zinzocchi ha poi ricevuto questa lettera, che pubblichiamo con piacere, dopo aver chiesto l'autorizzazione alla signora Welby.


"Ho seguito il tuo invito, cara Rachele, e sono andata a vedere il film La perfezionista sul tema eutanasia.
Ero in incognito con Carla, sorella di Welby. Il motivo era di non dare all'occhio e non fungere da imbonitrice di un prodotto che non conoscevo nel suo contenuto. Ho incontrato con piacere anche Rosma Scuteri malata di sla, accompagnata dai suoi assistenti. Il film è lavorato bene nei minimi dettagli, per quanto possa capire da non cinefila. Nella fantasia delle scene vedevo ricordi felliniani (ospite straordinaria Sandra Milo).
La trama parla di una donna che fa una doppia vita, scandita da regole rigide comportamentali da una parte, e una vita in ricerca del nuovo estremo fuori dal contesto della sua vita quotidiana. Vi è anche una nota di vicinanza all'handicap, dedicandosi a un bambino disabile. Noto però un rapporto superficiale con la vera vita dei rapporti, quando gli dice, in modo traumatico per il bimbo, "non sono la tua mamma"( questo accade dopo la morte del suo compagno), anche questo un risultato del suo comportamento da perfezionista.
Compagna di un musicista compositore si deve confrontare con la grave malattia del suo compagno che da tempo sente lo spettro della fine alle spalle e allude alla vita non accettata, se non piena. La sua decisione di essere lei a farlo morire stringendogli la laringe è sofferta ma, secondo me, crudele. Ed è anche un fatto che non rientra nel suo programma di vita. Anche la propria fine studiata nei dettagli, pagando in anticipo le pompe funebri, è quanto possa essere di assurdo in una vita, anche se è di una perfezionista. Il primo tentativo fallisce, ma muore saltando dal terrazzo della casa.
Un episodio di una dottoressa che non concepisce come si possa vivere un rapporto amoroso libero da regole e che le vuole dare lezioni di vita coniugale è particolarmente vivace e di effetto.
Per quello che riguarda il tema eutanasia, sarebbe stato più utile descrivere il profondo senso della vita che trova soddisfazione nei rapporti e crede a una continuazione del ricordo della persona amata (anche se non si crede a una vita dopo la morte). In vari passaggi ho percepito il "non-senso" della vita e quindi la doppiamente traumatica fine come conseguenza.
Può darsi che il mio vissuto e la conoscenza del vissuto di Piero influisca nella mia critica severa, ma credo che pensando più a fondo lo trovino anche altri e vorrei che non diventi un motivo di cattiva interpretazione del significato eutanasia che per esserlo non può essere traumatica e distruttiva, bensì come acqua che disseta chi è arrivato al compimento della sua esistenza.

Un caro saluto critico. Mina."


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CESARE LANZA RISPONDE

(c.lanza) Ho chiesto a Mina Welby l'autorizzazione a pubblicare la sua lettera e le ho fatto sapere, tramite Rachele Zinzocchi, di non averla trovata affatto severa, ma intelligente, sensibile, consapevole. E le critiche mi sono apparse ragionevoli, pertinenti. Le ho detto che non ho voluto fare un film sull'eutanasia, ma raccontare una insolita storia d'amore (in molti episodi tratta da una storia reale), in cui la protagonista - che nutre, come me, un sentimento di pessimismo globale rispetto alla vita - decide con sofferenza di togliere la vita al compagno, che le ha chiesto di farlo.



10-09-09




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A PAGAMENTO NELLA SCUOLA PUBBLICA



Egr. Direttore,

recentemente ho letto alcune lettere di cittadini, insegnanti e genitori che comunicavano la loro preoccupazione circa i cambiamenti che si stanno verificando all’interno della nostra scuola e che ne stanno snaturando completamente il suo vero significato: essere un luogo di istruzione ed educazione. Poi qualche giorno fa un altro articolo dal titolo “In Sicilia la fabbrica degli insegnanti di sostegno” (www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=374981) ad un certo punto affermava “E che dire di una criptica diagnosi siglata “Nac”? Nessuna nuova malattia che sfugge ai medici. Nac sta per “non altrimenti certificato” Una patologia inventata su misura per compiacere qualche scuola che ha bisogno di piazzare un insegnante, a qualunque costo”…. “A Enna c’è qualcosa di ancora più esilarante. Era stata accertata dalla Asl una “grave difficoltà di apprendimento della lingua italiana” Ma i medici si sono dimenticati di specificare che il bambino era arabo”.
Incredibile, ma vero!
A causa di interventi di carattere psichiatrico nella scuola ora gli errori di calcolo, di scrittura, di ortografia o la troppa vivacità sono diventati disturbi e se una volta di fronte a delle normali difficoltà c’era il continuo esercizio e più ore venivano dedicate alla lingua italiana e alla matematica, ora come soluzione si sottopone il bambino a dei test cognitivi ed il gioco è fatto!
Io ritengo che per poter imparare qualsiasi cosa sia a scuola che nella vita ci voglia perseveranza, persistenza, duro e continuo esercizio. Un esempio potrebbe essere quello di un bambino che vuole imparare a suonare il pianoforte: lui inizia con il solfeggio, attraverso esercizi su esercizi incomincia a suonare le prime note, finché riuscirà, prima o poi, a suonare brevi e semplici melodie e a fare accordi. E qualora lui dovesse incontrare delle difficoltà nel suo percorso musicale non farà altro che tornare indietro e continuare con il suo allenamento. Non verrà fermato al primo fallimento o al secondo, dicendogli:”Tu non sarai mai in grado di suonare il pianoforte”. “Ora faremo un test”, ma lui verrà incitato a continuare, sino a quando otterrà il tanto agognato sogno: suonare il pianoforte! E così lui vincerà. E se anche non dovesse raggiungere il suo obiettivo, non verrebbe in ogni caso considerato affetto da “disturbo della musica”.
In qualità di insegnante con mio grande sgomento recentemente sono stata testimone diretta di un episodio increscioso accaduto proprio nella mia classe: alcuni mesi fa sono venuta a sapere attraverso una lettera arrivata nella mia classe che i genitori di un mio alunno si erano rivolti ad un centro per una valutazione cognitiva e logopedia, relativa ad alcune difficoltà nell’ambito dell’apprendimento scolastico, difficoltà sottolineo normalissime che qualsiasi scolaro potrebbe incontrare nel suo percorso didattico, a maggior ragione giustificabili nel mio alunno, se si fa presente che nella classe di cui sono ora titolare, in prima è mancata una figura stabile di riferimento nella lingua italiana. Sovente i bambini venivano alloggiati in altre classi del plesso, con tutte le problematiche didattiche che da questo ne sono derivate.
Nella lettera delle due specialiste, una logopedista e una psicologa, non erano allegate le prove vere e proprie somministrate all’alunno, ma venivano riferiti soltanto i punteggi relativi alle stesse e in essa veniva affermato che erano da considerarsi patologici i punteggi al di sotto del -2.
Faccio presente che le due esperte, prima di somministrare le prove di calcolo, scrittura e competenza ortografica al mio alunno fatte tra dicembre e gennaio, non avevano MAI contattato né me, né tanto meno le altre colleghe della classe per informarsi sul percorso didattico-educativo intrapreso dal bambino, sulle unità di apprendimento svolte durante l’anno scolastico in corso e negli anni precedenti, sui progressi da lui raggiunti, sul rapporto del bambino con i compagni di classe e con le insegnanti.
Inoltre la logopedista si era permessa di interferire nella conduzione dell’attività didattica, mettendo per iscritto sul diario dell’alunno quale azione fosse più giusta e quale lei ritenesse sbagliata. Questi “esperti” si sono sostituiti completamente al ruolo di noi insegnanti, dettano leggi e regole, si erigono a “gli intoccabili”, come se fossero al di sopra delle parti.
Una parte della psichiatria dichiara che questi disturbi (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia) esistono e sono disturbi di carattere neurologico, mentre altri psichiatri e psicologi affermano l’esatto contrario. Dove sono le prove di laboratorio che dimostrano la veridicità dell’esistenza di questi “disturbi”?
La logopedista nell’unico colloquio avuto disse che lei era contraria ad etichettare i bambini, ma, contraddicendosi, continuava affermando che lo aveva fatto per salvaguardare l’alunno quando frequenterà la scuola media. Questa sua affermazione mi ha lasciata attonita! E’ come dire che lei era consapevole che il problema fosse la scuola, in questo caso la scuola secondaria di primo grado ma, se si etichetta il bambino, i professori della scuola media potranno fare qualcosa per lui! Ora questa logopedista, a detta della mamma, segue il mio alunno a pagamento.
Ritengo che il disegno di legge sulla dislessia, che ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione Istruzione del Senato recentemente, sia un pericolo reale per tutti i nostri bambini, che non hanno bisogno di bolle o etichettature come al tempo del nazismo! Hanno invece bisogno di educazione e istruzione, che siano il risultato dell’attività degli insegnanti in collaborazione e con il sostegno dei genitori e della capacità di apprendimento da parte del bambino, attraverso tutti gli strumenti di cui l’istituzione scolastica dispone all’interno di essa. Ed è proprio all’interno di essa che si devono ricercare le cause di un’istruzione in decadimento e di una dispersione scolastica in continuo aumento!
Chi di noi nel nostro trascorso scolastico non sarebbe stato etichettato per qualche difficoltà?

Antonella Marzaroli


02-09-09



Tre giorni per un letto e due per un'ambulanza



La premessa è che mi ritrovo qui a raccontare la mia vicenda privata perché nessuno debba affrontare l’odissea che stiamo vivendo noi. E per non rassegnarsi alla presa per i fondelli dello spot di Piero Marazzo “per un sanità lontana degli interessi privata e vicina ai cittadini” reagisco perché quei manifesti a chi come noi si trova a conoscere suo malgrado le disfunzioni della sanità suona pure come una beffa.

Mi rivolgo a Lei per illustrarle l’odissea di chi purtroppo ha a che fare con la sanità della Regione Lazio, in particolare di Roma e Latina per bisogno quotidiano di assistenza. In breve le dico che siamo stati in attesa tre giorni al Pronto Soccorso del San Camillo per un posto letto, per una donna con ostruzione biliare in corso da recidiva tumorale al fegato, e da mercoledì (ore 13.00 quando finalmente le hanno dato il letto) ha dovuto aspettare venerdì (causa problemi logistici di ambulanze, per fare 500 metri all'interno della stessa comprensorio San Camillo Forlanini) per passare dal reparto di Chirurgia e Trapianti del prof Giuseppe MARIA Ettorre alla Radiologia Vascolare per inserirle un tubicino che drenasse il tutto e tornare poi nella sua stanza. Tempo dell'operazione 20 minuti.


La storia

Mia madre, una donna di 67 anni, operata di tumore al pancreas presso il San Camillo-Forlanini nel settembre del 2008 ha avuto bisogno di fare una PET (dall’inglese “Positron Emission Tomography” tecnica diagnostica di Medicina Nucleare non invasiva e assai innovativa, in oncologia consente una diagnosi precoce e la valutazione immediata dell’efficacia di una cura) tempi di attesa due mesi e mezzo al Policlinico Gemelli, idem al Regina Elena, in totale a Roma solo 5 sono i centri che dispongono di questo importante macchinario, quindi i tempi di attesa sono biblici. Meno male che la diagnosi precoce nella cura del tumore o recidive è FONDAMENTALE. Per farla breve, con la debolezza di chi è divorata dal cancro e passata dall’essere una donna giunonica ad una che arriva appena a 60 chili siamo dovute partire per Napoli, dove è possibile prenotare una Pet nel giro di due giorni. Non presso un ospedale, naturalmente, ma presso un istituto di diagnostica nucleare convenzionato. Non sto a raccontare il disagio del viaggio in treno con un malato, altrimenti dovrei soffermarmi anche sui disservizi delle Ferrovie dello Stato, e per ora mi basta fare i conti con l’inadeguatezza del Sistema Sanitario di questo maledetto Paese.

Abbiamo dovuto fare la Pet, perché la Tac cui si è sottoposta mia madre presso l’ospedale di Latina, servizio Radiologia primo piano del Santa Maria Goretti, udite udite: trattasi di un macchinario obsoleto con immagini di scarsa qualità, poiché le immagini risultano addirittura sovrapposte.. Non sono un medico, ma è quello che mi è stato detto da chirurghi e oncologi che le hanno viste. A richiesta sono disposta a farle visionare. Sono stufa di combattere con una ciurma di mediocri e non parlo di alcuni medici, che con gli strumenti che hanno spesso fanno anche miracoli, ma di politici incapaci di dare risposte serie e in tempi “ragionevoli” per un servizio primario quale è la sanità.

La storia non finisce qui. Lunedì pomeriggio abbiamo fatto 6 ore di pronto soccorso del San Camillo, poiché mia madre è diventata improvvisamente gialla, sospetto ittero biliare da metastasi, per avere i risultati delle analisi passano 5 ore, poi il referto: non è metastasi ma forse un’ epatite contratta da trasfusione di sangue durante l’intervento. Occorre fare accertamenti ma non ci sono posti letti né al San Camillo né allo Spallanzani così piuttosto che lasciarla in barella al Pronto Soccorso, come dicono i medici, me la riporto a casa, sono le 21.00. Martedì pomeriggio mia madre diventa sempre più gialla ed è colpita da una forte astenia, ritorno allo stesso pronto soccorso pensando in buona fede di non dover rifare la stessa trafila. Ma niente da fare, mia madre riviene sottoposta ad analisi del sangue, entriamo alle 16e 30 e alle 21 siamo ancora qui, alla fine si decide di procedere per una Tac, alle 23.30 diagnosticano recidive del fegato e del peritoneo (tutto questo mentre mia madre rimane su una barella nella sala dei codici verdi). Questa volta non può tornare a casa, cercano un posto letto in chirurgia, ma ormai sono le 10 di mattina del mercoledì, dal reparto del prof Ettorre scende subito un medico il quale si prodiga a cercarle un posto. Ma perché non avvisarli l’altro ieri? L'unico privilegio che ho visto che sono una giornalista, è solo la penna, per ora, non potevo non racconta questa terribile esperienza di malasanità.



lettera firmata




14-03-09




Da: tony56 [mailto:papone56@hotmail.it]
Inviato: domenica 16 marzo 2008 14.40
A: Redazione
Oggetto: dibattito



Mi chiamo Antonio, e vivo a Siena, è uno schifo che il nostro governo spenda tanti euro per andare alle elezioni ,quando poi possono essere spesi per aiutare il cittadino più povero. I nostri politici sono dei ragazzini che si litigano il giocattolo e quindi noi paghiamo le conseguenze delle loro liti. Ci vogliono nuove figure politiche per togliere i vecchi politici che ormai pensano solo ai loro interessi.


 

Da: Claudia Cois [mailto: info@intershop.it]
Inviato: Giovedì 29 gennaio 2009  14.09
A: Direttore
Oggetto: Animal Mutua

 


"Salve Cesare! Proprio oggi mi è venuta l'idea di un servizio che permettesse a chi non ha reddito sufficiente di poter " amare" e curare i propri amici e vicini di dna appartenenti a specie diverse (e più deboli nella lotta per la sopravvivenza) possiedo una casa in montagna vicino a bologna e ci sarebbe lo spazio a sufficienza per fare partire un progetto pilota della Mutua per animali (animal's mutua) si potrebbe partire con un veterinario (un giorno alla settimana ) gratuito ovviamente ciò che mi manca per partire sono i fondi ma anche la pubblicità...(in cui forse potrebbe aiutarmi?) ci sono tante cose per cui vale la pensa essere venuti al mondo questo progetto, secondo me , può dare il senso di una esistenza Le scrivo avendo (per coincidenza?) letto oggi stesso (e per primo link) il suo articolo in cui caldeggia una mobilitazione privata per l'istituzione di una mutua per animali... un saluto e un ringraziamento anticipato se mi vorrà aiutare e/o consigliare."




Da: tony56 [mailto:papone56@hotmail.it]
Inviato: domenica 16 marzo 2008 14.40
A: Redazione
Oggetto: dibattito



Mi chiamo Antonio, e vivo a Siena, è uno schifo che il nostro governo spenda tanti euro per andare alle elezioni ,quando poi possono essere spesi per aiutare il cittadino più povero. I nostri politici sono dei ragazzini che si litigano il giocattolo e quindi noi paghiamo le conseguenze delle loro liti. Ci vogliono nuove figure politiche per togliere i vecchi politici che ormai pensano solo ai loro interessi.






Da: giornale_lg@libero.it [mailto:giornale_lg@libero.it]
Inviato: lunedì 25 febbraio 2008 21.02
A: cesare
Oggetto: Articolo


Gentile Dottore,

Le invio un'articolo pezzo per l'eventuale pubblicazione, se può essere di
Suo interesse.

Molti ringraziamenti

Distintamente

(R. Corsi) R.C.

Un’alluvione di patronati


Chi volesse prendersi la briga di fare uno studio via internet sulla
disponibilità italiana di sindacati e patronati rimarrebbe letteralmente
sbalordito a fronte del numero di soggetti esistenti, al di là di ogni
limite ragionevole. Ci sono quelli della cosiddetta triplice, degli altri
sindacati nazionali, del movimento cattolico, degli artigiani, dei precari,
e chi più ne ha, più ne metta. Spesso e volentieri, si tratta di
organizzazioni in concorrenza diretta tra di loro, e sempre ben consolidate
sul territorio, tanto da avere sedi in ogni provincia, e talvolta in
parecchi centri meno importanti.

L’uomo della strada è indotto a ritenere che si tratti di cosa buona e
giusta, perché la ragione d’essere di tutti costoro non può essere che
quella di dare una mano al prossimo, e soprattutto a chi è privo di difese:
primi fra tutti i pensionati, che guarda caso sono la categoria
apparentemente più sindacalizzata, con milioni di iscritti alle varie sigle
(in effetti, l’adesione viene raccolta in modo automatico quando si
rivolgono al patronato per l’inoltro della domanda di pensione: in altri
termini, molti non si accorgono nemmeno di avere firmato l’iscrizione,
sostanzialmente a vita, perché non sanno, oltre al resto, di poterla disdire
in ogni momento).

Una valutazione approssimativa permette di affermare che le sigle attive o
presunte tali siano almeno 20 mila, generalmente ben fornite di sede,
telefono, telefax, e-mail, e beninteso, di chi vi presta la propria opera,
di norma a titolo oneroso. Il paradosso è che, soprattutto nell’industria,
ma anche nel terziario, il rapporto fra iscritti e addetti è decisamente
basso, e che in qualche caso limite i secondi possono essere addirittura in
maggioranza rispetto ai primi!

A questo punto, di fronte all’impensabile alluvione di patronati e
sindacati, è lecito chiedersi se sia giusto che costoro, oltre a fruire del
supporto finanziario istituzionale, abbiano modo di vivere bene, e spesso
improduttivamente, alle spalle di lavoratori e pensionati. Anzi, come è
stato già rilevato, non è da escludere che i danni strategici siano
superiori ai vantaggi: la straordinaria proliferazione dei sindacati ha
fatto sì che l’Italia sia finita in coda alla graduatoria europea degli
investimenti esteri, senza dire che gli aumenti salariali (talvolta
beffardamente minimi come quelli per i pensionati) sono privi di valore se
non vengano supportati dalla lotta agli aumenti dei prezzi e
dell’inflazione.

Va aggiunto che questa brava gente, anche a fronte di legittime proteste
come quella relativa alla permanenza della trattenuta ex ONPI ad oltre un
trentennio dalla cancellazione dell’Opera (poca cosa per ciascuna pensione,
ma pari a due milioni e mezzo di euro all’anno lucrati impunemente dagli
Istituti, e loro tramite dallo Stato), sa rispondere solo con un’arrogante
albagia, affermando che si tratta di quattro soldi (ma per un pensionato
anche mezzo litro di latte è importante), ovvero, di mezzi finanziari
destinati comunque all’assistenza degli anziani, mentre risulta che
attraverso il Tesoro finiscono nel calderone dei bilanci regionali senza
possibilità di controllo.

Per citare un altro esempio, cosa hanno fatto sindacati e patronati per
prevenire od impedire lo scempio della 140/85, interpretata nell’ultima
legge finanziaria in senso favorevole alle pretese incostituzionali
dell’INPS nonostante centinaia di sentenze d’ogni ordine e grado, Cassazione
compresa, che l’avevano visto regolarmente soccombere nelle vertenze legali
con le benemerite categorie interessate, quali quelle di ex-combattenti,
orfani di guerra, profughi e simili?

In tutta sintesi, più che un’alluvione, è una vergogna da non dimenticare:
anzi, da mandare bene a mente in vista degli appuntamenti elettorali.




Da: papone56@hotmail.it
Inviato: domenica 10 febbraio 2008 14.40
A: Redazione
Oggetto: violenza

 

IO non sono razzista,ma dal 2003 sto subendo le provocazioni danneggiamenti alle macchine,mi hanno anche picchiato,mia figlia è andata in depressione,tutto per colpa di alcune  famiglie italiane che vivono ne mio stesso stabile, premetto che vivo in case  popolari,ho chiesto aiuto sia alla legge che al comune e mi hanno risposto che non possono farci niente. Quindi a chi mi devo rivolgere secondo voi,visto che nessuno puo farci niente?



D
a: Gilbert [mailto:gilbertparaschiva@tiscali.it]
Inviato: lunedì 12 novembre 2007 17.39
A: redazione@lamescolanza.com
Oggetto: LA MORTE QUOTIDIANA

Violenza, sempre violenza ma con la fratellanza de "La Mescolanza" possiamo gridare al mondo di non aver clemenza per tutti coloro che fanno violenza e poi chiedono indulgenza per atti vandalici, furti, assasini mai visti in precedenza.
Al caro Cesare Lanza una poesia che critica la violenza mai pubblicata altrove in precedenza. Dall'autore del libro: "Ma 'ndo vai...se la banana..." una lirica dal titolo: "La morte quotidiana" (tutte le rime sono...puramente casuali).
Con stima e simpatia a "La Mescolanza" ed al suo Direttore, www.gilbertparaschiva.com
P.S. Dopo i fatti di ieri del tifoso erroneamente ucciso dalla Polizia e tutto quello che si è scatenato in seguito, siamo alla vigilia della "FOLLIA COLLETTIVA".

Se leggiamo noi La Stampa o vediamo il Telegiornale
al cervello ci può far bene ma al cuore tanto male!
Si combatte dappertutto, vi son tragedie ogni giorno
e la cosa peggiore è che a molti non gliene importa un corno!

Senza ragione e senz'alcun motivo davvero speciale,
ogni giorno muore qualcuno o finisce all'Ospedale!
Morti dappertutto, in ogni angolo della nostra terra
e questo senza che Qualcuno abbia mai dichiarato guerra!

Lutti fra Irakeni e Afghani, Palestinesi e Israeliani!
Alla morte del nostro paese ci pensan gli italiani!
Dilaga la delinquenza albanese, bulgara e romena
e, noi, nulla facciamo…anzi, facciamo proprio pena!

Prostituzione, furti e rapine ve ne sono a volontà
e il Telegiornale questi fatti li racconta a sazietà!
Ormai purtroppo non c'è più spazio per la cronaca rosa,
tranne per le belle donne che vogliono mettersi in posa!

Quasi sempre le mie liriche hanno detto solo verità
ma son solo apprezzate da madri oneste e bravi papà;
questi in Italia sono pochi, lo sa pure il Padreterno,
se continua così, certo, tutti finiremo all'Inferno!

Gilbert Paraschiva


Da: latinicinzia@tiscali.it [mailto:latinicinzia@tiscali.it]
Inviato: martedì 4 settembre 2007 0.12
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: tentativo di descrizione...

Caro Signor Lanza, ho letto il suo articolo della rubrica "mister no" sul numero di Libero di venerdì 31 agosto e con sorpresa per la prima volta ho potuto verificare che qualcuno ha conosciuto questo delizioso ristorante di Trastevere. Mi è capitato di andarci a cena con un amico non ricordo se nell'89 o nel 90 e rimasi molto colpita dalla combinazione, assai insolita allora, di pesce e legumi. Mangiai passata di fave e gamberi ed ancora vongole e fagioli : da leccarsi i baffii! Anche i dolci erano molto particolari e squisiti. Ricordo un atmosfera molto tranquilla e romantica. Nota particolare :al tavolo accanto al nostro cenava Luca Barbarossa con un'amica. Peccato che abbia chiuso, non ne riuscii a capire la ragione. Grazie per avermi per un po' riportata ad un piacevole periodo della mia vita in questa fantastica città. Cinzia Latini


Da: Gilbert [mailto:gilbertparaschiva@tiscali.it]
Inviato: mercoledì 22 agosto 2007 17.34
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: UNA GRADITA OMONIMIA

Caro Cesare,
Al Liceo Ferdinando Martini in ASMARA (Eritrea) uno dei miei più cari compagni di scuola si chiamava CESARE LANZA.
Sei stato per caso anche tu all'ASMARA o hai avuto qualche parente (ZIO o CUGINO) che si chiama come Te Cesare Lanza?
E' una domanda che avrei voluto farti dal primo giorno (e ne sono passati degli anni....) che Ti ho visto in Televisione ma solo quest'oggi cercando su GLOOG se un altro amico avesse un sito (tale Domenico Fiordelisi (per gli amici (NICO FIORDELISI) ho potuto leggere "LA MESCOLANZA" nella quale, se vorrai..."MESCOLARE" pure me, non finirò mai d'esserti grato! Sono l'ultimo o penultimo, rimasto ancora su questa terra, dei componenti della Band di RENATO CAROSONE che non ha ancora raggiunto i "Suoi" "CANTANTI IN PARADISO" (titolo di un mio libro edito dalla CARELLO Editore) per cui, indipendentemente dall'omonimia o dalla "celebrità" mia (BUM!!!) (se fosse stato realmente così non avrei intitolato il mio libro autobiografico "Ma 'ndo vai...se la banana non ce l'hai!..." per dire "dove credi di andare se non hai fortuna, sei non hai raccomandazioni o per dirla più sporca se non hai calci in culo o, più pulita, se non hai Santi in Paradiso!...." (se diverremo amici ti invierò in cartaceo tutta la mia produzione libraria indipendentemente che tu sia o non sia quel mio carissimo compagno di Ginnasio. (certamente no perché, se non potrei esserti padre, poco ci manca!...) Per il momento ti prego da una guardatina, al sito sottostante: www.gilbertparaschiva.com e se ritieni che io possa esserti utile in qualcosa sappi che, compagno o non compagno, mi metterò a tua completa disposizione...se non altro per la simpatia offertami in alcuni pomeriggi domenicali! Un caro abbraccio,
GILBERT

Curriculum aggiornato rilevato da "Radiocorriere TV" del 4/7/2006
GILBERTO PARASCHIVA
(in arte GILBERT)
(Musicista-Poeta-Giornalista-Presentatore)
www.gilbertparaschiva.com

Per parlare del nutrito curriculum di Gilbert Paraschiva, uomo di spettacolo e Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non basterebbe l'intera Antologia degli Artisti 2007 per cui, in poche righe, diremmo solo che ha iniziato la sua attività artistica a 14 anni in Eritrea suonando con gli elementi del Complesso di Renato Carosone. Come giornalista è stato inviato de "Il Quotidiano Eritreo" a San Remo all'epoca in cui vinse la canzone "Tutte le mamme" ed ha suonato nelle migliori orchestre di Napoli producendo altresì diversi artisti con l' etichetta discografica che portava il suo nome ("Gilbert Record").
Tra i suoi maggiori successi "Italia lontana" (la canzone più venduta all'Estero dopo "Terra Straniera" di Marletta, molto prima che esplodesse Modugno con "Volare".) Ha scritto un numero indefinibile di poesie e canzoni e, in entrambi i settori, ha collezionato premi a non finire sino al punto che, per l'esposizione perenne delle sue opere e di quelle dei suoi numerosi "poetamici" appartenenti a "Il Pianeta dell'Amore" (l'Associazione Culturale da lui fondata nel 1992) avrebbe deciso, grazie all'interessamento di Giancarlo Magalli di affiancarsi al Museo che la sorella di Mia Martini avrebbe, anche lei, intenzione di fondare in memoria della sorella. Come non fossero già troppi i trofei per questo Museo (ancora allo stato embrionale) il 18 marzo 2007 , al IX Incontro di Poeti "On. Nino Pino Ballotta", a Barcellona Pozzo di Gotto, al Paraschiva è stato assegnato il Premio alla Cultura mentre il 23 giugno 2007, al Parco Archeologico di Buccino, l'Associazione "Il Simposio" Gli ha consegnato il Premio alla Carriera! Sessant'anni di lunga carriera in oltre una mezza dozzina di specializzazioni in campo artistico-culturale: musicista, cantante, giornalista, presentatore, attore, scrittore e poeta. Il nostro augurio che anch'egli, come il compianto Roberto Murolo, possa, fra qualche anno, partecipare ad uno spettacolo televisivo che porti lo stesso titolo del compianto amico cui Gilbert stesso diede l'ispirazione al titolo: OTTANTA VOGLIA DI CANTARE.

Da "RADIOCORRIERE TV" del 21 Agosto 2007:
Gilbert Paraschiva e Ugo Gregoretti hanno ricevuto il "Premio alla Carriera" dal Poeta Michele Ferruccio Tuozzo, organizzatore de "Il Simposio" di Buccino (SA). Gilbert ha eseguito per l'occasione brani dell'amico scomparso Renato Carosone.


Da: graziaquaranta@tiscali.it [mailto:graziaquaranta@tiscali.it]
Inviato: venerdì 3 agosto 2007 19.50
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: lettera sulla dislessia

RISPOSTA ALLA PROF.SSA PELLEGRINO
Ho letto l'ennesima lettera scritta da lei prof. Pellegrino, che si sente tanto colta e preparata didatticamente da dover bombardare tutti i giornali con le sue meschine e presunte preoccupazioni nei confronti della scuola italiana, qualora dovesse essere definitivamente approvata la legge sulla dislessia.
In verità noi genitori di questi ragazzi avremmo dovuto chiedere soprattutto una legge che escludesse insegnanti come lei dalla scuola.
Se la scuola italiana, infatti, è sempre in prima pagina sui giornali per avvenimenti negativi e sempre dannosi nei confronti di bambini e ragazzi, che dovranno formare la nostra futura società, è proprio perché ci sono ancora nelle nostre aule troppe "prof. Pellegrino", che dopo cento anni dalla nascita di DONNE e INSEGNANTI come la Montessori, pensano ancora di entrare in classe ed esercitare un meschino potere nei confronti di bambini e ragazzi che saranno esclusi ed emarginati perché non appartenenti a quell'unica categoria di alunni che lei, probabilmente, è capace di seguire in uno sterile percorso formativo, perché corrispondenti a quel paio di ragazzi appartenenti a ceti sociali medi, con medie capacità, disposti ad accettare passivamente la sua mediocre lezione, senza disturbare e a ripeterla mnemonicamente al suo ordine.
Dietro la sua repulsione verso questa legge e questi ragazzi, peraltro molto intelligenti e creativi, ma con modalità di apprendimento diverse da quelle tradizionali da lei conosciute, si nascondono, probabilmente, forti insicurezze e frustrazioni che la portano a non accettare nessuna forma di diversità (ovvero di normalità), perché, altrimenti, si sarebbe accorta che, dei 28/29 alunni che dice di avere in classe e di non riuscire a gestire, non ce n'è uno uguale ad un altro e soprattutto non ce n'è nessuno che abbia diritto all'attenzione ed al rispetto più di un dislessico.
Sign.ra super prof ascolti, allora, il consiglio di un'insegnante "normale", che ama il suo lavoro e rispetta al di sopra di tutti i suoi alunni, anche, e/o soprattutto quelli che provengono da ambienti svantaggiati e problematici (dislessici compresi), di una docente che ha capito che non c'è gioia più grande che vedere i propri allievi sereni di venire a scuola, liberi di sbagliare per poter migliorare, senza esser giudicati, né umiliati, ma solo motivati a fare sempre meglio, orgogliosi delle loro diversità che possono essere spunto di crescita in un reale confronto costruttivo, che dovrebbe, come sancisce la Costituzione italiana, garantire ad ogni bambino il diritto allo studio e alla formazione. E' solo "grazie" a persone come lei che questi alunni continuano a subire gravi danni psicologici, talvolta addirittura irreparabili, soprattutto quando essi appartengono a famiglie poco attente e, per questo, non in grado di difenderli e supportarli.
Grazia Thea Quaranta


Da: Claudio Berera [mailto:claudio.berera@yahoo.it]
Inviato: giovedì 9 agosto 2007 18.52
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: Lettera al direttore

Egr. Direttore, sono il Dirigente di un'Associazione, promotrice della didattica di Applied Scholastics con la quale recuperiamo gli studenti nella zona di Bergamo.
Ho letto recentemente diversi articoli e lettere su vari media, nei quali si parla di "disturbi di apprendimento".
Voglio dare il mio contributo, esponendo la mia esperienza personale, nella speranza che possa apportare maggiore chiarezza.
Circa tre mesi fa, nella mia Associazione, si è presentata una dottoressa “specialista in disturbi del linguaggio”, proponendomi i suoi servizi per quei ragazzi che mostrano disturbi di carattere dislessico o di pronuncia nel suono delle parole.
Le chiesi quali servizi mi poteva offrire e le relative soluzioni e lei prontamente mi disse che appunto si occupava di questi ragazzi che hanno delle difficoltà di pronuncia, di lettura e di scrittura, però, non aveva un programma specifico per questi disturbi se non il fatto di seguire il ragazzo in base alle difficoltà che dimostrava e di volta in volta stabilire cosa fare. Non mi propose altre soluzioni in merito. Le chiesi allora se avesse riscontrato dei cambiamenti con i suoi interventi sugli studenti, la sua risposta è stata che non era così semplice, perché la dislessia è una malattia, che non si guarisce, ma tuttavia è possibile attenuarla rendendo accettabile il lessico e che in ogni caso non ci sono rimedi efficaci attualmente conosciuti.
Sono stato sorpreso da questa risposta perché la mia esperienza è ben diversa. In particolare, nella mia Associazione mi sono occupato di un ragazzino di 11 anni che doveva iniziare la prima media. La mamma mi anticipò che suo figlio aveva grosse difficoltà nel leggere, nello stare in classe per più di due ore e nello scrivere senza errori d’ortografia. Gli avevano diagnosticato una dislessia lieve ma inguaribile; nella scuola pubblica avrebbe avuto l’insegnante di sostegno, cosa che il ragazzo assolutamente non accettava.
Io misi alla prova il ragazzo. Era veramente messo male! Non era in grado di fare un discorso se non usando due pupazzi di peluche e facendoli parlare. Per leggere un testo elementare, aveva bisogno di una quantità esagerata di tempo per poi alla fine non essere in grado di ripetermi con parole sue quanto letto. Mi sono dedicato a questo ragazzo a tempo pieno per circa un mese e mezzo chiedendogli il significato di tutte quelle parole che non riusciva a leggere con scioltezza e scoprii con stupore che non ne conosceva il significato, mi riferisco anche a parole molto comuni e di uso quotidiano, così mi soffermavo con lui per chiarirne il significato e fargliele usare in frasi create da lui stesso, il risultato è stato sorprendente! In breve tempo passò dal non voler più assolutamente andare a scuola, al voler frequentare la nostra Associazione. Nell’arco di un anno, non fece mai assenze. Ogni giorno che passava, sentiva che “ce la stava facendo" apparendo molto entusiasta.
Ora questo ragazzo, può leggere da solo, fare riassunti scritti e verbali; ha imparato tutte le tabelline quindi è in grado di fare le operazioni di base senza l’uso della calcolatrice, cosa che prima non era in grado di fare.
A fronte di quanto sperimentato personalmente, ritengo che la dislessia non solo non esista come malattia legata all’aspetto fisico, ritengo che sia piuttosto un fenomeno determinato dall’ignoranza dell’individuo, dal non conoscere i simboli fondamentali del linguaggio che, una volta appresi, risolvono il problema, problema puramente conoscitivo e non patologico come si pretende di credere o far credere che sia.
Negli ultimi tre mesi scolastici (marzo, aprile e maggio) ho accettato un ragazzo di sedici anni, frequentante la prima superiore ed espulso da ben due scuole pubbliche in quanto violento, maleducato ed arrogante. Per capire la situazione, l’ho sottoposto ai test d’ingresso. In matematica, è stato in grado di superare solo l’esame di SECONDA ELEMENTARE! Cominciai quindi a recuperarlo nel programma partendo dagli insiemi, con i numeri interi e decimali ed infine gli feci studiare le tabelline, cosa secondo lui impossibile, utilizzando il metodo usato in “Applied Scholastics” che prende spunto e fonte dalle opere didattiche dell’autore di numerosi scritti e saggi, L. Ron Hubbard. Il ragazzo vide che a distanza di due giorni, aveva già assimilato tre tabelline. Riacquistando fiducia nelle sue capacità, in un mese, aveva imparato tutte le tabelline, aveva imparato a fare le operazioni di base come le moltiplicazioni e le divisioni, senza l’uso della calcolatrice e si sentiva molto felice e REALIZZATO! Suo padre, sorpreso dai risultati, mi chiese cosa stavamo facendo a suo figlio, non avendolo mai visto così CALMO, rispettoso e disponibile nei confronti della famiglia!
Nella nostra Associazione non era violento, anzi andava d’accordo con gli altri ragazzi e veniva molto volentieri, (questo ragazzo probabilmente sarebbe stato etichettato come "affetto da discalculia", "affetto da disturbi del comportamento" secondo le nuove teorie molto in voga ultimamente).
Se i nostri ragazzi non ce la stanno facendo, a scuola e di conseguenza nella vita, penso che non sia dovuto a gravi malattie inguaribili come la dislessia, discalculia ed altro!! E’ dovuto da un lato alla mancanza di un metodo di studio efficace, pratico e basato su un sistema ragionato di inglobare le informazioni, superando “da solo” o con l’aiuto dell’insegnante (che deve necessariamente conoscere il metodo) le proprie difficoltà d’apprendimento e dall’altro lato alla mancanza di dedizione appassionata e amore per i bambini.
Il tutto si aggrava quando si ricorre, come sta avvenendo in alcuni casi, alla somministrazione di psicofarmaci come possibile rimedio.
Claudio Berera
Dirigente Associazione Arcobaleno


Da: Laura Silvia [mailto:lninoska@yahoo.it]
Inviato: venerdì 10 agosto 2007 0.01
A: Cesare Lanza
Oggetto: Per quel che può valere... ecco il mio parere...

Gentilissimo signor Lanza, le avevo già inviato un e-mail sulla dislessia, della quale Lei aveva pubblicato un pezzo.
Volevo solo darLe il mio parere, anche se, probabilmente a Lei non importerà più di tanto, su ciò che è apparso oggi nella sua rubrica.
Capisco la "rabbia" che suscita veder pubblicata una lettera contro la legge sulla dislessia, come quella apparsa nel suo spazio, della professoressa Pellegrino. Ci si sente impotenti e circondati dall'ignoranza. Io sono dislessica e ho un figlio discalculo e le giuro, che leggere certe cose mi ferisce profondamente. Ignoro chi sia la prof. Pellegrino e se abbia scritto ad altre riviste. Non ce l'ho con lei, penso solo che sia una persona che non conosca i problemi complessi che vengono causati dalla dislessia. Non gliene faccio una colpa, sono convinta che al mondo ognuno debba essere libero di poter pensare quello che meglio crede, ma capisco la signora Quaranta che si "scaglia" contro la professoressa Pellegrino. Il suo è lo sfogo d'una madre che vede quante ingiustizie ci sono al mondo e che ha la consapevolezza che suo figlio sarà destinato a soffrire proprio perchè ci sono persone che si rifiutano d'informarsi a 180gradi, di leggere, ascoltare, ma semplicemente traggono conclusioni affrettate ed errate su qualche cosa che conoscono poco e male.
Non si sta parlando di una moda, di qualche cosa di superfluo o di passeggero, ma di un problema che affligge tantissime famiglie, moltissimi ragazzi. Pensi che io a causa della mia dislessia: mi sono diplomata solo a 35 anni, non posso accedere all'università perchè l'inglese per me è una materia impossibile da imparare, non potrei mai lavorare in un negozio come cassiera perchè non so leggere i numeri se superano le 6 ciffre, neppure potrei fare l'impiegata per gli innumerevoli errori ortografici che faccio quando scrivo (sicuramente li ho fatti anche in queste righe... visto che non posso usare il correttere automatico in yahoo), ma la cosa più grave, la sofferenza più atroce è che mi sono sentita umiliata a scuola, mi sono sentita dire che ero svogliata quando mi impegnavo con tutte le mie forze, ho visto le persone che ammiravo disprezzarmi deluse da me per qualche cosa che non riscivo a fare non per colpa mia o per mia volontà, ho smesso di credere in me, mi sono sentita un nulla, mi sono vestita di nero perchè quello era il colore dei miei pensieri e avrei voluto essere trasparente, invisibile. Lei non può sapere quante volte, non solo per la dislessia, ma anche per altri problemi che avevo, da adolescente la notte, prima di addormentarmi, ho pregato Dio di non farmi più svegliare e quante mattine mi sono arrabbiata perchè ero ancora viva!
Quando lo scorso maggio, hanno diagnosticato la discalculicia a mio figlio che ha 13 anni, ho pensato: "Ecco un altro regalo meraviglioso che gli ho fatto, oltre ai problemi di schiena! Che madre schifosa che sono!" e mi sono sentita vuota... Mio figlio non l'ha presa male, perchè per lui, non era un qualche cosa di sconosciuto e tanto meno temuto. Ma io so cosa dovrà affrontare: l'indifferenza della gente se sarà fortunato, altrimenti; l'essere deriso, emarginato, compatito, reputato scemo. Dovrà lottare contro l'ignoranza dei professori e dei suoi stessi compagni. Sono certa, che si farà le "ossa" e soppravviverà, ha il mio esempio davanti di come ce la si può fare e sa che non è solo! Eppure verranno i momenti di sconforto..., ne sono consapevole e pronta ad affrontarli con lui, perchè la cosa che mi preme di più è che mio figlio, non impari tanto la matematica, quanto a volersi bene, a credere in se e a stimarsi!Come Le avevo già detto, nella mia precedente e-mail: la cosa più grave di cui ti priva la dislessia è l'autostima!
Lei, oggi, nel uso spazio ha scritto: "direi di concludere qui, almeno per ora, il dibattito sulla dislessia.", la prego non lo faccia. La scongiuro prima pubblici un articolo su cosa sia la dislessia, informi la gente su ciò, la supplico, così chè le persone, una volta sensibilizzati al problema, possano decidere autonamente e solo con la propria testa (non con la mia o con quella della prof. Pellegrino) se essere a favore o meno della legge sulla dislessia. Un giornale come "Libero" ha come prima cosa il dovere e il diritto di informare la gente e allora, la prego, lo faccia! Dia l'opportunità di far conoscere meglio o del tutto cos'è la dislessia a chi legge il suo spazio. Le assicuro che la maggior parte della gente ignora cosa sia la dislessia o ne sa poche cose spesso distorte.
Anticipatamente la rignrazio, indipendentemente se accetterà o meno il mio consiglio-supplica, la ringrazio anche per il tempo che ha perso nel leggere questa e-mail e la precedente che Le ho inviato. Grazie pure per aver parlato della dislessia, nel suo spazio, tutto serve per far conoscere tale problematica!
Mi scusi per il tempo che Le ho fatto perdere.
Le auguro una dolcissima notte.
Cordiali saluti, Laura Algeri.


Da: feliciano lambiase [mailto:felambiase@hotmail.it]
Inviato: mercoledì 8 agosto 2007 21.53
A: cesare@lamescolanza.com
Oggetto: lettera di un ragazzo dislessico

Gentile Dott. Lanza,
voglio ringraziarla personalmente per aver pubblicato la lettera dell’insegnante Quaranta e, quindi, per aver dato voce e speranza a tutti i ragazzi che vivono il problema della dislessia, ai loro genitori, nonché a quei docenti, non certo somiglianti alla Prof. Pellegrino, i quali possono essere fieri di svolgere il loro ruolo con gioia e professionalità.
Ciò nonostante, esprimo tutto  il mio rammarico per voler mettere fine al dibattito che tanta eco ha sollevato.
Sono un ragazzo dislessico e mi sento protagonista, a pieno titolo dell’intera vicenda.
Non mi deluda e pubblichi il mio scritto, anche a nome dei tanti ragazzi dislessici che, come me, non sempre hanno ricevuto la giusta considerazione come alunni e, soprattutto, come persone.
Ripensando al mio non facile percorso scolastico, pieno di incomprensioni, ostacoli, cocenti delusioni, mi permetto di ricordare alla Prof. Pellegrino che è suo preciso dovere offrire durante le sue ore di lezioni le stesse opportunità di apprendimento e di crescita a tutti i ragazzi della sua classe, nessuno escluso. Le consiglierei, inoltre, che, prima di criticare le leggi  in  favore dei ragazzi dislessici, si preoccupi di capire come  disciplinare e motivare  i suoi alunni  “normali” anche in presenza di eventuali ragazzi bisognosi maggiori  attenzioni: solo così il resto della classe   non salterà sui banchi e non creerà un clima di grande confusione, mancando di rispetto a se stessi ed all’insegnante presente. Colgo l’occasione di dire con grande orgoglio di aver appena superato (il 6 luglio scorso) brillantemente l’esame di maturità scientifica, ricevendo i complimenti dell’intera commissione per le competenze raggiunte e la capacità di esprimerle con sicurezza.
E’ stato il mio grande momento di riscatto, reso possibile dalla mia tenacia ed anche grazie a quei professori che, a differenza della Prof. Pellegrino, hanno creduto in me e mi hanno dato la serenità, il supporto e la fiducia indispensabili per affrontare non solo l’esame di maturità ma per intraprendere l’Università con la certezza di potercela fare.
Grato per la sua cortese attenzione, resto in attesa di veder pubblicata la mia lettera e la saluto cordialmente.

Feliciano Lambiase



WE ARE GENOA - IN SERIE A

Da: Stefano Maine [mailto:stefano.maine@Medias.it]
Inviato: lunedì 11 giugno 2007 17.24
A: Donelli Maurizio; Michele Caprini; Dr. Edoardo Bus; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com; Massimo Donelli; Giacomo Donelli; Caprini, Fausto
Oggetto: Re: R: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!

Ciao, Maurizio, Allora anche VIVA CESARE PICCOLO GRANDE GRIFONCINO!
Stefano

Da: Donelli Maurizio
Data: Mon, 11 Jun 2007 17:06:00 +0200 A: Stefano Maine , Michele Caprini , "Dr. Edoardo Bus" , , , Massimo Donelli , Giacomo Donelli , "Caprini, Fausto"
Conversazione: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!
Oggetto: R: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!

Io il mio Cesare (anche lui 3 anni) l’ho battezzato con l’acqua della fontana di De Ferrari. Risultato: ieri sera continuava a urlare Genoa! Genoa! Miracoli rossoblu E vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Maurizio


Da: Stefano Maine [mailto:stefano.maine@Medias.it]
Inviato: lunedì 11 giugno 2007 16.03
A: Michele Caprini; Dr. Edoardo Bus; Donelli Maurizio; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com; 'Massimo Donelli'; 'Giacomo Donelli'; Caprini, Fausto
Oggetto: BENTORNATI IN SERIE AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!

Evvai di corsa verso la serie A, piccola Carla (imbattuta al Ferraris!) E che la vita a fianco del Grifone ti sorrida e ti eviti tutte le sofferenze che hanno sopporttato tuo padre, i tuoi nonni, i bisnonni, gli zii, i cugini sin dal 1920. Non so se ho fatto bene a trasmetterti questa febbre ma la mia colpa semmai è lieve perché hai fatto quasi tutto tu, inconsciamente per i tuoi 3 anni. Hai voluto la bandiera, hai chiesto di venire al Tempio e di restarci fino alla fine delle partite. E la gioia che sprizzavi ieri correndo e cantando per tutto il tragitto del ritorno a casa a piedi è qualcosa che resterà bene impressa nella mente mia e di tua madre fino alla fine dei nostri giorni. Insieme a quella della tua recita di fine asilo quando, in un improvviso stacco del coro degli altri bambini, anche dalla platea si è sentito distintamente un tuo solitario “Aprite le porte oh oh, il Grifone va....” che non centrava niente con l’asilo, con il coro e con il momento ma che era una dichiarazione di amore che travalicava tutto e tutti e che, probabilmente ti segnerà la vita. Buon Grifone, amore nostro, e che tu possa fregiarti presto della stella senza conoscere la sofferenza che ci è costata. Alè Genua Viva Carla e tutti noi, amici di mail!
Ciao Stefano
PS: quello a destra nella foto sembra Guidolin. Presidente, non facciamo scherzi, vero?!

Da: Michele Caprini
Data: Thu, 7 Jun 2007 17:17:39 +0200
A: 'BUS Edoardo ITA AGE' , 'Donelli Maurizio' , 'Massimo Donelli' , 'Giacomo Donelli' , "Caprini, Fausto"
Oggetto: Brutte nuove da Trieste (De Falco è impazzito o...?)

Se non l’avete ancora saputo, vi allego questo estratto da un forum di tifosi della Triestina, inviatomi da un amico esperto di cose giuliane e sollecitato alla sorveglianza della piazza. Quello che parla è De Falco, il direttore sportivo, e qualche dubbio mi è venuto, e spero venga a qualcun altro: ma come fa a parlare così prima della partita? Come vedrete è meglio fare affidamento sulle nostre forze…
Michi

From: BUS Edoardo ITA AGE [mailto:Edoardo.BUS@ferrero.com]
Sent: giovedì 7 giugno 2007 13.47
To: Donelli Maurizio; Michele Caprini; stefano.maine@Medias.it; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com; Massimo Donelli; Giacomo Donelli
Subject: R: aggiungo...

Grazie per la nota di ottimismo del papà di Maurizio e Massimo, che ho conosciuto, ed era un grande. Grazie a Michele per il testo italiano di "you'll never walk alone", che ho copiato e incollato nel computer e nel cuore. Grazie per il buonumore che mi hanno messo tutti questi messaggi. Domenica ero morto, all'ultimo secondo dell'ultimo minuto.... Pensavo, ecco il solito Genoa che ti fa morire!! Io qui, a Torino, tra juventini che festeggiano il ritorno in A e il nuovo allenatore e granata che salutano la salvezza e Novellino (!) Ma .. WE ARE GENOA. Ricordiamoci di Liverpool e di tutte le belle vittorie di quest'anno. Ne manca una sola...
Abbracci rossoblu
Edoardo

Da: Donelli Maurizio [mailto:mdonelli@rcs.it]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 17.09
A: Michele Caprini; stefano.maine@Medias.it; BUS Edoardo ITA AGE; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com; Massimo Donelli; Giacomo Donelli
Oggetto: R: aggiungo...

Mio papà, quando eravamo sotto di un gol, diceva sempre (o forse l’ha detto una volta sola ma ero bambino e mi è rimasto impresso): saia ancun ciù bellu guagna ‘sta partia… Dimostrando un ottimismo raro. Io ci ripenso ogni volta che andiamo in svantaggio (almeno quando non succede all’ultimo secondo dell’ultimo minuto della penultima giornata….). o dico che saia ancun ciù bellu guagna ‘sta partia Un abbraccio a tutti
Maurizio

Da: Michele Caprini [mailto:michele.caprini@neaitalia.com]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 16.45
A'M:assimo Donelli'; 'Giacomo Donelli'; stefano.maine@Medias.it; edoardo.bus@ferrero.com; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Cc: 'Fausto'; Donelli Maurizio Oggetto:
R: aggiungo... (ciao, Maurizio!)

Aggiungo freschissime: 8. (poco elegante, da vice-president di holding internazionale, 54 anni, che era con me alla partita con l’Oviedo 16 anni orsono, dando mostra del peggio dell’emotività di un uomo al goal di Skuhravy): “non ero a Genova, e dal 94’ della partita di domenica ho una radiolina in meno, ma quello che mi fa girare il belino è che domenica posso nascondermi solo in cantina, ché se vado alla spiaggia e trovo il bagnino doriano che fa festa, gli infilo la ciambella di salvataggio nel culo” 9. (musicista 47enne): “se l’è venduta, quella rumenta di Joker se l’è venduta” 10. (odontotecnico 52enne, eravamo insieme come due beline a sentire sotto ai megafoni del bar ligure di Pegli gli spareggi del ’68) : “Michi, pensaci bene, non può essere un caso: nessuno ha tirato giù quella legèra del Mantova, roba che riusciva a me o a te senza problemi. Facciamo i play off sicuri perché Preziosi ha ancora qualche casino da scontare e gli han detto: fai ancora cinque partite per SKY e andiamo in pari) Come vedete, tra i genoani RAZIONALITA’, EQUILIBRIO, DISTACCO la fanno sempre da padrone. (Spero che per domenica Massimo abbia ragione, certo che se continuano a pubblicare foto di giocatori in lacrime – ah, finte, of course, per molti- cè da “toccarsi” per tutto il resto della settimana…)
Michi

Da: Massimo Donelli [mailto:Massimo.Donelli@mediaset.it]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 14.34
A: Michele Caprini; Giacomo Donelli; stefano.maine@Medias.it; edoardo.bus@ferrero.com; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Cc: Fausto; Donelli Maurizio
Oggetto: aggiungo... …

mio fratello a questo (momentaneo) muro del pianto. Toccatevi pure, ma io dico che domenica VINCIAMO. Segnerà quel pazzo di “Lupo” Greco. E ci ubriacheremo.
Ciau, md

Da: Michele Caprini [mailto:michele.caprini@neaitalia.com]
Inviato: martedì 5 giugno 2007 11.04
A: 'Giacomo Donelli'; Massimo Donelli; stefano.maine@Medias.it; edoardo.bus@ferrero.com; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Cc: Fausto
Oggetto: R: reazioni post mantova

Ho trascurato internet, quanto segue è stato raccolto direttamente dal sottoscritto, e rigorosamente dalla viva voce dei tanti depressi, incerti, complottisti, incoercibili, autolesionisti, orgogliosi e ineguagliabili. Genoani, insomma. Con la tipica razionalità ed il rigoroso senso dell’equilibrio, sempre.
1. “No, Michi, non ti provare neppure a parlare di calcio. Io fino a domenica sera non voglio neppure sfiorare l’argomento. Lo so, è irrazionale, a 50 anni non ci si comporta in questo modo, ma è così. Genoa e Napoli , serie A e serie B questa settimana non so cosa siano”
2. “l’avevo detto o no? Quando tutti avaranno fatto la squadra e saranno in ritiro noi saremo a romperci il belino con le differenze rete e gli scontri diretti. Così impara quel merda di Gasperini a levare Leon e a tenere in campo a tutti i costi quel cadavere di Di Vaio, e impariamo noi a fidarci di lui, che è uno juventino di merda: che cazzo di buono puoi aspettarti da uno juventino di merda?”
3. (abbonato ai distinti) “Porto fuori la famiglia da venerdì a martedì, mia moglie non ci voleva credere da quant’era contenta. Anche se non sarà possibile non vorrei sapere il risultato di domenica sera o lunedì mattina. Una cosa è certa: a Genova non mi vedete”
4. “A me non la raccontano. La smettiamo di farci prendere per il culo? Quel belìn di Tamara ha fatto tutto il campo di corsa e nessuno gli ha tirato una randa. Criscito si è voltato dall’altra parte, anche se giocando con la under poteva pure farsi ammonire, e non l’ha tirato giù. Perché? PERCHE E’ DI NAPOLI, QUELLO STRONZO!”
5. (mail ricevuta stamane da un imprenditore 54enne di mia conoscenza, uomo posato e riflessivo, adesso in evidente odor di buddismo): “In attesa della prossima domenica, mi permetto di inviarvi la traduzione del coro principe del Liverpool. Consiglio di recitarlo come fosse un mantra, aiuta a rilassarsi: Quando cammini in mezzo alla tempesta tieni alta la testa E non aver paura del buio. Alla fine della tempesta c'è un cielo dorato E la dolce canzone d'argento di un'allodola. Cammina nel vento, Cammmina nella pioggia, Anche se i tuoi sogni vengono gettati e buttati all'aria. Continua a camminare, a camminare e non camminerai mai da solo, Mai e poi mai da solo. Continua a camminare, con la speranza nel cuore, e non camminerai mai da solo. Mai e poi mai da solo. “
6. (giovane e passionale) “ No, no, no, non possiamo giocarcela col Napoli. Alla partita di andata sono andato giù e mi hanno trattato come un fratello. Ero d’accordo con gli amici giù che li avrei raggiunti dopo la promozione, mi avrebbero ospitato vicino ad Amalfi. E tutto per quella faccia di merda di Iachini. Ma ci verrà ancora a Genova, quel bastardo…”
7. “Il goal che ha sbagliato De Rosa lo facevo anch’io. Ma come ha fatto a darci di spalla sul corner? Quelli sono miracoli dell’ortopedia”
Buona giornata a tutti, Michi

Da: Giacomo Donelli [mailto:giacdonez@msn.com]
Inviato: lunedì 4 giugno 2007 17.19
A: Massimo.Donelli@mediaset.it; mcaprini1@alice.it; stefano.maine@Medias.it; edoardo.bus@ferrero.com; amadori@mondadori.it; cesare@lamescolanza.com
Oggetto: reazioni post mantova

Post Mantova-Genoa Reazioni da Grifoni trovate qua e là su internet:
1) «Io so solo che devo ripagare un vetro di una porta a casa di mio fratello, perchè stavolta, davvero non ho resistito, dopo un paio di pugni dati qua e la, al 94° ho tirato una manata alla porta mandando in frantumi il vetro centrale>>
2) «Ancora adesso ho le lacrime agli occhi ed un nervoso incredibile (ieri 3 seggiole di ferro son volate per tutta camera mia a calci) per la partita di ieri>>
3) «Dopo la giornata di ieri, avresti trovato interminabile anche il tragitto Camogli - Recco (2,5 km.). E ora vado a lavorare in mezzo ai brianzoli di merda. Se ci riesco.>>
4) «Che culo, oggi sono in mezzo ai barotti, mercoledì ho un colloquio tra i bergamaschi e venerdì con i varesotti..... Che vita di merda, quando ci si mette pure il Genoa a farti girare la minchia.....>>
5) Dal sito della Gazzetta: “Tarana, entrato a inizio ripresa, segna un gol alla Messi” la reazione: «Cazzo cazzo cazzo!!!!!!!!!!!! Che nervi!!!!!!!! Ma quale cazzo di Messi...ma andate tutti affanculo, giornalisti di merda! Ha fatto tre gol di merda (compreso quello di oggi) in 40 partite ma quale cazzo di messi e maradona di sto cazzo...Minchia meglio che me ne vado a dormire và...>>
6) Tifoso A «Sono stato male sul serio, un viaggio allucinante, ho creduto di dover finire in ospedale. Domenica ci sarò, farò 90 minuti di tifo, se andrà male non so cosa farò. Anzi, si: il 16 ho il traghetto prenotato, i playoff non li voglio nemmeno sentire. Tutti hanno un punto di rottura, credo di esserci arrivato. Devo pensare alla mia vita, non posso più passare giornate così. E non ce l'ho con nessuno, se non con il destino: i ragazzi hanno fatto un campionato favoloso, e non me la sento di voltargli le spalle per qualche gol sbagliato. Il mister e la società hanno lavorato benissimo, non so davvero con chi prendermela... Qui siamo oltre qualunque statistica, logica e quant'altro ci vogliamo infilare dentro. Io sono ad un passo dal dire "basta!". Ci starò male, rischierò di caderci, ma devo trovare il modo di disintossicarmi.>> Risposta del tifoso B «Non t'illudere, non ci si disintossica. Io credevo d'averlo fatto con la C, ma è stata solo un illusione. Ieri mi sono mangiato il fegato davanti alla TV, e domenica, se avrò culo di trovare i biglietti, lo farò allo stadio. E se saranno (come credo) play off, sarò lì ancora. Dopo non lo so.>>
Giacomo

12-06-0
7
Post Mantova-Genoa


Reazioni da Grifoni trovate qua e là su internet:

"Io so solo che devo ripagare un vetro di una porta a casa di mio fratello, perchè stavolta, davvero non ho resistito, dopo un paio di pugni dati qua e la, al 94° ho tirato una manata alla porta mandando in frantumi il vetro centrale"

"Ancora adesso ho le lacrime agli occhi ed un nervoso incredibile (ieri 3 seggiole di ferro son volate per tutta camera mia a calci) per la partita di ieri"

Tifoso A "Sono stato male sul serio, un viaggio allucinante, ho creduto di dover finire in ospedale. Domenica ci sarò, farò 90 minuti di tifo, se andrà male non so cosa farò. Anzi, si: il 16 ho il traghetto prenotato, i playoff non li voglio nemmeno sentire. Tutti hanno un punto di rottura, credo di esserci arrivato. Devo pensare alla mia vita, non posso più passare giornate così. E non ce l'ho con nessuno, se non con il destino: i ragazzi hanno fatto un campionato favoloso, e non me la sento di voltargli le spalle per qualche gol sbagliato. Il mister e la società hanno lavorato benissimo, non so davvero con chi prendermela... Qui siamo oltre qualunque statistica, logica e quant'altro ci vogliamo infilare dentro. Io sono ad un passo dal dire "basta!".
Ci starò male, rischierò di caderci, ma devo trovare il modo di disintossicarmi." Risposta del tifoso B "Non t'illudere, non ci si disintossica. Io credevo d'averlo fatto con la C , ma è stata solo un illusione. Ieri mi sono mangiato il fegato davanti alla TV, e domenica, se avrò culo di trovare i biglietti, lo farò allo stadio. E se saranno (come credo) play off, sarò lì ancora. Dopo non lo so."

 Giacomo Donelli

14 giovani albanesi con un'idea per crescere nella nostra bellissima Albania!

 

Buongiorno!

Siamo 14 ragazzi e ragazze albanesi che amano la loro terra e vogliono rimanerci per farla crescere. Siamo partiti l’anno scorso con il progetto turistico, tutto fatto da noi, chiamato BathoreBeach  che ora, crescendo insieme a noi, è diventato VIVAlbania.net (www.vivalbania.net).

 

Dopo la bellissima esperienza dell’estate scorsa ospitando più di 80 persone che sono rimaste contentissime (abbiamo messo dei loro  commenti sul sito) con tanta voglia abbiamo coinvolto altri ragazzi (ora siamo in 14) da tante parti dell’Albania. Ragazzi che vogliono studiare, lavorare e crescere in Albania, e che come noi, amano tanto la nostra terra.


Il nostro progetto è diventato un esempio per tutti gli albanesi di come sia possibile creare qualcosa in Albania senza dover andare all’estero e perciò è nata la nuova avventura di quest’anno facendo diventare nazionale il progetto dell’anno scorso di BathoreBeach.

 

Abbiamo creato 6 nuovi programmi che prevedono la visita e la conoscenza di tutta l’Albania, e oltre all’ospitalità e alla conoscenza della cultura e delle tradizioni, c’e’ anche la possibilità di visitare le bellissime montagne e del nord e il fantastico mar Ionio.


Abbiamo organizzato tutto e siamo pronti ad ospitare i viaggiatori che come l’anno scorso permetteranno di contribuire al nostro percorso formativo.

 

Crediamo fortemente nei nostri sogni, crediamo fortemente nelle potenzialita del nostro paese, e con tanta voglia, invitiamo tutti quelli che vogliono conoscere la nostra bellissima Albania.

 

Ringraziandovi di cuore per la visibilità che riuscirete a darci, vi mandiamo carissimi abbracci e rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni.

 

I ragazzi di VIVAlbania.net

Bukurie, Artin, Blerta, Elvira, Visar, Rajmonda, Erjon, Blerta, Marinela, Aleksander, Vjollca, Roland, Moxart, Drilona

 

....vuoi vedere che, il dott. Lanza, dopo aver "lanciato" la Lecciso, ora con gli stessi mezzi mediatici (che lui conosce meglio di qualcunque altro!!) vuole "lanciare" Sabrina Colle??
 
si accettano scommesse.
 
 
ludovico
 
 
(tanti auguri di buona pasqua!)

Oggetto: una madre che allatta in luogo pubblico

 

gentilissimo lanza,

prima che lo leggessi sul suo editoriale di questa mattina,mi ha molto colpito l'eccessivo moralismo della gente.

ora le chiedo(e mi chiedo):ma scandalizza di piu' un seno che nutre una prole in un bar cittadino,o le numerose'schiave del sesso' NOTTURNE?

E a tal proposito aggiungo:non vorrei,cara signora barista,che si scandalizza tanto per un gesto cosi naturale, che anche il suo caro consorte-ammesso che ce l'abbia -non faccia parte della folta schiera di aficionados notturni.........che oltre al seno ammirano anche altro.

mi scusi la crudezza,ma i moralisti(falsi)vanno trattati cosi.....

cordiali saluti

agostino

Da: agostino.salvioni [mailto:agostino.salvioni@libero.it]

Discriminato perché indiscriminabile

 

 

  

 Gentile direttore,

                         chi Le scrive è un maschio, bianco, etero,

 single, ateo, in salute... e discriminato!

 Mi ritengo tale proprio perché non faccio parte di nessuna di quelle

 categorie che la società di oggi ritiene giusto proteggere e sostenere.

 

 Non sono una donna e quindi non posso godere di nessuna "quota" per

 eventuali assunzioni o, se ne discute ogni tanto, per l'elezione in

 Parlamento. Non mi spettano quindi ne le mensilità pagate per la

 maternità, né quei lavori che, in barba alla legge sull'eguaglianza,

 continuano ad essere proposti alle sole donne come babysitter o

 insegnante in una scuola materna. Sempre per lo stesso motivo se le

 donne in ufficio sono state ormai esonerate dal "preparare il caffé" a

 noi uomini tocca comunque strisciare sotto i tavoli per attaccare il PC

 appena comprato.

 

 Sono single e questo significa che nessuna istituzione mi darà mai

 assegni familiari e difficilmente entrerò in una graduatoria per

 l'assegnazione di una casa popolare. Non potrò mai revertire la mia

 pensione a qualcuno (un parente ad esempio) ma in compenso con le mie

 tasse pagherò la pensione di qualcun altro. Pagherò poi la scuola per i

 figli di qualcun altro e, nonostante da solo sostenga le spese di un

 appartamento (come luce, gas, acqua,, condominio, etc...)  che altri

 pagano in due, le mie tasse sono proporzionalmente più alte perché,

 anche se nessuno me lo dice apertamente, sono ritenuto socialmente di

 "serie B". Così come sono ritenuto un inquinatore quando nella mia

 macchina (il cui acquisto, la cui assicurazione e bollo ho pagati da

 solo) sono l'unico occupante.

 

 Ho la fortuna di essere sano. Per questo motivo ho dato un anno allo

 Stato con il servizio militare, anno che le donne ed altri meno forunati

 di me hanno evitato. Nessuna istituzione mi regala assegni di invalidità

 (vera o presunta) e nessuno obbliga le aziende ad assumermi perché

 invalido. Sono sano anche perché non fumo, nonostante con le mie tasse

 paghi le cure per centinaia di migliaia di italiani che hanno tumori o

 problemi cardiaci legati al fumo. Non pratico sport estremi come il

 deltaplano o il motociclismo eppure sono costretto a pagare per le cure

 di chi questi sport li pratica ed ogni tanto ne subisce i danni.

 

 Non faccio parte di nessuna minoranza etnica. Questo significa che il

 mio comune o la mia regione non hanno dovuto spendere soldi in corsi di

 apprendimento culturale per insegnarmi usi e costumi del paese. Non

 faccio quindi parte di nessuno dei nuemrosi progetti di integrazione che

 sembrano nascere come funghi e che, ovviamente, io da contribuente pago.

 Ascolto musica che trasmettono alla radio e guardo film che danno al

 cinema. Non cerco spettacoli musicali etnici pagati dal mio sindaco né

 film finanziati dal governo che nascono solo per sottrarre risorse al

 settore pubblico (anche perché se queste cose la gente veramente le

 cercasse non ci sarebbe bisogno di finanziarle!).

 

 Sono bianco ed ho la foruna di essere nato in un paese dove c'è la

 pioggia ma sembra che tutti intorno a me vogliano farmi pesare questo e

 mi raccontano che devo risparmiare l'acqua come se ogni litro che

 riuscissi a risparmiare istantaneamente dissetasse un bambino in

 Etiopia. Sono bianco e so che se per qualche motivo litigo con un nero

 forse potrei ritrovarmi sul collo una accusa di razzismo mentre mi

 risulta difficile immaginare il contrario. O per gli stessi motivi posso

 finire in galera se nego lo sterminio ebraico ad esempio.

 

 Sono ateo ma con le mie tasse (anche tramite l'8 per mille) mi trovo a

 finanziare una Chiesa Cattolica in cui non credo, a volte direttamente

 ed a volte indirettamente (quando ad esempio lo Stato utilizza l'8 per

 mille per l'edilizia clericale). E così mi capita di ascoltare di un

 prete a cui è stata tolta la multa perché andava a dare una estrema

 unzione e quindi correva in auto mentre nessuno sembra comprendere

 quanto io odi perdermi la mia puntata di Dr. House.

 

 La prego di accogliere questo mio sfogo, forse un po' paradossale e

 provocatorio ma non per questo meno vero, cercando di vedere oltre a

 quanto scritto. Quello che cerco di farLe capire  è come io credo che

 forse è venuto il momento di riflettere su questo stato sociale che va a

 braccetto con il politically correct. Ogni giorno spunta una nuova

 categoria che richiede assistenza, ed ogni giorno si alza la spesa

 pubblica per fornirla. In questo gioco al rialzo i politici ci

 sguazzano. Più soldi da gestire significano, in definitiva, più potere,

 e questa tutela delle minoranze finsce per penalizzare la minoranza più

 minoranza di tutte.. l'individuo.

 

 Qualche tempo fa la vostra radio aveva dedicato un paio di trasmissioni

 all'idea liberale. Io mi permetto di suggerire che forse due erano un

 po' poche. Dopotutto tutti i giorni in televisione e alla radio si parla

 di idee "sociali" (i dico, le carceri, le pensioni, le famiglie, i

 minori, la scuola, le cooperative, ...) mentre nessuno sembra ricordare

 noi.. poveri individui... che non siamo parte di nessuna minoranza o

 maggioranza, che chiediamo solo di poter fare il nostro lavoro e vivere

 la nostra vita, senza pesare su nessuno ma anche per questo rivendicando

 in modo ancor più forte che nessuno gravi su di noi.

 

 Si sente sempre pronunciare la parola "solidarietà" ma a me avevano

 insegnato che la solidarietà è associata alla generosità e quindi alla

 libertà di donare. "Dona!" non è un verbo che ammette l'imperativo e

 donare con la forza io non lo chiamo solidarietà. A casa mia questo si

 chiama furto!

 

 La ringrazio per aver letto la mia lettera e spero che, al di là dello

 sfogo, questo serva per aprire una discussione sul ruolo sempre più

 massiccio che sta avendo lo stato sociale nel mondo di oggi... in

 particolare in Italia.

 

 Nel  ringraziarLa le porgo i migliori saluti,

 

 Marcello Mazzilli

 (una persona)

E’ Fatta! Una giornata triste per i tanti detrattori che hanno sperato fino all’ultimo che l’abolizione saltasse…

Sul filo del rasoio, a due giorni dal termine ultimo per convertirlo in legge il Senato ha approvato il decreto che come sapete comprendeva anche l’abolizione dei costi di ricarica per i telefonini ma anche per tutto il settore delle TLC (quindi anche Mediaset Premium, Fastweb etc). Restano fuori solo le Poste e le Banche (es. postepay) ma riusciremo ad abolire anche quelli vedrete… Ecco il testo finale del decreto così come uscito dal Senato.

 

Intanto continua la nostra battaglia con Generazione Attiva affinché l’Authority vigili al massimo sui comportamenti degli operatori, in particolare in questi giorni è nel mirino quello di Wind, su cui ci siamo mossi in tempi non sospetti e siamo stati tra i primi a denunciare all’Agcom la decisione unilaterale di cambiare il piano tariffario da Wind10 a Wind12. Piano tariffario che veniva pubblicizzato come “Wind 10 PER SEMPRE”

Sembra che i propri clienti per Wind non contino molto. Rinnovo l’invito a questi ultimi di valutare la possibilità di cambiare operatore.

Sembrano passati secoli da Wind di qualche anno fa. Ecco un vecchio spot in cui faceva testimonial Ezio Greggio ed una delle primissime se non la prima pubblicità in assoluto dell’operatore in questione. Senza costi di ricarica, senza scatto alla risposta, tariffazione al secondo…..

 

Vodafone invece sembra sia tornata sui suoi passi dopo aver attivato un servizio non richiesto a TUTTI i suoi clienti. Contravvenendo alla normativa cui fa capo sia il Garante della Privacy che quello delle Comunicazioni. Da entrambi attendiamo risposte da quasi due settimane…peccato siano solerti solo quando in gioco c’è qualche politico… (foto sircana & test anti-droga sui parlamentari delle Iene docet). In particolare poi l’Agcom ha ricevuto critiche anche dalla Commissione Europea ultimamente.

 

In seguito alla pubblicazione del servizio andato in onda sul Telegiornale Svizzero sono stato contattato dall’assistente di un parlamentare che mi ha fatto notare come l’On. Luca Bellotti non solo era a conoscenza della mia iniziativa ma ne aveva anche fatto riferimento all’interno del suo discorso alla Camera dei Deputati. Ringrazio Bellotti e l’On Germontani (entrambi AN) che, da quanto pubblicato nel resoconto stenografico sul sito della Camera sembra siano stati gli unici a farlo.

 

Mentre ci arriva una buona notizia dalla Commissaria alla tutela dei Consumatori Meglena Kuneva che, a Roma per festeggiare i 50 anni dalla nascita dell’Unione Europea ha annunciato di essere al lavoro su un’ipotesi di class action Poste Italiane ci informa di essere interessata a divenire operatore mobile virtuale (invece di lavorare per fornire un servizio postale come si deve…) come ci segnala l’ottimo Punto Informatico ed Il Sole 24 Ore che ci fornisce anche la situazione relativa a tutti gli altri interessati al mercato della telefonia mobile/operatori mobili virtuali (che speriamo arrivino presto anche in Italia in modo da far scendere le tariffe ed aprire il mercato ad una vera concorrenza). Segnalo inoltre dempre dal Sole 24 ore uno schema con tutte le attuali tariffe degli operatori di telefonia mobile. Ce n’è per tutti i gusti: divertitevi!

 

Per la serie: “Davide vince contro Golia” vi segnalo la storia di due giovani ragazze neo-zelandesi che sono riuscite a far condannare la multinazionale GlaxoSmithKline (Gsk).

Nella sezione “dicono di noi” gli ultimi aggiornamenti “rassegna stampa/video/audio”. Ringrazio Caterpillar - Radio2 per l’intervista di ieri, il Corriere dell’Università per l’onore di avermi dedicato la prima pagina e tutti gli altri non sono certo da meno ma che non scrivo qui solo per esigenze di spazio.

 

Da www.andreadambra.eu

NAPOLITANO: COME STANNO DAVVERO LE COSE

 
 

Mi chiedo: ma quel Giorgio Napolitano che oggi, dalle pagine de La Repubblica, ci fa un bel predicozzo sull’Europa Unita e su quanto sia stata importante per l’Italia non è uno dei massimi esponenti di quel Partito Comunista Italiano che cinquanta anni orsono era assolutamente contrario alla firma dei Trattato di Roma?

Concludo per il sì, soprattutto ricordando come il medesimo signore abbia cambiato opinione radicalmente anche a proposito di mille altri fatti.

Per citarne solo due, l’invasione dell’Ungheria e le foibe.

Esempio preclaro del ‘vero’ comunista italiano, Napolitano, per sua stessa ammissione, non ne ha mai azzeccata una ed ha impiegato sempre almeno trent’anni a capire davvero come stavano le cose.

Altrettanto esemplarmente, spiega a noi oggi quel che lui con tanta difficoltà ha compreso.

Balbettii, nient’altro che balbettii!
 

                Mauro della Porta Raffo 25-3-07

Oggetto: opinione giletti

Caro direttore.tramite internet, ho preso conoscenza che a partire dal 16 settembre ,giletti condurrà una trasmissione con la cuccarini, quest’ultima va bene , ma giletti con l’arena quest’anno ha fatto fiasco ! parlo a nome edi altri italiani che vivono all’estero come me ed in particolare persone malate che sono negli ospedali o case di riposo, vogliono musica e allegria. I temi discussi nella sua trasmissione li ascoltiamo tutta la settimana dai telegiornali,per questo vogliamo ben altro ! lasciatelo a riposo !altrimenti non ci resta che cambiare canale con amarezza ! spero sia esaudita ! è ora edi cambiareeeee ! l’unico mito è pippo ! bravo !!!!!!!.vi invio caro direttore .distinti saluti.

pascale blaimont [mailto:luna.-blu@hotmail.com]

la ringrazio immensamente  per aver dato all' Artista  Don Backy la possibilita'di fare la sua precisazione sulla canzone vincitrice del Festival. Senza nulla togliere all' autore Cristicchi, a cui va comunque il merito di aver trattato un argomento difficile e toccante di cui troppo spesso l'opinione pubblica e anche i media si  dimenticano,  voglio far pervenire  la mia solidarieta' e il mio assoluto consenso a chi tanti anni fa' ha trattato in maniera egregia ed insuperabile lo stesso problema usando termini molto piu' dignitosi  ed esprimendo elegantemente concetti  che  fanno "entrare"  l'ascoltatore  diritto, diritto, "dentro" lo stato confusionale di chi purtroppo vive quella triste realta', tanto da immedesimarsi nei suoi strani comportamenti, nei  suoi contorti   sentimenti, nei suoi variabili e improvvisi cambi d'umore........Solo un rammarico:  quella canzone non ebbe mai il successo che avrebbe meritato e, ancora piu' triste, tutt'oggi,  solo in pochi sanno che l'autore di quella canzone era il nostro grande Don Backy. Grazie per l'attenzione : Adriana Pasquinelli - Senigallia -      


Carissimo Cesare

Salve sono Marco Cozza Cantautore Calabrese.

Le scrivo per complimentarmi con lei per aver spezzato una giusta lancia a favore del Maestro Don Backy riguardo alla vittoria di Cristicchi e soprattutto del tema del brano....tema che Don gia' nel 78 se non ricordo male aveva parlato in modo tanto delicato e con lo stile che lo distingue.

Ancora complimenti vivissimi questo è il giusto modo di far televisione e nel vostro caso il giornalista, portando a conoscenza delle persone i fatti reali e i giusti meriti a chi li ha.

Voglio farle anche i saluti da parte di mio padre Elio con il quale siete stati amici da ragazzi,(piu' o meno potevate avere 25 anni) ho anche una foto vostra insieme sulla spiaggia al mare se volete le invio una copia giusto per ricordo.(complimenti per il fisico, sembravate un attore cinematografico).

Se potete fate i complimenti a Don da parte mia e ancora  infinite grazie.

Marco Cozza


MARIO CORRENTE età 50

Signor Cesare Lanza, Mi scuso in anteprima se mi intrometto nelle sue idee . Forse Don Backy avrà uno spazziettino a buona domenica . Cosa da me gradita, malgrado i miei impegni non vedo TV,  mi dispiace di perdermi un artista come Don Backy.. Don Backy non merita uno spazziettino, ma gran parte  dei spettacoli dovrebbe essere più presente in Tv. Grazie per l’attenzione

Distinti Saluti


Gentilissimo Signor Cesare, ho letto l’articolo dell’artista Don Backy, e riconoscendo in quelle parole una verità indiscutibile,aggiungo un commento personale nella stessa direzione.

Senza ombra di dubbio, anche quest’anno Sanremo ha dato il suo indignitoso spettacolo di sé.

Nonostante il tutto decisamente criticabile, dagli autori ai partecipanti, una nota accettabile è il concetto sviluppato nel testo del vincitore Cristicchi,

tanto di lode e consensi da parte di pubblico e critica, peccato però, che non sia altro che un rimpasto concettuale di quanto già sia  stato scritto anni fa dall’artista Don Backy nella sua canzone “Sognando”

 Perché dunque non concedere un posto d’onore a chi è stato promotore nel sensibilizzare l’opinione pubblica, quando ancora i manicomi erano aperti?

 Nessuna polemica, solo una constatazione professionale:

“ Il testo cantato da  Cristicchi,  sia nel presente che nel passato,difficilmente rispecchia la realtà di questi malati” Trovo  invece significativa  la canzone “sognando” di Don Backy, dove al contrario si possono vivere tra quelle parole, il disagio, l’abbandono, la disperazione reale che scorre nella mente di questi individui.

 

Cordiali saluti, dr. Anna.F.


 

Gentilissimo Comm. Lanza, potrebbe farci rivedere solo per qualche minuto il mitico Don Backy

in una delle sue bellissime trasmissioni? Dio gli renderà merito. Grazie.

Rino


VORREI LAVORARE NELLE CUCINE DEL MILAN

Sono un giovane diplomato all'Alberghiero di Brindisi, con diversi anni di esperienza nel settore della ristorazione e come grandissimo tifoso del Milan dall'età di 2 anni, seguo un grande desiderio, quello di poter lavorare nelle cucine di Milanello, o comunque nelle cucine delle mense del Milan. Vorrei tanto sapere come potrei fare e su quale sito potrei avere informazioni in merito alla possibilità di candidarmi Spero di avere un Vostro riscontro e in attesa porgo i più cordiali saluti.

San Michele Salentino, 13/02/2007 Angelo Ceglie  rossellaceglie@libero.it

WELBY

Massimo Teodori

 

Sulla tragica vicenda Welby si è forse discusso anche troppo. Non tornerò quindi sui politici eccitati dalle manette, come l’udiccino Luca Volontè, che hanno dato voce al grido di “assassini”, un grido definito “idota” da un piccolo quotidiano d’opinione. Né mi soffermerò sulle singolari opinioni della senatrice margheritina Paola Binetti che forse ritiene di far parte del tribunale del popolo invece che del Parlamento, quando stabilisce ciò che è o non è reato, per cui invoca le dimissioni del ministro Bonino. Argomenti di questo genere non sono seri. Lo sono invece le questioni poste dal direttore Belpietro circa il “Trapasso statalizzato”.

L’interrogativo è il seguente: la vicenda Welby sospinge verso uno Stato onnipresente, onnipotente ed onniregolamentante e propone una tale weltanshauung anche sulle questioni di vita e morte? Se così fosse, l’itinerario personale di Piergiorgio sarebbe stato ancora più pietoso, e il suo risvolto pubblico guidato dalla accorta regia radicale avrebbe portato anche per me ad un esito decisamente funesto. Non occorre ripetere che per uno spirito liberale è l’uomo e non lo Stato, la Chiesa, il partito o l’ideologia ad essere al centro del giudizio sul bene e il male.

A me tuttavia pare che se c’è stata una spinta verso la statalizzazione del trapasso del malato, essa è stata esercitata contro e non su iniziativa di Welby. Ho già ripetutamente polemizzato sul macabro balletto che si è avvitato intorno al malato. Che cosa aveva a che fare con il caso reale il pronunciamento generico dell’ordine dei medici? Che senso aveva il parere richiesto dal ministro Turco al Consiglio superiore della Sanità se si trattasse di “accanimento terapeutico” o no, considerato che l’articolo 32 della Costituzione è relativo a tutti i trattamenti? Perché vi doveva essere una decisione di un tribunale quando il dettato costituzionale è esplicito sulla preminenza della volontà della persona malata? Perché dovrebbe essere necessaria una legge o un regolamento per disciplinare i criteri di intervento del medico il quale risponde personalmente in scienza e coscienza solo alle regole deontologiche a cui è vincolato? Ed il comitato di bioetica cosa altro avrebbe potuto dire in difformità dagli articoli 2, 13, e 32 della Costituzione?

E’ vero, la confusione ha regnato sovrana. Perché, diversamente da casi con pazienti come Terry Schiavo non in possesso delle loro facoltà, con Welby si trattava di una persona integralmente cosciente che ripetutamente aveva manifestato la chiarissima volontà di accelerare il trapasso sospendendo i trattamenti artificiali in altra epoca prescelti e chiedendo che la medicina facesse ciò che normalmente fa per alleviare le sofferenze.

Ecco perché sostengo che Welby non desiderava affatto una morte garantita dallo Stato ma, al contrario, ha lottato fino in fondo per far prevalere la propria volontà su quella dei medici, degli esperti, dei giuristi (spesso in versione di azzeccacarbugli) e degli stessi politici che, come accade spesso, non hanno compreso che le ragioni e i tempi dei momenti difficili della persona umana non hanno nulla a che fare con le vischiosità proprie degli interessi partitici e istituzionali.

Vi è poi un secondo interrogativo. L’azione radicale, resa efficace dall’innesto della disobbedienza civile, è volta a forzare l’introduzione di una legislazione, cioè di una regolamentazione dello Stato, anche su questioni così drammaticamente personali? Certo, la risposta può essere affermativa ma con due importanti distinguo. Il primo riguarda il fatto che non sono stati i radicali a scegliere Welby forzandolo all’azione che è stata compiuta, ma è stato Welby a volere fare con grande determinazione delle proprie scelte esistenziali un caso pubblico che potesse in qualche modo servire anche ad altri.

Quanto poi alla futura legislazione, sarà l’intero parlamento che dovrà prendere le opportune decisioni mediando fra i diversi e talora opposti valori delle varie correnti in esso presenti. Non sono certo io a parlare in nome di qualcuno, rappresentando solo la mia personalissima opinione. Tuttavia posso affermare che è nella tradizione liberale e libertaria volere la minima intrusione dello Stato negli affari personali che devono restare ben guidati dalla coscienza individuale fino al punto in cui non nuocciono a terzi.

 

m.teodori@mclink.it


 

questa sera sono nati i capretti…..

 

 "Cà d'Pignat"

Fattoria Aperta e Didattica

Bed and Breakfast

 

www.cadpignat.it

 

Mocogno di Lama Mocogno (Mo)

GENTILE DIRETTORE,
è un mio grande onore pensare che lei possa leggere questa mia mail:

prima di tutto complimenti per il lavoro via blog e per il suo lavoro autorale a BD nella quale il trash iniziale è stato abbandonato per proporre qualcosa di normale e soprattutto non strillato.

Se devo fare un appunto le uniche cose che non vanno sono il cercatrova con le pupe e lo spazio tgrosa...
forse meglio fare del puro gossip con alessi e commenti di sara ed elisabetta, ma in una scenografia da gossip con tante copertine intorno e magari anche alcuni ospiti per commenti con le ragazze...insomma una vera "edicola del gossip" con tanto di classifiche dei personaggi dei quali si è + parlato in settimana e ospite uno di questi o collegamenti o servizi...sarebbe meno "pesante" ed elegante...

ottima l'idea della slot e del ring...validissimo lanza!

Le volevo inoltre far sapere  e far sapere a Bonolis che in rete siamo tutti addolorati dalla fine di fattore c...ora che sta dando i suoi frutti trovo scandaloso non permetterci di ridere e divertirci con questo bel programma...
fare oltre 5 milioni ed il 23/24 di share è ai livelli id passaparola e nn si puo' o si deve parlare di flop...se andavano avanti sicuramente l'eredità smorzava e fattore c e bonolis diventavano il nuovo tira e molla di c5..
.peccato per l'occasione persa...

faccia sapere a bonolis quanto lo stimiamo e quanti in www.tvblog.it nella parte quotidiana dedicata agli ascolti del bloggista Share chiedono a gran voce di non sospendere fattore c , oppure di spostarlo in prima serata o la domenica al posto di cultura moderna che certo non spicca in ascolti, oppure ancora il sabato pomeriggio a panino tra tg5 ed amici, oppure perchè no il milionario da lunedi al venerdi e sabato e domenica fattore c...

a prego mi faccia sapere oppure mi risponda comunque a questa...

Grandi, ottimo lavoro comunque e speriamo che continuiate ad offrirci delle novitò in un panorama televisivo così piatto...

Grandi anche nel Senso dlla vita..insomma i migliori

Buon Natale ed aspetto una sua gentile risposta!

Gabriele Amici
 

Gentile Direttore,
  intanto complimenti per il sito che scopro solo adesso e ancor di più, per la possibilità che lo stesso offre ai Suoi lettori. Quella di parlare.
 
Mi spiace ammetterlo, ma si stà verificando esattamente ciò che il Cavaliere, auspica, credo, quotidianamente da qualche mese.
Questa faccenda di Telecom, il Professor Prodi Romano, non se la stà gestendo molto bene, son certo che risulta più credibile una dichiarazione di Tronchetti Provera al Financial Times, piuttosto che il "non sò nulla" del Presidente del Consiglio dinnanzi al Parlamento.
E proprio questa è cosa molto grave! Come si può non indignarsi?..Ma dico!!
..Quando attentamente osservo, la curiosa e socialmente positiva, se vogliamo, diversità politica, che tuttavia, pareva ben amalgamata, in nome del pluralismo...mi accorgo dell' inadeguata collocazione di certi soggetti oggi Ministri.
Paiono un branco di bei micini, che tanto inteneriscono gli animi più puri di questa Nostra Italia, che simulano lotte, giochi e scherzi, per arrivare faticosamente alla mammella materna.
Purtroppo la Lupa o la Micia credo che di mammelle ne avesse al massimo otto o dieci e la cucciolata, ahinoi, è di gran lunga molto più numerosa.(anzi in sorprendente crescita!)
Gli animi da intenerire, con dolci fusa e concessioni cucciolesche, oggi, stanno cambiando...
La Nostra Sinistra Italiana, o almeno quella che oggi la rappresenta, è costretta a rinnovare il proprio target....
L'Italia, prima o poi , si troverà dinnanzi ad un vertiginoso calo demografico; con il rispetto per i vivi e per la morte, dalla quale non v' è scampo, una buona parte dell'Elettorato Mancino, si colloca dai 60 anni in sù.
Resta una piccola parte di nostalgici (comunque, socialmente ben collocati) ed una schiera di giovani che, per buona parte, sostiene l'ideologia antagonista alla più bigotta e proibizionista  Destra, giustappunto per un messaggio di libertà, troppo spesso distorto e violentato.
Eppure bisogna investire in nuove risorse umane!?..
Ecco pronta la tolleranza, la libertà assoluta, l'assistenzialismo più vile, quello che danneggia chi, per sorte anagrafica, nasce cittadino Italiano.
Ecco pronte leggi su misura a tutela degli stranieri, provvedimenti che favoriscono l'ingresso nel paese, che favoriscono l'avvio di nuove attività senza imposte per tre anni, e dopo due anni e undici mesi ecco pronta la nuova gestione, e si ricomincia daccapo.
"Certo, un giorno, tutti questi stranieri dovranno pur ringraziarci!" pensa la Sinistra. 
Prima o poi daranno Loro diritto di voto, pur senza verificare una concreta integrazione sociale, fondamentale, al fine di esprimere una preferenza elettorale dotta e consapevole.
Ecco ciò che la Sinistra Italiana ha premura di fare... sostituire! Riciclare e sviluppare nuovi orizzonti. E anche in fretta! Le natalità sono basse, e i ragazzi che crescono, tolgono le maglie del "Chè", pur non ignorandone il fascino, non indossano più, ciecamente, divise di nessun colore.
Buona parte dei giovani cresce studiando e nonostante la frizzantezza dell'età, non si fanno più ricoglionire dal politichese, ci vuole ben altro di qualcuno che sventoli solamente la Loro bandiera.
(Poi resta che in Tv si vedono persone che scambiano Ghandi per un militare, Hitler per un famoso attore di cui non le viene il nome, oppure Charly Chaplin con Totò!!)
 
Io vivo nel cuore della zona Universitaria di Bologna e conosco molto bene la realtà quotidiana e le conseguenze della "troppa tolleranza"!!
Se questo civile rinnovo, avvennisse con una logica del rispetto della Correttezza Sociale, aderirei in pieno, in quanto pluralista convinto, tuttavia l'obbiettivo finale, distrae le Amministrazioni locali, per poi raccogliere, per saltuario dovere, qualche lecita protesta di quartiere, intervenendo sugli orari di chisura dei locali e cavolate del genere!
Ci vuole onestà e dignità.
 
Una ultima cosa...
Riguardo alla legge Bersani che concede agli Ipermercati e supermarket vari di poter vendere Farmaci da banco; per carità non entro in merito al "Diritto del Commercio", ma che un' importante esponente Coop Emilia-Veneto, ad un Telegiornale locale, dichiari, che le Coop sono già pronte con questi "Health Corner" e che addirittura è imminente una commercializzazione di Farmaci a marchio Coop, Bhè, sinceramente questo mi fà un tantino pensare...
 
Allora che sia chiaro anche ai più testardi, che la Sinistra Italiana, non è un' alternativa candida e giusta, anzi, in molte delle più radicate sezioni, il baratto è l'esecutivo.
Mi sento nauseato e profondamente stanco di questo atteggiamento, vorrei più persone giuste.
 
Grazie e Buon Lavoro
Michele da Bologna
socci e il cavaliere
ma ancora la storia del trapianto capelli! Ma esistono argomenti ben più interessanti e pregnanti e, invece, ci si limita a questo. In ogni caso, per chi lo avesse dimenticato, il primo governo Berlusconi è caduto grazie ad un'abile manovra dei magistrati di sinistra. Meglio ricordare bene le cose.
Patrizia
P F [connectbiz@yahoo.it]
Taxi

Rimango stupita da come nella suo articoloVincenzo Donvito paragoni  gli atti deii tifosi della Fiorentina  a quello che hanno fatto per giorni i tassisti. Come si può parlare di atti di violenza di una categoria che per 17 giorni sotto il sole cocente ha manifestato per non vedere i propri diritti calpestati. Ricapitolando : il 30 giungo come un fulmine a ciel sereno, vengono a conoscenza che con un decreto lampo, senza nessuna concertazione, molto probabilmente nel giro di poco tempo diventeranno tutti dipendenti di qualche grande cooperativa gestita da qualche magnate della Confindustria. Contemporaneamente i giornali, le associazioni dei consumatori, li attaccano umiliandoli e facendoli passare tutti per truffatori,  E'   chiaro che anche il resto degli italiani, che mai è montata su un taxi non per il costo, ma perchè non ne ha avuto mai bisogno, si schiera facilmente dietro questi luoghi comuni, in fondo non costa niente al governo lkiberalizzare in un settore che male può difendersi. Grazie al cielo invece la lotta è partita e i tassisti, a parte uno o due episodi che sono poi rientrati, non hanno comesso nessun atto di violenza, anche se esasperati. Dovete capire che la mobilitazione era importante,  l'unica forma che poteva permettere di farsi ascoltare anche a costo, sì, di lasciare a piedi qualche turista (nellea maggior parte delle città hanno continuato a lavorare fornendo servizio sopratutto a certe categorie). Ci sarebbe molto altro di cui parlare, ma secondo me le associazioni dei consumatori (questa nuova " entità" che ha solo diritti anche a costo di affamare dei lavoratori)  dovrebbero cercare di concordare delle soluzioni con i tassisti, città per città.

In fondo il decreto Bersani, per chi lo vuole leggere, non ha cambiato di fondo assolutamente niente, ha solo eliminato il cumulo delle licenze, che è stato spiegato dai sindacati perchè inaccettabile per i tassisti e sicuramente non conveniente per i consumatori. Ed è cambiata l'esposizione, cioè hanno partecipato anche i diretti interessati alla formulazione dell'art.6. Per quanto riguarda la buonuscita che viene data per ilt rasferimento della licenza, è un problema che non si può azzerare immediatamente, che  comunque non grava sulla collettività., ma per es. si potrebbe proporre la tassazione  come una donazione, il cui ricavato vada nelle tasche dei comuni e alleggerisca le gabelle ai tassisti (che sono l'unico servizio pubblico che paga ai Comuni, ditelo questo ai consumatori) e si potrebbero abbassare le tarifffe.
Ad ogni modo il decreto Bersani porterà sicuramente ad un grande miglioramento del servizio: non buttate benzina sul fuoco, ma cercate di essere costruttivi assieme a una categoria di gran lavoratori, che ha tanti problemi da risolvere per migliorare il suo operato e lo può fare meglio in collaborazione delle associazioni dei consumatori.

Stefania [sterimasi@alice.it]

SOLO Roma ringrazia gli AZZURRI

 

Non so se qualcuno se n'è accorto, ma penso di si visto il caso alquanto
eclatante ...
potrebbe sembrare una stupidata, ma vien da pensare veramente che qualcosa
non "quadra"...
mi rifersico alla "festa" al circo Massimo della vittoria della squadra
italiana ai mondiali di calcio
a parte il livello penoso di tale festa, ma questo non interessa perchè
potrebbe essere benissimo
dovuta alla fretta dei preparitivi..
Quello che mi ha fatto riflettere è quel grande striscione posto ai piedi
del palco con la scritta a caratteri cubitali
" ROMA RINGRAZIA GLI AZZURRI"... ho voluto seguire a lungo questa
manifestazione... sul palco c'erano solo
rappresentanti romani, da Tiberio (Timperi)? Carlo Verdone ad altri
rappresentanti dello spettacolo, per tutta la durata dello stesso
nessuno ha mai nominato o detto: " L'ITALIA RINGRAZIA GLI AZZURRI" è sempre
e stato solo nominato il nome di ROMA !
"ROMA SALUTA GLI AZZURRI" - " ROMA OSPITA GLI AZZURRI" eccc...
non vorrei crederci, ma anche questa è politica, di bassissimo livello, ma
politica, lugubre, gretta, penosa, povera, ma purtroppo
POLITICA!

Ma tutto il resto d'Italia non ha tifato forse per la squadra Italiana ???

"ROMA VERGOGNA"!

sz@libero.it

di Max Gentile

Salve...
sono una ragazza di Napoli, mi chiamo Valeria e ho 18 anni...
beh non so se questo sia il posto giusto...per fare questo mio tipo di richiesta..ed è per questo che mi scuso a priori...
Già da tempo volevo scrivervi...., ma non avevo mai il coraggio..., ci pensavo...e poi cambiavo subito idea..., e invece adesso eccomi quì a farvi questa mia banale..., o forse infantile..., o meglio inopportuna richiesta..., ma io ci provo...del resto..."tentar non nuoce..."
allora...
Volevo chiedervi..., se fosse possibile..., scrivere un'articolo..., o magari anche una breve recensione su Antonino Spadaccino..., il vincitore della quarta edizione di Amici..., ilprogramma di Maria De Filippi..Beh si..., magari voi nemmeno lo conoscete..., ma pochi mesi fa è uscito il suo primo album...dall'omonimo nome "Antonino"..., album che contiene 11 brani..., alcuni firmati..., Mogol.., Lavezzi...e un paio di brani scritti da lui...,c'è inoltre un brano firmato Battisti -Mogol..., ovvero"Perchè Dovrei"..., brano che fino a poco tempo fa si pensava che Battisti non avesse mai inciso..., cosa che probabilmente ha fatto perchè circa un paio di settimane fa su e-bay era in vendita l'inedito del gran cantante...e per concludere l'11 canzone è proprio E Penso a te..., grandissimno pezzo di Battisti..., cantata appunto da Antonino...
Inoltre Giovedì 25 Maggio..., Antonino ha partecipato a "50 canzonissime...di Battisti"...programma all'interno del quale si è esibito con i brani "Insieme" e "Pensieri e Parole"....
 
Beh che dirvi..., io personalmente apprezzo e stimo tanto questo giovane artista..., per la sua volontà..., per la sua voglia di fare..., per la gioia di vivere..., e nel suo piccolo io credo abbia insegnato tanto a noi giovani..., c'ha fatto capire che spesso la vita ci sfida..., ci invita a duellare con lei..., enon bisogna mai abbattersi..., mai arrendersi....bisogna lottare per raggiungere i nostri obiettivi..., ed è proprio questo che lui ha fatto..., ha sempre sognato di diventare un cantante...e ce l'ha fatta...
...e poi a dir la verità son contenta che il mondo della musica italiana abbia..."acquistato", uno come lui..., si sa , o quanto meno posso immaginarlo, quanto sia difficile emergere..., per noi giovani in particolare e soprattutto al sud (è Foggiano)..., parte dell'Italia..., un pò dimenticata..., trascurata....
e poi lui quando canta..., rispecchia la sua passione per la musica ,canta col cuore...., ed è proprio per questo che è capace di trasmettere tanto....
 
 
beh questo è tutto...
grazie mille per avermi dedicato un pò del vostro tempo...
scusate il disturbo...
aspetto una vostra risposta....
 
Valeria [valeria_29_11_1987@yahoo.it]

Caro Direttore,
 sono calabrese e sono socialista. Mio padre era Giuseppe Femia, senatore socialista di Locri, nei primi anni 60.Vivo e lavoro a Roma, e non ho più votato socialista, ma sempre per i DS, da quando Bettino Craxi, segretario del PSI, impose, nel 1982, alle comunali di Roma, come candidato a sindaco della capitale, Franco Carraro, ignorando completamente le designazioni delle sezioni socialiste di Roma. Da allora, mi sono allontanato dal vecchio PSI e non l’ho più votato. Oggi lo voterei. Lo farei, però, solo se vivessi a Cosenza. Voterei il candidato a sindaco Giacomo Mancini, socialista. Ritengo che i capi dei DS, in Calabria - e l’ ho detto al mio amico e concittadino locrese, il dalemiano e collaboratore di Velardi, Ciccio Riccio - abbiano commesso un grave errore. Anziché privilegiare gli interessi dell’apparato, delle grette gelosie e delle burocrazie di partito, essi avrebbero dovuto guardare lontano. Avrebbero visto un politico che, anche se erede di una grande tradizione, non si è limitato a vivere di rendita, ma sta seminando, da giovane leader, in una regione aspra e complessa. Senza potere materiale, in un territorio che sembra conoscere e valorizzare solo quello, Giacomo sta tentando di costruire una politica autenticamente riformista. Sarebbe stato facile, per Mancini, limitarsi a imbarcare, come altri hanno tentato, nostalgicamente, di fare, i tanti trasfughi dal defunto PSI. Invece, il giovane deputato, degno figlio del giornalista Pietro e dell’ architetto Maria  Lorenza, i suoi genitori, di cui sono stato amico, in tempi non sospetti, ha scelto strade più difficili, prima fra tutte quella del “ Nuovo “ Centro - Sinistra. Io non so se si farà il Partitone Democratico. So solo che se si farà, come mi auguro, in Calabria, c’è un giovane politico che ne deve, a pieno titolo, far parte : Giacomo Mancini. La ringrazio, caro Direttore. E buon voto, il 28 e il 29 maggio prossimi, a tutti i cosentini !

Francesco Femia, Roma 

Caro Direttore,

che disgusto, che discesa agli Inferi senza ritorno, che buio!

Parlo del Genoa e del marcio (finora impunito) del calcio , vergognandomi un po' di patire così, a fronte di tante altre ingiustizie che ci affannano, ma consolata nel leggere - nel suo bell'editoriale odierno - che anche Lei soffre i miei stessi patemi.

La constatazione di un Genoa capro espiatorio in quanto squadra "minore", e di un sistema - calcio corrotto e dileggiante, mi tormenta e mi toglie il residuo piacere di assistere alle partite (di livello sempre più infimo,

peraltro) del mio amato grifone.

Grazie, comunque, per continuare a parlare e a difendere il nostro Vecchio Balordo.

Io pure continuo, come posso, attraverso le mie vignette.

Un saluto

Aglaja

 

aglaja@fastwebnet.it

Sono il vice presidentge del Fans Club "Reggina forever" di Bovalino Marina (RC) già in vita da 3 anni e gradirei molto vedere annoverato tra i nomi degli altri club anche il nostro che in quanto ad attività non è da meno agli altri. Ho apprezzato molto il vostro sito e l'ho inserito tra i miei preferiti. Vi invio di seguito gli elementi di interesse:
Denominazione: Fans Club "Reggina forever"
località: Bovalino Marina (RC)
Indirizzo: Via Garibaldi n. 267
Presidente: Francesco AGOSTINO

rosacipasquale@alice.it

Calcio Venezia

www.calciovenezia.com

 

Un nuovo punto di ritrovo sul web per i tifosi del Venezia sta per sbarcare on line: si tratta di www.calciovenezia.com, sito non ufficiale della SSC Venezia – come si legge sulla homepage -, a breve disponibile per mantenersi in contatto con tifosi e appassionati della squadra. A giudicare dai beneinformati, c’è da scommetterci: sarà un successo.

francesca@calciovenezia.com

Carissimo direttore,abbiamo visitato il vostro sito,molto bello,complimenti.VOLEVO informarla che dal 2002 è stato fondato un nuovo centro coordinamento on denominazione SALENTO GIALLOROSSO,con sede a LECCE alla via 95 reggimento fanteria 114\116 .A breve sarà attivo un sito ufficiale del c.coodinamento www.salentogiallorosso.com. Un modo per comunicare nuovamente con i tifosi del LECCE in modo veloce.Ultimo appunto il marchio del Lecce è quello vecchio.VI INVIO CORDIALI SALUTI SEMPRE FORZA LECCE
Venuto a conoscenza delle dichiarazoni di un carabinere per "fiction" (un certo sig. Crespi) sui Carabinieri "VERI" dei fatti di Sassuolo mi riprometto di non guardare mai più la tasmissione "Carabinieri" di canale 5 fino a quando   questi signore vi prenderà parte.
Cordialmente   Erio
s. remo: che squallore!!!
 
PERCHE' NON PROPORRE MONICA LEOFREDDI E MILO INFANTE COME PRESENTATORI DEL PROSSIMO FESTIVAL DI SAN REMO? NON TROVA DIRETTORE CHE SAREBBERO PERFETTI PER QUESTO RUOLO? SONO BELLI, PROFESSIONALI, IRONICI  E VIVA DIO ELEGANTI!
CON LORO TORNEREI A RIVEDERE IL FESTIVAL DOPO 20 ANNI.
GRAZIE, SALUTI
DIANA HUNT

vorrei cortesemente segnalare che non sono stati indicati i due siti più importanti della tifoseria blucerchiata, cioè quelli riguardanti gli Ultras, ovvero il gruppo trainante della gradinata sud e storicamente uno dei gruppi di tifosi più importanti nell'ambito delle tifoserie italiane; i due siti sono:

www.ultrastito.it www.ultrasanfruttuoso.net  (in questo sito è particolarmente importante come punto di scambio di idee il "forum").

In attesa delle opportune integrazioni, ringrazio per l'attenzione e saluto cordialmente.

 

Dukadoria - Moderatore del Forum USF

Quanto ci ha guadagnato Santoro dimettendosi da eurodeputato e andando da Celentano?
I soldi non puzzano!
Giancarlo

Caro Cuore rossoblu, per la serie " un pò per uno in braccio alla mamma" LE segnalo un articolo del SECOLO XIX che denuncia e trascrive intercettazioni sul calcio scommesse , dove si fanno nomi e si parla APERTAMENTE di giocatori , partite e calcio scommesse....peccato che di fronte a fatti tanto evidenti la FIGC e il Gen. PAPPA ... pare che archivino per mancanza di prove!!!!

E' TUTTO LI' , SCRITTO NERO SU BIANCO....

VOGLIAMO IL GENOA E I SUOI TIFOSI , PRESIDENTE COMPRESO SANTI SUBITO....))))))

Gian

Rachele buongiorno
grazie per aver inserito tra i link il sito dell'Indicatore che leggo sempre volentieri allo stadio

buona giornata

chercahier@inwind.it

Gentile Rachele,

ho pubblicato in prima pagina (su www.calciolinks.com) la presentazione del Viaggio nella serie A.

Buon lavoro

SV

www.calciolinks.com

Tutto il calcio... in rete!

Gentile Rachele,

desideriamo ringraziarti per la citazione e per i tanti contenuti riportati dal nostro sito (www.mondopicchio.it).

Questo grande viaggio è un viaggio nobile che spero avrà tanti proseliti all'interno delle varie squadre di serie A.

Se avete bisogno di altre info sull'Ascoli, e quant'altro vi può seguire sul mondo...picchio, saremo lieti di potervi aiutare, per quanto ci è possibile.

"Mondopicchio" è un sito curato da 5 tifosi dell'Ascoli, ed è effettivamente molto seguito dai tifosi dell'Ascoli della Rete.. .come noi. Facciamo 600-700 contatti al giorno. Non è però per noi un lavoro (studiamo all'Università o lavoriamo), deve rimanere come forma di svago.. perchè l'Ascoli prima di tutto è una passione per noi, una grande passione.

A presto e ancora grazie
La Redazione di Mondopicchio.it

Buonasera a tutti

ho letto con piacere sul sito di Cesare Lanza la pagina dedicata al Livorno calcio.

Vorrei segnale un ulteriore sito oltre agli ottimi due già da voi inseriti

www.indicatoreamaranto.it

grazie e buona giornata

Antonio

VECCHIO MILAN VECCHIA GRINTA

 

Quando “piove la luna” a Milanello, tra Carnago, Solbiate Arno e Cairate, in provincia di Varese, un vecchio cuore rossonero, in pellegrinaggio notturno al tempio di allenamento milanista, non può rimanere a ciglio asciutto ripensando ai favolosi anni sessanta, gli anni della giovinezza e del tifo genuino. Appena uscito dal collegio, dove “prigioniero” sognavo il calcio in bianco e nero, la ritrovata libertà mi convinse a cambiare vita e squadra  e passare al calcio a colori. Così sostituii al bianco il rosso, mantenendo il nero. Il cambio di tifo fu giustificato dall’apparizione improvvisa di un giocatore fenomeno, Gianni Rivera, un ragazzino che dava del lei a Schiaffino, ma già del tu al pallone, nonostante gli acerbi sedici anni. Il processo di identificazione mi portava ad inseguire su “Sport illustrato” le sue avventure domenicali, ad arrabbiarmi sulle pagine del “Giorno”, leggendo le critiche di Gianni Brera, di cui peraltro apprezzavo lo stile linguistico e il genio creativo della parlata. Mi consolava la prosa letteraria di Oreste del Buono, che attribuiva a Rivera in un libro la magia di “un tocco in più”. Le domeniche del timido e solitario studente alla radio erano una sofferta liturgia d’ascolto, in attesa del risultato della partita del Milan. Nel niagara dei ricordi si fissa una data: 1966, l’anno della sconfitta  della Nazionale con la Corea, ai mondiali in Inghilterra. Sembrò una delle tante tragedie italiane, con un capro espiatorio: Gianni Rivera, l’abatino, tanto talento, poco impegno. Brera scripsit. Eppure, alla ripresa del campionato, Rivera mostrò tutta la sua maturità di uomo e di giocatore, esplodendo al meglio delle sue capacità. Non posso dimenticare una domenica d’autunno al Comunale di Bologna. Il Milan è in vantaggio uno a zero. Rivera, il “golden boy”, come lo chiamano le gazzette, è in uno stato di grazia strepitoso. All’inizio del secondo tempo Gianni si avvicina alla bandierina del calcio d’angolo, dalla parte dei tifosi bolognesi. Un silenzio irreale, poi all’improvviso scoppia un lungo, interminabile applauso. Non c’è distinzione tra tifosi del Milan e del Bologna, è l’apoteosi del genio del calcio.

Dopo quasi quarant’anni quel momento magico mi è rimasto ancora dentro, con l’intensa e struggente nostalgia del favoloso Milan di Rocco, il Milan di Cudicini, Anguilletti, Schnellinger, Rosato, Malatrasi, Trapattoni, Hamrin , Lodetti, Sormani, Rivera, Prati.

Allora il tifo era il frutto di un individualismo ingenuo, un’esperienza molto soggettiva, senza nulla di organizzato. Si andava allo stadio a titolo personale. Si gioiva, si soffriva da soli su quei gradoni freddi e scomodi, ma solidi e concreti come il gusto della vita semplice, irrimediabilmente perduto.

Vecchio Milan, vecchia grinta !Oggi dopo la fatal Verona degli anni settanta,la tragica sconfitta ad Istanbul,un dolore senza conforto per come si è manifestato:non raggiunge la sofferenza della doppia retrocessione in serie b, ma produce il retrogusto molto amaro di chi si affaccia al paradiso e si riscopre affranto in inferno,dove tanti diavoli bianconeriazzurri  ti guardano in faccia con perfido sarcasmo.Adesso anche a Milanello la luna si vergogna sotto choc e si nasconde al buio della notte,lo stesso buio di ogni cuore rossonero.

Severo Ghioldi  

Buongiorno,
sono un'ex telespettatrice del "Grande Fratello 3" che proprio cominciando a seguire (per caso!) l'avventura dei ragazzi della terza edizione si è trovata lei stessa a vivere una strepitosa avventura. Frequentando il sito ufficiale del Grande Fratello 3 mi sono accorta di quanta gente volesse dire la sua e di quante persone, a causa della poca educazione di alcuni riuscissero veramente ad esporre le loro idee in maniera serena, così, piano piano senza nemmeno rendermene conto mi sono trovata a creare un sito tutto mio, nella quale le persone che apprezzavano Marianella Bargilli (concorrente di allora) come me, fossero in grado di parlare del reality e di ciò che in esso accadeva, ma soprattutto fossero in grado di parlare di qualsiasi cosa fosse di loro interesse. Non pensavo d'essere in grado di costruire un sito, io, ragazza 26enne con la passione si per i computer, ma principalmente impiegata in un'industria per la pasticceria surgelata alla fine invece ce l'ho fatta! Ed ho costruito il www.maryeluca.3000.it website. Il sito cresceva ed era molto frequentato, da li e da alcune nostre iniziative poi siamo riuscite ad entrare in contatto con Luca Argentero (altro partecipante di allora al GF3), a farlo venire in chat ed ad avere uno stretto contatto con lui. Successivamente, grazie ad un'altra nostra iniziativa, (192 calle una per ogni giorno nella casa di Marianella) siamo riusciti ad entrare in contatto con lei, a conoscerla e seguirla non solo telefonicamente ma anche personalmente. Fino ad entrare nella cerchia più stretta dei suoi amici. Tanto che, durante un programma in onda su sky intitolato "prezzemolo"
lei parla di noi e del rapporto che ha instaurato con alcune di noi. Li però sono inziati i primi scontri di pensiero, chi parteggiava per Luca infatti, cominciava a nutrire sofferenza e g elosia nei confronti di Marianella.
Il sito mano a mano ha cominciato a scindersi e così si è trasformato solo nell'attuale "Marianella Bargilli WebSite" (www.marianellabargilli.has.it).
Ma la nostra avventura con Marianella non è ancora finita, anzi, il nostro viaggio, come lo definisce lei è appena cominciato... Infatti crediamo che abbia numerose possibilità nel campo dello spettacolo e del teatro. Speriamo davvero possiate dedicare sia a Marianella che a Geppy Gleijeses (suo attuale compagno, nonché uno dei maggiori esponenti del teatro stabile di Calabria) ampio spazio, poiché realmente crediamo che oltre a livello artistico siano soprattutto due belle persone a livello umano. E? indescrivibile, l?affetto, la stima e la profondità del rapporto umano che ci lega, proprio perché sono persone fuori dal comune, persone ?VERE, REALI E PURE? in grado di trasmettere tanto calore umano, (raro al giorno d?oggi incontrarne altre così, non solo nell?ambiente dello spettacolo, ma anche nel la vita di tutti i giorni).

Oltre a questo posso dirle che Marianella al momento sta conducendo un nuovo programma in onda su Sky (canale Leonardo) in onda tutti i venerdì alle 23.00 intitolato "Notturno" un programma all'interno del quale lei gira per le varie città italiane ed europee alla ricerca di luoghi da frequentare e posti da scoprire. Per ora è stata in città quali Firenze, Milano, Roma e Napoli. Oltre a scoprire la città, visita i locali più trandy e li racconta.Inoltre sarà prossimamente (e nuovamente) ospite di una puntata di "Prezzemolo" in onda sempre su Sky (canale Alice) dove parlerà di sè, dei suoi progetti, farà entrare Alfonso Stagno (conduttore del programma) nella sua nuova casa acquistata di recente con Geppy.

Per la primavera 2005 invece, come da comunicato stampa qui allegato, Marianella con la collaborazione di Silvia Pampallona condurrà un programma di misteri e stregonerie, in seconda serata sulla rai,

Inoltre per l'autunno ci saranno alcuni progetti teatrali molto importanti, che come nel caso precedente delle commedie teatrali portate in scena da Geppy, sicuramente avrà molto successo. D?altra parte ritengo che l?esperienza e la bravura di Geppy, (possiede una capacità interpretativa fuori dal comune si rimane incantati al solo osservarlo), unita all?eleganza ed alla capacità di Marianella, siano già una garanzia.Un futuro roseo come nelle nostre migliori previsioni, ma nonostante questo, il ?boicottaggio velato? contro di lei, che forse risulta essere un personaggio scomodo in quanto troppo ?pulito e sincero?, continua . Peccato perché lei possiede qualità innate ed una presenza scenica di sicuro rilievo, ma subisce indubbiamente una penalizzazione non riuscendo ad emergere come meriterebbe. Sarebbe quindi molto bello che dedicaste loro maggior spazio.

Fra poco inoltre la vedremo debuttare in teatro con il teatro stabile di Calabria presenta PIGMALIONE (My Fair Lady)di George Bernard Shaw con Marco Messeri, Marianella Bargilli
con la partecipazione straordinaria di Valeria Fabrizi
 

Cerco lavoro AMO fare il cuoco  ho un buon curriculum ma o per mia sfortuna o per
altro nessuno e niente trovo.

 

Mi chiamo Giuseppe Esposito contattatemi io vorrei andare anche all'estero basta  che lavoro

 

 

 

C  U R R I C U L U M     V  I T A E

 

GENERALITA’

 

Cognome: Esposito

 

Nome: Giuseppe

 

Luogo  e data di  nascita: Napoli  11/07/1959

 

 

Telefono:  cell: 333/2827272

 

Cittadinanza:  Italiana

 

 

ESPERIENZE  SCOLASTICHE

 

1974        Istituto Giuseppe Verdi

Qualiano  Napoli

Licenza di scuola  media  inferiore con giudizio  Buono

 

1977        Istituto E.N.A.L.C. di Salerno

Scuola Alberghiera

 

 

ESPERIENZE DI LAVORO

Hotel Royal  Senigallia (AN)  dal 06/06/1977 al  19/09/1977 come Commis di

Cucina

Ristorante Ischia  Monaco  di Baviera dal 05/10/1977 al  20/04/1978  come Commis di cucina

Hotel Ritz Senigallia (AN)  dal 10/05/1978  al 01/02/1980 come Commis di   cucina

Lloyd’s Baia  Hotel Vietri  sul  mare  (SA) dal 28/03/1980 al 31/10/1980 come Commis di  cucina

Nave mercantile  Crystall  dal 05/01/1981 al  28/11/1981 come Capo partita

Ristorante  la Gondola Isole Bermuda dal 05/10/1983 al  15/06/1985 come Cuoco

Hotel Posta Chianciano Terme dal 05/07/1985  al 31/10/1986  come  Cuoco

Villaggio Vacanze Hotel Triton (CT) dal 02/12/1986 al 11/11/1987 come Cuoco

ParK Hotel Campitelli Larino (CB) dal 07/01/1988 al 28/03/1989 come Cuoco

Hotel ristorante La Lucerna Cast. Della Pescaia (GR)  dal 17/04/1989  al 10/10/1990  come Cuoco Unico

Hotel Cristallo Cervinia dal 15/12/1990 al 18/02/1991 come Cuoco unico

Hotel Ristorante La Lucerna Cast. Della Pescaia (GR) dal 26/03/1991 al  02/10/1993 come  Chef di cucina

Royal Food Caserta dal  01/01/1994 al  8/06/1995 come Chef di cucina

Hotel Airone Isola D’Elba dal 05/09/1995 al 30/11/1997 come Chef di cucina

Ristorante Le Marine Bastia Corsica dal 11/02/1997  al 27/02/2000 come Chef  di Cucina

Hotel  Oswald Selva di Val Gardena  dal  30/06/2000 al 20/04/2001 come Chef di cucina

Hotel La  Torre  Trevi  (PG) dal  26/06/2001  fino al 05/05/2002  come Chef executive.

Fattoria degli Usignoli Firenze Reggello (FI) dal 01/12/2002  fino al 31/03/2003 come Chef executive.

 Ho fatto uno stage professionale presso il  ristorante Le Trent di Parigi

Ho vinto all'Hotel Tirreneo di Pisa  una gara di  cucina.

HO PRESTATO LAVORO ANCHE A NEW JORK PRESSO LA SEDE DELL'ONU IN QUANTO SONO STATO SCELTO INSIEME A 4 CHEF A RAPPRESENTARE  LA CUCINA ITALIANA NEL MESE DI OTTOBRE  2003.  (SELEZIONATO DALLA F.I.C)

NEL MESE DI MAGGIO-GIUGNO 2004  SONO STATO IN POLONIA E PRECISAMENTE A VARSAVIA  A PROPORRE LA CUCINA ITALIANA INSIEME AD ALRI 2  CHEF, IN QUANTO SONO STATO (SELEZIONATO DALLA F.I.C. ) ed fino al mese di Marzo 2005 ho  gestito un’ attivita’ di Mensa F.S.  a Perugia e per  tutto cio’ che  riguarda i documenti relativi alle norme di iscrizione sono attualmente a norma di legge.

 HO FATTO EXTRA ANCHE AL CIRCOLO DEL MINISTERO AFFARI  ESTERI A ROMA

COMPLIMENTI AD ALBERTINI


Desidero complimentarmi vivamente col Dottor Gabriele Albertini, Sindaco di Milano, per l'eccellente e giusto discorso pronunciato il 29 Aprile, in occasione dell'intitolazione di un giardino pubblico meneghino al giovanissimo martire Sergio Ramelli, vittima della barbarie comunista (fu infatti ammazzato, trent'anni or sono, a colpi di chiave inglese sferratigli al capo da sette comunisti).

Carlo Infante (Lecce)

carlo.infante@libero.it

Volevo far sapere a Ceccarelli che Giovanni Paolo II non è stato imbalsamato.

A Tornielli: Si sta inventando l'ennesimo giallo Vaticano? Le dichiarazioni del portavoce hanno mano a mano dato la notizia dell'esecuzione di tutte le prassi previste. Perchè parla di 12 ore? Era forse il sig. Tornielli assieme al Camerlengo? O stava rincorrendo il Penitenziere per le sale Vaticane? E che c'entra la celebrazione del pur ex segretario di stato? Non è mica sospeso a   divinis!!! Era una Messa!

Ma a chi giovano queste notizie da quattrosoldi?

maria carla

Terri SchiavoGent.mo dott. LANZA,
neanche stavolta mi sono lasciato sfuggire la sua rubrica su LIBERO sempre fonte di interessanti
e preziosi spunti di riflessione.Questa  volta l'argomento era particolarmente importante
 e d'attualità: il dramma della povera Terry Schiavo...


Caro Lanza,

prima di tutto mi complimento con Lei per aver scritto l’articolo in oggetto.
Mi sono permesso di segnalarlo prima e trascriverlo poi sul Muro dei Grifoni (www.grifoni.net).
Detto per inciso, oltre che ben scritto, è pieno di quella nostra inimitabile passionaccia che ci tiene unitissimi, al di là delle distanze, delle provenienze, dei nostri percorsi umani, che non ci lascia / lascerà mai,.
Quel mix incontrollato e incontrollabile di gioie e dolori (speranze e paure, come giustamente sottolinea Lei), che ci tiene tutti uniti da 111 ani, che contraddistingue il Genoano vero dall’”appiccicato” e che fa quell’esempio di umanità un po’ strana, ma così rara nell’omologazione odierna, che viene definita “Popolo Genoano”.
Insomma, il Suo non è stato, dunque, un grido inascoltato, tutt’altro!
Condivido anche il Suo appello al presidente Preziosi che, forse, non ci farà più aver paura dei minuti di recupero (intanto oggi a Catanzaro abbiamo pareggiato noi in quei minuti, sarà anche questo un segno del Genoa che cambia, che ne dice?) e, soprattutto dei pregi
(pochi) e misfatti
(molti) di Aldo Spinelli.

Approfitto dell’occasione per segnalarLe una battaglia storica (e Lei sa quanto teniamo alla ns.
storia) cioè la riconsegna dell’Atto di Fondazione, la nostra Magna Charta…, quella che comincia con quelle parole “7th september 1893” che hanno segnato la storia nostra (e non solo) ricomparsa in una mostra in corso a Genova e che noi tifosi, ma anche studiosi delle nostre tradizioni, riteniamo debba tornare a casa sua, ossia nella sede del Genoa Cricket and Football Club 1893.
Ho scritto un articolo in proposito un articolo “Torna a casa Atto” su un web magazine genovese www.mentelocale.it, cui collaboro e mi permetto di segnalarLe il link http://www.mentelocale.it/viaggi_sport/contenuti/index_html/id_contenuti_var
int_11694, caso mai volesse dargli un’occhiata per approfondire l’argomento che, da buon Genoano, son sicuro, Le stia molto a cuore.
La ringrazio per l’attenzione, La saluto cordialmente e colgo l’occasione per augurarLe/ci un 2005 pieno di belle cose.

Giovanni Villani
 


Nella mescolanza degli articoli da lei selezionati,tutti diversi  e interessanti quanto gli orizzonti di attesa dei cliclettori che vi si affacciano  ,sono stata attratta dall'articolo su Teatro atipico scritto da Francesca Fasani. Emergente è il tratto di un uomo dai molteplici volti ,che nella selva della comunicazione parla ma non comunica,si frantuma in tante verità e in tanti tipi  e quasi la solitudine viene ad assumere un suo ruolo oltre. Essenziali la sceneggiatura e l'arte scenica così viene scritto,tali da uniformarsi alla svolta sempre più parsimoniosa   degli stili di vita di noi italiani in questo particolare momento ma loquaci più di ogni altro mezzo espressivo. Un teatro sperimentale che bene si inserirsce nel mosaico  della nostra  vita decadente . Efficace ed espressivo nella sua essenzialità ,nella sua concordanza tra  parola  e campo semantico ,lo stile della giornalista. Spesso si rischia di scrivere parole ,la cui caccia al significato ci impegna in un gioco cerebrale . Luigia Cimini


Caro Lanza,
                 non esito a definire l'esclusione di Baggio un'autentica vigliaccata,all'origine della quale è quasi certo sia esistito  il bigottismo di Trapattoni.Non ci sono scuse che tengano di fronte al grosso errore di negare un ricoscimento ad uno dei pochi seri e grandi  protagonisti del  nostro calcio.Avrebbe fatto piacere  anche a tutti i tifosi che lo stimano.Molti sono  quelli che sono rimasti nauseati da questa faccenda e soprattutto dal fatto che  questo individuo sia rimasto in sella solo per il timore di Carraro di venire coinvolto, a sua volta, come responsabile primo della gestione dei Mondiali.
La vedo  spesso in televisione e mi pare che Lei sia dello stesso avviso.
Riprenderò a vedere la Nazionale quando il Trap se ne sarà andato.

Cordiali saluti 
Prof:Antonio Fantoni
 

Egregio Lanza Dott. Cesare

perche' non si parla mai di una legge DOC per regolarizzare
il mondo degli ZINGARI in Italia come si è fatto per gli extra comunitari ?

La saluto con Stima e Ammirazione

 Stefano Angeletti - Ancona -