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IN CONFIDENZA,
UNO STRANO INCUBO NOTTURNO

di
Cesare Lanza
Un incubo notturno assurdo,
con un sogno che mescola due situazioni ansiose e
moleste di diversa caratura (l’attesa dell’esame di
maturità, lo smarrimento del telefonino) con una
pausa rasserenante, una passeggiata con un “amico
del cuore” di Genova… Da segnalare allo psicanalista
l’incastro di tre situazioni cronologiche diverse:
il mio esame di maturità risale a quasi
cinquant’anni fa, lo smarrimento del telefonino è
una possibilità di oggi, la passeggiata mi ricorda
abitudini di vent’anni fa, quando abitavo a Genova.
E poi l’ambiente! Il sogno fastidioso, o incubo, era
ambientato in una struttura bizzarra, enorme: un mix
tra un gigantesco edificio scolastico o
universitario, un grande albergo con saloni, camere
e bar, dove vagavo alla ricerca del telefonino,
incontrando studenti e insegnanti… E la passeggiata
avveniva lungo un laghetto all’interno di questa
assurda location… Di solito non ricordo mai sogni o
incubi notturni, questa mattina mi sono svegliato
alle sei con sudori freddi e le due vicende
irrisolte: non avevo ritrovato il telefonino, che
evidentemente conteneva messaggi riservati, e non
ero ancora stato chiamato per l’esame (orale) di
maturità. Il mio amico, per fortuna, mi confortava
con dissertazioni filosofiche… Esattamente due mesi
fa, il 1 luglio, ed esattamente alle sei del
mattino, mi ero svegliato con i sintomi
dell’infarto. Chissà se qualche psicologo riuscirà a
illuminarmi. O anche gli amici e le amiche… Ciò che
mi incuriosisce è la sproporzione tra la condizione
di ansia e i due episodi al centro dell’incubo:
l’esame di maturità in fondo è un classico, mentre
c’è da vergognarsi di ritrovarsi in ansia, sia pure
in sogno, per un cellulare smarrito. Boh!
Forse in questa camaleontica rubrica potremo
cominciare a trattare anche l’interpretazione dei
sogni. Dicono che è un argomento che interessa
molto. Mia moglie, Antonietta, mi racconta nei
dettagli un sogno diverso, ogni mattina: tranquilli,
ve li risparmierò.
01-09-08
