LA BIBLIOTECA DI CESARE LANZA




 

Giuseppe Lupo

 

Epico e favoloso come L'ultima sposa di Palmira, in questo nuovo romanzo Giuseppe Lupo racconta una storia che fa sognare il lettore, lo incanta con le suggestioni di una lingua che ricorda l'Oriente delle Mille e una notte, lo accompagna in quel crogiuolo di illusioni e sconfitte, di utopie e speranze che è stata la civiltà del XV secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Bastava dire no

Alla fine di un matrimonio, credetemi, si sopravvive

Chiara Maffioletti

 

«Chiara M. racconta la parabola di un matrimonio. Non un matrimonio qualunque: il suo. Un racconto utile, ironico, malinconico, senza sconti. Uno sguardo chiaro come il suo nome»
Beppe Severgnini

Presentazione martedì 14 maggio ore 18.30 la Feltrinelli corso Buenos Aires 33, Milano
Intervengono Victoria Cabello  Beppe Severgnini

 

 

 

 

 

 

 


Vivere a spreco zero

Una rivoluzione alla portata di tutti

Andrea Segrè

 

«Che mondo è quello in cui viviamo? E quanto può durare? È possibile che, anche in tempi di crisi non si riesca a diventare più attenti, più parsimoniosi? Quali sono le cause di questo spreco? Chi spreca di più? E che cosa?»

Il 20 maggio 2013 si terrà a Padova, presso il Teatro Verdi “MILLE SINDACI A SPRECO ZERO”, il Forum europeo degli amministratori locali impegnati nella riduzione degli sprechi alimentari ed energetici.

 

 

 

 

 

 

 


Il caso Germania

Così la Merkel salva l'Europa

Veronica De Romanis

 

In questo libro Veronica De Romanis, forte di una profonda conoscenza della realtà tedesca, offre una chiave di lettura alternativa degli eventi che hanno portato la cancelliera a subire un così radicale cambio di immagine: da donna «più potente del mondo» a «più criticata», quando non addirittura odiata.

 

 

 

 

 

 

 

 


Giorgio Napolitano. I discorsi veneziani

a cura di Pellicani, Nicola


introduzione di Massimo Cacciari

 

Giorgio Napolitano è sempre stato legato alla città di Venezia, un rapporto che ha inteso mantenere anche durante gli anni trascorsi al Quirinale. Venezia e Mestre sono state teatro di due discorsi che hanno caratterizzato il pensiero politico del Presidente.

Presentazione ufficiale del libro giovedì 9 maggioSPAZIO M9 via Poerio 34 Mestre con Massimo Cacciare, Cesare De Michelis, Giuliano Segre, Giuseppe Zaccaria con un saluto del Sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni.

 





LE REGINE E LE PRINCIPESSE PIU’ MALVAGIE DELLA STORIA



"TUTTI I SEGRETI DELLE DONNE AL POTERE"

 IL NUOVO LIBRO DELLA SCRITTRICE E GIORNALISTA

MARINA MINELLI.

 Tolstoj, nell’incipit di Anna Karenina, sostiene che «tutte le famiglie felici si assomigliano, mentre quelle disgraziate lo sono ognuna a modo suo».        E questa considerazione vale, a grandi linee, anche per le regine e le principesse cattive protagoniste del nuovo libro della scrittrice e giornalista anconetana Marina Minelli “Le regine e le principesse più malvagie della storia” edito da Newton Compton.
«Le “buone” – osserva Marina Minelli – sono tutte pressoché idetiche, cioè amorevoli madri di famiglia pronte al sacrificio, mogli rassegnate sotto una selva di corna, figlie e sorelle ubbidienti e, a volte, sagge e benevole governanti (in nome del figlio, del marito o del fratello), le “cattive” hanno ciascuna il loro buon motivo per avercela con l’universo mondo e, se è il caso, far patire a tutti le pene dell’inferno». Insomma, la bontà – e spesso anche la santità – non ha sfumature, e se vogliamo è anche un tantino noiosa. Le cattive, invece, sono spesso dei fenomeni: riescono a prendere in mano le loro esistenze e a decidere della loro vita persino nell’epoca in cui una donna – anche se di stirpe regale – esce di rado dalle sue stanze e difficilmente può disporre di sé. E poi le cattive riescono a dare il meglio di sé in forme sempre diverse. Perché ci sono mille modi per essere davvero pestifere: lo si può essere per natura e carattere, ma anche solo durante una breve parte della propria vita, quando c’è un obiettivo da raggiungere. Qualcuna è inconsciamente cattiva, ma qualcun’altra si trasforma in una specie di strega malefica per difendere se stessa o i propri figli. Oppure per mantenere il potere, conquistato a fatica anche contro la sua stessa prole. A volte, invece, è l’amore cieco e irragionevole a renderle mostruosamente cattive. L’ambiente e la genetica incidono, ma c’è chi si è fatta tutta da sola, e chi ha cercato, invano, di togliersi di dosso questa pesante nomea. Tutte, in un universo dominato dai maschi, si fanno ricordare per un carattere non proprio accomodante e per la tendenza a fare sempre, caparbiamente, di testa loro. «Sono partita dal Medioevo con la storia della terribile regina Fredegonda per arrivare al Novecento con alcune signore note e controverse – spiega la scrittrice che da quasi cinque anni cura il blog www.altezzareale.com - certe cattive sono state per me una vera e propria scoperta, mentre nel caso di altre, bollate come donne impossibili, bisogna davvero riconoscere che sono stati i maschi ad attribuire loro una perfidia forse immeritata». Dopo 101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato (Newton Compton 2011), Marina Minelli torna con altre affascinanti vicende tutte al femminile.

 

Marina Minelli è nata ad Ancona e vive a Falconara Marittima. Laureata in Storia moderna a Bologna, giornalista, scrittrice, blogger, per molti anni ha lavorato per quotidiani e periodici locali, è stata responsabile dell’ufficio stampa di associazioni ed enti pubblici. Nel gennaio del 2009 ha creato AltezzaReale.com il primo sito italiano dedicato famiglie reali e adesso scrive soprattutto di questo argomento, collaborando con riviste e trasmissioni televisive (Rsi, La7, Canale 5). Con Newton Compton ha pubblicato anche 101 storie di regine e principesse che non ti hanno mai raccontato e 101 storie sulle Marche che non ti hanno mai raccontato.




Dopo il successo di Stasera Anna dorme presto,
arriva in libreria il nuovo romanzo di Simona Lo Iacono

Effatà

(Cavallo di Ferro, pp.140, euro 12.90, EAN 9788879071253 - in libreria dal 23 maggio 2013)

Un medico nazista fuggito in Sicilia dopo la guerra e un orfano sordomuto da salvare.
Nella Siracusa degli anni 50, Nino e sua madre sbarcano dall’Inghilterra. Nino è un bambino di otto anni ed è sordomuto. Il suo handicap però non costituisce un impedimento alla comunicazione con il mondo esterno: è in grado di leggere i segnali del corpo e delle labbra. I suoi pensieri, limpidi e acuti, esprimono una spiccata intelligenza. A causa del lavoro della madre, il piccolo trascorre le sue giornate in un teatro della città, dove si imbatte in uno strano personaggio: si tratta del maestro di buca, o suggeritore, che non mostra alcuna difficoltà a comunicare con il bambino attraverso il linguaggio del corpo.

Ma questo vecchio

dall’aria bonaria, con gli occhi velati di cataratte, nasconde un

passato difficile e doloroso. Negli anni del secondo conflitto mondiale lavorò come medico

per le SS e nel processo di Norimberga fu assolto ed espatriato. L'incontro con Nino,

in una Sicilia dimenticata da Dio, gli sembrerà un vero e proprio dono divino, un'occasione di riscatto.

Passato e presente si rincorrono per raccontare con magistrale sensibilità una delle pagine più dolorose della Storia dell’uomo: la politica di sterminio nazista. Grazie alla sua formazione da magistrato, Simona Lo Iacono fa ricorso ai verbali ufficiali del processo di Norimberga e tesse con abilità una trama narrativa in cui la finzione letteraria si confonde con la Storia.

Romanzo sulla redenzione, Effatà è uno straziante desiderio di giustizia per i bambini di tutti i tempi. Metafora della loro innocenza e debolezza, Nino è il bambino da salvare. Sempre.

Simona Lo Iacono è nata e vive a Siracusa. Magistrato da 14 anni, attualmente dirige la Sezione distaccata di Avola, tribunale di Siracusa. Cura, sul blog Letteratitudine, una rubrica fissa a metà tra diritto e letteratura. Con il suo primo romanzo, Tu non dici parole, ha vinto il Premio Vittorini 2009, sezione opera prima. Nel 2010 ha pubblicato il racconto La coda di pesce che inseguiva l’amore, scritto con Massimo Maugeri. Sempre nel 2010 le sono stati conferiti: il Premio Internazionale Sicilia «Il Paladino» per la narrativa e il Premio Festival del talento città di Siracusa. Nel 2011 ha pubblicato con Cavallo di Ferro il romanzo Stasera Anna dorme presto, con il quale ha vinto il Premio «Ninfa Galatea» per la letteratura. Collabora con riviste e magazine.

Di Stasera Anna dorme presto hanno scritto:

«Il romanzo di Simona Lo Iacono è una necessaria operazione di scrittura su se stessi, sulla propria vita»

La Repubblica

«Una scrittura che rimanda ai grandi narratori siciliani del passato: Pirandello, Tomasi Di Lampedusa»

Glamour

«Un testo che ti assale e coinvolge, che si divora d’un fiato»

La Sicilia




MAGGIO 2013 - edizioni pocket

Dall’autore vincitore dell’Arthur C. Clarke Award per la fantascienza

Richard K. Morgan

Sopravvissuti

(Gargoyle, collana Pocket, pp. 498, euro 11.00, EAN 978 88 98172 09 2 - in libreria dal 30 maggio 2013)

Torna in edizione tascabile il successo fantasy pubblicato in più di 20 Paesi nel mondo

Ringil Eskiath è un invincibile guerriero distintosi nella celebre e cruenta battaglia di Gallows Gap. Ripudiato dalla nobile famiglia a causa della sua omosessualità, Ringil riceve la visita inattesa della madre, che gli chiede di trovare sua cugina Sheriln, rapita e ridotta in schiavitù. Ringil comincia una ricerca irta di pericoli, imboscate e tradimenti, in costante contatto con un mondo abbruttito dalla corruzione. Incontrerà, così, i suoi antichi sodali: Lady Archeth, consigliere di Jhral, il vizioso imperatore di Yhelteth, ed Egar, capoclan nomade dalle vedute troppo moderne.

Intanto la pace duramente conquistata cede il posto al desiderio di potere e di conquista riaccendendo l’antica tensione tra la Lega del Nord e l’Impero Yeltheth, e una minaccia ancor più temibile si profila all’orizzonte: i Dwenda, un formidabile popolo guerriero, più veloce, agile e feroce di qualsiasi altro nemico che memoria ricordi…

Richard K.Morgan è nato a Londra nel 1965. Ha insegnato inglese fino alla pubblicazione di Bay City (Nord, 2004), suo formidabile esordio nel cyberpunk. Il romanzo si rivela un tale successo che viene opzionato per il cinema dai produttori di Matrix e conquista il prestigioso Philip K.Dick Award. Seguono Angeli Spezzati (Nord, 2005) e Il ritorno delle furie (Nord, 2008). Degno di nota è Black Man del 2007, vincitore dell'Arthur C.Clarke Award.

Dello stesso autore Gargoyle ha appena pubblicato "Esclusi", secondo episodio della saga fantasy A Land Fit For Heroes.

“Personaggi che svelano lati imprevedibili, situazioni che si evolvono in modo inusuale, prosa che segue ritmi molto poco epici. Sogni, armi di metallo, sciamani e guerrieri passando per la penna di Morgan ne fuoriescono definitivamente cambiati nei loro caratteri fondamentali”.

Il Tempo

“Gli appassionati del Fantasy considerano questo romanzo un capolavoro del genere”. Visto

Dan Simmons

Danza macabra

(Gargoyle, collana Pocket, pp. 944, euro 12.00, EAN 978 88 98172 10 8 - in libreria dal 30 maggio 2013)

In edizione tascabile un grande successo dell’autore della saga I Canti di Hyperion, vincitore di World Fantasy Award, Hugo Award e Nebula Award

Wilhelm, Nina e Melanie sono giovani, belli e ricchi, eppure si annoiano. Così, alla fine degli anni Venti, danno inizio a un sinistro gioco che consiste nel cercare di impossessarsi dell’altrui volontà per piegarla al punto da provocarne il definitivo annientamento. E l’aberrante sfida andrà avanti per oltre cinquant’anni, fra feroci delitti e umilianti asservimenti ai danni di chi ha l’unica colpa di trovarsi sulla loro strada.

Quando compare sulla scena lo psichiatra Saul Laski, ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, i tre sembrano ormai inarrestabili. Ma Saul ha tutto l’interesse a spezzare il terribile cerchio…

Dan Simmons (1948) ha pubblicato nel 1985 il suo primo romanzo, Il Canto di Kali, che ha vinto il World Fantasy Award. Da allora ha conquistato un’infinità di premi letterari, tra cui un altro World Fantasy Award, il Hugo Award, il Nebula Award, il British Fantasy Award, una decina di Locus Award e quattro Bram Stoker Award, il massimo riconoscimento per un autore horror.

Oltre alle saghe di fantascienza I Canti di Hyperion (1989-1997)e Il Ciclo di Ilium (2003-2005), Simmons ha scritto molti altri romanzi che vanno dal genere horror al fantasy, passando per il giallo e il thriller. Gargoyle ha pubblicato L’estate della paura (edizione tascabile 2012) e L’inverno della paura (edizione tascabile 2012).

“Oscuro, macabro… un horror epico nella tradizione di Stephen King”. San Francisco Chronicle

“Un’assoluta sorpresa. Una trama senza sbavature e una scrittura eccellente”. Twilight Zone Magazine



GIUGNO 2013 - novità



Le notti di Villjamur

Mark Charan Newton

(Gargoyle, collana Extra, pp. 500 circa, euro 18,00, EAN 978 88 98172 06 1- in libreria dal 6 giugno 2013)

Pubblicato in Inghilterra, Stati Uniti e Germania con un eccezionale successo di vendita e prossimamente in uscita anche in Francia, Spagna, Portogallo e Sudamerica.

Un eccezionale successo di vendite, pubblico e critica ha imposto subito Mark Charan Newton all’attenzione internazionale.

Rischiarata dalla fioca luce di un rosso sole morente, si erge fiera l’antica città di Villjamur, capitale di un impero ormai inerme di fronte alla minaccia di un’incombente era glaciale. Mentre migliaia di persone cercano rifugio alle porte della città, tra le mura si discute animatamente del loro imminente destino. Ecco però che accade una tragedia e la figlia dell’Imperatore, Jamur Rika, deve salire al trono per governare la crisi. Ma i membri della sua corte non sono innocui come sembrano. Nel frattempo, il macabro omicidio di un consigliere, attira l’attenzione dell’Ispettore Rumex Jeryd, un rumel, una sorta di non-umano che può vivere per centinaia di anni e abita nella stessa città con umani, garuda simili a uccelli e inquietanti banshee, i cui pianti sconsolati preannunciano la morte. Le indagini condurranno Jerid a una rete di corruzione e a una turpe cospirazione che metterà in pericolo la vita di Rika e di sua sorella Eir, oltre che il futuro della stessa città di Villjamur. Ma nel lontano Nord, dove il lungo inverno è già iniziato, fa la sua comparsa un pericolo ancora più grande. Un’insidia che giunge da un altro mondo, contro cui qualunque potere, militare o magico, potrebbe rivelarsi inutile.

Sulle orme di scrittori come China Miéville e Richard K. Morgan, Mark Charan Newton segna con Le notti di Villjamur l’inizio di un nuovo travolgente epic fantasy.

Mark Charan Newton (1981) a ventitré anni entra a far parte del mondo editoriale lavorando come editor di fantasy e fantascienza per il mercato inglese e americano. Le notti di Villjamur è il primo volume della saga Le leggende del sole rosso.

“Un fantasy ambizioso con enormi prospettive”.

The Guardian

“Se amate le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin questo romanzo fa per voi".

Fantasy Book Review

"È l’inizio promettente di una serie straordinaria”.

The Times

“Il miglior libro di fantascienza e fantasy dell’anno”.

Kirkus Reviews




Io non sono come voi

Italo Bonera

(Gargoyle, pp. 250, euro 14,90, EAN 978 88 98172 07 8 - in libreria dal 20 giugno 2013)


Io non sono come voi si è qualificato tra i cinque finalisti del Premio Urania (Mondadori) assegnato nel luglio 2012

Quando ti hanno tolto tutto, resta solo la vendetta…

Cosa trasforma un mite insegnante pacifista in un demone vendicatore senza pietà? Un professore viene arrestato ingiustamente per aver osato parlare in difesa di un cittadino più debole aggredito dalla polizia e da quel momento la sua vita viene stritolata fra i tentacoli di un regime totalitario mascherato da democrazia.

E sarà lo stesso Stato ad addestrare il demone, poiché la sua condanna sarà di uccidere come mercenario per pagare il suo inesistente debito con la giustizia, finché qualcosa dentro di lui non si spezzerà alterando per sempre la sua natura.

Nel bel mezzo della sua cruenta missione vendicativa, però, il demone si rende conto che qualcosa non torna, che alcuni importanti dettagli sono stati trascurati e la sua vita, come quella dei suoi amici, è in pericolo.

Italo Bonera è nato a Brescia nel 1962. Nel 2004 con American Dream ha vinto il premio Fredric Brown per racconti brevi indetto da Delos Books. Ha firmato insieme a Paolo Frusca il romanzo di storia alternativa Ph0xGen, finalista al premio Urania 2006 e pubblicato nel 2010 da Mondadori nel volume Un impero per l’inferno per la collana Millemondi Urania.










PERÒ UN PAESE CI VUOLE
STORIA DI NEBBIE E CONTENTEZZA


di  Giovanna Grignaffini






Forse per la prima volta la generazione degli anni Sessanta prende
finalmente congedo dal proprio passato in questo romanzo intessuto di
sentimento, ma anche di lucida ironia.
Un paese: volti che si assomigliano, abitudini che non cambiano. Radici.
Francesca torna in quel paese nel 1989, vent’anni dopo averlo lasciato, e
ritrova amicizie, parole, amori e canzoni. Tutte le tracce ancora visibili
del so appassionato romanzo di formazione.
Scorrono i giorni del grande caldo immobile e delle fiere, dei balli, delle
notti piene d’anguria e di “ti ricordi?”. Li accompagna l’indimenticabile
colonna sonora di un’epoca (Kinks, Beatles, Nomadi, Caselli). Ma
questa volta c’è un segreto nell’aria, che fa slittare tutte le prospettive e
trae in inganno anche la memoria. Perché Francesca è tornata? Perché
qualcuno continua a spedirle misteriose buste gialle? Scritto in un lessico
familiare impastato di voci di memoria e di paese, luoghi comuni e
poesie, questo diario di una generazione tormentata che ha respirato
l’aria del boom e del ’68 senza essere mai andata a sedersi in prima fila,
rilancia una domanda: da quel paese, da ogni paese, bisogna andarsene?

GIOVANNA GRIGNAFFINI  è nata a Fontanellato (PR) nel
1949 e vive a Bologna. Per molti anni è stata docente di storia e teoria del
cinema presso il corso di laurea DAMS dell’Università di Bologna. Dal
1994 al 2006 è stata parlamentare e ha fatto parte della Commissione
Cultura della Camera dei Deputati, oltre che della Commissione Bicamerale
di Vigilanza Rai.Ha pubblicato numerose ricerche, saggi e volumi sul
cinema e sul sistema dei media, tra i quali Signore e signori: il
cinematografo. La nascita del cinema e il suo mito (Marsilio).
Attualmente vive tra Roma e Bologna. Però un paese ci vuole è il suo
primo romanzo.



La Lepre Edizioni è lieta di annunciare che il romanzo di Giovanna
Grignaffini, Però un paese ci vuole, è nella rosa dei tre finalisti del Premio Nicola
Zingarelli 2012, sezione Narrativa Edita. La cerimonia di premiazione si
svolgerà sabato 27 aprile alle 20,30 a Cerignola (Foggia), presso il Teatro
Mercadante. La giuria, presieduta da Antonio Daddario, ha scelto una terna di
romanzi incentrata sul tema del “viaggio”, inteso come cambiamento ed
evoluzione esistenziale. Oltre a Però un paese ci vuole (in cui la protagonista
racconta il suo ritorno dopo vent’anni d’assenza a Fontanellato, nella Bassa
Padana, tra amicizia, memorie e musica, disegnando uno splendido ritratto
della generazione sessantottina), troviamo nella terna Sogno di volare di Irma
Mecca (Edizioni del Rosone), in cui la narrazione si struttura sulla diretta
esperienza di assistente di volo della scrittrice, e E' stata una lunga giornata di
Peppe Lomonaco (Ed. L'urlo del sole), storia di emigrazione dal Meridione e
vita operaia ambientata negli anni Sessanta


l Premio Nicola Zingarelli (www.premiozingarelli.it), che è giunto alla V
edizione ed è stato in passato attribuito, tra gli altri, ad Andrea Camilleri,
Giordano Bruno Guerri e Gianluigi Beccaria, si fregia dell’Alto Patronato
della Presidenza della Repubblica. Intitolato al grande filologo e membro
dell’Accademia della Crusca, nonché curatore del più noto e accreditato
dizionario della lingua italiana, il premio predilige opere che si distinguano per
la purezza del linguaggio e dello stile letterario. In questa edizione il premio
prevede anche una sezione Poesia Inedita e una sezione Pittura. Un ricco
panel di mostre, dibattiti, eventi (suddivisi tra il teatro Mercadante e l’antica
Torre Alemanna di Cerignola), in programma nei giorni 27 e 28 aprile,
completerà la manifestazione.



…Un romanzo che fa rivivere al lettore paesaggi ed eventi e
lo porta a partecipare le passioni, i ricordi e le delusioni di una
straordinaria compagnia di “reduci” dalla giovinezza
perduta”. Umberto Eco
“…Vengono fuori man mano inavvertitamente i ricordi dei
sogni e delle delusioni di una generazione che attraversò gli
anni Cinquanta e Sessanta mescolando canzoni, politica,
sentimenti in un amalgama confuso, vitale e bruciante reso
molto bene dallo stile originale di questo romanzo, che
racconta in modo insolito una storia comune…”.

Raffaele  La Capria






La Confederazione italiana

Diario di vita tripartita

di
Geminello Alvi

L’Italia è ormai per definizione un paese “diverso” (anormale) e questa diversità è accettata e subita come un destino, o al più affrontata con amputazioni o metamorfosi (federalismo, secessioni, rivoluzioni), tanto che divenne ricorrente il sogno di “fare” gli italiani che non ci sono, o che come sono non sono abbastanza identificabili da essere una nazione.

 




 

Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi

di
Gaetano Cappelli

è stato selezionato al 
Premio Strega 2013.

Marsilio Editori festeggerà la candidatura martedì 23 aprile alle 18.30 al Caffè delle Arti

Interverrà Gian Arturo Ferrari e Marina Valensise.

 

 
 
 
 
 
 

 


Hic sunt leones

Venticinque storie di veneti notevoli

di
Stefano Lorenzetto

Fra le molte persone che intersecano la nostra vita, solo alcune vi entrano con forza, fino a cambiarcela per sempre. Non serve andare a cercarle lontano: s'incontrano fuori dall'uscio di casa.

 

 

 
 


Sparire

Fabio Viola

Partire per il Giappone alla ricerca di qualcuno e perdere se stessi. Un Lost in Translation letterario ed emozionante, tra sentimento e visioni.

L'amore non consiste in lampi e traumi ma forse in una assenza da costudire Filippo La Porta, XL, La Repubblica

 

 

 



Nel giardino del padre

Jan Siebelink 
traduzione di Laura Pignatti

Nella sua tormentata ricerca di una dimensione spirituale, Hans Sievez cade in una lenta spirale che sempre più lo allontana da quel giardino del padre che lui stesso era riuscito a creare, l'Eden conquistato da cui lui stesso si farà cacciare, e quasi senza rendersene conto finisce col sacrificare la sua felicità a una forma di religiosità estrema.

 

 

 


Hotel Savoy

Joseph Roth 
a cura di Marco Rispoli

Apparso per la prima volta nel 1924, questo romanzo, ormai considerato un classico della letteratura, è la seconda prova narrativa di Joseph Roth e segna il suo approdo a una piena maturità stilistica.

Qui l'articolo di Claudio Magris di presentazione della nuova collana GLI ANEMONI uscito sul Corriere della Sera

 

 

 


Maggio

Karel H. Mácha 
a cura di Annalisa Cosentino 
traduzione di Alessandra Mura

Maggio (1836) è il poema più celebre e più celebrato, il più stampato e il più studiato nella letteratura ceca, della cui tradizione poetica è insieme frutto, radice e linfa.

Qui l'articolo di Claudio Magris di presentazione della nuova collana GLI ANEMONI uscito sul Corriere della Sera

Presentazione del libro martedì 7 maggio ore 14.30 a Roma all'Istituto Istituto di Studi Pirandelliani e sul teatro contemporaneo.

 

 


Venetkens

Viaggio nella terra dei Veneti antichi


a cura di 

Mariolina Gamba 
Giovanna Gambacurta 
 Angela Ruta 
Tinè

Un viaggio immaginario alla scoperta del mondo dei Veneti antichi, lungo il I millennio a.C., dalle origini fino al contatto con il mondo romano.

 



Ragazzi di belle speranze

Nathalie Bauer

(Cavallo di Ferro, pp. 350, euro 17.00,  in libreria dal 16 maggio 2013)

In occasione della pubblicazione del romanzo, l'autrice sarà ospite del Salone del libro di Torino venerdì 17 maggio alle ore 19.00 (Sala Rossa).

Con lei converserà Antonio Pennacchi.

Una generazione sacrificata agli orrori della guerra che ha ancora il coraggio di sperare in un grande futuro.


Nel 1915 uno studente di medicina, Raymod Bonnefous, si arruola nell’esercito in qualità di medico ausiliare. Ha ventidue anni e la guerra non lo preoccupa perché è convinto, come tutti, che il conflitto non durerà molto. Al fronte stringe una sincera amicizia con Declercq e Morin, anch’essi giovani medici. Declercq appartiene all’alta borghesia, ama l’arte e il teatro (soprattutto i balletti russi), ha un fratello alcolizzato e una madre che, dopo il suicidio del marito, si è risposata con un industriale. Morin invece viene da una borghesia intellettuale, è assetato di donne e ama i combattimenti. Per lui la guerra è una partita di caccia come un’altra.

Determinati a preservare ogni più flebile guizzo di vita e nonostante gli stenti della vita al fronte, i tre protagonisti non si rassegnano alla tragedia; il dovere di medici non impedisce loro di inseguire ogni forma di piacere e di svago, e persino di contendersi l’amore di una giovane donna che consacra le sue giornate a raccogliere animali feriti, Zouzou. Così, insieme, i tre amici vivranno un inferno lungo quattro anni e, allo stesso tempo, impareranno a non soccombere di fronte alle brutture della guerra e a riconoscere il valore assoluto della speranza.

«The future belongs to them» recita il titolo in inglese del romanzo. Perchè il futuro appartiene a coloro che, anche in un momento così tragico come quello bellico, hanno ancora il coraggio di lottare.
Amici miei, che si possa brindare alla nostra salute tra un anno, tra trent’anni, che sia possibile farlo quando saremo vecchi secchi o panciuti, calvi o canuti. Allora, forse, avremo dimenticato questa guerra, o non ci resteranno che dei vaghi ricordi. All’amicizia! Ripetemmo questo grido insieme; la neve faceva arricciare i capelli di Declercq dandogli un aspetto da eroe romantico, spargeva riflessi luminosi su quelli di Morin, che come me era rasato. E mentre svaniva l’eco del nostro brindisi mi sorpresi a pensare che non avrei mai voluto dimenticarla, quella guerra: per me rappresentava un inizio, non una fine, mi aveva aperto campi fangosi, lande battute dal vento, certo, ma anche giardini segreti, incantati, dove si muovevano i miei due amici e la ragazza che rispondeva al nome di Zouzou, oltre a tutti gli uomini di cui avevo in un modo o nell’altro contribuito a salvare la vita. Ed era grazie a questi ultimi se, al contrario di Declercq, mi ostinavo a trovare un senso alla mia esistenza. Ci furono altri brindisi, cominciammo a parlare delle nostre vite nel dopoguerra, gli studi di Medicina che sarebbero ricominciati, tutte le bisbocce che avremmo fatto a casa di uno o dell’altro, cosa che ovviamente non ci avrebbe impedito di stringere in mano, un bel giorno, il nostro dottorato. Quanti anni avremmo avuto: ventisette? ventotto? trenta?, ma avremmo continuato a frequentarci regolarmente perché il matrimonio, la famiglia, avrebbero aspettato; d’altronde non sarebbe stato facile scegliere tra tutte le pretendenti una volta diventati brillanti chirurghi bardati di medaglie militari.

Attraverso uno stile lineare e curato, l’uso polito e raffinato della parola, con Ragazzi di belle speranze Nathalie Bauer consegna al lettore un romanzo sul dramma del secondo conflitto mondiale, sul sacrificio di una generazione e sulla fine di un’epoca.

Le vicende dei tre personaggi e le suggestive descrizioni dei paesaggi si fondono in modo mirabile con un’attenta ricostruzione storica. Basandosi sul ritrovamento del diario personale del suo antenato, il nonno Raymond Bonnefous – medico ausiliare dell’esercito durante il conflitto bellico e protagonista del romanzo – Nathalie Bauer tesse una trama narrativa dove la finzione dialoga con la Storia, i carteggi e i ricordi si confondono con la letteratura, e le fotografie scattate al fronte (alcune delle quali contenute nel volume) si alternano alle parole. Il risultato è un’opera intensa, solida e, allo stesso tempo, intima, un inno alla speranza di pace che, nonostante tutto, i protagonisti continuano a coltivare nei loro giovani cuori assetati di avvenire. Così vivi, restituiti alla loro dimensione umana e reale, la storia dei tre giovani medici diventa la storia di noi tutti, le memorie di Raymond diventano le nostre memorie, e quelle dei nostri nonni partiti al fronte.

Nathalie Bauer, dopo il dottorato in Storia, firma il suo primo romanzo nel 2000, Zena (JC Lattès). Si dedica con passione alla traduzione letteraria e ben presto si afferma come una delle più importanti traduttrici dall’italiano (fra i suoi lavori: Primo Levi, Natalia Ginzburg, Marcello Fois, Mario Soldati, Paolo Giordano, Margaret Mazzantini, Antonio Pennacchi). Nel 2007 pubblica il suo secondo romanzo, Le feu, la vie e nel 2011 Des garçons d’avenir (titolo in italiano Ragazzi di belle speranze), con il quale è stata finalista al prestigioso “Premio Femina” e ha vinto il Premio degli Scrittori credenti 2012.


Per maggiori informazioni
ntina Masilli

Ufficio Stampa Cavallo di Ferro

c/o Equatore S.r.l.

Via Nizza, 78 - Sc. A/27

00198 Roma

Tel.: + 39 06 94 53 71 50/51 - 340 67 85 265

ufficiostampa@cavallodiferroeditore.it

www.cavallodiferro.it


LE NOVITA' DELLA SETTIMANA DI  MARSI

Vaticano rapace

Lo scandaloso finanziamento dell'Italia alla Ci

 

Perché 60 milioni di cittadini italiani sono costretti a versare ogni anno alla Chiesa cattolica, pur non volendolo, una cifra stimabile in almeno 3 miliardi di euro, circa 50 euro a testa? Il parassitismo della Santa Sede ha origine nei Patti lateranensi firmati da Mussolini nel 1929, inseriti nella Costituzione del 1948 per volontà di Pio xii e Togliatti, e rinnovati nel 1984. Massimo Teodori, con il rigore documentario dello storico e la passione civile del laico, attacca al cuore i privilegi ecclesiastici e smaschera i meccanismi occulti di quello che definisce un «esproprio milionario». L'otto per mille fatto pagare con un trucco a tutti gli italiani, gli imbrogli finanziari della banca ior, sospettata di riciclaggio, fino alla recente scandalosa esenzione dall'ici-imu, sono alcuni dei temi che l'autore affronta con insolita chiarezza. I denari che dallo Stato vanno alla Chiesa, come i finanziamenti ai partiti politici, determinano un intreccio perverso tra società, affari e politica che inquina la religione non meno della democrazia. Le dimissioni di Benedetto xvi hanno dato il segno dell'insopportabilità anche nella Chiesa del malcostume incistato nella Curia romana. E le elezioni italiane, con il successo del Movimento 5 Stelle, hanno bocciato senza riserve quella rincorsa strumentale al «candidato cattolico» che non porta nulla di buono per la laicità dello Stato e i diritti civili, ma conferma il complesso di sudditanza del ceto politico alle gerarchie ecclesiastiche. Fino a quando gli italiani sopporteranno quel che lo stesso pontefice non ha voluto più sopportare? Una questione decisiva emerge dalla limpida denuncia di Teodori: la separazione tra Stato e Chiesa, pilastro delle democrazie liberali, in Italia diviene ogni giorno più esile.
 

 

 


Pitturare il volto

Il Trucco, l'Arte, la Moda

Patrizia Magli

 

Il trucco è il principale mezzo attraverso cui mostriamo agli altri la nostra identità. Questo libro ne esplora l’universo, dalle pitture tribali al trucco cinematografico, dal «velo» di cipria al velo come elemento religioso, fino alle ultime tendenze della contemporary face.
Intreccio di pratiche, di mode, di elementi culturali, il trucco rivela il rapporto complesso tra il viso nudo e l’immagine che ciascuna donna vuol dare di se stessa. Dalle scarpe al vestito, dagli accessori al maquillage, dai gioielli all’acconciatura dei capelli, il trucco fa parte di un’unità visiva dove il senso circola con coerenza. Come l’abito segue le vicende della moda, così il trucco, sensibile ai modelli proposti dalle tendenze del momento, esprime la sua vocazione all’integrazione sociale. Ci si trucca per mimetismo, per evocazione, per plagio: il viso «pitturato», imbellettato, «vestito» ci parla della difficile relazione che ciascuno intrattiene con la propria immagine. Soprattutto, il trucco è piacere della variazione e desiderio di differenziazione individuale. Emerge, quindi, il tema della bellezza, ma di una bellezza controversa, poiché il trucco si pone al servizio dell’espressività, contro la standardizzazione dei modelli
 

 

 


Il ruggito del Leone

Hollywood alla conquista dell'impero dei sogni nell'Italia di Mussolini

Gian Piero Brunetta

 

Grazie al cinema, dall'indomani della prima guerra mondiale si compie il prodigio di trasformare il popolo americano - sconosciuto, selvaggio e stravagante - non nell'invasore barbarico, ma nel "prossimo tuo" da accogliere e amare come te stesso. E di creare una dipendenza diffusa dal Sogno Americano.
Il libro esplora, insieme, le strategie pubblicitarie e le reazioni individuali e collettive alla "Marcia su Roma" delle Majors hollywoodiane dai primi anni venti.
In generale viene descritta la parabola delle tecniche di advertising con cui Hollywood ha puntato a impadronirsi dei gangli emotivi e desideranti dello spettatore universale. Nello specifico si stabilisce un contatto ravvicinato con le strategie adottate in Italia e con lo spettatore italiano tra il 1922 e il 1938, dalle Majors e, in particolare, dalla Metro Goldwyn Mayer.
Il ruggito del Leone ci fa rivivere le percezioni di mondi possibili per lo spettatore italiano tra le due guerre, in cui accanto ai profumi delle divinità hollywoodiane era possibile respirare anche i profumi della libertà.

 

 

 

 


Verde

Storie di un colore

Manlio Brusatin

 

Non solo un colore. Il verde, chiaro segnale di via libera, è diventato l’orizzonte sterminato di una speranza senza confini, che occupa tempo e spazio di un immaginario – tanto individuale quanto universale – “secolo verde”.
Il verde fin dalle sue origini è buono quando fa parte della natura, non è buono quando entra nel corporeo e nel serpentino. La sua doppia natura fonde insieme i due colori che lo compongono: il giallo della luce del sole, il blu dell’ombra notturna. Ma si tratta di un colore assolutamente originario, il colore più presente sopra la terra a partire da quello stagno di rane dove si è coltivata la vita molto umana, la vita di ogni essere che ha camminato, dal paradiso terrestre alla conquista della terra promessa, anch’essa sempre molto verde.
L’itinerario nel verde che qui si propone è necessariamente saltellante come una inquieta e vorace cavalletta, tra divinità e paradisi verdi, cavalieri e fate verdi, pietre, terre e case verdi, riportando le diverse storie a una loro matrice originaria, e cercando di approdare a quel territorio verde, sostenibile o insostenibile che sia, di una speranza ancora verde che ha il colore intermittente delle lucciole nel bosco.
La virtù della speranza verde sta sempre in mezzo, con la fede bianca alla destra e alla sinistra la carità rossa – un tricolore ancora inedito. Per tradizione, i tre animali verdi sarebbero il pappagallo, il ramarro e lo scarabeo di cui non sarà difficile scoprire le virtù troppo umane di un “falso e vero verde”. Così “essere al verde” si spiega come una condizione, non ineluttabile, ma necessaria per rinverdire e rinascere – con o senza biglietti verdi.

 

 

 

 

 


Circe

Omero, Ovidio, Plutarco, Machiavelli, Webster, Atwood
a cura di Cristiana Franco

La trasformazione dei compagni di Odisseo in maiali e il successivo incontro dell'eroe con Circe, dea esperta di pozioni pericolose, costituiscono uno fra gli episodi più conosciuti dell'Odissea. Il carattere enigmatico della Circe omerica ha sollecitato nei secoli numerose interpretazioni, molte delle quali hanno voluto leggere nel mito un avvertimento contro le malevoli arti della seduzione femminile: gli uomini che si lasciano incantare da una donna e si mettono al suo servizio si riducono a bruti senza valore e senza cervello, come i compagni dell'eroe nella porcilaia. Lo stereotipo di Circe come femme fatale ha prodotto moltissime rappresentazioni fino all'età contemporanea. Ma già nel mondo antico erano comparse le prime riscritture non convenzionali del mito, in cui Circe non è affatto figura di maliarda dominatrice di maschi. Ovidio rappresenta la dea di Aiaie come un'amante rifiutata, passionale e vendicativa; Plutarco la considera addirittura una benefattrice, perché la metamorfosi cui sottopone gli ospiti si rivela un mutamento felice. Nell'Asino di Machiavelli Circe è dea di uno strano regno fisiognomico, in cui gli uomini mostrano il loro vero volto, manifestando i tratti ferini corrispondenti ai loro caratteri. Ma è alle scrittrici di età moderna e contemporanea che spetta il compito di riscattare Circe dalle calunnie propagate per millenni dalla propaganda maschile. Webster e Atwood danno finalmente la parola alla dea, che difende se stessa e il proprio operato, rigettando sugli uomini che approdano all'isola la responsabilità di non saper instaurare con lei un rapporto fondato sull'amore e il reciproco rispetto
 

 

 


La storia con i se

Dieci casi che potevano cambiare il corso del Novecento

Alberto Benzoni, Elisa Benzoni

 Se Hitler fosse diventato un pittore di qualche successo? E se nel 1914 a Sarajevo lo chauffeur di Francesco Ferdinando non avesse sbagliato strada? Se Togliatti non fosse sopravvissuto all’attentato del ’48 e se Moro fosse stato rilasciato dalle BR, come sarebbero andate le cose? Difficile non restare affascinati dal ruolo determinante del caso nella storia, di fronte a questi e ad altri “se”. Sulla scorta di questa fascinazione, Alberto ed Elisa Benzoni hanno costruito, insieme ad autorevoli storici e intellettuali, un volume che presenta dieci episodi emblematici nel corso del Novecento. Hanno chiesto, così, a Claudio Strinati, Gian Enrico Rusconi, Andrea Graziosi, Giovanni Sabbatucci, Mario Del Pero, Ernesto Galli della Loggia, Luciano Cafagna, Paolo Mieli e Massimo Teodori, di rileggere, ciascuno, alcuni eventi cruciali, il cui esito, se fosse stato diverso, avrebbe potuto cambiare il corso delle cose. Il risultato è un libro agile e godibile: la storia controfattuale rivela quel che era possibile e arricchisce la conoscenza di quel che è accaduto.

 



 

 

 

Trasgressioni e vizi di una borghesia che non sapeva dove approdare
LANZA SMASCHERA LE FOLLETTE DEL NUL
Il giornalista scrive un romanzo tutto sangue, sesso e salotti
sulla Milano bene degli anni Settanta

DI PIERLUIGI MAGNASCHI, ITALIA OGGI


NEL LIBRO DI CESARE LANZA GLI ANNI 70 TORNANO

D’ATTUALITÀ. ROMANZO DI SESSO E TERRORISMO


Corriere Magazine

ESCE "CALDO ARGENTO" DI CESARE LANZA



055 News.it

E' IN LIBRERIA "IL LANZACHENECCO" DI CESARE LANZA

Un grande affresco dell'Italia mediatica di oggi, "un dizionario di persone, personcine e personaggi tra incontri e scontri, futilità, buoni e pessimi ricordi".
324 pagine, 18 euro, Aliberti editore.

        NOTTETEMPO EDIZIONI SEGNALANO

in libreria il 28 marzo

Laura Barile

Le frontiere del Caucaso

“I viaggi si portano dietro i libri. I libri sono il prolungamento del viaggio.”
Tre racconti mediterranei a bassa voce, istantanee illustrate di viaggio e insieme meravigliate scoperte di libri e uomini. La lettera a un amico misterioso offre il pretesto per raccontare un’Algeria stremata dalle troppe guerre: “la lebbra delle case smozzicate e i brandelli di muri, gatti affamati e bambini fra le immondizie”. Una tappa a El Alamein diventa occasione per conoscere un portiere di notte che talvolta accompagna in giro i turisti, e commuoversi davanti alle 7367 lapidi del cimitero militare del Commonwealth che qualcuno quotidianamente libera dalla sabbia del deserto. E infine il viaggio alle “frontiere del Caucaso”, a bordo di una vecchia marshrutke fino alla città natale di Stalin, storditi da un vorticare di etnie: berberi, amazigh, mozabiti, tuareg, azeri, armeni, georgiani, tartari, àvari e russi, con le loro lingue.

Laura Barile, professore di Letterature Comparate all’Università di Siena, ha scritto saggi e curato traduzioni. Ha ricevuto il premio dell’Accademia dei Lincei 2007 per le Letterature europee.

Collana: cronache
Nottetempo edizioni, 2013, pp. 112, euro 11,00.



in libreria il 5 aprile

Vita Cosentino

Tam tam

Prefazione di Luisa Muraro
Stretta tra due concezioni: la vita rimandata al futuro, la vita rassegnata alla disgrazia, mi sono trovata a pensare che non potevo aderire né a l’una, né all’altra. Dentro di me urgeva fin dall’inizio un’altra concezione: quella era tutta la vita che avevo in quel momento e volevo viverla con tutto il godimento che mi era possibile in quella situazione.
Il mémoir di Vita Cosentino è il racconto di una vita cambiata dalla malattia e insieme il diario di una resistenza.
Nel primo anniversario della scoperta di una malattia invalidante, l’autrice di questo mémoir racconta la nuova vita che si apre. Ricoverata con una diagnosi di paraplegia incompleta, la protagonista affronta il percorso per imparare da capo, da adulta, azioni abituali come vestirsi, lavarsi, essere autonomi.
E nella fatica di dover reinventare e ridefinire la mappa dei propri limiti, il mondo si rivela un tessuto di relazioni, di affetti e di disponibilità inaspettate. Con una prosa paziente, Cosentino dipinge i volti di una comunità solidale e accogliente nella quale impara a camminare nuovi passi.

Vita Cosentino (1947), laureata in Filosofia, ha insegnato nelle scuole medie a Venezia e a Sesto San Giovanni. Da oltre trent’anni fa parte del collettivo della Libreria delle Donne di Milano ed è nella redazione della rivista Via Dogana.
collana: gransasso

Nottetempo edizioni, 2013, pp. 108, euro 6.00.



in libreria il 12 aprile

Virginia Woolf

Freshwater

Traduzione e postfazione di Chiara Valerio
Messo in scena in Italia nel 1984 al Festival di Spoleto (con l’interpretazione di Eugene Ionesco), dopo un’edizione filologica ormai introvabile pubblicata in Italia nel 1983 da La Rosa, torna in libreria curato da Chiara Valerio Freshwater. Unico testo teatrale di Virginia Woolf, fu scritto agli inizi degli anni '20 e poi ripreso nel 1935 per gli amici di Bloomsbury, e messo in scena nello studio londinese di Vanessa Bell.

Nella splendida casa di Freshwater, sull’isola di Wight, Julia Margaret Cameron – prozia della Woolf – e il marito aspettano due bare, poi, potranno serenamente partire per l’India. In questa bizzarra attesa, nelle loro stanze, la vita scorre come di consueto. Il poeta Alfred Tennyson compone versi, il pittore George Frederick Watts dipinge e Julia Margaret Cameron fotografa. Il soggetto su cui tutti e tre si concentrano è la giovane e bellissima moglie di Watts, Ellen Therry, che tutti chiamano Musa o Proserpina e mai col suo nome proprio. Ellen fa lunghe passeggiate e, vestita di una leggera tunica e calzando ali di tacchino, interpreta la Vittoria alata. Tutto sembra ripetersi poetico, immaginifico e metaforico. Ma improvvisamente, un’enorme nave bianca si ferma in porto e da lì scende un giovane capitano che domanda a Ellen il suo nome e così la chiama. I due scappano insieme e gli anziani artisti rimangono sull’isola delusi non tanto dall’assenza di Ellen quanto dalla possibilità di poter continuare ad avere una musa a disposizione tutto il giorno. In tre divertentissimi e velocissimi atti, Virginia Woolf, con penna leggera e satirica, colta e mondana, mette in scena l’eterno e buffo rincorrersi di amore e morte nel tentativo che tutti fanno, ma gli artisti di più, di fermare il tempo attraverso la rappresentazione della giovinezza. 
Il libro è composto da Freshwater e da tre inediti: il ritratto di Julia Margaret Cameron, il ritratto di Ellen Terry (i due personaggi principali di Freshwater) e un racconto pubblicato solo sul Virginia Woolf Bulletin che anticipa personaggi e luoghi di Freshwater.

«Freshwater? Un copione inutile, ma questa è la ragione per cui è importante». Eugene Ionesco (intervistato per la sua interpretazione di Tennyson in Freshwater al Festival dei due Mondi di Spoleto, 1984)
«Freshwater? Non ho mai avuto l’idea di recitare, ma ho accettato, su invito, una parte facile». Nathalie Serraute (intervistata per la sua interpretazione del maggiordomo in Freshwater al Festival dei due Mondi di Spoleto, 1984)
Virginia Woolf (1882-1941), scrittrice, saggista e critico letterario. Tra i suoi libri più famosi ricordiamo Mrs. Dalloway (1925), Al faro (1927), Orlando (1928) e Le onde (1931). Di Virginia Woolf nottetempo ha pubblicato Flush (2012), nella traduzione di Chiara Valerio.
collana: narrativa

Nottetempo edizioni, 2013, pp. 92 - euro 10,00.



in libreria il 26 aprile

Judith Schalansky

Lo splendore casuale delle meduse

Illustrazioni dell'autrice, traduzione di Flavia Pantanella.

L’esordio nella narrativa di Judith Schalansky è una storia di formazione al contrario: Inge Lohmark, anziana insegnante di biologia di un piccolo villaggio dell’ex Repubblica Democratica Tedesca è l’ultimo esemplare della sua specie, una specie di relitto della Germania dell'Est che fa di tutto per resistere al corso umano delle cose, corazzata nei principi ferrei del determinismo darwiniano con cui legge il mondo. Una riflessione sull’educazione e sul sistema educativo che è stata finalista al German Bookprize 2011 e ha riscosso grande successo di pubblico e critica in Patria. I diritti del libro sono stati venduti in 16 paesi.

Inge Lohmark, insegnante di biologia in un piccolo paese della Pomerania che si sta svuotando, va avanti da oltre trent’anni con il suo insegnamento frontale e intransigente, qualunque cosa le accada intorno. Sono la mente pragmatica e il suo cinismo impietoso, che nutriti della cieca fiducia nel metodo scientifico e nella ratio della natura, a darle il metro per affrontare la realtà. L’amore diventa così per Inge Lohmark un “alibi per mascherare malsani rapporti simbiotici”, la vecchiaia una “sopravvivenza post riproduttiva”. La sua è un’ironia vigile e irriverente, sempre pronta a indagare, scomporre, stravolgere. Quando la glaciale professoressa però si accorge di essere attratta da una sua alunna e di essere vittima di un indecifrabile desiderio di vicinanza, il suo saldo microcosmo, la sua visione del mondo biologicamente determinata, iniziano a vacillare…

«Lo splendore casuale delle meduse è molto più di un romanzo di formazione. È un romanzo sull'educazione e il sistema educativo, la storia di un percorso di formazione che torna al suo punto di partenza, attraverso le vicissitudini di una donna la cui mente -e ciò che resta del suo cuore- porta i segni dallo scontro violento con la propria visione del mondo. Non c'è bisogno di ribadirlo ancora: questo è il libro della nostra epoca». Die Welt
«Schalansky ha una scrittura densa ed elegante, capace di passare con grazia da un registro serio a uno scherzoso. Il suo romanzo è uno dei più belli e inusuali sugli anni successivi alla riunificazione della Germania». Der Spiegel
«Judith Schalansky ci presenta un romanzo di formazione al rovescio, un piccolo manifesto anti-darwiniano. Tratta argomenti seri e attuali con una straordinaria eleganza e leggerezza di tocco: l'invecchiamento della popolazione, il cambiamento di clima, lo spopolamento rurale e il fallimento del sistema educativo». Frankfurter Allgemeine Zeitung
«Schalansky ha creato un personaggio straordinariamente crudele , ma capace al tempo stesso di commuovere e toccare il lettore. Una voce magnifica, sarcastica e divertente, che risuona a lungo anche dopo aver terminato di leggere». Taz

Judith Schalansky, nata a Greisfwald nel 1980, dopo una Laurea in Storia dell’Arte e una in Design, lavora a Berlino come scrittrice e designer, oltre a tenere corsi di tipografia. Il suo Atlante delle isole remote uscirà in Italia per Bompiani.

Collana: narrativa

Edizioni nottetempo, 2013, pp. 232, euro 15,00.
 
        DONZELLI EDITORE SEGNALA

Franco Lo Piparo

L’ENIGMA DEL QUADERNO
La caccia ai manoscritti dopo la morte di Gramsci

Morto Gramsci (27 aprile 1937), la cognata Tania Schucht ha il controllo esclusivo dei Quaderni. Nessuno sa che cosa effettivamente contengano. Sono gli anni drammatici dei processi facili, con relative fucilazioni, ai comunisti che dissentono da Stalin.

Palmiro Togliatti (il capo dei comunisti italiani in esilio) e Piero Sraffa (comunista coperto, stimato professore di economia a Cambridge, agente del Comintern) hanno buoni motivi per temere che i manoscritti contengano riflessioni politicamente pericolose. Bisogna metterli al riparo da occhi indiscreti. Bisogna leggerli prima degli altri, per decidere cosa farne.

Dopo il successo de I due carceri di Gramsci (pubblicato nel 2012 e vincitore del premio Viareggio), che ha riaperto i termini della discussione attorno alla vicenda carceraria di Gramsci, il nuovo libro di Franco Lo Piparo pone al centro interrogativi cruciali: a chi Tania consegnò i quaderni? Come e quando andarono dall’Italia in Urss e, poi, dall’Urss in Italia? Perché le testimonianze sul loro numero non concordano mai? I protagonisti lasciarono tracce di un Quaderno occultato?

Condotta con estrema cura filologica, e con il ritmo di un’appassionante ricostruzione degli indizi e delle prove, l’indagine di Lo Piparo porta, alla fine, a scoprire persino il numero di pagine del quaderno che non c’è.


«Gramsci muore il 27 aprile 1937. Il 25 maggio la cognata Tania scrive alla famiglia: “I quaderni di Antonio sono in tutto XXX pezzi…”. Se ai trenta si aggiungono i quattro di esercizi di traduzione, al momento della morte di Gramsci, nella clinica Quisisana, si trovavano dunque trentaquattro quaderni. La Fondazione Istituto Gramsci ne custodisce oggi trentatre, di cui ventinove di contenuto teorico-storico-politico. Che fine può aver fatto il quaderno assente?».

Franco Lo Piparo è ordinario di Filosofia del linguaggio all’Università di Palermo. Tra i suoi lavori: Sicilia linguistica (1987), Aristotele e il linguaggio (2003), Saussure et les Grecs (2008), La pro position comme gnomon discret du langage (2008). Studia il linguaggio come cartina di tornasole di aspetti nascosti di fenomeni non linguistici. In Lingua, intellettuali, egemonia in Gramsci (1979) documentò la provenienza dagli studi universitari di glottologia della nozione gramsciana di egemonia. Recentemente In Gramsci and Wittgenstein: An intriguing connection (2010) ha mostrato la strana e imprevista influenza di Gramsci su Wittgenstein via Sraffa. Per la Donzelli ha pubblicato I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e il labirinto comunista (2012), vincitore del premio Viareggio 2012.

Donzelli editore, Collana Saggine, pp. 170, € 18.00.
 
        DONZELLI EDITORE SEGNALA

Carlo Benigni

LE MANI SULLA BANCA
Il caso Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo


Il libro di Carlo Benigni "Le mani sulla banca - Il caso Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo", pubblicato nel 2012, risulta essere di incredibile attualità, alla luce delle vicende riguardanti il Monte dei Paschi di Siena. E' oggetto di discordi pareri il ruolo svolto dall'Autorità di vigilanza (il Ministero dell'Economia), nel controllo dell'attività della Fondazione senese. Ma non spetta solo a Siena il privilegio del cosiddetto "groviglio armonioso".

Il caso della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, settima in Italia sotto il profilo patrimoniale, dovrebbe far scattare segnali di allarme rosso. Anche qui gli Enti locali e ospedalieri esprimono la maggioranza del Consiglio generale (16 membri su 23). Il libro di Carlo Benigni documenta una brutta storia di conflitto di interessi, che coinvolge il Presidente della Fondazione e il Presidente del collegio sindacale. Una storia di indebiti interventi sulla governance della banca partecipata (la Banca regionale europea, Gruppo UBI Banca), e di appalti oggettivamente irregolari. In un'ordinanza della magistratura (gip del Tribunale di Saluzzo) si legge che "i rapporti di affari tra membri del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale suscitano perplessità sul corretto rapporto organo di controllo-organo di gestione"

A fronte di recenti interrogazioni parlamentari, l'Autorità di vigilanza ha risposto facendo proprie le auto attestazioni di regolarità della Fondazione, pur in presenza di elementi che avrebbero meritato ulteriori approfondimenti. Con la crisi del Monte dei Paschi di Siena, lo scenario è cambiato; l'Autorità di vigilanza ha in evidenza la documentazione riguardante la Fondazione cuneese. Potrà sottrarsi ad una nuova, rigorosa verifica della situazione reale?

Carlo Benigni è stato responsabile delle relazioni esterne della Cassa di Risparmio di Cuneo (1978-94), della Banca Regionale Europea (1995-2011), di cui ha diretto la rivista «Rassegna», e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (2002-2009). Fa parte del comitato scientifico della Graduate School of Management, del Groupe Esc Clermont. È presidente nazionale della Federazione Associazioni Italia-Israele.

Donzelli editore, 2012, pp. XII-174, € 22,50.

 
       

CAVALLO DI FERRO EDIZIONI SEGNALA

in libreria dal 14 febbraio 2013

Tatiana Salem Levy

Due fiumi

Joana e Antonio sono due gemelli. Quando erano bambini giocavano sempre insieme e trascorrevano l'intera estate dai nonni, su Dois Rios (Due Fiumi), un'isola vicino Rio de Janeiro. È durante una di queste estati, quando hanno circa 12 anni, che all'improvviso perdono il padre, un uomo curioso e intraprendente, cuore pulsante della famiglia. Questa tragica perdita sconvolge gli equilibri familiari: la madre reagisce chiudendosi sempre più in se stessa, consumata dal dolore, e i gemelli si allontanano drasticamente l’uno dall’altro, fino a sentirsi nemici. Antonio realizzerà i sogni paterni e diventerà fotoreporter, girando il mondo e distaccandosi sempre più dalla sorella, di cui detesta l’atteggiamento rinunciatario, ma allo stesso tempo subdolamente coercitivo. Joana, al contrario, sentirà il dovere di restare a casa, isolata dal resto del mondo e prigioniera delle ossessioni materne.

In due momenti diversi delle loro vite, Joana e Antonio si innamoreranno della stessa donna: la còrsa Marie-Ange. Per Joana sarà la salvezza dalle catene materne, la spinta per uscire dal guscio e comprendere finalmente gli ideali di vita del padre. Per Antonio, invece, un motivo di riflessione per capire di dover tornare a casa e affrontare ciò che aveva creduto di poter dimenticare. Due isole, Dois Rios e la Corsica, ma anche due fratelli, Joana e Antonio, destinati alla riconciliazione giungendo alla stessa foce: la misteriosa Marie-Ange, una sorta di divinità emersa dalle acque, una Venere angelica e seduttrice che dopo aver compiuto il miracolo scomparirà per sempre dalle loro vite.

Raccontando la storia di due fratelli e mescolando passato e presente, odio e amore, Tatiana Salem Levy descrive due giovani vite accomunate dalla sorprendente e inattesa voglia di ricominciare che, come sempre, si rivela più forte di ogni altra cosa.

Tatiana Salem Levy è nata a Lisbona nel 1979, è scrittrice e traduttrice. Dopo aver pubblicato racconti su varie riviste, come la brasiliana "Ficçoes", ha esordito con La chiave di casa, pubblicato in Italia da Cavallo di Ferro nel 2011. Nel 2008 l'autrice ha vinto il Premio Sao Paulo de Literatura come miglior esordiente ed è stata finalista del Premio Jabuti. E' autrice anche della raccolta Primos (con Adriana Armony) e di A experiéncia do fora: Blanchot, Foucault e Deleuze.

Di La chiave di casa hanno scritto:

"E’ come una lunga seduta psicanalitica, toccante e terapeutica". Gioia

Cavallo di Ferro, 2012, pp.224, euro 14,00.

In libreria dal 21 febbraio 2013

Neil Jordan

Mistaken

Un libro di un'atmosfera potentissima, che trasforma Dublino in un labirinto oscuro di follia e mistero. THE DAILY MAIL Vincitore dell'Irish Book Award 2012 e New York Time Notable
Books of 2012.

Mi avevano scambiato per lui così tante volte che quando morì ebbi la sensazione che anche una parte di me fosse morta. Decisi di andare al suo funerale per dire addio a quell'altro me stesso che ora sarebbe scomparso nella fredda argilla di Deansgrange, compianto da amanti che forse io non avevo conosciuto, da un pubblico che forse non lo aveva dimenticato, da una ex moglie, due figli e un cane.
E alla fine fu proprio il cane che mi mise nei guai.

Kevin vive nella parte ricca di Dublino, accanto alla casa di Bram Stoker ("sono cresciuto all'ombra di un vampiro...") frequenta una buona scuola e sembra destinato ad avere un'ottima carriera come

scrittore. Gerald vive nella parte povera della stessa città e la sua vita non sembra altrettanto destinata al successo. Loro due non si sono mai incontrati, ma la loro impressionante somiglianza ha già per diverse volte causato degli episodi (non sempre gradevoli) di scambio di identità. Quando finalmente si incontrano, decidono di approfittare della loro somiglianza, specialmente per quanto riguarda le ragazze.

Ma quello che all'inizio sembrava un gioco, una maniera per facilitare la vita a entrambi, diventa qualcosa di molto più oscuro quando già adulti decidono di scambiare un'ultima volta la loro identità. Ultimo romanzo pubblicato dal famoso regista di Michael Collins, La moglie del soldato, Intervista col vampiro, Breakfast on Pluto. Nato a Sligo, in Irlanda, Neil Jordan è autore di libri di grande successo e regista di film di fama internazionale come Michael Collins, Intervista col vampiro e La moglie del soldato, per il quale ha vinto il premio Oscar. Come scrittore è vincitore del Guardian Fiction Prize.Tra i suoi libri ricordiamo Shade, Nights in Tunisia, The Dream of a Best. Nel 2010 Cavallo di Ferro ha pubblicato il suo romanzo Aurora con mostro marino.

Di Mistaken hanno scritto:

"Vampiri, segreti e i misteri dell'identità: queste le ossessioni che scorrono nei film del regista Neil Jordan e che sono al centro di questo bellissimo ed enigmatico romanzo". New York Times - Sunday Book review

"Un potente e coinvolgente libro, con il ritmo di un thriller, sull'identità e la perdita". The Financial Times

Cavallo di Ferro, 2012, pp. 320, euro 16.00.

 
         
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA

Cinzia Capalbo

STORIA DELLAMODA A ROMA

Sarti, culture e stili di una capitale dal 1871 a oggi

La storia della moda italiana in età contemporanea è legata a filo doppio con la vicenda della sua capitale. Se molti altri luoghi hanno contribuito nel tempo al radicamento di una filiera produttiva di estrema importanza per il paese, è certo che il centro di irradiazione di ogni nuova tendenza, il luogo di raccolta delle firme che hanno dettato legge, delle botteghe più innovative, dei punti di eccellenza dello stile italiano è stato Roma.

Il 1871 è la data da cui il volume prende le mosse: la tesi essenziale è che Roma capitale inauguri una storia fondamentale per ciò che riguarda la sartoria maschile e femminile italiana. L’insediamento della corte sabauda, l’avvento del personale «ministeriale», con i suoi nuovi standard di vita e di consumo, la socializzazione delle donne nei salotti e nei caffè sono all’origine di una vera e propria «corsa a Roma» dei migliori sarti da tutte le province italiane. È così che comincia una storia destinata a crescere in modo vorticoso: dalle vetrine e dai negozi della Roma di fine Ottocento alla nascita degli abiti confezionati e dei grandi magazzini di inizio Novecento; dall’avvento della moda «autarchica», con i primi tentativi di indipendenza dai modelli femminili alla francese e maschili all’inglese, alla costruzione delle prime case di moda e all’affermazione delle griffes dell’alta sartoria romana; dalla svolta del secondo dopoguerra all’incontro con il cinema, fino alla costruzione di un vero e proprio Sistema moda romano.

Si giunge, infine, attraverso un percorso storico – impreziosito da un parallelo itinerario per immagini –, agli ultimi decenni, caratterizzati dal persistere di una forte impronta creativa e di una grande capacità di attrazione della moda romana, pur nel complesso delle trasformazioni industriali che hanno profondamente interessato il settore. 

Cinzia Capalbo è ricercatrice presso il Dipartimento di Storia della Sapienza Università di Roma, dove insegna Storia economica e Storia dell’industria della moda. Tra le sue pubblicazioni, si ricordano la curatela del volume Seta e moda. Dalla filiera della seta alla produzione tessile (Rubbettino, 2004) e il saggio L’imprenditorialità del lusso fra Otto e Novecento: le oreficerie Castellani (1814-1915), in Imprenditorialità e sviluppo economico: il caso italiano (secc. XIII-XX), a cura di F. Amatori e A. Colli (Egea, 2009).

Collana Storia e scienze sociali

pp. 216 │ € 30.00

ISBN 978-88-6036-760-0

 
       


BIETTI EDITORE SEGNALA 

Uno dei massimi capolavori horror della letteratura esoterica

“Il domenicano bianco”

Gustav Meyrink

a cura di Gianfranco de Turris

In una Praga occulta, un giovane uomo deve lottare per mantenere la sua sanità mentale, sfuggendo alla maledizione del “Domenicano bianco”, sulfurea figura la cui ombra riempie le righe di quello che è considerato uno dei capolavori dell'horror di stampo esoterico. È un passato che torna prepotentemente che il nostro protagonista dovrà sconfiggere; solo così potrà realizzarsi pienamente, iniziarsi ad un'altra dimensione. L'esito, inaspettato. A più di ottant'anni dalla prima edizione, l'Archeometro ripropone questo capolavoro, nella sua prima traduzione, corredato da un'appendice curata da Gianfranco de Turris sui rapporti tra narrativa ed esoterismo nell'opera di Meyrink.

Tra le più importanti opere di Gustav Meyrink (1868-1932), uno dei massimi esponenti

della letteratura fantastica di stampo esoterico, ricordiamo Il golem (Bompiani)

 


EDIZIONI PENDRAGON SEGNALA

Narrativa
Maurizio Garuti
Fuoco e neve

Il romanzo di una storia vera
Pianura bolognese, fra le due guerre. Borgata Forcelli, un villaggio di campagna che non esiste più. Una bambina di nome Eda; due fratelli gemelli: Antonio e Armando, identici come due gocce d'acqua. Un'esistenza intrecciata e condivisa fin nei sogni e nei sentimenti profondi. Prima ragazzi, poi giovani che scelgono di battersi contro l'occupazione nazifascista. Un amore, una tragedia, un rimorso. Con una proiezione lunga fino ai nostri giorni. Un racconto appassionante, che esce dalla pagina e ci interroga.
pp. 152, euro 14,00

Saggistica
Claudio Visani
Gli intrighi di una Repubblica

San Marino e Romagna
Un inedito affresco di vita sammarinese e romagnola, con gli episodi più significativi ma anche in quelli meno noti. Ottant'anni di storia, ricostruiti attraverso documenti riservati e testimonianze dirette.
pp. 205, euro 15,00

Varia
Damiano Biscossi
A passo d'asino

Percorsi tra noi e gli altri
Il racconto di un giovane manager che interrompe la sua brillante carriera per fermarsi a guardare dentro di sé e intraprendere una nuova esperienza di vita più vicina alla natura e alle persone: l’attività cioè di mediazione con l’asino praticata sia come co-terapia all’interno di strutture per tossicodipendenti, (ospedali psichiatrici, centri per bambini autistici, scuole, case famiglia). Una novità assoluta, il primo libro che illustra l’onoattività spiegandone modalità e benefici.
pp. 143, euro 14,00

Valeria Tonino, Lena Tritto, Federica Rapini, Karin Wallnoefer
Il Tao e l'arte dei fornelli. Nuova edizione ampliata
Ricette facili, rapide e gustose per applicare la dietetica tradizionale cinese alla cucina di tutti i giorni
Una guida agile ed estremamente pratica per chi desidera seguire i principi alimentari della Medicina tradizionale cinese senza allontanarsi - se non di tanto in tanto e con variazioni sempre stimolanti - dalla cucina italiana e, più in generale, mediterranea. Le oltre 270 ricette qui presentate, per ognuna delle quali sono indicate le azioni energetiche, danno la possibilità di introdurre nella dieta quotidiana cambiamenti utili al nostro benessere, esaltando gusto, fantasia e varietà.
pp. 189, euro 15,00

       


DONZELLI EDITORE SEGNALA

Jacob e Wilhelm Grimm

Principessa Pel di topo

e altre 41 fiabe da scoprire 

con 15 tavole originali di Fabian Negrin

a cura di Jack Zipes

Duecento anni dopo, uno scrigno colmo di storie inedite

I Grimm come non li avete mai visti 

«C’era una volta un re che aveva tre figlie, e volendo un giorno sapere chi di loro lo amasse di più, le mandò a chiamare. La primogenita rispose che le era caro più di tutto il regno; la seconda disse che le era caro più di tutte le pietre preziose e di tutte le perle del mondo; ma la terza disse che le era più caro del sale…». Inizia così la fiaba che i Grimm intitolarono Principessa Pel di topo, dando vita a un personaggio delle fiabe rimasto a noi sconosciuto. E non è il solo. Ecco perché finalmente, duecento anni dopo la prima comparsa, 42 fiabe col loro corredo di arcolai, castelli, gatti, ranocchi, barbieri, sarti, fabbri, suocere, diavoli, soldati, scarpette, chiavi d’oro e via narrando, vengono alla luce grazie a una preziosa edizione illustrata pensata per celebrare il bicentenario della prima pubblicazione delle fiabe dei Grimm, avvenuta nel 1812. Pochi sanno, infatti, che due secoli fa i celebri fratelli diedero vita a un cantiere di lavoro durato anni, a partire da materiali provenienti dalle fonti più disparate che essi continuarono a trascrivere, rielaborare e selezionare fino al 1857, anno dell’ultima edizione. Nel corso di quasi mezzo secolo, i Grimm pubblicarono ben sette edizioni diverse dei Kinderund Hausmärchen, di cui si è persa memoria poiché l’edizione corrente delle fiabe è quella del 1857. Oggi, grazie al lavoro di uno dei massimi studiosi internazionali della fiaba come Jack Zipes, che verrà in Italia per un tour promozionale del libro - i lettori italiani possono scoprire alcune delle più belle fiabe scomparse dei Grimm. Accanto a personaggi nuovi, come Pel di topo, troviamo versioni sorprendenti di alcune fiabe tra le più note: da Biancaneve a Raperonzolo, da Barbablù a Pollicino. E a completare l’opera, le superbe illustrazioni appositamente realizzate per questa edizione da Fabian Negrin, capace di cogliere con raffinata originalità lo spirito più autentico che innerva queste fiabe. E chi l’avrebbe mai detto che c’erano ancora così tante storie da scoprire nei cassetti di Wilhelm e Jacob?

Jacob (1785-1863) e Wilhelm (1786-1859) Grimm raccolsero e pubblicarono nei loro Kinderund Hausmärchen le fiabe e i racconti popolari della tradizione tedesca. Nel 2012 ricorre il bicentenario della prima edizione delle loro Fiabe.

Jack Zipes è professore emerito di Germanistica e Letterature comparate all’Università del  Minnesota. Esperto di fama internazionale, è autore di decine di studi e ricerche sulla fiaba, nonché traduttore e curatore di raccolte essenziali per gli studiosi e gli appassionati del genere fiabesco. Tra i suoi saggi tradotti in italiano, ricordiamo Spezzare l’incantesimo (Mondadori, 2004), Chi ha paura dei Fratelli Grimm? (Mondadori, 2006) e La fiaba irresistibile (Donzelli, 2012). 

Fabian Negrin è nato in Argentina nel 1963. A 18 anni, approdato a Città del Messico, si laurea in Grafica. Nel 1989 si trasferisce a Milano dedicandosi definitivamente all’illustrazione e alla scrittura di libri per ragazzi. Ha ottenuto alcuni dei massimi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Unicef alla Bologna Children’s Book Fair (1995), il premio Andersen per il miglior illustratore (2000), la Bib Plaque della Biennale di illustrazione di Bratislava (2009) e il Bologna Ragazzi Award Non-Fiction (2010). 

Collana Fiabe e storie

Traduzione di Camilla Miglio

pp. XXIV-248 │ € 23,90

ISBN 978-88-6036-749-5

 
       


GIANGIACOMO FELTRINELLI EDITORE SEGNALA

IN LIBRERIA DAL 21 NOVEMBRE 2012

STEFANIA PILONI, SIMONETTA BASSO

LA MAMMA CHE VERRÁ

Preparare corpo e mente alla magnifica avventura della maternità

Urra / Feltrinelli

pp. 224 euro 13,00

Gli autori

Stefania Piloni è medico specialista in ostetricia e ginecologia, docente in Fitoterapia e Medicine Complementari alla facoltà di Medicina dell’Università di Milano. È responsabile dell’ambulatorio di Medicina Naturale per la Donna del San Raffaele Resnati a Milano, in cui ogni giorno si dedica alle donne che scelgono cure integrate, naturali e tradizionali insieme. Collabora con riviste divulgative e trasmissioni televisive in cui offre riflessioni e consigli in tema di salute femminile. È mamma di Sofia e dei gemelli Sara e Giacomo.

Simonetta Basso, giornalista, ha maturato una lunga esperienza professionale nei periodici femminili. È stata vicedirettore di Pratica e direttore di Vera. Da sempre si occupa di salute e alimentazione, più di recente sulle pagine di Insieme, dove cura una rubrica dedicata alle donne in attesa. Vive a Milano ed è mamma di Margherita e Riccardo.

In breve

Un piccolo manuale che diventerà un prezioso compagno di viaggio, quasi un buon amico, per le madri in attesa, ancora prima di concepire.

Tra i temi trattati:

Quali sono gli “amici” della fertilità?

Posso cercare una gravidanza dopo il vaccino per un viaggio esotico?

Ho i cicli irregolari: avrò difficoltà?

Aspetto un bimbo, perché piango così spesso?

Ho paura di non essere all’altezza: ce la farò?

Quali sono le cure dolci e naturali che possono aiutarmi?

Sono miope, potrò allattare?

Se sono intollerante al lattosio come farò con il calcio?

Il parto mi spaventa: come posso vincere il dolore?

Il libro

Avere un bambino è un magnifico progetto che, quando inizia a farsi strada già solo nella mente, segna in modo irreversibile la donna, portando con sé cambiamenti, enormi gioie, ma anche dubbi e preoccupazioni.

Ecco allora un libro che accompagna la donna in questo percorso di formazione e trasformazione. Qui, “la mamma che verrà” troverà una guida esperta che la aiuterà ad affrontare, assieme ai cambiamenti del corpo, anche i mutamenti dell’anima, con le inevitabili paure, le emozioni altalenanti, le nuove configurazioni dell’identità materna.

Si disegna allora un percorso che comincia ancor prima del concepimento, quando il figlio è solo un desiderio che inizia ad affacciarsi nella mente della mamma, e si snoda per otto capitoli fino al parto e ai primi giorni di vita del bambino, quando anche la donna chiude il cerchio e rinasce come mamma.

Coerente a questo approccio olistico, che vede corpo e mente procedere uniti, il libro dedica una particolare attenzione alle medicine integrate - dall’omeopatia alla fitoterapia, all’agopuntura, e alle tecniche dolci – che, con grande rispetto e nessuna violenza, possono essere di aiuto alla futura madre, anche durante il travaglio.

 
       


MARSILIO EDITORI SEGNALA

SACRIFICIO A MOLOCH

traduzione di  Katia de Marco

ASA LARSSON

A Lainio, piccolo centro nell'estremo nord della Svezia, viene abbattuto un orso: nel suo stomaco i cacciatori trovano un pollice umano. Passano pochi mesi, e in una casa ai margini del centro abitato una donna viene brutalmente uccisa con un forcone. Al contrario della polizia, Rebecka Martinsson non crede al delitto di gelosia e decide di indagare: una serie di morti archiviate come accidentali ha colpito negli anni la famiglia della vittima, e tutto sembra avere inizio in un passato ormai lontano...

SEI VENEZIA

CARLO MAZZACURATI

Dimenticare la Venezia che abbiamo conosciuto, vissuto, percorso, amato, per il suo splendore e la sua bellezza, e odiato per l'affollamento, il traffico umano, le code, gli ingorghi a Rialto, i vaporetti troppo pieni e i musei...

CONVERSAZIONI CON MICHAEL WALZER

prefazione di Giancarlo Bosetti

traduzione di: Enrico Del Sero

RAMIN JAHANBEGLOO

Michael Walzer si racconta: la vita, l'itinerario intellettuale, filosofico  e politico vengono ripercorsi in dialogo con Ramin Jahanbegloo, l'intellettuale iraniano esiliato dal regime dei mullah. Emerge la storia di un grande pensatore americano, un riferimento caro a tutti i progressisti...

SCANDALI SEGRETI

a cura di: Federico Vitella

MICHELANGELO ANTONIONI,ELIO BARTOLINI

«Ogni giorno siamo i Robinson Crusoe di noi stessi, sbattuti su un'isola sconosciuta e costretti, se vogliamo vivere, a essere soli e a essere liberi»

A cent'anni dalla nascita un inedito testo teatrale del grande maestro del cinema italiano ...

LA LANTERNA DELLE PEONIE

a cura di: Matilde Mastrangelo

ENCHO SAN'YUTEI

Kaidan botandoro (La lanterna delle peonie. Storia di fantasmi), titolo del repertorio delle narrazioni di San'yutei Encho, narra di fantasmi che appaiono tra gli uomini per amore e per vendetta, mettendo in luce quanto i secondi siano più temibili dei primi...

NOVELLE

a cura di: Marinella Colummi Camerino

IPPOLITO NIEVO

Varie, extravaganti, occasionali, queste novelle - scritte tra il 1854 e il 1860 - si distribuiscono lungo la breve stagione creativa di Nievo intrecciandosi con i testi maggiori, nutrendosi degli stessi motivi...

TRA LE PIEGHE DELL'ORIZZONTE

RINO CORTIANA

Il percorso scelto mette in evidenza alcune tappe della poesia francese moderna e contemporanea che, partendo da Philippe Soupault e passando per René Char, arriva alle manifestazioni di poeti più recenti come Jean Tardieu e André du Bouchet. Frédéric-Jacques Temple, Yves Bonnefoy..

"QUI LA META È PARTIRE"

GIUSEPPE DE MARCO

Partendo dall'analisi di alcuni autori della modernità letteraria italiana (Ungaretti, Gadda, Piovene, Vittorini) l'indagine di De Marco punta al «visibile» dell'essenza, della coscienza e del pensiero attraverso la parola, a «leggere l'invisibile nel visibile». «Vedere»...

LE ESPOSIZIONI UNIVERSALI

PAOLO COLOMBO

La lunga, fantastica, spesso travagliata storia delle Esposizioni Universali si intreccia saldamente con l'evoluzione dei mestieri d'arte: dalla prima Expo, inaugurata a Londra nel 1851, alle avveniristiche architetture di Shanghai 2010...

PADRE E FIGLIO

MAX SEIDEL

Il ritratto di un fenomeno unico nella storia culturale europea e cioè il dialogo tra un padre e un figlio egualmente ricchi di talento. Mai prima di allora, e mai in seguito, nell'arte, nella musica o nella letteratura ci sono stati un padre e un figlio di tale livello artistico...

LA PAROLA SCOSCESA

a cura di: Alessandro Scarsella

Il rapporto fra il Mediterraneo e l’Europa occupa una crescente importanza nella riflessione e nell’analisi degli studiosi di storia e di politica ...

 
       


BIETTI EDITORE SEGNALA

Ezra Pound 1972-2012 Attualità di un poeta

A distanza di quarant’anni dalla morte, gli scritti di Ezra Pound vengono continuamente ripubblicati e commentati, e le sue teorie economiche, fino a pochi anni fa screditate, risultano essere quanto mai attuali. Americano di nascita, l’autore dei Cantos fu italiano d’adozione, dato che visse prima a Rapallo e poi a Venezia, dove è sepolto. La città di Milano celebra il quarantennale della morte con una serie di iniziative che coinvolgono l’Università, l’editoria, il cinema, tutti campi legati al suo genio.

Le Edizioni Bietti, in collaborazione con l’ente morale Ares, l’Università degli studi di Milano e la Libreria Internazionale Hoepli, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano, ha organizzato il progetto Ezra Pound 1972-2012. Attualità di un poeta. 

Lunedì 5 Novembre, ore 18.00

Spazio Oberdan

Proiezione dei filmati di Bernard Dew dedicati a Ezra Pound e presentati alla 59ª Biennale di Venezia. Interverranno il regista Bernard Dew e Luca Gallesi, direttore della collana poundiana (Ares). Saranno presenti Andrea Scarabelli (Bietti) e Cesare Cavalleri (Ares). Saluto dell’assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Umberto Novo Maerna.

Martedì 6 Novembre, ore 10.30

Università degli Studi di Milano

Il poliedrico Pound

Interverranno: Davide Bigalli, Università degli Studi di Milano; Andrea Colombo, giornalista; Bernard Dew, regista; Luca Gallesi, saggista; Alessandro Rivali, poeta; Alessandro Zaccuri, scrittore.

Martedì 6 Novembre, ore 18.00

Libreria Hoepli

Presentazione di Carta da Visita di Ezra Pound (Edizioni Bietti, 2012)

Interverranno: Giulio Giorello, filosofo e Luca Gallesi, saggista e curatore del volume.

 
       


RUBETTINO EDITORE SEGNALA

Un libro di Popper inedito in Italia per festeggiare i 40 anni della Rubbettino

Esce in libreria, per la prima volta in lingua italiana, nella collana della Rubbettino “I gioielli”, nata per celebrare il quarantesimo anniversario della Casa Editrice, un libro di straordinaria importanza. Si intitola “Sul problema del metodo della psicologia del pensiero” e vede come autore un giovanissimo Karl Popper che, ventiseienne, si laurea proprio con questo testo a Vienna sotto la guida di Karl Buehler.

Il buongiorno, si sa, si vede dal mattino, e così anche la tesi di laurea di Popper ha poco a che spartire con molti dei lavori analoghi partoriti dai nostri laureandi ma è un rigoroso saggio di metodologia il cui intendo di fondo è quello di cercare di applicare alla psicologia del pensiero i risultati metodologici più importanti raggiunti dal maestro Buehler.

Secondo Popper, una descrizione dei fatti psichici è possibile solo a patto che si tenga conto del pluralismo degli aspetti degli stessi fatti, vale a dire dell’aspetto dell’esperienza vissuta, dell’aspetto del comportamento e dell’aspetto delle creazioni dello spirito.

Questa presa di posizione conduce Popper  a una critica del fisicalismo, ma anche del comportamentalismo, nella convinzione che noi pensiamo per problemi e tentativi di soluzione di questi problemi.

Questo lavoro di Popper rappresenta nell’ambito dell’evoluzione del pensiero del filosofo austriaco un punto molto importante, perché è proprio da qui che Popper approda alla logica della ricerca.

 A rendere ancora più prezioso il volume concorre un pregevole saggio di Dario Antiseri, allievo di Popper, che costituisce una agevole quanto puntuale introduzione al pensiero del maestro.

 

 
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA
 

Guido Crainz

Il Paese reale

Dall’assassinio di Moro all’Italia di oggi

La fine degli anni settanta segna una svolta nella storia della Repubblica: agli ultimi, cupi sussulti del decennio morente si intreccia l’emergere di trasformazioni colossali che riguardano l’economia e la cultura, il privato e il pubblico, la politica e la comunicazione. Nella convulsa stagione degli anni ottanta si ripropongono inoltre quelle tendenze esasperate all’affermazione individuale, quello sprezzo delle regole, quell’atteggiamento predatorio nei confronti del bene pubblico che erano già apparsi negli anni del «miracolo». Al tempo stesso giunge al punto estremo di crisi un sistema dei partiti sempre più portato a esaudire gli egoismi di ceto, pur di ottenere il consenso. Di qui un dilatarsi del debito pubblico fino a livelli intollerabili. Di qui, anche, un dilagare della corruzione politica che avrebbe portato al crollo della prima Repubblica, e – ben lungi dall’essere sradicato dall’esplosione di Tangentopoli – avrebbe segnato in profondità anche tutta la fase successiva.

Per molti versi dunque i lunghi anni ottanta si presentano come un luogo di incubazione del nostro presente. Il nesso fra gli anni di Craxi e l’era berlusconiana ha qui le sue radici, e in questo scenario si collocano le domande che oggi ci incalzano: perché l’anomala alleanza di centrodestra che si affermò inaspettatamente all’alba della seconda Repubblica riuscì a improntare largamente di sé l’intero ventennio successivo? Quali sono le ragioni della quasi ventennale stagione di Berlusconi? E che Italia ci lascia, quella stagione? E ancora: ci sono le energie e le qualità per affrontare una difficile ricostruzione e misurarsi con la crisi internazionale che chiama in causa l’identità e il futuro dell’Europa? Da dove prendere l’avvio per invertire il degrado di un sistema politico e di una «partitocrazia senza i partiti» che ha superato ogni livello di guardia? 

Guido Crainz, nato a Udine, è docente di Storia contemporanea nella Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato: Padania. Il mondo dei braccianti dall’Ottocento alla fuga dalle campagne (1994, 2007); Storia del miracolo italiano (1997, 2003); Il paese mancato (2003); Il dolore e l’esilio. L’Istria e le memorie divise d’Europa (2005); L’ombra della guerra. Il 1945, l’Italia (2007); Autobiografia di una Repubblica. Le radici dell’Italia attuale (2009).

Collana Progetti

pp. 403 │ € 29,00

ISBN 978-88-6036-732-7

In libreria dal 24 ottobre 2012

 
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA

Fernande Olivier

Picasso e i suoi amici

Compagna di Picasso dal 1904 al 1912, Fernande Olivier è stata partecipe dei primi anni dell’artista a Parigi, testimone dei rapporti intimi e quotidiani fra personalità straordinarie che in queste pagine rivivono per noi con la freschezza di una scoperta. Testimonianza unica, memoria intima e preziosa, che restituisce il colore di un’epoca leggendaria della cultura e dell’arte francese, un’epoca divenuta presto punto di riferimento obbligato per la cultura e l’arte mondiali.

Attorno al giovane e ardente Pablo Picasso e alla sua amante Fernande si stringe un drappello di originali, la «banda Picasso»: il generoso Max Jacob e l’avaro Apollinaire, sempre insieme a Marie Laurencin, l’opportunista; Rousseau il doganiere, adorabile e ingenuo, Van Dongen così mondano, Braque il «rivale», l’amico-nemico Matisse, il mercante Vollard, pieno d’intuito. Accanto, comprimari di rango: Gertrude Stein, che vaga fiutando capolavori, o Marinetti, straripante di foga oratoria. Ricordi limpidi e appassionati che narrano la cronaca ora buffa ora dolente del tempio dell’Arte ai primi del Novecento e scorrono fluidi dalla penna della «belle Fernande»

Nata a Parigi nel 1881, Fernande Olivier è morta nel 1966 in povertà: fu Picasso, avvertito delle misere condizioni in cui versava, a darle un aiuto finanziario negli ultimi anni della sua vita. La «belle Fernande», modella dei pittori e pittrice a sua volta, è autrice anche di un altro libro di memorie, Souvenirs intimes, pubblicato nel 1988 da Calmann-Lévy. 

Collana Virgole

pp. 115 │ € 18.00

ISBN 978-88-6036-768-6

 
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA
 

Laura Pennacchi

Filosofia dei beni comuni

Crisi e primato della sfera pubblica

La questione dei beni comuni sta assumendo un ruolo centrale nel dibattito pubblico e nella mobilitazione politica. In Italia, di recente – per fare un solo esempio – essa ha rappresentato un elemento imprevisto e dirompente di manifestazione della volontà popolare, in sede referendaria. I beni comuni sono quei beni che non sono proprietà di nessuno. Essi non riguardano solo le componenti naturali quali gli ecosistemi e le risorse non riproducibili, ma anche le forme della conoscenza, il capitale sociale, le regole, le norme, le istituzioni. In quanto tali, dunque, i beni comuni si ritrovano per definizione al centro di alcune tra le problematiche cruciali del nostro tempo. Dall’irrompere del dramma ambientale e del riscaldamento climatico al manifestarsi delle conseguenze della globalizzazione sregolata – con i suoi esiti di mercificazione esasperata generati dall’economia neoliberista – all’esplodere della crisi finanziaria globale: tutto impatta sui beni comuni. In senso critico, generando minacce di nuove dissipazioni, che vanno dal degrado allo spreco, dall’abuso alla mancanza di cura. Ma anche in senso positivo, di nuove opportunità che si presentano. Naturalmente, in quanto presupposti indispensabili della vita e della società umane, i beni comuni sono sempre esistiti; ma non sempre si è avuta coscienza della loro essenza, che risiede in primo luogo nell’essere «il limite» senza il quale si compie la «tragedia». In questo libro, attraverso un’argomentazione rigorosa che tocca i campi della filosofia, dell’economia e della politica, Laura Pennacchi offre per la prima volta al lettore italiano una sintesi sul tema, e la sua originale impostazione: i beni comuni non si identificano né col «privato» né col «pubblico»; sono piuttosto un terzo elemento chiamato a triangolare con gli altri due. Essi rappresentano non il punto di vista dell’individuo, né quello dello Stato, quanto piuttosto quello – ricco di umanità solidale – della persona.

Laura Pennacchi, più volte eletta in Parlamento, è stata sottosegretario al Tesoro con Ciampi nel primo governo Prodi. Per i tipi della Donzelli ha pubblicato Lo stato sociale del futuro. Pensioni, equità, cittadinanza (1997), L’eguaglianza e le tasse. Fisco, mercato, governo e libertà (2004) e La moralità del welfare. Contro il neoliberismo populista (2008), e ha introdotto e curato l’edizione italiana del libro di Joseph Stiglitz, Globalizzazione (2011).

 

 
     


FAZI EDITORE SEGNALA

 OTTOBRE - Narrativa

Zoran Drvenkar, Il viaggiatore

Libba Bray, La stella nera di New York

Alice LaPlante, Non ricordo se ho ucciso

Pierre Lemaitre, L’abito da sposo

Catherine Fischer, Incarceron. La prigione vivente

 

OTTOBRE - Saggistica

Charles Kupchan, Come trasformare i nemici in amici

Hans Kung, Dio esiste?

Wilhelm Schmid, L’arte dell’equilibrio

Elizabeth Johnson, La ricerca de Dio vivente

Katherine Losse, Dentro Facebook. Quello che non vi hanno mai raccontato

 

OTTOBRE - Varia

Isabella Pedicini, Ricette umorali

 

NOVEMBRE – Narrativa

Giovanni Ricciardi, Portami a ballare

Victor Serge, Se è mezzanotte nel secolo

Charlaine Harris, Di morto in peggio

Francesco Zingoni, Forte come l’onda è il mio amore

Allie Condie, Crossed

John Katzenbach, L’uomo sbagliato

 

NOVEMBRE – Saggistica

Lyndall Gordon, Come un fucile carico. Biografia di Emily Dickinson

 

NOVEMBRE – Varia

Stefano (Kaneda) Gargano, Due cuori e una gatta

Paul de Sury, Manuale di autodifesa per maschi

 

 
       


CAVALLO DI FERRO EDIZIONI SEGNALA
 

Per la metà di novembre Editrice Pisani - marchio acquisito da Gargoyle - riprenderà le pubblicazioni. Particolare attenzione verrà rivolta alla cura, alla salute e al benessere dell’individuo, inteso come stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano: non solo quindi da un punto di vista fisico, ma anche psichico, di crescita ed evoluzione spirituale.

Il catalogo si comporrà di testi agili, vivaci e puntuali che possano diventare uno strumento di conoscenza, informazione e svago, ma anche uno stimolo e una base di partenza per imparare ad ascoltare il proprio corpo e a interpretarne i segnali e il linguaggio, così da iniziare un viaggio di ricerca volto al miglioramento della qualità e della consapevolezza della nostra esistenza. 

Ernestina

José Rentes de Carvalho

(Cavallo di Ferro, pp.320, euro 16.90, EAN 978 88 79 07 115 4, in libreria dal 22 novembre 2012)

"Uno dei più significativi romanzi del Ventesimo secolo". LER, LIVROS & LEITORES - LISBONA

Con molto talento e umorismo, in questo romanzo Rentes de Carvalho ci racconta le sue memorie d'infanzia e le storie dei suoi antenati, che hanno vissuto tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento in un paese sperduto del Douro: l'entroterra del Nord del Portogallo. Ernestina è allo stesso tempo il vero nome della madre dell'autore e dell'intrepida protagonista del suo romanzo. Su di lei Rentes de Carvalho ha dichiarato: "Madre di un solo figlio, la sua vita è stata così triste, amara e piena di solitudine, che non scrivere un romanzo su di lei era impossibile. E così l'ho scritto. La sua morte ha spezzato l'ultimo filo che mi teneva legato alla terra in cui sono nato". Curiosamente, Ernestina è anche il nome del primo amore con cui il bambino, una volta diventato adolescente, perderà la verginità. Una specie di ritorno alla madre, o di fuga dalla madre, il passaggio nell'età adulta che deve però, suo malgrado, superare il velo di un inconfessato incesto.

Un viaggio emozionante, tenero e divertente tra le memorie e le storie di una vita familiare e la descrizione di un mondo rurale che non esiste più in Europa. Considerato un capolavoro della letteratura del Ventesimo secolo, Ernestina ha convinto pubblico e critica.  

José Rentes de Carvalho (Vila Nova de Gala, 1930), scrittore e giornalista, è uno dei più importanti autori contemporanei portoghesi. Fra i suoi romanzi Montedor (1968), O Rebate (1971), A Sétima Onda (1984), A Amante Holandesa (2003). Ernestina (1998) è stata un successo straordinario di vendite in Portogallo e in Olanda che ha raggiunto diverse edizioni e decine di migliaia di copie vendute. 

Di Ernestina hanno scritto: 

"Non ci sono rimasti molti scrittori come José Rentes de Carvalho". Trow - Amsterdam

"José Rentes de Carvalho raggiunge con Ernestina un livello che evoca gli scritti autobiografici di Elias Canetti". Leeuwarder Courant - Leeuwarden

"L'eleganza dello stile, la forza dell'ironia, il potere di delineare con poche frasi un personaggio: con queste competenze José Rentes de Carvalho fa diventare spaventosi e indimenticabili gli eventi evocati". Vrij Nederland – Amsterdam
 

Fernando Pessoa. L'astrologo

a cura di Jerónimo Pizarro e Paulo Cardoso

(Cavallo di Ferro, pp.320, euro 16.00, EAN 978 88 79 07 114 7 - in libreria dal 15 novembre 2012) 

Un libro sorprendente che ci fa scoprire come l’astrologia sia stata non solo una passione, ma una vera visione del mondo che ha influenzato l’intera opera del grande poeta portoghese.

L’ astrologia è stata per Fernando Pessoa molto più di una passione, è stata un’enorme influenza nella sua vita e nella sua opera al punto da essere determinante anche nella poesia dei suoi eteronimi.

Intellettuale e persona dagli interessi diversificati e molteplici, Fernando Pessoa è stato poeta, saggista, narratore, drammaturgo, scrittore di gialli, filosofo. Ma la sua personalità eccentrica ha avuto anche un forte interesse per l’esoterismo e l’astrologia. Recenti e sconvolgenti scoperte biografiche sulla sua vita (questa è la materia del libro) ci informano che sotto lo pseudonimo di Raphael Baldaya il poeta ha fatto dell’astrologia un'insolita professione e fonte di guadagno.

Grande studioso di questa disciplina – sulla quale ha anche scritto un trattato teorico – è alle ricerche di Pessoa che si deve l’introduzione del pianeta Plutone (scoperto nel 1930) nelle carte astrologiche. Nei suoi quaderni, il poeta ha addirittura calcolato, con una certa precisione, anche la data della sua morte – un’ossessione alla quale ha dedicato moltissime riflessioni – e previsto con rigore avvenimenti futuri come la Rivoluzione dei Garofani.

In questo sorprendente libro, totalmente inedito, si riuniscono e interpretano per la prima volta le più significative carte astrologiche che Fernando Pessoa ha fatto su se stesso, sui suoi eteronimi e sui grandi personaggi della storia della letteratura, della cultura e della politica dell’epoca (tra cui il Re d’Italia e Mussolini).

Il volume, ampiamente illustrato, è a cura di Jerónimo Pizarro, uno dei più importanti specialisti internazionali dell’opera di Pessoa, e di Paulo Cardoso, famoso astrologo e autore di importanti saggi sul contenuto filosofico ed esoterico dell’opera del poeta.

 

 
       


GIANGIACOMO FELTRINELLI EDITORE

IN LIBRERIA DAL 24 OTTOBRE 2012

Christian Boukaram

IL POTERE ANTICANCRO DELLE EMOZIONI

Da un medico oncologo, uno nuovo sguardo sull’insorgenza e

la cura della malattia

Traduzione di Fabrizia Berera

Urra

pp. 240 euro 15,00

L’autore

Christian Boukaram è oncologo e professore universitario di Neurologia a Montreal, in Canada. Ha conseguito un dottorato e una specializzazione in Radiochirurgia ed è esperto di Fisica nucleare e Neuro-psicologia. Primario del dipartimento di Radiochirurgia all’ospedale Maisonneuve-Rosemont, centro affiliato all’Università di Montreal, è anche co-fondatore dell’organizzazione Croire, che offre supporto psicologico ai malati di cancro. La ricerca del dottor Boukaram è interessata a migliorare la cura dei pazienti attraverso un approccio multidisciplinare.

In breve

“Le cellule anomale si moltiplicano tre volte più velocemente quando proviamo un sentimento di disperazione.” Non il solito libro sul pensiero positivo dalle “magiche” potenzialità, ma la proposta di un approccio realistico e olistico alla malattia.

Il libro

Senza promettere soluzioni miracolose e negare la necessità delle terapie oncologiche riconosciute, invita a esplorare, a riflettere e trarre vantaggio dalla psicogenesi del cancro. Un libro da grande dibattito, che in pochissimo tempo ha venduto 15.000 copie nel solo Québec, dove di solito si definiscono best-seller libri che raggiungono le 3000 copie di venduto

Il dottor Boukaram indaga da anni il legame tra il cancro e il vissuto psichico ed emotivo della persona. I dati sono inconfutabili: l’incidenza dei casi di cancro non è diminuita negli ultimi trent’anni, la vera causa della malattia è ancora sconosciuta. La predisposizione genetica e fattori di rischio certi (cattive abitudini, inquinamento ambientale, infiammazioni croniche…) a volte sono sufficienti per causare il cancro, ma non è una regola assoluta. Non a caso, alcuni individui con tutti i fattori di rischio, compreso quello genetico, non sviluppano mai il cancro, mentre altri, senza alcun fattore di rischio, sì. Un terzo elemento basilare è in gioco: le emozioni. Nuove e sofisticate metodologie scientifiche sembrano oggi darne prova, inducendo a un cambiamento dei paradigmi oncologici attuali: non basta più fare la guerra alle cellule cancerogene, senza tenere conto dell’ambiente, materiale e immateriale, in cui si sviluppano.

Basandosi sui risultati di ricerche condotte in ambiti della scienza molto vitali – l’epigenetica, la fisica quantistica, la neurologia – questo libro, presto divenuto in Canada un bestseller e fonte di discussione, ci incoraggia a cambiare il modo in cui si affronta questa malattia. Da un lato, indaga come i pensieri, le credenze, le emozioni e il contesto relazionale di ciascuno contribuiscano all’insorgenza del cancro; dall’altro, spiega come uno stato di benessere emotivo potenzi i trattamenti medici, rendendoci consapevoli del potere dei meccanismi naturali di guarigione del nostro corpo. Con un linguaggio facile e comprensibile da chiunque, identifica e illustra i molti modi da adottare per stimolare tali meccanismi, indispensabili non solo per prevenire o tenere a bada la malattia, ma per vivere una vita complessivamente sana.

 
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA

Nadia Fusini

Nomi

Undici scritture al femminile

Ortese, Blixen Dickinson Woolf Stein Ch. Brontë E. Brontë Shelley Yourcenar Bishop

Undici donne scrittrici, undici nomi, undici voci creatrici. Voci «materne» dunque, portatrici dell’energia di vita che ha generato le loro opere. Voci che Nadia Fusini ascolta in questo viaggio nella letteratura dell’ultimo secolo: ma la personalità, l’opera, la vita, l’arte di queste donne emerge non già da freddi racconti biografici, da distaccati resoconti della loro «fortuna» letteraria, quanto da un empatico confronto con le emozioni sottese alla loro scrittura. Non l’occhio ma la visione è al centro di questi ritratti, non la parola ma la lettura. E soprattutto è attivo l’ascolto, l’ascolto del «suono della vita».

Eppure, non esiste una generica scrittura femminile, e nessuna esperienza autentica è «di genere». Perché dunque gli eroi che Nadia Fusini convoca in questo libro sono tutte donne? Perché – risponde – sono queste donne, con questi nomi e queste opere; creature singole, che contano ognuna per sé e che hanno dato prova di rara eccellenza nell’arte che hanno scelto. Se meritano un’attenzione speciale, non è solo perché più spesso degli eroi maschi le loro gesta sono state trascurate, ma perché nella cerimonia della loro scrittura rivelano e dimostrano come in essa si realizzi l’alchimia che trasforma ogni elemento – di genere, di storia, di classe, di tempo – in qualcosa di indipendente e di autonomo. E singolare. E miracoloso.

Divenuto un piccolo classico della storiografia letteraria, letto e studiato da un paio di generazioni, Nomi è un libro «vivo» che, dalla sua prima pubblicazione nel 1986, ha conosciuto continui aggiornamenti e riedizioni. Oggi torna in libreria con l’aggiunta di delle vibranti pagine che Nadia Fusini ha dedicato ad Anna Maria Ortese.

Nadia Fusini insegna presso il Sum, Istituto italiano di scienze umane, a Firenze. A Roma coordina un dottorato di Lingue e Culture europee in collaborazione con «La Sapienza». Studiosa di teatro elisabettiano, ha tradotto e commentato numerosi testi shakespeariani; ha curato e tradotto opere di Mary Shelley, Keats, Stevens e soprattutto di Virginia Woolf, alla quale ha dedicato la biografia Possiedo la mia anima (Mondadori, 2007). Narratrice raffinata, è anche autrice dei romanzi: La bocca più di tutto mi piaceva (Donzelli, 1996), Lo specchio di Elisabetta (Mondadori, 2002), L’amore necessario (Mondadori, 2007). L’ultimo suo lavoro, Di vita si muore (Mondadori, 2010), è dedicato al teatro delle passioni in Shakespeare.

Virgola

pp. 320 │ € 19,50

ISBN 978-88-6036-763-1

In libreria il 10 ottobre 2012

 
       


GIANGIACOMO FELTRINELLI EDITORE SEGNALA

IN LIBRERIA 24 OTTOBRE 2012

Véronique Moraldi

Figlio di sua madre

Il legame speciale tra madre e figlio maschio e le sue distorsioni

Traduzione di Paolo Poli

Urra

pp. 320 euro 17,00       

L'autrice

Véronique Moraldi è specializzata in problemi di bullismo, studio delle personalità narcisistiche e analisi dei rapporti familiari e delle loro conseguenze sul comportamento degli adulti. Formatasi in comunicazione relazionale secondo il metodo ESPERE di Jacques Salomé è autrice di numerose pubblicazioni dedicate all’indagine dei legami tra genitori e figli e delle loro ricadute sulla vita adulta di questi ultimi.

In breve

“Ho avuto davvero l’impressione, crescendo un ragazzo, di fare un’esperienza totale di diversità. A volte mi sono ritrovata a dire: “Sembri una gallina che ha fatto un anatroccolo!”

L’amore di una madre per un figlio? È un amore eterno e inossidabile, resistente a tutte le intemperie. E il sentimento è reciproco: per lui la madre è il primo oggetto d’amore, ma anche la prima immagine della donna. Eppure, questo amore non è perfetto e può essere all’origine di “effetti indesiderati”. Con tono leggero e incrollabile fiducia nella vita, l’autrice analizza questo legame così particolare, chiarendone gli aspetti semplicemente imperfetti, problematici e anche di grave contrasto.

Il libro

Prendendosi cura di suo figlio, trasmettendogli valori, schemi psicologici e un modo di intendere il mondo, ma anche semplicemente mettendolo al mondo, la madre segna la propria impronta sul figlio per tutta la vita.
Quali sono i peculiari meccanismi, consci e più spesso inconsci, che delineano il rapporto tra una mamma e il figlio maschio? Cosa accade al figlio se è bersaglio di troppo amore, o troppo poco? Quali sono le ripercussioni sui legami di coppia del figlio una volta cresciuto? La madre può essere responsabile dell’omosessualità di suo figlio? Come può riuscire, lei, una donna, a “farne un uomo” e renderlo libero, anche e prima di tutto da se stessa? Come supplire alla mancanza di una figura paterna? Su cosa impostare il rapporto suocera/nuora, perché il figlio non ne diventi, suo malgrado, la posta in gioco?
Queste sono solo alcune delle domande cruciali affrontate dall’autrice, che offre le sue riflessioni su questioni spinose che preoccupano tanto le madri, quanto le nuore, che spesso di questo legame sperimentano le conseguenze!

Il libro indaga infatti tutte le complicate sfaccettature del rapporto che si instaura fra madre e figlio, dalla nascita all’adolescenza, al matrimonio fino alla morte della madre. Tratta la normalità, ma anche le deviazioni e gli eccessi di tale legame costruendo una rassegna di ritratti-tipo: dal figlio unico al figlio di una famiglia numerosa, dal figlio che fugge l’intimità a quello affetto da “sindrome dell’abbandono”, dalla madre iperprotettiva e onnipresente alla madre castrante, fino alle madri estreme.

Non manca infine il richiamo agli aspetti pedagogici, che fanno chiarezza su quali debbano essere i compiti e le funzioni di una madre, quali gli errori da evitare, senza lesinare consigli su come tradurli nel concreto per crescere figli liberi e indipendenti.

 

 
       


PENDRAGON EDIZIONI SEGNALANO

Novità ottobre 2012
Roberto Roversi
Libri e contro il tarlo inimico
Poesie

Un libro di poesie inedite di Roberto Roversi

Esce oggi in libreria per le Edizioni Pendragon (3 ottobre 2012) una raccolta di versi inediti del poeta Roberto Roversi, recentemente scomparso. Il volume, dal titolo Libri e contro il tarlo inimico, era da tempo programmato per questo autunno e alle sue pagine Roversi ha lavorato fino a vederle finalmente stampate. Si tratta di un insieme di testi di epoche differenti - messi via via da parte col passare degli anni - legati tra loro da un filo conduttore forte:  il sentimento d’amore per i libri che ha sempre animato la sua vita, non solo di poeta ma anche di libraio antiquario. Significativa è quindi la presenza del “tarlo”, da intendersi non solo in senso letterale ma soprattutto nel senso più ampio di qualsiasi “nemico” o “pericolo” che può minacciare i libri e i loro lettori.

Pp. 142, euro 14,00, isbn 978-88-6598-175-7

dall’Introduzione dell’autore:

"Leggere un libro, aprirne le pagine, sfogliarle, è
 ancora una miracolosa operazione che ci riempie di
 meraviglia, anche se il libro è soltanto un volumetto di
 versi che un giovane esordiente spedisce pieno di speranza
 e di augurio.
 Con affetto, questo libro sia un regalo anch’esso per
 quanti mantengono ancora intatto il gusto della lettura
 e sono disposti ogni giorno a lasciarsi sorprendere. Per
 la vitalità che la pagina scritta riesce a mantenere.
 Buona lettura dunque, per i lettori che avranno la
 pazienza di scorrere queste righe qua offerte e la curiosità
 per delibarle. E grazie per l’attenzione".

 
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA

Antonio Gramsci

 Il moderno Principe

Il partito e la lotta per l’egemonia

Quaderno 13

Noterelle sulla  politica del Machiavelli

a cura di Carmine Donzelli 

Il cuore politico dei Quaderni del carcere: Machiavelli, Lenin,

 lo scontro con Togliatti. Dopo 80 anni, un testo tutto da scoprire

«Il moderno Principe. Sotto questo titolo potranno raccogliersi tutti gli spunti di scienza politica che possono concorrere alla formazione di un lavoro concepito e organizzato sul tipo del Principe di Machiavelli». Siamo nel 1932 e Gramsci ha deciso di dedicare uno dei suoi Quaderni del carcere a una riflessione sul partito politico rivoluzionario e sulla lotta per l’egemonia.

Incarcerato alla fine del 1926, condannato dal Tribunale speciale nel 1928, Gramsci ha cominciato a lavorare ai Quaderni a gennaio del 1929. Ma il tema del «moderno Principe» non fa parte del progetto iniziale. Perché, a un certo punto della sua vicenda intellettuale e umana, Gramsci decide di concentrare la sua attenzione su questo tema? Si tratta di un esercizio di studio, o la sua riflessione ha origini, urgenze e obiettivi di natura politica attuale? Insomma: per chi è scritto, questo Quaderno 13? E soprattutto, contro chi è scritto?

La risposta richiede un lavoro di decifrazione. Le note si riferiscono a un materiale complesso, che va da Machiavelli a Marx, da Lenin a Bucharin, da Gioberti a Gentile (e Mussolini), da Sorel a Croce. Di più: quelle pagine sono scritte «in cifra», e non solo per sfuggire alla censura carceraria: anche per poter affrontare questioni delicatissime all’interno del suo stesso campo.

Al meticoloso lavoro di decifrazione si dedica questa edizione curata da Carmine Donzelli. I concetti di crisi organica, rivoluzione passiva, egemonia, blocco storico non sono pure riflessioni teoriche: sono armi di lotta politica, contro l’avversario «di classe», ma anche contro i nemici interni. E se tra questi vi fossero anche coloro che si stanno adoperando per tenerlo in carcere? E se fosse proprio Togliatti uno degli antagonisti di questo Quaderno 13?

Virgola  pp. 320 │ € 20,00

ISBN 978-88-6036-733-4

In libreria il 3 ottobre 2012

 


EDIZIONI PENDRAGON SEGNALANO
 

Antonio Selvatici
Il libro nero della contraffazione
Quanto costa all'Italia la falsificazione. Quanto si arricchisce la malavita.

Che cosa si fa e che cosa si deve fare

La prima indagine giornalistica sulla contraffazione: le cifre da capogiro, i legami con la criminalità organizzata e gli intrecci internazionali di un business che replica illegalmente non solo le note griffes dell'abbigliamento, ma anche armi, prodotti agroalimentari, sigarette, giocattoli, parti di ricambio delle auto, permessi di soggiorno. Si tratta di un furto che vale alcuni miliardi di euro l'anno e di cui fanno le spese i consumatori, il fisco e un'importante fetta di prodotti Made in Italy, in un trasferimento illecito di ricchezza che sottrae risorse all'Oc­cidente e alimenta l'economia di un colosso economico quale la Cina, Paese dal quale proviene la principale quota mondiale di prodotti contraffatti. Chiamando in causa gli organismi preposti al controllo a livello italiano, europeo e mondiale, questo libro offre una serie di spunti su possibili misure alternative per arginare un fenomeno che necessita urgentemente di essere contrastato.

Antonio Selvatici, giornalista d'inchiesta, è il primo italiano che ha ottenuto il nulla osta per compiere ricerche negli archivi dei servizi segreti dei Paesi ex comunisti. Interessato all'intelligence economica, si è specializzato presso Space, il Centro europeo per gli studi sulla protezione aziendale dell'università Bocconi. Dalla sua fondazione, è consulente per la Commissione parlamentare d'inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, composta da venti deputati e unica al mondo a occuparsi di questo tema. Con Pendragon ha  pubblicato un altro volume di grande successo: Chi spiava i terroristi. KGB, Stasi - BR, RAF (2009, edizione ampliata 2010).

         


EDIZIONI DELLA SERA SEGNALANO

Roma: una scelta d'amore

Le storie della Capitale, i colori della romanità, la vita nella metropoli più bella del mondo

In “Roma per sempre” Marco Proietti Mancini riesce a far viaggiare i lettori attraverso tre dimensioni: lo spazio, il tempo e le emozioni. Nelle storie che racconta c’è una descrizione dei luoghi, dei posti e degli spostamenti, c’è il viaggio nel tempo che riporta indietro dai primi ricordi di vita nelle sensazioni. Le emozioni prettamente romane che in quei posti, in quel tempo, i protagonisti delle storie di Marco hanno vissuto. L’autore ci accompagna, ci descrive, ci rivela i particolari, i dettagli, i segreti che Roma ancora

nasconde: e noi viaggiamo insieme a lui per le strade e i vicoli di questa metropoli, corridoi di teatro che sfociano nella platea delle piazze, dove la rappresentazione della vita esplode. Ma lo spettacolo vero è dietro le quinte, dove i protagonisti veri sono i popolani, la gente normale che Roma la vive nella quotidianità dei suoi giorni. Perché per chi vive a Roma ogni giorno è straordinario per il solo fatto di viverlo lì, nella capitale nella città eterna. Un libro che può essere considerato allo stesso tempo un romanzo e una guida emozionale per conoscere ancora meglio la metropoli più bella del mondo.

Marco Proietti Mancini, romano del 1961. Vive dello stipendio in una multinazionale dell’informatica nel settore commerciale e si diverte, da sempre, scrivendo di tutto. A scrivere professionalmente ha iniziato tardi, nel 2009, con la pubblicazione del suo primo romanzo “Da parte di padre”. Mantiene collaborazioni su riviste, siti e blog con recensioni, prefazioni e postfazioni, poesie.

       


PONTE ALLE GRAZIE SEGNALA

Disattenzione, difficoltà di apprendimento, stress da studio: un testo fondamentale per comprendere il cervello dei giovani e giovanissimi e non essere impreparati alla ripresa della scuola. Un esperto mondiale di neuroscienze spiega come funziona il cervello dei ragazzi e i metodi per migliorarne le performance.  

Torkel Klingberg

Cosa hanno in testa i nostri figli

Apprendimento e memoria nello sviluppo del bambino 

Ponte alle Grazie

 210 pagine, 16,80 euro

In libreria da metà settembre 

IL LIBRO

Cosa succede ai nostri bambini quando hanno la testa fra le nuvole? E cosa passa in quella degli adolescenti, quando lanciano le loro moto a tutta velocità? Perché un bimbo nato prematuro può avere difficoltà in matematica? Esistono dei metodi di «allenamento del cervello» per migliorare l’attenzione e la concentrazione, e quindi anche i risultati scolastici? Partendo dalle più recenti ricerche sullo sviluppo cerebrale in età infantile e adolescenziale, uno dei più insigni e accreditati esperti mondiali di neuroscienze risponde con questo libro alle domande di medici e psicologi, genitori e insegnanti, fornendo tutti gli strumenti per comprendere le dinamiche cerebrali dell’apprendimento nelle diverse fasi della crescita e le loro interazioni con l’ambiente sociale e famigliare. Un testo indispensabile, dunque, per comprendere e combattere disturbi quali, ad esempio, il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) o la discalculia, e più in generale i ritardi nell’apprendimento, ma altrettanto illuminante nell’indicare metodi, accorgimenti e allenamenti specifici per migliorare e rafforzare le performance del cervello, nei bambini come negli adulti. 

Da anni la psicologia sperimentale e la neurologia si sono fuse per creare un campo di ricerca chiamato neuroscienze cognitive. La pedagogia, invece, vive ancora di vita propria. È giunto il momento di unire le forze, che i pedagoghi si aprano alle nuove conquiste delle neuroscienze cognitive, e che le problematiche e le esperienze maturate dalla pedagogia indichino quali esperimenti devono essere condotti nel campo delle neuroscienze.

L’AUTORE

Torkel Klingberg è docente di neuroscienze cognitive presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, ricercatore presso l’Accademia Svedese delle Scienze e fondatore di una società specializzata nel miglioramento delle facoltà cognitive. I suoi studi sullo sviluppo cognitivo del bambino, sulla working memory e il brain training sono all’avanguardia della ricerca internazionale. Pubblica regolarmente sulla stampa specializzata, su Science, Nature Neuroscience e Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry e tiene conferenze in tutto il mondo. Insignito della carica di Future Research Leader dalla Fondazione Svedese di Ricerca Strategica, è punto di riferimento internazionale della ricerca nel suo settore. Ha vinto il Philip’s Nordic Prize.

 
       


FUORIONDALIBRI SEGNALA

“Paolo Borsellino”

Una vita contro la mafia, mille verità sulla morte

Dal 29 agosto in libreria

In occasione del ventennale del tragico attentato di via D’Amelio, che il 19 luglio del 1992 scosse Palermo e tutta l’Italia, arriva in libreria “Paolo Borsellino”, una vita contro la mafia, mille verità sulla morte. La storia di una delle pagine più oscure del nostro Paese, raccontata dalla penna del giornalista palermitano, Leone Zingales. Un anfratto buio della storia civile e politica italiana, su cui ancora deve esser fatta piena luce, tanto da richiedere una nuova edizione aggiornata di questa biografia, privata e professionale, di Paolo Borsellino, pubblicata con grande successo di critica e pubblico nel 2005. Un libro-inchiesta che al suo interno ha due anime che si compenetrano sino a descrivere un unico “drammatico” fil rouge. Dall’attualità più recente, con nuove e inedite rivelazioni sulla trattativa Stato-mafia di quegli anni, e gli inquietanti sviluppi dell’inchiesta attraverso il racconto della cronaca degli ultimi mesi: tra le indagini e i numerosi misteri mai chiariti, i depistaggi, le scomode verità e le ambigue rivelazioni. Alla dimensione pubblica e privata di uno dei più importanti “eroi tragici” e assieme “normali” del nostro tempo. Un viaggio accurato e mai banale, attraverso cui l’autore, cronista che da oltre trent’anni si occupa di inchieste sulla criminalità organizzata, ci restituisce lo straordinario spessore dell’uomo Borsellino, grazie a numerose e illuminanti testimonianze. Da quella del figlio Manfredi, oggi funzionario della Polizia di Stato, a quelle dei magistrati Giuseppe Di Lello, già componente del «pool» antimafia guidato negli anni Ottanta da Antonino Caponnetto, e Antonio Ingroia, ritenuto l’«allievo» per eccellenza di Borsellino. Inoltre, un carteggio inedito tra il giudice Borsellino e Antonia Setti Carraro (mamma di Emmanuela, giovane moglie del generale Carlo Alberto dalla Chiesa uccisa il 3 settembre 1982 a Palermo), le tappe della polemica scaturita dall’articolo di Leonardo Sciascia sui «Professionisti dell’antimafia» (gennaio 1987) e alcuni degli innumerevoli interventi di Borsellino in dibattiti e incontri con le scuole e in audizioni al Csm. Insomma un viaggio illuminante che darà conto al lettore di un’epoca recente e al contempo, drammaticamente, “madre” e “matrigna” dei nostri giorni.

L’autore 

Leone Zingales (Palermo, 1960), giornalista professionista, ha scritto 34 libri. Ha collaborato con le agenzie Agi-Italia, Italpress, Ansa, con il quotidiano «La Sicilia», con i settimanali «Oggi», «Avvenimenti» e «Visto», con il quotidiano spagnolo «El Mundo». È presidente del Gruppo siciliano dell’Unci-Unione nazionale dei Cronisti italiani, consigliere nazionale e componente della Giunta esecutiva nazionale dello stesso organismo. È componente della giuria del premio nazionale «Cronista dell’anno» promosso dall’Unione nazionale cronisti italiani. Cavaliere Ufficiale e Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, è autore di due libri di poesie (illustrati con suoi disegni), acquarellista, vanta diverse esperienze in campo radio-televisivo. Da una sua idea, nel gennaio del 2005, è sorto a Palermo, in via Ciaculli, il «Giardino della memoria». Su un terreno confiscato alla mafia il Gruppo siciliano dell’Unci-Unione nazionale cronisti italiani e l’Anm-Associazione nazionale magistrati (sezione distrettuale palermitana), primo caso del genere in Europa, hanno deciso di ricordare tutte le vittime cadute per mano mafiosa con la piantumazione di alberi e targhe a ricordo degli uomini che hanno offerto la propria vita sul versante della legalità e della lotta alla mafia. Nel novembre del 2006, in occasione del Consiglio nazionale dell’Unione cronisti (svoltosi a Viareggio), ha presentato una mozione nella quale si chiedeva l’istituzione di una Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi dalla mafia e dal terrorismo. La data scelta dall’Unci è quella del 3 maggio, giornata in cui le Nazioni Unite celebrano la libertà d’informazione in tutto il mondo. La prima edizione si è svolta a Roma, nel 2008, in Campidoglio. Impegnato sul versante della lotta alla mafia e dell’educazione alla legalità, dal 1991 interviene a dibattiti e incontri presso istituti scolastici, enti locali e associazioni. Nel 2000 a San Pietro a Maida (Catanzaro) ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio Petreius (sezione giornalismo) per la pubblicazione del libro Il sogno italiano. Nel febbraio del 2007 a Mascali (Catania) ha ricevuto il premio «Rosario Livatino» per la legalità. Nel novembre del 2007 su «Tuttolibri» de «La Stampa», il critico Maurizio Cucchi ha spiegato ai lettori alcuni passi di due liriche scritte da Zingales. Ha partecipato amichevolmente, interpretando se stesso mentre conduce un notiziario giornalistico televisivo, al film Il ritorno di Cagliostro dei registi Daniele Ciprì e Franco Maresco.

 
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA

Diana Vreeland

D V

«Ho occhio per il colore: forse è il dono più eccezionale che possiedo. Il colore dipende totalmente dalla tonalità. Il verde, ad esempio, può essere quello del metrò, però se ottieni il verde giusto… Il rosso è il grande chiarificatore: brillante, purificatore e rivelatore. Non potrei mai stancarmi del rosso… sarebbe come stancarsi della persona che ami. Per tutta la vita ho inseguito il rosso perfetto».

Questo è lo stile inconfondibile di Diana Vreeland. Uno stile che ha lasciato il segno nella storia della moda. Personalità carismatica, eccessiva e indiscutibilmente geniale, Diana Vreeland racconta in queste pagine, con straordinaria verve e bruciante ironia, la sua incredibile vicenda umana e professionale, tra Parigi, Londra e New York. Diana ha sempre reinventato se stessa, e lo fa anche nella sua autobiografia, arditamente in bilico tra realtà e finzione. Dalle sontuose dimore londinesi alla Parigi degli anni trenta, dal jet-set newyorchese alle ribalte più esclusive del mondo, si susseguono gustosi aneddoti e incredibili situazioni condivise con la sua eclettica cerchia di amici, fatta di artisti e principi, star del cinema e icone pop: da Coco Chanel a Jack Nicholson, da Andy Warhol a Joséphine Baker. Dalla boutique di lingerie di cui era proprietaria, grazie al suo gusto innato per gli abiti e le stoffe, Diana si ritrova a pieno titolo nella redazione di «Harper’s Bazaar»: la direttrice, Carmel Snow, incantata dall’abito bianco con un tocco di rosso che Diana indossa una sera, le fa una proposta che non può rifiutare. E sarà un esordio folgorante: la rubrica Why Don’t You?, da lei stessa ideata nel 1936, riscuote un successo immediato. Ai lettori Diana dispensa sapientemente consigli pratici insieme a idee del tutto strambe, in un mélange originalissimo di estro e ingegno. Nel 1962, dopo quasi ventisei anni nella redazione di «Harper’s Bazaar», Diana Vreeland passa saldamente al timone di «Vogue», dove riesce a dare libero spazio alla sua inesauribile creatività e a dettare lo stile di un’intera epoca. Lo farà fino al 1971, quando la rivista decide di voltare pagina. Per Diana non è che un nuovo inizio: nel 1972, infatti, prende il via la sua collaborazione come consulente per il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, per il quale curerà mostre indimenticabili. Da allora fino alla sua scomparsa, nel 1989, è stata la regina incontrastata dell’alta moda mondiale, e la sua vita è diventata leggenda.

Diana Vreeland nasce a Parigi come Diana Dalziel nel 1903. Fin dall’infanzia, grazie alle frequentazioni sociali dei suoi genitori, che nel frattempo si erano trasferiti a New York, viene introdotta nel bel mondo. Sposa Reed Vreeland, dal quale avrà due figli, Thomas e Frederick. A Londra, dove la coppia si stabilisce per qualche tempo, Diana apre un negozio di lingerie. Grazie al suo indiscusso talento per la moda, tornata a New York, si fa notare dalla direttrice dell’ «Harper’s Bazaar», che la assume nella redazione. La sua straordinaria carriera in ascesa la porta fino alla direzione di «Vogue», che abbandona nel 1971. Da allora in avanti, per diciassette anni, si occuperà della sezione costume del Metropolitan, curando mostre rimaste nella storia. Muore nel 1989 nella sua casa newyorchese. 

Dal 21 settembre 2012

in esclusiva per l'Italia la Feltrinelli Real Cinema presenta:

DIANA VREELAND: L'IMPERATRICE DELLA MODA di  Lisa Immordino Vreeland

Presentato alla 68. Mostra del Cinema di Venezia, Diana Vreeland: L'Imperatrice della moda (in originale Diana Vreeland: The Eye Has to Travel) è insieme il ritratto intimo e una vibrante celebrazione di una delle donne più influenti del XX secolo: un'icona duratura, la cui influenza ha cambiato per sempre il volto della moda, della bellezza, dell'arte, dell'editoria e della cultura stessa.

 «Ho occhio per il colore: forse è il dono più eccezionale che possiedo. Il colore dipende totalmente dalla tonalità. Il verde, ad esempio, può essere quello del metrò, però se ottieni il verde giusto… Il rosso è il grande chiarificatore: brillante, purificatore e rivelatore. Non potrei mai stancarmi del rosso… sarebbe come stancarsi della persona che ami. Per tutta la vita ho inseguito il rosso perfetto».

Collana Meledonzelli

Traduzione di Marianna Cozzi

pp. 270 │ € 18,00

Isbn: 978-88-6036-728-0

 
       


DONZELLI EDITORE SEGNALA

Grazia Pagnotta

DENTRO ROMA

Storia del trasporto pubblico nella capitale (1900-1945)

L’inadeguatezza del trasporto pubblico di Roma è oggi un’evidenza, come è altrettanto evidente che ciò finisce per segnare negativamente l’immagine e l’identità della città. Ma come si è arrivati a questa emergenza? L’attuale fisionomia del trasporto romano ha preso a configurarsi sin dagli anni dieci del Novecento. All’inizio del secolo, benché fosse una capitale a scala ridotta, Roma viveva una fase di progettazione; le scelte sul trasporto, tuttavia, furono poco lungimiranti: non fu considerata, per esempio, la costruzione di una rete metropolitana. In seguito, durante gli anni del fascismo, si approntò la riforma del trasporto pubblico cittadino del 1930, che escluse il tram dalla viabilità del centro storico, ma anche in questo caso la scelta del cambiamento mancò dell’elemento metropolitana, rivelandosi dunque subito fallimentare; e non fece altro che segnare l’affermazione dell’autobus come mezzo di trasporto privilegiato, con conseguenze nefaste sulla qualità dell’aria in città e sulle condizioni del traffico. A un secolo dalla nascita dell’Atac, l’azienda creata nel 1911 dopo un lungo dibattito sull’opportunità di municipalizzare i servizi nella capitale, il volume restituisce la trama delle vicende del trasporto cittadino nella prima metà del Novecento, ricostruendo la storia dell’azienda e dei suoi rapporti con l’amministrazione capitolina, delle sue capacità organizzative e delle sue efficienze/inefficienze nelle scelte tecnologiche, dei suoi gruppi dirigenti e dei suoi lavoratori, i tranvieri, che furono un segmento importante del movimento operaio romano. Una storia fatta di difficoltà e complicazioni che è componente sostanziale della costruzione di Roma contemporanea, e della sua trasformazione da piccolo centro provinciale in grande realtà urbana con l’aspirazione a divenire metropoli.

Grazia Pagnotta insegna Storia dell’ambiente e del territorio presso l’Università Roma Tre. Studiosa di storia economica, di storia urbana e di storia dell’ambiente, su Roma ha pubblicato diversi saggi, tra cui Tranviere romane nelle due guerre (Atac, 2001); Roma in movimento nelle fotografie dell’Archivio storico Atac (Editori Riuniti, 2002); Sindaci a Roma. Il governo della Capitale dal dopoguerra a oggi (Donzelli, 2006); Roma industriale. Tra dopoguerra e miracolo economico (Editori Riuniti University Press, 2009).

 
       

FAZI EDITORE SEGNALA 

FINE AGOSTO

Narrativa

Stefano Pastor Il giocattolaio

Giulia Bozzola Una classe difficile

Saggistica

Eugenio Scalfari, Vito Mancuso Conversazioni con Carlo Maria Martini

SETTEMBRE 

Narrativa e poesia

William Peter Blatty Il traghettatore

Mohammed Achaari L’arco e la farfalla

Zoran Drvenkar Il viaggiatore

Claudio Damiani Il fico sulla fortezza

Melissa Marr Darkest Mercy

Kat Falls La colonia sommersa

Saggistica

Giovanna Zucca Tutti da Vespa! Filosofi a confronto

José Maria Castillo Vittime del peccato

Charles A. Kupchan Come trasformare i nemici in amici. Le radici di una pace duratura

 
       


PALOMBI EDITORI SEGNALA

MITI LADINI DELLE DOLOMITI

Ey de Net y Dolasila

di Nicola Dal Falco e Ulrike Kindl

Le Dolomiti custodiscono un antico e straordinario tesoro. In quelle valli, tra i sentieri attraversati ogni anno da centinaia di migliaia di persone ai piedi delle più belle montagne al mondo, non a caso divenute oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO, si sono consumati secoli e secoli di isolamento. Solo così poteva peraltro sopravvivere ed essere tramandato di generazione in generazione un racconto poetico, saturo di immagini e di significati. Storie in cui si fila la luce della luna, si piega il raggio solare nel suo cammino verso le cupe e misteriose ombre del lungo Inverno, dove all’alba si sale fino agli alpeggi per rendere onore alle antenate marmotte.

Tra le memorie più affascinanti e misteriose affiora l’idea di un regno immaginario, situato sull’Altopiano di Fanes, sopra Cortina d’Ampezzo.

Il poco che si tramanda racconta di un’Arciera, Dolasila, vestita di bianco, di Aurona, paese delle luci e dell’oro, di un fato che incombe. Si dice anche che la sorte del regno avrebbe potuto essere riscattata se i segni fossero stati interpretati in maniera corretta.

Alla fine tutto si compie, nonostante il tentativo di Ey de Net, l’Eroe straniero, di schierarsi con la principessa dei Fanes. I miti ladini hanno conservato motivi ancestrali che un tempo erano, probabilmente, diffusi in un’area molto più vasta, le cui raffigurazioni contengono solo dei vaghi ricordi di un insieme immaginifico collassato.

Temi che non hanno paragoni nel contesto mitteleuropeo e che equivalgono, perciò ad autentici reperti archeologici, il cui modello di riferimento è andato perso.

Quante volte, osservando il tramonto od il sorgere del sole tra i picchi e le guglie delle vette dolomitiche si è avuto la sensazione di immergersi nel tempo, in un tempo infinito come gli spazi celesti e rimanere assorti ed estasiati nell’ascoltare il rumore delle cascate e dei torrenti o lo scalpiccio degli zoccoli dei camosci lungo le pietraie ai piedi delle grandi pareti? Un tempo abitato da personaggi mitici che hanno fatto la storia e la leggenda delle Dolomiti. Il volume, realizzato in collaborazione con l’Istituto Ladino, intende trasmettere ad un vasto pubblico tutta la tradizione di miti e leggende appartenente alle Dolomiti.

Gli Autori

Nicola Dal Falco, scrittore di viaggi tra l’Europa dell’est ed il Sahara da anni insieme alla germanista prof.ssa Ulrike Kindl dell’Università di Cà Foscari studiosa delle tradizioni orali ladine si occupano della rilettura e riscrittura dei miti ladini delle Dolomiti.

Lettori interessati

Le centinaia di migliaia di italiani che ogni anno, sia in estate che in inverno, trascorrono un periodo di vacanza nelle Dolomiti; oltre ai cittadini delle regioni appartenenti all’arco alpino.

Formato: cm 15 x 23

Pagine: 224

Stampa: in b/n

Copertina: plastifica opaca a colori con bandelle

Allestimento: filo refe

ISBN: 978-88-6060-426-2

Prezzo: euro 15.00

Uscita in libreria: luglio 2012

**********

ROMA all'aperto

di Carmen Rotunno e Alessandra Migliorini

 

 

Produrre una nuova guida su Roma sembra un'operazione editoriale azzardata e, soprattutto, sembra sempre che sulla Capitale si sia detto tutto. Invece non è così come ha dimostrato il successo della guida ai 99 luoghi segreti di Roma e come potrebbe accadere per questa nuova guida che intende raccontare ai romani principalmente, ma anche ai numerosi turisti italiani che visitano Roma per un week-end nei mesi più accoglienti e caldi dell'anno da maggio ad ottobre cosa fare, dove andare, cosa vedere oltre a quali possono essere gli indirizzi migliori per gustare un aperitivo o mangiare lontano dal caos, dal traffico, dal rumore e dai tubi di scappamento delle macchine.

Indirizzi noti accanto ad altri scovati in queste settimane ed ancora poco conosciuti al grande pubblico, alcuni particolarmente adatti alle famiglie, altri per single o per coppie di innamorati alla ricerca di luoghi romantici dove concedersi magari una promessa d'amore eterno. Una guida, unica nel suo genere, che riesce ad attirare un'attenzione quanto mai diversificata che presenta al lettore ogni luogo, ogni indirizzo con dei testi precisi nella loro descrizione ma anche molto coinvolgenti e suggestivi per cercare di raccontare e di rappresentare l'atmosfera e l'emozione di ogni singolo luogo anche grazie alle numerose fotografie che sono state appositamente scattate.

Una guida che non può mancare nella biblioteca e nella consultazione di ogni romano e di ogni turista che vuole vivere e scoprire la città eterna, i suoi segreti, le sue atmosfere ed i suoi luoghi magici nel periodo più bello dell'anno dove diventa un piacere passeggiare e girare lungo le strade, le piazze, le vie e le ville di Roma.

Gli autori

Carmen Rotunno, architetto, scenografa e fotografa ed Alessandra Migliorini, giornalista, hanno pubblicato per la Casa Editrice la guida dal titolo “Memoroma”

Lettori interessati

Romani e turisti che vogliono sapere come vivere al meglio e cosa fare a Roma, all'aperto, da maggio ad ottobre

Uscita in libreria: 9 maggio 2012

Formato: cm 12 x 18

Pagine: 192

Fotografie: ca 200 a colori

Allestimento: Brossura filorefe

ISBN: 978-88-6060-411-8

Prezzo: euro 12,00

 
       


EDIZIONI DELLA SERA SEGNALANO

Ho conosciuto Indro Montanelli

Poesie sul tempo umile

Giuseppe Musmarra

Il tempo si sta vendicando: è tornato umile, e umili ci costringe. Ma non è forse l’umiltà una chiave di grandezza? E se proprio l'umiltà facesse giustizia, se si vendicasse dei vanagloriosi? Al centro dell’opera di Giuseppe Musmarra c'è una domanda. Semplice. Scarna. Il mondo è pieno di persone che hanno sempre ragione, pieno di fronzoli, di orpelli tutti inutili e tutti indispensabili. Ma gli orpelli stanno franando. I fronzoli vacillano. In questo senso, al contempo esistenziale e letterario, l'opera poetica contempla, e in un certo senso insegue, i prototipi dell'umiltà, della vita grama, dell’industriosa fatica dell’esistenza. Lo fa nei personaggi, come Indro Montanelli, ricondotto alla semplicità di una dimensione umana forse sinora non adeguatamente esplorata. Lo fa relativamente ai luoghi della vita, ai tipi cittadini, agli stati d’animo, ai sentimenti. Il tutto legato da una cifra stilistica peculiare. E l’umiltà si inquadra come base di ripartenza, come unica affidabile certezza in un mondo che era stato pirotecnico e vano.

Giuseppe Musmarra (Napoli, 1964) è un giornalista. Ha lavorato a Napolinotte, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, La Gazzetta del Piemonte, il Giornale, la Voce, Il Tempo. Ha fondato e dirige le agenzie di stampa Omniroma e Omnimilano. Ha pubblicato per Kaos Edizioni "Le nocività del telefonino". Nel poco tempo libero vive a Bolzano. Ama la cronaca nera e le storie delle persone umili provviste di qualità. Questa è la sua prima raccolta di poesie.

Collana: Poesia - InVersi

ISBN: 978-88-97139-21-8

Prezzo: 10 euro

Formato: 12x18

Uscita: maggio 2012

 
       


FANUCCI EDITORE SEGNALA

Robert Littell

IL GIOVANE PHILBY

Traduzione di Olivia Crosio

Pagine 240 - 16 euro

In libreria dal 20 luglio

Robert Littell traccia il ritratto di una delle più celebri spie di tutti i tempi, Harold Adrian Russell Philby (detto Kim), agente al servizio dell’Unione sovietica fin dalla prima metà degli anni’30, assoldato dal controspionaggio inglese dai primi anni ’40. Già protagonista de La Talpa di Le Carré la “mitica” figura di Philby in questo romanzo non ha nulla di oscuro, nulla di difficile comprensione, nulla di poco chiaro. La scelta di tracciare un ritratto attraverso una serie di “quadri” successivi, un po’ come in una pièce teatrale, al contrario, consente a Littell una vivacità di toni e di caratteri, un’alternanza e varietà di voci e punti di vista, un’attualizzazione della materia narrata che ha dell’incredibile.

Chi è veramente Kim Philby? O meglio: per chi lavora? Il giovane Philby dalle guance rosee e dai capelli scompigliati bussa alla porta di Litzi Friedman, una disinibita comunista viennese, e la conquista con la sua balbuzie. Così comincia la carriera di uno dei Cambridge Five, gli agenti segreti britannici più leggendari della storia. La sua vicenda viene narrata da dieci personaggi, ciascuno con una sua versione e una sua visione personale di lui. A volte comico, a volte commovente – ma sempre tra le righe – e necessariamente crudo, questo romanzo ha la vivacità di un diario plurimo

scritto in prima persona e affascina con le sue curiose incursioni nel privato dei protagonisti: Stalin di persona così deludente rispetto alle foto ufficiali; Litzi impavida attivista, ma gelosa della compagna dal seno prorompente; il capitano russo Gusakov che non capisce di essere stato fatto prigioniero dai suoi stessi capi e, quando viene incarcerato, pensa che lo stiano facendo ‘entrare dalla porta sbagliata’. Per la cronaca: dopo le vicende qui riportate, Philby riuscì a mettersi in salvo e visse gli ultimi venticinque anni della sua vita a Mosca, lavorando come istruttore per il KGB. Morì nel 1988.

Robert Littell è nato a Brooklyn nel 1935, oggi vive in Francia. Laureato alla Alfred University, si è poi arruolato in marina e ha lavorato come giornalista, soprattutto per il Newsweek, negli anni della Guerra Fredda. Fanucci Editore ha pubblicato nel 2009 L’Oligarca, vincitore del Los Angeles Times Book Prize 2005 nella categoria Mistery-Thriller, nel 2010, L’epigramma a Stalin, che ha ottenuto importanti riconoscimenti dalla critica ed è stato nominato miglior libro dell’estate 2010 da Antonio D’Orrico, critico del settimanale Sette del Corriere della Sera e, nel 2011 è uscito anche I figli di Abramo. Acuto anche il suo sguardo sulle questione mediorientale di cui discute con il professor Simon Peres nel libro intervista For the future of Israel pubblicato nel 1998.

 
       

DONZELLI EDITORE SEGNALA

LIBRERIA A LUGLIO SETTEMBRE 2012: FICTION

Diana Vreeland, Così diabolica, così divina

J. J. Sempé, Un po’ di Parigi

Edith Nesbit, Melisanda

Arianna Squilloni e Alba Maria Rivera, A casa dei nonni 

Diana Vreeland

Così diabolica, così divina

La leggendaria direttrice di «Vogue» racconta se stessa.

La travolgente autobiografia di una regina della moda del Novecento, che ha ispirato Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada

La vita di un’icona del nostro tempo: è questa la storia raccontata da Diana Vreeland nella sua travolgente autobiografia che esce in Italia a ridosso della grande mostra a lei dedicata in questi mesi dal Museo Fortuny di Venezia e del lancio nelle sale di un film documentario sulla sua vita, presentato allo scorso Festival del Cinema di Venezia. Brillante, fascinosa, incontenibile, imperiosa, Diana Vreeland ha plasmato per cinquant’anni col suo genio e il suo stile inimitabile il mondo dell’alta moda. Iniziata la carriera come redattrice di «Harper’s Bazaar», e passata saldamente al controllo della direzione di «Vogue», la Vreeland è stata per qualche decennio la musa ispiratrice di un’intera generazione di stilisti, da Yves Saint Laurent a Valentino, da Bill Blass a Issey Miyake. E ancora a lei devono il successo alcuni degli stilisti più in voga di oggi, da Manolo Blahnik a Oscar de la Renta. Dotata di un istinto che rasentava la chiaroveggenza, Diana Vreeland è stata innanzitutto una magica interprete del suo tempo, capace di precorrere e poi imporre mode e tendenze. Tant’è che, lasciata nel 1973 la direzione di «Vogue», passò al Metropolitan Museum di New York come curatrice di indimenticabili mostre sul Costume e il Design del Novecento. Da allora fino alla sua scomparsa, nel 1989, è stata la regina incontrastata dell’alta moda mondiale, e la sua vita è diventata leggenda.

Non a caso la sua autobiografia, che esce per la prima volta in Italia accompagnata da con un repertorio di foto, è stata la prima fonte d’ispirazione di Meryl Streep per la sua magistrale interpretazione de Il diavolo veste Prada.

Una vita straordinaria raccontata con impareggiabile verve. Dalle sontuose dimore londinesi alla Parigi degli anni trenta, dal jet-set newyorchese alle ribalte più esclusive del mondo, Diana Vreeland tratteggia con penna arguta e accattivante aneddoti e vicende condivise con la sua eclettica cerchia di amici, fatta di artisti e principi, star del cinema e icone pop – tutti personaggi che hanno segnato il costume e la cultura del Novecento, da Josephine Baker a Buffalo Bill, da Chanel ai reali d’Inghilterra, da Karen Blixen a Clark Gable, da Jack Nicholson a Jackie Onassis.

Collana Meledonzelli

Traduzione di Marianna Cozzi

pp. 180  │ €17,50

ISBN 978 88 6036 728 0

J.J. Sempé

Un po’ di Parigi

Cento disegni e una conversazione

La Ville Lumière nello sguardo irriverente, tenero e complice, del più grande vignettista francese. Uno spiritosissimo itinerario tra i viali e i palazzi, i chioschi e i bistrot, e tutti gli altri angoli segreti che i patiti di Parigi non possono mancare.

Jean-Jacques Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo. Le sue vignette sono state pubblicate in un’infinità di giornali e riviste. Nato a Bordeaux nel 1932, Sempé fu espulso dalla scuola per cattiva condotta. Dopo aver fatto i lavori più diversi – dal rappresentante di dentifrici all’istruttore nei campi estivi –, si è dedicato con grande successo al mestiere di disegnatore, pubblicando oltre venti volumi in più di trenta paesi. Tra le sue creature, il monello più famoso di Francia, il Piccolo Nicolas, ideato insieme con Goscinny, edito in Italia da Donzelli (Il Piccolo Nicolas, 2008; Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori, 2010; Storie inedite del Piccolo Nicolas, 2010). Di Sempé Donzelli ha pubblicato anche Il segreto di Monsieur Taburin (2011) e Sempé a New York (2011). In questo volume Sempé percorre con sguardo ironico e al tempo stesso bonario la sua Parigi: ne racconta i luoghi più amati, la disegna con la maestria di sempre.

Collana Fiabe e Storie

pp. 128 │ € 27,00

ISBN 978-88-6036-729-7  

Edit Nesbit

Melisanda

E altre storie da non credere 

Con 20 illustrazioni di Lindsey Yankey

Dopo Lewis Carrol, Edith Nesbit è la più brava autrice inglese che abbia mai scritto storie per bambini

Spiritosa, arguta, provocatoria, sovversiva. Tanti sono gli aggettivi necessari per descrivere la vivacità della scrittura  delle trame ingegnate da una delle più popolari autrici per ragazzi del Novecento inglese. «Edith Nesbit viveva in una casa piena di allegria, cultura, bambini, disordine e sregolatezza aperta a tutti, dove allevava, insieme ai suoi,  i figli che il marito aveva avuto da altre donne», così la descrive Bianca Pitzorno nell’antologia Cento libri per navigare nel mare della letteratura per ragazzi, dove ha inserito come imperdibile il romanzo della Nesbit Cinque bambini e la Cosa. Ma quante sue trovate narrative sono ancora tutte da scoprire?

Di certo quelle profuse a piene mani nelle nove storie tradotte ora per la prima volta in italiano. Mescolando e parodiando i generi più classici della letteratura (per ragazzi e non), dalla fiaba ai romanzi di avventura, da Lewis Carroll ai Viaggi di Gulliver, da Perrault a Shakespeare, la Nesbit si diverte a intrecciare magia e logica, aritmetica e fantasia, umorismo e poesia, senza mai perdere l’occasione di canzonare gli adulti e le loro rigidità, né di stuzzicare i piccoli lettori sfidandoli a uscire dal guscio delle loro certezze o abitudini consolidate. E sono proprio queste ricorrenti incursioni fuori dalla trama, per mettersi a tu per tu con i lettori, a sorprenderli e a spiazzarli di continuo e a rendere la lettura un’esperienza ricca di sorprese e dalla straordinaria modernità. Motivo in più per arricchire la freschezza di questa prima edizione italiana, con una antologia d’illustrazioni appositamente create da un’artista americana, che restituiscono il gusto dei dettagli della Nesbit e l’atmosfera delle storie di un tempo, con in più un tocco di divertita contemporaneità.

Edith Nesbit (1858-1924) è l’autrice di alcuni classici della narrativa per ragazzi tradotti in tutto il mondo, come Cinque bambini e la Cosa (la storia di cinque fratellini che incontrano una bizzarra creatura in grado di esaudire i desideri) o I ragazzi della ferrovia, che ha ispirato innumerevoli film e adattamenti televisivi. Donna anticonformista, fu tra le prime a guadagnarsi da vivere col mestiere di scrittrice e a partecipare attivamente alla vita politica londinese, insieme ad amici intellettuali del calibro di H. G. Wells e Bernard Shaw, col quale ebbe una lunga e platonica relazione amorosa.

Lindsey Yankey vive e lavora in Kansas, Usa. Disegno, pittura e collage sono alla base delle sue illustrazioni e l’edizione Donzelli dei racconti della Nesbit segna il suo esordio editoriale. Cinque delle sue più recenti creazioni sono state selezionate per la Mostra degli illustratori della Fiera di Bologna del 2012.

Collana Fiabe e storie

pp. 250 │ € 24,00

ISBN: 978 88 6036 730 3

Arianna Squilloni e Alba Maria Rivera


A casa dei nonni

Una storia lieve e poetica, sulle piccole cose e gli oggetti che ci aiutano a tenere insieme gli affetti

Che buffi i nonni, sempre così arzilli e pieni d’iniziative. Il nonno è inseparabile dal suo bastone, e pure dalla nonna, e lei non molla mai le sue vecchie calze. Se c’è da fare una riparazione, da inchiodare, da legare o da stringere, il bastone o le vecchie calze diventano la soluzione a tutto. Le calze della nonna sono come un filo magico che lega i nonni l’uno all’altra e che tiene insieme tutte le cose della casa. Solo alla pioggia che passa dal tetto, i nonni non hanno ancora trovato un rimedio…Poi un’estate, i nipotini pitturano con le tempere le tegole di un capanno crollato e alle prime piogge al nonno salta in mente di metterle sul tetto della casa, per tappare i buchi – che sorpresa meravigliosa per la nonna, quando in casa ha trovato una pioggia di colori!

Arianna Squilloni, di origine italiana, vive e lavora in Spagna sulla costa catalana. Studiosa di letteratura per l’infanzia, scrive storie dedicate ai bambini.

Alba Marina Rivera, illustratrice di origine russa, ha vissuto a lungo a Cuba prima di stabilirsi a Barcellona. Con il suo libro illustrato tratto da un racconto di Saki, El contador de cuentos, ha vinto nel 2009 il Premio Nuovi Orizzonti della Fiera di Bologna

Collana Album di Fiabe e storie

pp. 40 │ € 16,00

ISBN: 978 88 6036 731 0

 
       


MARSILIO EDITORE SEGNALA

Ahmed Mourad

Vertigo

traduzione di Barbara Teresi 

[in libreria dal 4 luglio 2012]

Il primo thriller di successo dal Medio oriente.  Un romanzo che ha anticipato la Primavera Araba


Nel cairo di oggi, un giallo ricco di suspense in cui la denuncia della corruzione si mescola all'immancabile ironia egiziana

Al Vertigo, locale notturno alla moda, ritrovo per la gente che conta del Cairo, Ahmad Kamal assiste per caso all'omicidio di due corrotti uomini d'affari, noti per i loro legami con i vertici del potere. Fotografo di professione, Ahmad imprime le immagini degli assassini sulla pellicola, ed è pronto a pubblicare le foto per denunciare i colpevoli. Ma si rivolge al giornale sbagliato. Testimone scomodo, Ahmad viene introdotto di prepotenza nell'ingranaggio spietato della lotta per il controllo dei media; intrappolato in una rete di giochi di potere, è costretto a nascondersi in una metropoli gigantesca e in fermento, trovando riparo nei locali notturni popolati da baristi, taxisti e ballerine del ventre. 

Otto edizioni in Egitto

"Mourad, che di giorno scattava i ritratti ufficiali di Mubarak mentre di notte scriveva per sfogare la sua rabbia contro il regime, è l'autore di un romanzo sulla corruzione che in Egitto è un bestseller" The Guardian

"Un libro che avrebbe potuto mettere in serio pericolo l'autore, se solo qualcuno del regime l'avesse letto: Vertigo è infatti un ritratto schietto di una polizia di Stato losca e vendicativa, e di una classe politica corrotta" The Atlantic Wire


"Un giallo dal sapore egiziano, ma che talvolta sembra portarci nel mondo di John Grisham. E' l'esempio di una nuova generazione di scrittori che finalmente è in grado di raggiungere il grande pubblico anche al di là dei confini arabi" Livres Hebdo

Ahmed Mourad (Il Cairo 1978) ha studiato cinematografia. Ex fotografo personale di Mubarak, regista e scrittore, ha ricevuto diversi premi per i suoi cortometraggi. Vertigo è il suo primo libro, all'ottava edizione in Egitto, di recente pubblicato anche in UK per Bloomsbury.

 
       


PENDGRAGON EDIZIONI SEGNALANO

www.pendragon.it

Elena Fieni

Il talamo delle farfalle

Romanzo

Roma, anni Quaranta. Una ragazza dell’alta borghesia siciliana si trova catapultata dentro una realtà in cui sesso, sotterfugi e complotti sono all’ordine del giorno. Un bordello nel rione Monti, una fitta rete di relazioni internazionali e un progetto segreto da difendere fanno da sfondo al racconto di un legame assoluto, profondo, intriso di una raffinata sensualità, pronto a sfidare la guerra, le leggi razziali e le più rigide convenzioni sociali. Tratteggiate con mano leggera ma piena di passione, le vicende narrate, anche distanti nel tempo e nello spazio, si intrecciano perché accomunate dagli stessi valori: amore, speranza, libertà.

Elena Fieni si è laureata a Bologna in Scienze Politiche e ha studiato film-making presso la New York University. Dopo aver girato alcuni cortometraggi e lavorato come aiuto regia nel cinema indipendente newyorkese, collabora con realtà come mtv, rai Educational, la7, nonché con diverse case di produzione ed alcune etichette musicali, tra cui Virgin Records. Come autrice/regista/producer realizza programmi televisivi, documentari, dvd musicali, video-clip, backstages, spot, affiancando numerosi artisti di fama nazionale ed internazionale. Oggi Elena vive e lavora a Roma. Il talamo delle farfalle è il suo primo romanzo.

pp. 368, confezione brossura, formato 14x21, euro 16,00, isbn 978-88-6598-119-1.

 


DARIO FLACCOVIO EDITORE SEGNALA

 

Gaetano Basile

Tonnare indietro nel tempo

 

Diffuse in tutta la Sicilia ma particolarmente importanti nella zona del trapanese, le tonnare sono uno dei più antichi e caratteristici lasciti della storia locale, a testimoniare un pezzo di cultura del Mare Mediterraneo fatto di duro lavoro, racconti, cronache e canti dei pescatori. Gaetano Basile li ripercorre col suo consueto tono affabulatore ed esperto, consegnando al lettore un pezzetto di reliquia al profumo di acqua salata, radici profondissime di un tempo che non c’è più.

Gaetano Basile, palermitano, è giornalista e autore di testi teatrali, ma anche enogastronomo appassionato e narratore avvincente. Ha alle spalle un’intensa attività come divulgatore di tutto ciò che è cultura siciliana. Ha scritto di Sicilia e di Palermo, di cucina e di cavalli, di Storia e di storie, con toni lievi, talora graffianti, mai seriosi. Viaggiatore colto e testimone di una cultura antica, sa parlare alla memoria della gente, prescindendo da stereotipi e luoghi comuni. È capace di farsi leggere e amare da grandi e piccini, siciliani e non, toccando la parte più profonda dell’anima dei lettori. Vive e lavora a Palermo, dirige la rivista di etnoantropologia “Il Pitrè” e collabora con numerose testate nazionali ed estere.

Isbn: 978-88-7758-939-2

Prezzo: 14,50 euro

Pagine: 146

"TOGLIATTI ADDIO”

 PRESENTATO, ALLA BIBLIOTECA DEL SENATO, IL SAGGIO

DI GIUSEPPE AVERARDI SULLE RESPONSABILITA’ STORICHE DEL “MIGLIORE”

Grande partecipazione di pubblico con De Michelis, Intini, Gerardo Bianco,

Angelo Sabatini, Gian Maria Fara e tanti altri esponenti del socialismo italiano 

Liberarsi del togliattismo, variante italiana dello stalinismo: a maggior ragione oggi, con le elezioni politiche del 2013 ormai vicine. Ecco il messaggio che alla sinistra lancia il saggio di Giuseppe Averardi, già parlamentare e direttore della rivista riformista Ragionamenti, “Togliatti addio” (Roma, Data News, 2012, pp. 325, €. 20,00). 

Il libro è stato presentato alla Biblioteca del Senato, con la partecipazione, fra gli altri, dell’ex-presidente del Partito Popolare Gerardo Bianco, e di Gian Maria Fara, presidente dell’EURISPES. La sala piena e le illustri e qualificate presenze hanno dimostrato quanto è ancora necessario interrogarsi su tematiche come queste, nonostante la politica italiana, mai come ora, è costretta a riflettere sul suo futuro più che sul suo passato.

“La  “doppiezza” di Togliatti come segretario comunista - ha sottolineato Ugo Intini, già direttore dell’Avanti negli anni ‘80 - non fu tanto nella coesistenza, nel PCI, d’un’anima democratica e legalitaria e d’un’altra violenta e rivoluzionaria (difetto che non fu mai del solo PCI): quanto nella sua doppia entità di partito nazionale e creatura d’un movimento comunista internazionale guidato dall’URSS, mero strumento, a volte, della politica sovietica”. 

“Averardi, che nel suo passato ha proprio una lunga militanza comunista, durata sino allo storico ’56, anno della tragedia ungherese ”, ha aggiunto Angelo Sabatini, presidente della Fondazione Matteotti, “ ricostruisce prima il ruolo del “Migliore” negli “anni di ferro” staliniani. Poi, la lunga ostilità di Togliatti alla destalinizzazione: culminata nelle pressioni fatte, a ottobre del '56, sulla dirigenza sovietica per reprimere la rivoluzione ungherese. Infine, il ruolo svolto dal segretario del PCI, col celebre “Memoriale di Yalta” dell’estate ’64, contenente forti critiche a Kruscev, nella congiura di Palazzo che, mesi dopo, avrebbe portato alla sua sostituzione con Breznev, e a quella nuova, lunga stagnazione che solo Gorbaciov, dal 1985 al 1990, avrebbe tentato di rimuovere”. Proprio al più stretto collaboratore di Gorbaciov, Aleksandr Jakovlev, poi presidente, dal 1992, della Commissione per la Riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche (scomparso nel 2005), Averardi ripubblica, nel libro, una clamorosa intervista rilasciata, nel 2002, a “Ragionamenti”.

“Ma con tutti i meriti che possiamo riconoscere, dopo vent’anni, a Gorbaciov”, ha concluso Luciano Pellicani, docente di Sociologia politica alla LUISS di Roma, “la sua vicenda ha dimostrato l’irriformabilità del comunismo; la sua natura di fallimentare utopia palingenetica, improponibile per il governo d’una società moderna, e attecchita invece, nell’Italia di Togliatti, per la sua natura di Paese culturalmente provinciale”.

 


PONTE ALLE GRAZIE SEGNALA

UN TEMA ATTUALISSIMO

UN’INCHIESTA A TUTTO CAMPO

UN SISTEMA APPENA SCOPERCHIATO

RIVELA I LEGAMI FRA MAFIA E LO SPORT PREFERITO DAGLI ITALIANI 

Come la criminalità ha messo le mani sul CALCIO

IN ARRIVO L’INCHIESTA di

Simone Di Meo

Gianluca Ferraris

Pallone criminale

Scommesse, riciclaggio, controllo occulto delle società e degli ultras: ecco come le mafie stanno rovinando il gioco più bello del mondo

Ponte alle Grazie

pp. 350 – euro 14,00

Da metà giugno in libreria

IL LIBRO

Le inchieste giudiziarie sul calcioscommesse sono solo la punta di un iceberg. Da anni, ormai, le mafie hanno messo le mani sul pallone italiano. Da nord a sud, dalla serie A ai campi di periferia, gli incroci pericolosi tra l’industria più liquida e lo sport più popolare del nostro Paese emergono da decine di indagini e rapporti di magistratura e forze dell’ordine.

Il libro di Simone Di Meo e Gianluca Ferraris – ricco di materiale investigativo inedito, di incontri e di racconti – le mette in fila, evidenziando come la penetrazione della malavita organizzata nel calcio sia ormai assimilabile a qualsiasi altro business criminale. Sponsorizzazioni fittizie, partite truccate, puntate clandestine, presidenti prestanome, ultras collusi, legami pericolosi con i calciatori, centri scommesse di copertura: tutti strumenti utili a riciclare enormi somme di denaro. A testare le alleanze tra i clan italiani e quelli stranieri. E a creare, soprattutto nel Mezzogiorno, bacini di consenso fondamentali.

Un racconto documentato e scioccante, dal quale emergono l’immagine di un calcio quasi completamente privo di anticorpi e quella di una criminalità spregiudicata e, come sempre, abilissima nel creare sfere di influenza e penetrare i grandi poteri economici.

GLI AUTORI

Simone Di Meo

Giornalista, collabora con Il Giornale, Il Sole 24 Ore e Pa­norama. Vive e lavora a Napoli, dove è nato nel 1980. Ha scritto per Il Tempo, Antimafia Duemila, Roma e Cronache di Napoli. Ha raccontato l’evoluzione della criminalità or­ganizzata napoletana in L’impero della camorra (Newton Compton, 2008) e le sanguinose guerre tra clan in Faida di camorra (Newton Compton, 2009). Ha descritto l’escalation di violenza dei Casalesi nella provincia di Caserta in Attacco allo Stato (Forumitalia edizioni, 2009) e si è occupato delle biografie dei padrini della malavita napoletana con la rac­colta in dodici uscite Vita da cattivi (Forumitalia edizioni, 2006-2011). Con Giuseppe Iannini è autore di Napoli in cro­naca nera (Newton Compton, 2010).

Gianluca Ferraris

Giornalista di Panorama, nato a Genova nel 1976, vive a Milano. Segue dall’inizio le indagini su Scommessopoli e ha già pubblicato diverse inchieste sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo dell’azzardo. Questo è il suo terzo libro dopo il romanzo noir Gioco Sporco (Dalai, 2011) e, con Ilaria Molinari, il reportage sulle cliniche-truffa Le cellule della speranza (Sperling & Kupfer, 2011), nato da un’inchiesta vincitrice del premio giornalistico europeo sulla salute e i diritti del malato.


 


EDIZIONI GARGOYLE SEGNALANO
 

Dopo 26 anni ritorna finalmente in libreria per le edizioni Gargoyle, in una nuova traduzione 

Città delle illusioni - Ursula K. Le Guin

Il libro

Nella foresta orientale di un continente, situato su un pianeta popolato da uomini, viene ritrovato un umanoide, spaventato, imbarbarito, incapace di parlare e senza memoria.

Da subito si intuisce che è diverso dagli altri per i suoi singolari occhi felini, ambrati e privi di iride. Viene accolto da una piccola famiglia che lo rieduca e gli dà anche un nome, Falk. A questo periodo sono legati i suoi primi ricordi.

Ma è tempo di riprendere il cammino. Il capofamiglia avverte che il forestiero, proveniente da un mondo diverso, è dotato di un’intelligenza superiore e, chissà, forse destinato a risollevare le sorti dell’umanità. Per farlo, però, e per capire chi sia davvero e ricostruire la sua identità, Falk dovrà intraprendere un viaggio alla ricerca del proprio essere, che si risolverà in una fuga rocambolesca in un mondo avverso. Alla fine, dopo aver vagabondato tra popoli e tribù, a volte ostili, altre benevoli, giungerà alla città delle illusioni Es Toch, avvolta in un’atmosfera di dissimulazione e falsità e abitata dal popolo degli Shing, esseri alieni destinati, ormai, a  dominare la “Lega di Tutti i Mondi”. Qui potrà scoprire il suo vero nome e che cosa si celi veramente dietro la maschera di menzogna dei tiranni. Attraverso un viaggio mentale e memoriale, Falk dovrà perdere coscienza del percorso intrapreso finora per ritrovare la sua vecchia identità.  

Con uno stile pungente e una fantasia visionaria, capace di creare universi che appaiono concreti quanto quelli reali, la Le Guin racconta - attraverso le vicende dello straniero Falk - la lotta per la sopravvivenza dell’uomo in ambienti ostili, coinvolgendo il lettore in un’entusiasmante catena di prove da superare e proiettando i problemi del tempo sull’umanità futura.

In questo terzo romanzo del ciclo dell’Ekumene, argomenti come la conquista dello spazio extraterrestre e la tensione razziale permettevano alla Le Guin di parlare, in pieno clima di guerra fredda (il romanzo uscì nel 1967), di temi, ancora oggi, di stringente attualità quali quelli della diversità e dell’identità.

L’autrice

Ursula K. Le Guin è una delle scrittrici più rappresentative e di successo della letteratura internazionale. Tra i molti riconoscimenti, il National Book Award, 5 premi Hugo, 5 premi Nebula, il Kafka Award; l'autrice, inoltre, è stata finalista al Pulitzer Prize e all'American Book Award. Nota soprattutto per le sue opere narrative in campo scientifico e fantastico, grazie alla profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo al pacifismo, dal socialismo all'anarchismo passando per le questioni razziali, i suoi romanzi sono conosciuti e apprezzati ben oltre i tradizionali confini del genere.

Quasi tutti i suoi libri sono diventati dei best-seller internazionali, tradotti in più di 16 lingue e sempre ripubblicati nel corso degli anni. Tra i più importanti ricordiamo La mano sinistra delle tenebre, Il mondo della foresta e I reietti dell'altro pianeta. Dal terzo e quarto libro della fortunata serie di "Earthsea" (1968-1972) è stato tratto, nel 2005, il film di animazione I racconti di Terramare diretto da Goro Miyazaki, figlio del maestro Hayao Miyazaki. In Italia la Le Guin è stata pubblicata da Mondadori, Tea, Nord e Cavallo di Ferro

(Gargoyle, pp. 215, euro 12.90, collana Extra - in libreria dal 28 giugno)

 


ALIBERTI EDITORE SEGNALA

Le verità nascoste sulla diva più famosa di tutti i tempi.

Andrea Carlo Cappi

LA DONNA PIÙ BELLA DEL MONDO

Vita, morte e segreti di Marilyn Monroe 

Aliberti editore

«La donna più bella del mondo… e non ho nessuno con cui uscire il sabato sera»

Marilyn Monroe a Ralph Greenson, il suo psichiatra, alcune ore prima di morire

Alle 4.25 del mattino del 5 agosto 1962 la polizia di Los Angeles riceve una chiamata dal quartiere residenziale di Brentwood: una voce maschile annuncia che Marilyn Monroe si è suicidata. La notizia è sconvolgente. Apparentemente inspiegabile. I dubbi che in ogni parte del mondo si sollevano da subito prendono spunto da un’unica domanda: perché l’attrice di Hollywood più amata nel mondo si sarebbe dovuta uccidere? Da allora, e per mezzo secolo, si moltiplicheranno le ipotesi su cosa possa essere successo nelle ultime ore di vita della diva. Ipotesi alimentate da false voci e presunti scoop, da autentici dossier e inquietanti scoperte. Chi c’era veramente quella notte al numero 5 di Helena Drive? Dalla vera storia di Marilyn, alias Norma Jeane Mortenson, alias Norma Jeane Baker, senza contare gli altri nomi assunti nel corso della sua vita pubblica e privata, emerge una personalità complessa e tormentata che

sembra averla spinta a un suicidio o a una morte involontaria per overdose. Ma ne esce anche una figura che non sempre coincideva con la bionda svampita spesso interpretata sullo schermo. Così come un groviglio di intrighi che vede in gioco mafia, Casa Bianca, Fbi, Cia, detective privati e non solo.

Questo libro prende in esame la nascita, la carriera, gli amori e i segreti del mito chiamato Marilyn Monroe, portando alla luce fatti, personaggi e misteri mai svelati prima.

Andrea Carlo Cappi, scrittore e saggista, è autore di una trentina di volumi tra fiction e non-fiction. Fra i suoi libri, il thriller sul caso Diana Spencer Morte accidentale di una lady, la serie di spionaggio Nightshade (Mondadori) e il romanzo di intrighi risorgimentali Il Visconte, scritto con Paolo Brera (Sperling & Kupfer). Con Vallardi ha pubblicato il testo Le grandi spie. Per Rai Radio2 è stato co-sceneggiatore del serial Mata Hari. Ha scritto fumetti e narrativa per la serie Martin Mystère e ha firmato quattro romanzi originali sui personaggi di Diabolik ed Eva Kant. È autore di

testi sul cinema e traduttore di numerosi bestseller, tra cui parecchi romanzi del ciclo James Bond 007.

DATI TECNICI: formato 14 x 21 – cartonato con sovraccoperta – Isbn: 9788874249053 – pp. 280 – € 16,00

 

segue--->