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TORMENTI ITALIANI: ROMA, SABATO MATTINA
ALL'UFFICIO POSTALE DI PIAZZA VERBANO...

 

 


di Cesare Lanza



Ricevo dal signor Paolo Fontana, Roma, questa accorata protesta su un argomento già trattato in passato, ahimè infruttuosamente (ma chiederemo ancora una risposta ai responsabili delle Poste): "...giusto per tenere viva l' "attenzione" sull'ufficio postale di Roma in piazza Verbano.. do la mia "piccola" partecipazione. Sono un residente di quartiere, le cui uniche possibili alternative all'ufficio di piazza Verbano sono in via Massaciuccoli (distante, priva di qualsiasi possibilità di parcheggio, e con sensi unici proibitivi) e in via Iser (due volte più distante di via Massaciuccoli, e con medesimi problemi). A onor del vero gli sportelli dedicati ai servizi postali funzionano regolarmente.. in quanto abitualmente sono due, e il numero dei clienti\fruitori è proporzionale ai 2 sportelli attivi (possiamo notare qualche mancanza giusto da parte della direzione generale delle Poste, che continua a lasciare molto spesso questo ufficio sprovvisto di materiale come le ricevute di ritorno per le raccomandate... facendo trovare cosi il cliente nell'impossibilità di utilizzare un servizio spesso necessario per vari fini legali). Veniamo ai "contro" più significativi:

1) Si parla tanto di "uscite d'emergenza" in ogni dove... e quell'ufficio come è strutturato? l'uscita è unica... e talmente tanto "non antincendio" che il 95% delle volte è bloccata in modo da potersi aprire solo verso l'interno.... verso un interno di un ufficio che conterà uno spazio per i clienti di circa 10 metri per 2... con abitualmente 30 persone. Se parte un incendio e c'è numerosa gente dentro, la morte è orientativamente certa...senza alcuna possibilità di fuga (e gia questo dovrebbe esser sufficiente per una chiamata ai pompieri per problemi di inagibilità dell'ufficio). Per aprire la porta verso l'interno bisogna "spingere" chi è dentro a scostarsi... non parliamo se si devono portare vari pacchi da spedire.

 

2) Anche nell'ultimo ufficio dell'ultimo paesino d'Italia ho trovato il servizio per numerare la fila e quindi agevolarla. Tale servizio è utile a:
a) evitare "i furbi" e le liti (che aumentano il malcontento e il senso di frustrazione e a loro volta perdite di tempo nelle discussioni con gli operatori... che aumenta ulteriormente la fila e il disservizio).
b) non far fare errori di fila ai clienti meno "esperti" (per distinguere da che parte è la fila per i prodotti economici, da che parte per i postali, e da che parte e con quale modalità si può usufruire dello sportello per handicap e problemi particolari)
c) avere un'idea orientativa del tempo di attesa (che generalmente viene stampato sul numero, da un conteggio fatto in base a quanti clienti non-ancora-serviti ci sono avanti, e alla media del tempo di operazione di ciascuna persona calcolata in base agli altri servizi precedentemente svolti) e ovviamente senza nessun motivo ne vantaggio per i dipendenti stessi... questa funzione di numerazione più volte richiesta è totalmente assente nell'ufficio suddetto.

 

3) oltre ai 2 sportelli ad uso servizio-postale, l'agenzia conta (e dichiara, anche in risposta alla Sua precedente missiva del 2006) ulteriori 4 sportelli per i restanti servizi (non ha sportelli per i servizi 'business' che quindi si riversano insieme a tutti gli altri... ai c\c... i vaglia... i pagamenti di varia natura.. le postepay...le aperture conti..etc etc). Io sono un utente assiduo dell'ufficio... non ho MAI visto i 4 sportelli attivi. Ho raggiunto il record massimo di 3. Con le conseguenze sulla fila che Lei stesso ha potuto notare...

 

4) la "chiusura" dell'ufficio postale (a differenza di quanto viene fatto ad esempio nella posta di piazza Bologna, dove vengono bloccate le porte ad un determinato orario..e si serve chi è dentro) è solamente (quando capita) annunciata verbalmente. Ovvero se l'ufficio chiude alle 14.00 verso le 13.20-13.30 un operatore "tira una voce" del tipo "vi ricordo che l'ufficio alle 14.00 chiude" ... la gente continua a fare la fila.. alcuni non sanno che questo significa che se alle 14.00 loro non sono ancora stati serviti verranno mandati via... le porte rimangono aperte e quindi la gente continua a entrare.. e tutti i nuovi entrati non sanno questa cosa (essendo assenti al momento dell'avviso verbale) e continuano a fare 40 minuti di fila illudendosi che "chi è dentro" venga servito (come avviene di solito ovunque.. in una banca.. in un negozio..).

 

Vogliamo unire il problema 1, 2 , 3 e 4... e "riepilogare" la mia giornata odierna? Oggi è sabato 14 Giugno 2008, penultimo giorno utile per il pagamento ICI... un DOVERE vincolante per ogni cittadino... che è TENUTO a utilizzare un servizio STATALE quale quello postale, per ottemperare al pagamento. In quanto sabato l'ufficio postale chiude alle 13.00. Mi reco all'ufficio di piazza Verbano alle 11.20 pensando "diamine, con 1 ora e 40... non è neanche l'ultimo giorno...l'ufficio è piccolo e visto che fuori non c'è fila la gente dentro più di tanta non può essere...". Sono costretto a spingere la porta verso l'interno schiacciando il già stretto spazio in cui erano pressate le persone all'interno. Gli sportelli postali abitualmente sono due, dei quali uno dei due è ibrido tra postale e economico\commerciale... chiamando a servire i clienti anche per i conti correnti e il resto dei servizi, quando non ci sono clienti postali (o quando li sta svolgendo il collega dello sportello solo-postale). Oggi di questi due ne era presente uno solo... "teoricamente" era presente l'ibrido... ma allo stato pratico era come se fosse quello dedicato postale, visto che non ha potuto chiamare mai nessuno della fila dei c\c.. dovendo star dietro ai clienti del postale. Dei 4 sportelli economico\commerciali ne erano aperti DUE. Di questi 2 uno è stato, per l'intera mia permanenza (2 ore, dalle 11.20 alle 13.20 oltre chiusura), completamente utilizzato da una famiglia che apriva un conto corrente per minore (o qualcosa del genere... erano presenti madre padre e figlia minorenne)... tutti i relativi 3000 moduli andavano compilati li davanti... senza poter servire altre persone. Ovviamente nessuna "colpa" per la famiglia (se non quella che poteva magari scegliere il sabato successivo per una cosa del genere, invece di quello a ridosso del pagamento ICI... anche dopo aver notato a quante persone stava distruggendo la giornata, anche se la colpa vera andava attribuita all'ufficio...). Allo stato pratico quindi "noi" che eravamo li per pagare l'ICI siamo stati serviti DA UNA SOLA OPERATRICE (decine di persone), che per aumentare ancora l'ilarità della giornata, doveva spostarsi in due distinti sportelli perchè uno lo utilizzava per chi pagava con bancomat, l'altro per chi pagava contanti (con relativa ulteriore perdita di tempo). Io ho fatto 1 ora e 40 minuti di fila, per vedermi (esattamente al mio turno) sbattere lo sportello in faccia alle 13.00 spaccate (e dietro di me avevo non meno di 20 persone in fila chi da 30 chi da 40 minuti chi da 1 ora chi da 1 ora e 30...). E poi, a dirla tutta, io sarei "perfino stato in tempo" visto che alle 12.58 lo sportello "contanti" era libero ma l'operatrice si era spostata allo sportello "bancomat" ...e io che dovevo pagare in contanti mi sono visto chiudere in faccia anche se alle 12.58 ero davanti al mio giusto sportello libero. Ovviamente in tutto ciò non c'è un numero... non c'è un "ok però ha conquistato un primo posto" ... intendo dire cioè che io tornerò Lunedi per pagare... ma sarà servito a qualcosa aver fatto 1 ora e 40 minuti di fila oggi e essere "il primo dei non serviti" ? ...assolutamente no.... Lunedi ne dovrò fare altre 2 o 3 di ore di fila (oltre a dover prendere una mezza giornata) ripartendo dal via esattamente come chi oggi è andato al mare invece di vivere l'incubo insieme a noi a piazza Verbano... E' possibile che una situazione costante del genere debba vedere come possibile reazione solo una "lettera alle poste"? (l'ufficio è in queste condizioni da sempre... non in un periodo... non in problemi ai terminali... non per un direttore di una certa fase storica...) Possibile che un servizio pubblico non sia sottoposto a degli standard minimi per il quale venga costretto a determinate migliorie vitali? Cordiali saluti. arabianphoenix@fastwebnet.it "

 

RISPONDO: è un a lettera lunghissima, però tanto dettagliata da trasmettere ansia e indignazione. La pubblico perché è una testimonianza, tra milioni di possibili altre, che mostra quanto grave sia lo scollamento tra i cittadini e uno Stato arrogante e indifferente di fronte alle esigenze della comunità.

 

 

 

cesare@lamescolanza.com

 

 

16-06-08