
NIENTE CANARIE! MAI LASCEREI
LA MIA POVERA E INFELICE ITALIA

di Cesare Lanza
Ricevo questa strana lettera
dal signor Fabio Boccini: "Carissimo direttore, ci
siamo già scritti una volta
adesso credo che se qualcosa non cambia in Italia
sia arrivato il momento per me di fare una scelta
e questa mi porta verso lo stabilirmi alle canarie
in primis io poi tutta la famiglia, al momento
attuale ci sono le solite discussioni del tipo ho
paura per le bimbe (la moglie) ed altre cose che vengon fuori quando in famiglia esiste un reale
confronto e non solo sulla carta.
Io sono quello più propenso a sbaraccare e
stabilirmi in modo definitivo in un ambiente a
misura d'uomo senza più subire il malgoverno
italiano e la situazione stagnante attuale, al
momento attuale lei è l'unica persona che può
consigliarmi al meglio in quanto leggo che da tempo
ha fatto questa scelta.
La mia idea è quella qualora si prendesse questa
decisione, di venire una settimana a parlare con la
numerosa comunità italiana e capire cosa come e dove
COSA fare, COME farlo, DOVE farlo. ATTUALMENTE sono
Agente di Commercio, ma stufo di rincorrere le
spese. Posso eleggerla a mio tutor nel
frattempo? :) .
Con il sorriso che contraddistingue noi
italiani la saluto. Sperando nella svolta che cerco
da tempo e non per vedermi miliardario alle canarie
ma semplicemente per vedere quello che credo che sia
l'aspirazione di tutti, vivere del proprio lavoro e
vivere la propria vita dignitosamente.
fabio.boccini@gmail.com
RISPONDO: benchè lusingato, debbo rifiutare questo
incarico di tutor per la semplice ragione che il
signor Boccini, con evidenza, mi scambia con altra
persona. Non ho mai fatto la scelta a cui allude e
mai la farei. Io penso che le radici siano
importanti e decisive nell'esistenza di un uomo, e
irrinunciabili. Eventualmente, si tratta di scelte
che si possono fare solo a vent'anni o in situazioni
che non lascino alternative: penso in questo
momento al mio povero, grande amico Craxi. Alla mia
età, tutta la mia vita è trascorsa qui: mogli,
figli, amici e nemici, tutto è stato vissuto qui. E
poi mai potrei rinunciare ai "miei" luoghi, a
Cosenza che mi è madre, a Genova che mi è sorella, a
Roma che mi è amante e alla bella e infelice Italia,
che mi è moglie, infedele rispetto ai miei sogni, e
ogni giorno sempre più dispettosa, superficiale,
volgare, degradata, corrotta, contaminata, violata,
senza prospettive… ma è pur sempre il mio Paese, nel
poco bene e nel dilagante male. Il mio destino è
congiunto alla mia terra, e questa è la mia terra.
03-03-2008
