Primavera, attenti alle "allergie crociate"
Non solo pollini. Chi è allergico
alla betulla infatti a tavola deve fare attenzione anche alla
mela, chi lo è alle graminacee anche all'anguria: è colpa
delle cross-reattività.

A cura
di M.Cristina Sparaciari
È arrivata la primavera, le piante
iniziano a germogliare e presto l'aria si caricherà di pollini.
I tanti che soffrono di pollinosi lo sanno bene: cominceranno a starnutire,
lacrimare, tossire, lamentare prurito. Ma non solo. Molti potrebbero avere
qualche piccolo guaio in più. A tavola. Gustando una fresca insalata
di pomodori o addentando una mela o una bella pesca per esempio. Sorprendenti
ma vere, sono infatti le "allergie crociate".
Gli allergici ai pollini (in Italia sono circa cinque milioni)
non devono solo temere questa o quella pianta in fase di pollinazione
ma fare attenzione anche alle cosiddette "cross-reattività".
Ovvero alle allergie che alcuni pollini possono scatenare in chi ingerisce
certa frutta e verdura. Chiediamo il perché a due esperti di Humanitas,
la dott.ssa Lucia Testoni e il dott. Massimo
Giorgino, specialisti in Allergologia e Immunologia Clinica,
presso l’Unità Operativa diretta dal dott. Michele
Ciccarelli.
"È frequentemente rilevata una cross-reattività tra
pollini di alcune famiglie e vari alimenti vegetali”, spiega la
dott.ssa Testoni che precisa: “Il contatto con alcuni alimenti vegetali
in pazienti allergici ad alcune famiglie di pollini può determinare
una sindrome orale allergica con fenomeni irritativi a labbra e cavo orale:
il sintomo più comune è rappresentato dal prurito al palato,
ma può comparire anche gonfiore delle labbra, fino ad edema della
glottide. A volte l’ingestione di questi alimenti vegetali cross-reattivi
può provocare anche manifestazioni cutanee o respiratorie come
ad esempio asma bronchiale. Sono stati descritti anche casi di choc allergico.
Tra le cross reattività più frequenti quella tra mela e
betulla che si osserva nel 30-70 per cento dei pazienti allergici a pollini
di betulla”.
"La sindrome orale allergica si manifesta pochi minuti dopo il contatto
con alcuni alimenti vegetali", aggiunge il dott. Giorgino, "e
si osserva in otto-dieci pazienti allergici a pollini ogni cento". È utile
quindi che chi è allergico ed ha manifestato fenomeni di cross
reattività conosca i "legami" tra piante e alimenti vegetali.
I più noti sono questi:
- pollini di graminacee crociano con frumento, anguria, melone,
limone, arancia, prugna, pesca, albicocca, ciliegia, kiwi, mandorla, pomodoro,
arachide;
- pollini di parietaria con gelso, basilico, pisello, melone,
ciliegia, pistacchio;
- pollini di betulacee con mela, pera, fragola, lampone, prugna,
pesca, albicocca, ciliegia, mandorla, sedano, finocchio, carota, prezzemolo,
kiwi, arachide, noce, nocciola;
- pollini di composite con miele di girasole o di tarassaco,
camomilla, olio e semi di girasole, margarina, dragoncello, genepy, lattuga,
cicoria, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, anguria, melone, mela,
castagna, pistacchio, banana, arachide, noce, nocciola.
“La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare
gli alimenti responsabili di sindrome orale allergica, durante il periodo
di pollinazione”, aggiunge la dottoressa Testoni. “Negli ultimi
anni è stata, inoltre, prospettata la possibilità di utilizzare
la terapia desensibilizzante in alcuni casi”. “Infatti”,
precisa il dott. Giorgino, “recenti studi hanno dimostrato l’efficacia
dell’immunuterapia (il cosiddetto vaccino) per via iniettiva e sublinguale
nella sindrome orale da betulacee e in particolare in quella betulla-mela,
utilizzando l’estratto allergenico di betulla (in particolare il
Bet v 1) che cross-reagisce con l’allergene maggiore della mela
(Mal d 1). Tra queste possibilità di vaccinoterapia quella che è risultata
più sicura e tollerata è quella per via sublinguale”.
humanitasalute.it,
21-04-09