L’uomo che per vivere deve morire



Il titolo non è scritto a caso, questo purtroppo rispecchia la società di oggi, dove gli uomini pensano di vivere ma invece “sopravvivono”.
Basti pensare all’arte che, per molte civiltà antiche, ha rappresentato un vero stile di vita e che generava negli occhi della massa, una sorta di ammirazione per chi aveva questo dono.
Oggi invece tutto viene omologato, la stessa arte non raggiunge più le elevazioni del passato, questo perché anche quando si hanno cose interessanti da far conoscere alla gente, la società boicotta ogni cosa, cestinando tutte le idee ed appiattendo, cosi facendo, la creatività vera.
Quasi tutti sanno che l’essere umano deve avere uno scopo per vivere, ecco perché quando ciò viene a mancare, la nostra esistenza si riduce ad una inconscia “sopravvivenza”.
Molte persone si danno da fare per realizzare i propri sogni, chiedendo solamente il rispetto delle proprie idee, ma anche questo a volte non viene concesso. Certo che se qualcuno desse il giusto premio a coloro che si muovono senza dare spintoni e spallate, forse si vivrebbe in un mondo migliore, andando finalmente avanti sul normale sviluppo culturale, politico ed imprenditoriale del nostro paese.
Penso che chi riesce a trovare nel mondo artistico una valvola di sfogo, per superare le ingiustizie di questo mondo, si può ritenere davvero fortunato. Cosa c’è di più bello nel saper creare qualcosa dalle proprie mani, dando largo sfogo alla propria fantasia ed alle proprie emozioni.
Forse sarebbe solo un mondo di Utopia, un posto dove la nostra famigerata politica, riuscisse a dare un ordine alle cose, un posto in cui non ci troveremmo più davanti a frasi come: “L’uomo che per vivere deve morire”; parole che ognuno di noi, almeno per una volta, ha associato alla sua esistenza.

Gabriele Giardini