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LA
BIBLIOTECA DI CESARE LANZA
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Epico e favoloso come L'ultima sposa di Palmira, in questo nuovo romanzo Giuseppe Lupo racconta una storia che fa sognare il lettore, lo incanta con le suggestioni di una lingua che ricorda l'Oriente delle Mille e una notte, lo accompagna in quel crogiuolo di illusioni e sconfitte, di utopie e speranze che è stata la civiltà del XV secolo.
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Bastava
dire
no
Alla
fine
di
un
matrimonio,
credetemi,
si
sopravvive
Chiara
Maffioletti
«Chiara
M.
racconta
la
parabola
di
un
matrimonio.
Non
un
matrimonio
qualunque:
il
suo.
Un
racconto
utile,
ironico,
malinconico,
senza
sconti.
Uno
sguardo
chiaro
come
il
suo
nome»
Beppe
Severgnini
Presentazione martedì
14
maggio ore
18.30 la
Feltrinelli corso
Buenos
Aires
33, Milano
Intervengono Victoria
Cabello e Beppe
Severgnini
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Vivere
a
spreco
zero
Una
rivoluzione
alla
portata
di
tutti
Andrea
Segrè
«Che
mondo
è
quello
in
cui
viviamo?
E
quanto
può
durare?
È
possibile
che,
anche
in
tempi
di
crisi
non
si
riesca
a
diventare
più
attenti,
più
parsimoniosi?
Quali
sono
le
cause
di
questo
spreco?
Chi
spreca
di
più?
E
che
cosa?»
Il
20
maggio
2013
si
terrà
a
Padova,
presso
il
Teatro
Verdi
“MILLE
SINDACI
A
SPRECO
ZERO”,
il
Forum
europeo
degli
amministratori
locali
impegnati
nella
riduzione
degli
sprechi
alimentari
ed
energetici.
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Il
caso
Germania
Così
la
Merkel
salva
l'Europa
Veronica
De
Romanis
In
questo
libro
Veronica
De
Romanis,
forte
di
una
profonda
conoscenza
della
realtà
tedesca,
offre
una
chiave
di
lettura
alternativa
degli
eventi
che
hanno
portato
la
cancelliera
a
subire
un
così
radicale
cambio
di
immagine:
da
donna
«più
potente
del
mondo»
a
«più
criticata»,
quando
non
addirittura
odiata.
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Giorgio
Napolitano.
I
discorsi
veneziani
a
cura
di
Pellicani,
Nicola
introduzione
di Massimo
Cacciari
Giorgio
Napolitano
è
sempre
stato
legato
alla
città
di
Venezia,
un
rapporto
che
ha
inteso
mantenere
anche
durante
gli
anni
trascorsi
al
Quirinale.
Venezia
e
Mestre
sono
state
teatro
di
due
discorsi
che
hanno
caratterizzato
il
pensiero
politico
del
Presidente.
Presentazione
ufficiale
del
libro giovedì
9
maggioSPAZIO
M9 via
Poerio
34
Mestre
con
Massimo
Cacciare,
Cesare
De
Michelis,
Giuliano
Segre,
Giuseppe
Zaccaria
con
un
saluto
del
Sindaco
di
Venezia,
Giorgio
Orsoni.
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LE
REGINE E LE PRINCIPESSE PIU’
MALVAGIE DELLA STORIA

"TUTTI I
SEGRETI DELLE DONNE AL POTERE"
IL
NUOVO LIBRO DELLA SCRITTRICE E
GIORNALISTA
MARINA
MINELLI.
Tolstoj,
nell’incipit di Anna Karenina,
sostiene che «tutte le famiglie
felici si assomigliano, mentre
quelle disgraziate lo sono
ognuna a modo suo».
E questa considerazione vale, a
grandi linee, anche per le
regine e le principesse cattive
protagoniste del nuovo libro
della scrittrice e giornalista
anconetana Marina Minelli “Le
regine e le principesse più
malvagie della storia” edito
da Newton Compton.
«Le “buone” – osserva
Marina Minelli – sono tutte
pressoché idetiche, cioè
amorevoli madri di famiglia
pronte al sacrificio, mogli
rassegnate sotto una selva di
corna, figlie e sorelle
ubbidienti e, a volte, sagge e
benevole governanti (in nome del
figlio, del marito o del
fratello), le “cattive” hanno
ciascuna il loro buon motivo per
avercela con l’universo mondo e,
se è il caso, far patire a tutti
le pene dell’inferno». Insomma,
la bontà – e spesso anche la
santità – non ha sfumature, e se
vogliamo è anche un tantino
noiosa. Le cattive, invece, sono
spesso dei fenomeni: riescono a
prendere in mano le loro
esistenze e a decidere della
loro vita persino nell’epoca in
cui una donna – anche se di
stirpe regale – esce di rado
dalle sue stanze e difficilmente
può disporre di sé. E poi le
cattive riescono a dare il
meglio di sé in forme sempre
diverse. Perché ci sono mille
modi per essere davvero
pestifere: lo si può essere per
natura e carattere, ma anche
solo durante una breve parte
della propria vita, quando c’è
un obiettivo da raggiungere.
Qualcuna è inconsciamente
cattiva, ma qualcun’altra si
trasforma in una specie di
strega malefica per difendere se
stessa o i propri figli. Oppure
per mantenere il potere,
conquistato a fatica anche
contro la sua stessa prole. A
volte, invece, è l’amore cieco e
irragionevole a renderle
mostruosamente cattive.
L’ambiente e la genetica
incidono, ma c’è chi si è fatta
tutta da sola, e chi ha cercato,
invano, di togliersi di dosso
questa pesante nomea. Tutte, in
un universo dominato dai maschi,
si fanno ricordare per un
carattere non proprio
accomodante e per la tendenza a
fare sempre, caparbiamente, di
testa loro. «Sono partita dal
Medioevo con la storia della
terribile regina Fredegonda per
arrivare al Novecento con alcune
signore note e controverse –
spiega la scrittrice che da
quasi cinque anni cura il blog
www.altezzareale.com - certe
cattive sono state per me una
vera e propria scoperta, mentre
nel caso di altre, bollate come
donne impossibili, bisogna
davvero riconoscere che sono
stati i maschi ad attribuire
loro una perfidia forse
immeritata». Dopo 101 storie
di regine e principesse che non
ti hanno mai raccontato
(Newton Compton 2011), Marina
Minelli torna con altre
affascinanti vicende tutte al
femminile.
Marina Minelli
è nata ad Ancona e vive a
Falconara Marittima. Laureata in
Storia moderna a Bologna,
giornalista, scrittrice,
blogger, per molti anni ha
lavorato per quotidiani e
periodici locali, è stata
responsabile dell’ufficio stampa
di associazioni ed enti
pubblici. Nel gennaio del 2009 ha creato
AltezzaReale.com il primo sito
italiano dedicato famiglie reali
e adesso scrive soprattutto di
questo argomento, collaborando
con riviste e trasmissioni
televisive (Rsi, La7, Canale 5).
Con Newton Compton ha pubblicato
anche 101 storie di regine e
principesse che non ti hanno mai
raccontato e 101 storie sulle
Marche che non ti hanno mai
raccontato.
Dopo
il successo di Stasera Anna
dorme presto, arriva in
libreria il nuovo romanzo di
Simona Lo Iacono
Effatà (Cavallo
di Ferro, pp.140, euro 12.90,
EAN 9788879071253 - in libreria
dal 23 maggio 2013)
Un
medico nazista fuggito in
Sicilia dopo la guerra e un
orfano sordomuto da salvare. Nella Siracusa degli anni
50, Nino e sua madre sbarcano
dall’Inghilterra. Nino è un
bambino di otto anni ed è
sordomuto. Il suo handicap però
non costituisce un impedimento
alla comunicazione con il mondo
esterno: è in grado di leggere i
segnali del corpo e delle
labbra. I suoi pensieri, limpidi
e acuti, esprimono una spiccata
intelligenza. A causa del lavoro
della madre, il piccolo
trascorre le sue giornate in un
teatro della città, dove si
imbatte in uno strano
personaggio: si tratta del
maestro di buca, o suggeritore,
che non mostra alcuna difficoltà
a comunicare con il bambino
attraverso il linguaggio del
corpo.
Ma questo vecchio
dall’aria bonaria, con
gli occhi velati di cataratte,
nasconde un
passato
difficile e doloroso. Negli anni
del secondo conflitto mondiale
lavorò come medico
per le
SS e nel processo di Norimberga
fu assolto ed espatriato.
L'incontro con Nino,
in
una Sicilia dimenticata da Dio,
gli sembrerà un vero e proprio
dono divino, un'occasione di
riscatto.
Passato e
presente si rincorrono per
raccontare con magistrale
sensibilità una delle pagine più
dolorose della Storia dell’uomo:
la politica di sterminio
nazista. Grazie alla sua
formazione da magistrato, Simona
Lo Iacono fa ricorso ai verbali
ufficiali del processo di
Norimberga e tesse con abilità
una trama narrativa in cui la
finzione letteraria si confonde
con la Storia.
Romanzo
sulla redenzione, Effatà è uno
straziante desiderio di
giustizia per i bambini di tutti
i tempi. Metafora della loro
innocenza e debolezza, Nino è il
bambino da salvare. Sempre.
Simona Lo Iacono è nata e
vive a Siracusa. Magistrato da
14 anni, attualmente dirige la
Sezione distaccata di Avola,
tribunale di Siracusa. Cura, sul
blog Letteratitudine, una
rubrica fissa a metà tra diritto
e letteratura. Con il suo primo
romanzo, Tu non dici parole, ha
vinto il Premio Vittorini 2009,
sezione opera prima. Nel 2010 ha
pubblicato il racconto La coda
di pesce che inseguiva l’amore,
scritto con Massimo Maugeri.
Sempre nel 2010 le sono stati
conferiti: il Premio
Internazionale Sicilia «Il
Paladino» per la narrativa e il
Premio Festival del talento
città di Siracusa. Nel 2011 ha
pubblicato con Cavallo di Ferro
il romanzo Stasera Anna dorme
presto, con il quale ha vinto il
Premio «Ninfa Galatea» per la
letteratura. Collabora con
riviste e magazine.
Di
Stasera Anna dorme presto
hanno
scritto:
«Il romanzo di
Simona Lo Iacono è una
necessaria operazione di
scrittura su se stessi, sulla
propria vita»
La
Repubblica
«Una scrittura
che rimanda ai grandi narratori
siciliani del passato:
Pirandello, Tomasi Di Lampedusa»
Glamour
«Un testo
che ti assale e coinvolge, che
si divora d’un fiato»
La
Sicilia
MAGGIO 2013 - edizioni
pocket
Dall’autore vincitore
dell’Arthur C. Clarke Award per
la fantascienza
Richard
K. Morgan
Sopravvissuti
(Gargoyle, collana Pocket, pp.
498, euro 11.00, EAN 978 88
98172 09 2 - in libreria dal 30
maggio 2013)
Torna in
edizione tascabile il successo
fantasy pubblicato in più di 20
Paesi nel mondo
Ringil
Eskiath è un invincibile
guerriero distintosi nella
celebre e cruenta battaglia di
Gallows Gap. Ripudiato dalla
nobile famiglia a causa della
sua omosessualità, Ringil riceve
la visita inattesa della madre,
che gli chiede di trovare sua
cugina Sheriln, rapita e ridotta
in schiavitù. Ringil comincia
una ricerca irta di pericoli,
imboscate e tradimenti, in
costante contatto con un mondo
abbruttito dalla corruzione.
Incontrerà, così, i suoi antichi
sodali: Lady Archeth,
consigliere di Jhral, il vizioso
imperatore di Yhelteth, ed Egar,
capoclan nomade dalle vedute
troppo moderne.
Intanto
la pace duramente conquistata
cede il posto al desiderio di
potere e di conquista
riaccendendo l’antica tensione
tra la Lega del Nord e l’Impero
Yeltheth, e una minaccia ancor
più temibile si profila
all’orizzonte: i Dwenda, un
formidabile popolo guerriero,
più veloce, agile e feroce di
qualsiasi altro nemico che
memoria ricordi…
Richard
K.Morgan è nato a Londra nel
1965. Ha insegnato inglese fino
alla pubblicazione di Bay City
(Nord, 2004), suo formidabile
esordio nel cyberpunk. Il
romanzo si rivela un tale
successo che viene opzionato per
il cinema dai produttori di
Matrix e conquista il
prestigioso Philip K.Dick Award.
Seguono Angeli Spezzati (Nord,
2005) e Il ritorno delle furie
(Nord, 2008). Degno di nota è
Black Man del 2007, vincitore
dell'Arthur C.Clarke Award.
Dello stesso autore Gargoyle
ha appena pubblicato "Esclusi",
secondo episodio della saga
fantasy A Land Fit For Heroes.
“Personaggi che svelano lati
imprevedibili, situazioni che si
evolvono in modo inusuale, prosa
che segue ritmi molto poco
epici. Sogni, armi di metallo,
sciamani e guerrieri passando
per la penna di Morgan ne
fuoriescono definitivamente
cambiati nei loro caratteri
fondamentali”.
Il Tempo
“Gli appassionati del
Fantasy considerano questo
romanzo un capolavoro del
genere”. Visto
Dan
Simmons
Danza
macabra
(Gargoyle, collana Pocket, pp.
944, euro 12.00, EAN 978 88
98172 10 8 - in libreria dal 30
maggio 2013)
In edizione
tascabile un grande successo
dell’autore della saga I Canti
di Hyperion, vincitore di World
Fantasy Award, Hugo Award e
Nebula Award
Wilhelm,
Nina e Melanie sono giovani,
belli e ricchi, eppure si
annoiano. Così, alla fine degli
anni Venti, danno inizio a un
sinistro gioco che consiste nel
cercare di impossessarsi
dell’altrui volontà per piegarla
al punto da provocarne il
definitivo annientamento. E
l’aberrante sfida andrà avanti
per oltre cinquant’anni, fra
feroci delitti e umilianti
asservimenti ai danni di chi ha
l’unica colpa di trovarsi sulla
loro strada.
Quando
compare sulla scena lo
psichiatra Saul Laski, ebreo
sopravvissuto ai campi di
concentramento nazisti, i tre
sembrano ormai inarrestabili. Ma
Saul ha tutto l’interesse a
spezzare il terribile cerchio…
Dan Simmons (1948) ha
pubblicato nel 1985 il suo primo
romanzo, Il Canto di Kali, che
ha vinto il World Fantasy Award.
Da allora ha conquistato
un’infinità di premi letterari,
tra cui un altro World Fantasy
Award, il Hugo Award, il Nebula
Award, il British Fantasy Award,
una decina di Locus Award e
quattro Bram Stoker Award, il
massimo riconoscimento per un
autore horror.
Oltre alle
saghe di fantascienza I Canti di
Hyperion (1989-1997)e Il Ciclo
di Ilium (2003-2005), Simmons ha
scritto molti altri romanzi che
vanno dal genere horror al
fantasy, passando per il giallo
e il thriller. Gargoyle ha
pubblicato L’estate della paura
(edizione tascabile 2012) e
L’inverno della paura (edizione
tascabile 2012).
“Oscuro, macabro… un horror
epico nella tradizione di
Stephen King”. San Francisco
Chronicle
“Un’assoluta
sorpresa. Una trama senza
sbavature e una scrittura
eccellente”. Twilight Zone
Magazine
GIUGNO 2013 - novità
Le notti di
Villjamur
Mark
Charan Newton
(Gargoyle,
collana Extra, pp. 500 circa,
euro 18,00, EAN 978 88 98172 06
1- in libreria dal 6 giugno
2013)
Pubblicato in
Inghilterra, Stati Uniti e
Germania con un eccezionale
successo di vendita e
prossimamente in uscita anche in
Francia, Spagna, Portogallo e
Sudamerica.
Un
eccezionale successo di vendite,
pubblico e critica ha imposto
subito Mark Charan Newton
all’attenzione internazionale.
Rischiarata dalla fioca luce
di un rosso sole morente, si
erge fiera l’antica città di
Villjamur, capitale di un impero
ormai inerme di fronte alla
minaccia di un’incombente era
glaciale. Mentre migliaia di
persone cercano rifugio alle
porte della città, tra le mura
si discute animatamente del loro
imminente destino. Ecco però che
accade una tragedia e la figlia
dell’Imperatore, Jamur Rika,
deve salire al trono per
governare la crisi. Ma i membri
della sua corte non sono innocui
come sembrano. Nel frattempo, il
macabro omicidio di un
consigliere, attira l’attenzione
dell’Ispettore Rumex Jeryd, un
rumel, una sorta di non-umano
che può vivere per centinaia di
anni e abita nella stessa città
con umani, garuda simili a
uccelli e inquietanti banshee, i
cui pianti sconsolati
preannunciano la morte. Le
indagini condurranno Jerid a una
rete di corruzione e a una turpe
cospirazione che metterà in
pericolo la vita di Rika e di
sua sorella Eir, oltre che il
futuro della stessa città di
Villjamur. Ma nel lontano Nord,
dove il lungo inverno è già
iniziato, fa la sua comparsa un
pericolo ancora più grande.
Un’insidia che giunge da un
altro mondo, contro cui
qualunque potere, militare o
magico, potrebbe rivelarsi
inutile.
Sulle orme di
scrittori come China Miéville e
Richard K. Morgan, Mark Charan
Newton segna con Le notti di
Villjamur l’inizio di un nuovo
travolgente epic fantasy.
Mark Charan Newton
(1981) a
ventitré anni entra a far parte
del mondo editoriale lavorando
come editor di fantasy e
fantascienza per il mercato
inglese e americano. Le notti di
Villjamur è il primo volume
della saga Le leggende del sole
rosso.
“Un fantasy
ambizioso con enormi
prospettive”.
The Guardian
“Se amate le Cronache del
Ghiaccio e del Fuoco di George
R.R. Martin questo romanzo fa
per voi".
Fantasy Book
Review
"È l’inizio promettente di una
serie straordinaria”.
The Times
“Il miglior
libro di fantascienza e fantasy
dell’anno”.
Kirkus
Reviews
Io non sono come voi
Italo Bonera
(Gargoyle, pp. 250, euro 14,90,
EAN 978 88 98172 07 8 - in
libreria dal 20 giugno 2013)
Io non sono come voi si
è qualificato tra i cinque
finalisti del Premio Urania
(Mondadori) assegnato nel luglio
2012
Quando ti hanno
tolto tutto, resta solo la
vendetta…
Cosa trasforma
un mite insegnante pacifista in
un demone vendicatore senza
pietà? Un professore viene
arrestato ingiustamente per aver
osato parlare in difesa di un
cittadino più debole aggredito
dalla polizia e da quel momento
la sua vita viene stritolata fra
i tentacoli di un regime
totalitario mascherato da
democrazia.
E sarà lo
stesso Stato ad addestrare il
demone, poiché la sua condanna
sarà di uccidere come mercenario
per pagare il suo inesistente
debito con la giustizia, finché
qualcosa dentro di lui non si
spezzerà alterando per sempre la
sua natura.
Nel bel mezzo
della sua cruenta missione
vendicativa, però, il demone si
rende conto che qualcosa non
torna, che alcuni importanti
dettagli sono stati trascurati e
la sua vita, come quella dei
suoi amici, è in pericolo.
Italo Bonera è nato a
Brescia nel 1962. Nel 2004 con
American Dream ha vinto il
premio Fredric Brown per
racconti brevi indetto da Delos
Books. Ha firmato insieme a
Paolo Frusca il romanzo di
storia alternativa Ph0xGen,
finalista al premio Urania 2006
e pubblicato nel 2010 da
Mondadori nel volume Un impero
per l’inferno per la collana
Millemondi Urania.
PERÒ UN PAESE CI VUOLE
STORIA DI NEBBIE E CONTENTEZZA
di
Giovanna Grignaffini
Forse
per la prima volta la
generazione degli anni Sessanta
prende finalmente congedo dal
proprio passato in questo
romanzo intessuto di
sentimento, ma anche di lucida
ironia. Un paese: volti che
si assomigliano, abitudini che
non cambiano. Radici.
Francesca torna in quel paese
nel 1989, vent’anni dopo averlo
lasciato, e ritrova amicizie,
parole, amori e canzoni. Tutte
le tracce ancora visibili del
so appassionato romanzo di
formazione. Scorrono i giorni
del grande caldo immobile e
delle fiere, dei balli, delle
notti piene d’anguria e di “ti
ricordi?”. Li accompagna
l’indimenticabile colonna
sonora di un’epoca (Kinks,
Beatles, Nomadi, Caselli). Ma
questa volta c’è un segreto
nell’aria, che fa slittare tutte
le prospettive e trae in
inganno anche la memoria. Perché
Francesca è tornata? Perché
qualcuno continua a spedirle
misteriose buste gialle? Scritto
in un lessico familiare
impastato di voci di memoria e
di paese, luoghi comuni e
poesie, questo diario di una
generazione tormentata che ha
respirato l’aria del boom e
del ’68 senza essere mai andata
a sedersi in prima fila,
rilancia una domanda: da quel
paese, da ogni paese, bisogna
andarsene?
GIOVANNA GRIGNAFFINI
è nata a Fontanellato (PR) nel
1949 e vive a Bologna. Per molti
anni è stata docente di storia e
teoria del cinema presso il
corso di laurea DAMS
dell’Università di Bologna. Dal
1994 al 2006 è stata
parlamentare e ha fatto parte
della Commissione Cultura
della Camera dei Deputati, oltre
che della Commissione Bicamerale
di Vigilanza Rai.Ha pubblicato
numerose ricerche, saggi e
volumi sul cinema e sul
sistema dei media, tra i quali
Signore e signori: il
cinematografo. La nascita del
cinema e il suo mito (Marsilio).
Attualmente vive tra Roma e
Bologna. Però un paese ci vuole
è il suo primo romanzo.
La
Lepre Edizioni
è lieta di annunciare che il
romanzo di Giovanna
Grignaffini, Però un paese ci
vuole, è nella rosa dei tre
finalisti del Premio Nicola
Zingarelli 2012, sezione
Narrativa Edita. La cerimonia di
premiazione si svolgerà
sabato 27 aprile alle 20,30 a
Cerignola (Foggia), presso il
Teatro Mercadante. La giuria,
presieduta da Antonio Daddario,
ha scelto una terna di
romanzi incentrata sul tema del
“viaggio”, inteso come
cambiamento ed evoluzione
esistenziale. Oltre a Però un
paese ci vuole (in cui la
protagonista racconta il suo
ritorno dopo vent’anni d’assenza
a Fontanellato, nella Bassa
Padana, tra amicizia, memorie e
musica, disegnando uno splendido
ritratto della generazione
sessantottina), troviamo nella
terna Sogno di volare di Irma
Mecca (Edizioni del Rosone), in
cui la narrazione si struttura
sulla diretta esperienza di
assistente di volo della
scrittrice, e E' stata una lunga
giornata di Peppe Lomonaco
(Ed. L'urlo del sole), storia di
emigrazione dal Meridione e
vita operaia ambientata negli
anni Sessanta
l
Premio Nicola Zingarelli
(www.premiozingarelli.it), che è
giunto alla V edizione ed è
stato in passato attribuito, tra
gli altri, ad Andrea Camilleri,
Giordano Bruno Guerri e
Gianluigi Beccaria, si fregia
dell’Alto Patronato della
Presidenza della Repubblica.
Intitolato al grande filologo e
membro dell’Accademia della
Crusca, nonché curatore del più
noto e accreditato dizionario
della lingua italiana, il premio
predilige opere che si
distinguano per la purezza
del linguaggio e dello stile
letterario. In questa edizione
il premio prevede anche una
sezione Poesia Inedita e una
sezione Pittura. Un ricco
panel di mostre, dibattiti,
eventi (suddivisi tra il teatro
Mercadante e l’antica Torre
Alemanna di Cerignola), in
programma nei giorni 27 e 28
aprile, completerà la
manifestazione.
“…Un romanzo
che fa rivivere al lettore
paesaggi ed eventi e lo porta
a partecipare le passioni, i
ricordi e le delusioni di una
straordinaria compagnia di
“reduci” dalla giovinezza
perduta”. Umberto Eco
“…Vengono fuori man mano
inavvertitamente i ricordi dei
sogni e delle delusioni di una
generazione che attraversò gli
anni Cinquanta e Sessanta
mescolando canzoni, politica,
sentimenti in un amalgama
confuso, vitale e bruciante reso
molto bene dallo stile originale
di questo romanzo, che
racconta in modo insolito una
storia comune…”.
Raffaele La Capria
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La
Confederazione
italiana
Diario di
vita
tripartita
di Geminello
Alvi
L’Italia è
ormai per
definizione
un paese
“diverso”
(anormale) e
questa
diversità è
accettata e
subita come
un destino,
o al più
affrontata
con
amputazioni
o
metamorfosi
(federalismo,
secessioni,
rivoluzioni),
tanto che
divenne
ricorrente
il sogno di
“fare” gli
italiani che
non ci sono,
o che come
sono non
sono
abbastanza
identificabili
da essere
una nazione.
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Hic sunt leones
Venticinque storie di veneti
notevoli
di
Stefano Lorenzetto
Fra
le molte persone che
intersecano la nostra vita,
solo alcune vi entrano con
forza, fino a cambiarcela
per sempre. Non serve andare
a cercarle lontano:
s'incontrano fuori
dall'uscio di casa.
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Sparire
Fabio Viola
Partire per il Giappone alla
ricerca di qualcuno e
perdere se stessi. Un Lost
in Translation letterario
ed emozionante, tra
sentimento e visioni.
L'amore non consiste in
lampi e traumi ma forse in
una assenza da costudire Filippo
La Porta, XL, La
Repubblica
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Nel
giardino del padre
Jan Siebelink
traduzione di Laura
Pignatti
Nella sua tormentata ricerca
di una dimensione
spirituale, Hans Sievez cade
in una lenta spirale che
sempre più lo allontana da
quel giardino
del padre che
lui stesso era riuscito a
creare, l'Eden conquistato
da cui lui stesso si farà
cacciare, e quasi senza
rendersene conto finisce col
sacrificare la sua felicità
a una forma di religiosità
estrema.
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Hotel
Savoy
Joseph Roth
a
cura di Marco
Rispoli
Apparso per la prima volta
nel 1924, questo romanzo,
ormai considerato un
classico della letteratura,
è la seconda prova narrativa
di Joseph Roth e segna il
suo approdo a una piena
maturità stilistica.
Qui l'articolo di Claudio
Magris di presentazione
della nuova collana GLI
ANEMONI uscito sul Corriere
della Sera
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Maggio
Karel H. Mácha
a cura di Annalisa
Cosentino
traduzione di Alessandra
Mura
Maggio (1836)
è il poema più celebre e più
celebrato, il più stampato e
il più studiato nella
letteratura ceca, della cui
tradizione poetica è insieme
frutto, radice e linfa.
Qui l'articolo di Claudio
Magris di presentazione
della nuova collana GLI
ANEMONI uscito sul Corriere
della Sera
Presentazione del libro martedì
7 maggio ore 14.30 a Roma
all'Istituto Istituto
di Studi Pirandelliani e sul
teatro contemporaneo.
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Venetkens
Viaggio nella terra
dei Veneti antichi
a cura di
Mariolina
Gamba
Giovanna
Gambacurta
Angela
Ruta
Tinè
Un
viaggio immaginario alla
scoperta del mondo dei
Veneti antichi, lungo il I
millennio a.C., dalle
origini fino al contatto con
il mondo romano.
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Ragazzi di belle
speranze
Nathalie Bauer (Cavallo di
Ferro, pp. 350, euro 17.00, in libreria dal 16
maggio 2013)
In occasione della
pubblicazione del romanzo, l'autrice sarà ospite del
Salone del libro di Torino venerdì 17 maggio alle
ore 19.00 (Sala Rossa).
Con lei converserà
Antonio Pennacchi.
Una generazione
sacrificata agli orrori della guerra che ha ancora
il coraggio di sperare in un grande futuro.
Nel 1915 uno studente
di medicina, Raymod Bonnefous, si arruola
nell’esercito in qualità di medico ausiliare. Ha
ventidue anni e la guerra non lo preoccupa perché è
convinto, come tutti, che il conflitto non durerà
molto. Al fronte stringe una sincera amicizia con
Declercq e Morin, anch’essi giovani medici. Declercq
appartiene all’alta borghesia, ama l’arte e il
teatro (soprattutto i balletti russi), ha un
fratello alcolizzato e una madre che, dopo il
suicidio del marito, si è risposata con un
industriale. Morin invece viene da una borghesia
intellettuale, è assetato di donne e ama i
combattimenti. Per lui la guerra è una partita di
caccia come un’altra.
Determinati a
preservare ogni più flebile guizzo di vita e
nonostante gli stenti della vita al fronte, i tre
protagonisti non si rassegnano alla tragedia; il
dovere di medici non impedisce loro di inseguire
ogni forma di piacere e di svago, e persino di
contendersi l’amore di una giovane donna che
consacra le sue giornate a raccogliere animali
feriti, Zouzou. Così, insieme, i tre amici vivranno
un inferno lungo quattro anni e, allo stesso tempo,
impareranno a non soccombere di fronte alle brutture
della guerra e a riconoscere il valore assoluto
della speranza.
«The future belongs to them»
recita il titolo in inglese del romanzo. Perchè il
futuro appartiene a coloro che, anche in un momento
così tragico come quello bellico, hanno ancora il
coraggio di lottare. Amici miei, che si possa
brindare alla nostra salute tra un anno, tra
trent’anni, che sia possibile farlo quando saremo
vecchi secchi o panciuti, calvi o canuti. Allora,
forse, avremo dimenticato questa guerra, o non ci
resteranno che dei vaghi ricordi. All’amicizia!
Ripetemmo questo grido insieme; la neve faceva
arricciare i capelli di Declercq dandogli un aspetto
da eroe romantico, spargeva riflessi luminosi su
quelli di Morin, che come me era rasato. E mentre
svaniva l’eco del nostro brindisi mi sorpresi a
pensare che non avrei mai voluto dimenticarla,
quella guerra: per me rappresentava un inizio, non
una fine, mi aveva aperto campi fangosi, lande
battute dal vento, certo, ma anche giardini segreti,
incantati, dove si muovevano i miei due amici e la
ragazza che rispondeva al nome di Zouzou, oltre a
tutti gli uomini di cui avevo in un modo o
nell’altro contribuito a salvare la vita. Ed era
grazie a questi ultimi se, al contrario di Declercq,
mi ostinavo a trovare un senso alla mia esistenza.
Ci furono altri brindisi, cominciammo a parlare
delle nostre vite nel dopoguerra, gli studi di
Medicina che sarebbero ricominciati, tutte le
bisbocce che avremmo fatto a casa di uno o
dell’altro, cosa che ovviamente non ci avrebbe
impedito di stringere in mano, un bel giorno, il
nostro dottorato. Quanti anni avremmo avuto:
ventisette? ventotto? trenta?, ma avremmo continuato
a frequentarci regolarmente perché il matrimonio, la
famiglia, avrebbero aspettato; d’altronde non
sarebbe stato facile scegliere tra tutte le
pretendenti una volta diventati brillanti chirurghi
bardati di medaglie militari.
Attraverso uno
stile lineare e curato, l’uso polito e raffinato
della parola, con Ragazzi di belle speranze Nathalie
Bauer consegna al lettore un romanzo sul dramma del
secondo conflitto mondiale, sul sacrificio di una
generazione e sulla fine di un’epoca.
Le
vicende dei tre personaggi e le suggestive
descrizioni dei paesaggi si fondono in modo mirabile
con un’attenta ricostruzione storica. Basandosi sul
ritrovamento del diario personale del suo antenato,
il nonno Raymond Bonnefous – medico ausiliare
dell’esercito durante il conflitto bellico e
protagonista del romanzo – Nathalie Bauer tesse una
trama narrativa dove la finzione dialoga con la
Storia, i carteggi e i ricordi si confondono con la
letteratura, e le fotografie scattate al fronte
(alcune delle quali contenute nel volume) si
alternano alle parole. Il risultato è un’opera
intensa, solida e, allo stesso tempo, intima, un
inno alla speranza di pace che, nonostante tutto, i
protagonisti continuano a coltivare nei loro giovani
cuori assetati di avvenire. Così vivi, restituiti
alla loro dimensione umana e reale, la storia dei
tre giovani medici diventa la storia di noi tutti,
le memorie di Raymond diventano le nostre memorie, e
quelle dei nostri nonni partiti al fronte.
Nathalie Bauer, dopo il dottorato in Storia, firma
il suo primo romanzo nel 2000, Zena (JC Lattès). Si
dedica con passione alla traduzione letteraria e ben
presto si afferma come una delle più importanti
traduttrici dall’italiano (fra i suoi lavori: Primo
Levi, Natalia Ginzburg, Marcello Fois, Mario
Soldati, Paolo Giordano, Margaret Mazzantini,
Antonio Pennacchi). Nel 2007 pubblica il suo secondo
romanzo, Le feu, la vie e nel 2011 Des garçons
d’avenir (titolo in italiano Ragazzi di belle
speranze), con il quale è stata finalista al
prestigioso “Premio Femina” e ha vinto il Premio
degli Scrittori credenti 2012.
Per maggiori
informazioni ntina Masilli
Ufficio Stampa
Cavallo di Ferro
c/o Equatore S.r.l.
Via Nizza, 78 - Sc. A/27
00198 Roma
Tel.: + 39 06 94 53 71 50/51 - 340 67 85 265
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LE NOVITA' DELLA SETTIMANA DI
MARSI
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Lo scandaloso finanziamento
dell'Italia alla Ci
Perché 60 milioni di
cittadini italiani
sono costretti a
versare ogni anno
alla Chiesa
cattolica, pur non
volendolo, una cifra
stimabile in almeno
3 miliardi di euro,
circa 50 euro a
testa? Il
parassitismo della
Santa Sede ha
origine nei Patti
lateranensi firmati
da Mussolini nel
1929, inseriti nella
Costituzione del
1948 per volontà di
Pio xii e Togliatti,
e rinnovati nel
1984. Massimo
Teodori, con il
rigore documentario
dello storico e la
passione civile del
laico, attacca al
cuore i privilegi
ecclesiastici e
smaschera i
meccanismi occulti
di quello che
definisce un
«esproprio
milionario». L'otto
per mille fatto
pagare con un trucco
a tutti gli
italiani, gli
imbrogli finanziari
della banca ior,
sospettata di
riciclaggio, fino
alla recente
scandalosa esenzione
dall'ici-imu, sono
alcuni dei temi che
l'autore affronta
con insolita
chiarezza. I denari
che dallo Stato
vanno alla Chiesa,
come i finanziamenti
ai partiti politici,
determinano un
intreccio perverso
tra società, affari
e politica che
inquina la religione
non meno della
democrazia. Le
dimissioni di
Benedetto xvi hanno
dato il segno
dell'insopportabilità
anche nella Chiesa
del malcostume
incistato nella
Curia romana. E le
elezioni italiane,
con il successo del
Movimento 5 Stelle,
hanno bocciato senza
riserve quella
rincorsa strumentale
al «candidato
cattolico» che non
porta nulla di buono
per la laicità dello
Stato e i diritti
civili, ma conferma
il complesso di
sudditanza del ceto
politico alle
gerarchie
ecclesiastiche. Fino
a quando gli
italiani
sopporteranno quel
che lo stesso
pontefice non ha
voluto più
sopportare? Una
questione decisiva
emerge dalla limpida
denuncia di Teodori:
la separazione tra
Stato e Chiesa,
pilastro delle
democrazie liberali,
in Italia diviene
ogni giorno più
esile.
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Pitturare il volto
Il Trucco, l'Arte, la Moda
Patrizia Magli
Il trucco è il principale mezzo
attraverso cui mostriamo agli
altri la nostra identità. Questo
libro ne esplora l’universo,
dalle pitture tribali al trucco
cinematografico, dal «velo» di
cipria al velo come elemento
religioso, fino alle ultime
tendenze della contemporary
face. Intreccio di
pratiche, di mode, di elementi
culturali, il trucco rivela il
rapporto complesso tra il viso
nudo e l’immagine che ciascuna
donna vuol dare di se stessa.
Dalle scarpe al vestito, dagli
accessori al maquillage, dai
gioielli all’acconciatura dei
capelli, il trucco fa parte di
un’unità visiva dove il senso
circola con coerenza. Come
l’abito segue le vicende della
moda, così il trucco, sensibile
ai modelli proposti dalle
tendenze del momento, esprime la
sua vocazione all’integrazione
sociale. Ci si trucca per
mimetismo, per evocazione, per
plagio: il viso «pitturato»,
imbellettato, «vestito» ci parla
della difficile relazione che
ciascuno intrattiene con la
propria immagine. Soprattutto,
il trucco è piacere della
variazione e desiderio di
differenziazione individuale.
Emerge, quindi, il tema della
bellezza, ma di una bellezza
controversa, poiché il trucco si
pone al servizio
dell’espressività, contro la
standardizzazione dei modelli
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Il ruggito del Leone
Hollywood alla conquista dell'impero
dei sogni nell'Italia di Mussolini
Gian Piero Brunetta
Grazie al cinema,
dall'indomani della prima
guerra mondiale si compie il
prodigio di trasformare il
popolo americano -
sconosciuto, selvaggio e
stravagante - non
nell'invasore barbarico, ma
nel "prossimo tuo" da
accogliere e amare come te
stesso. E di creare una
dipendenza diffusa dal Sogno
Americano. Il libro
esplora, insieme, le
strategie pubblicitarie e le
reazioni individuali e
collettive alla "Marcia su
Roma" delle Majors
hollywoodiane dai primi anni
venti. In generale viene
descritta la parabola delle
tecniche di advertising
con cui Hollywood ha puntato
a impadronirsi dei gangli
emotivi e desideranti dello
spettatore universale. Nello
specifico si stabilisce un
contatto ravvicinato con le
strategie adottate in Italia
e con lo spettatore italiano
tra il 1922 e il 1938, dalle
Majors e, in particolare,
dalla Metro Goldwyn Mayer.
Il ruggito del Leone ci fa
rivivere le percezioni di
mondi possibili per lo
spettatore italiano tra le
due guerre, in cui accanto
ai profumi delle divinità
hollywoodiane era possibile
respirare anche i profumi
della libertà.
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Verde
Storie di un colore
Manlio Brusatin
Non solo un colore. Il
verde, chiaro segnale di via
libera, è diventato
l’orizzonte sterminato di
una speranza senza confini,
che occupa tempo e spazio di
un immaginario – tanto
individuale quanto
universale – “secolo verde”.
Il verde fin dalle sue
origini è buono quando fa
parte della natura, non è
buono quando entra nel
corporeo e nel serpentino.
La sua doppia natura fonde
insieme i due colori che lo
compongono: il giallo della
luce del sole, il blu
dell’ombra notturna. Ma si
tratta di un colore
assolutamente originario, il
colore più presente sopra la
terra a partire da quello
stagno di rane dove si è
coltivata la vita molto
umana, la vita di ogni
essere che ha camminato, dal
paradiso terrestre alla
conquista della terra
promessa, anch’essa sempre
molto verde. L’itinerario
nel verde che qui si propone
è necessariamente
saltellante come una
inquieta e vorace
cavalletta, tra divinità e
paradisi verdi, cavalieri e
fate verdi, pietre, terre e
case verdi, riportando le
diverse storie a una loro
matrice originaria, e
cercando di approdare a quel
territorio verde,
sostenibile o insostenibile
che sia, di una speranza
ancora verde che ha il
colore intermittente delle
lucciole nel bosco. La
virtù della speranza verde
sta sempre in mezzo, con la
fede bianca alla destra e
alla sinistra la carità
rossa – un tricolore ancora
inedito. Per tradizione, i
tre animali verdi sarebbero
il pappagallo, il ramarro e
lo scarabeo di cui non sarà
difficile scoprire le virtù
troppo umane di un “falso e
vero verde”. Così “essere al
verde” si spiega come una
condizione, non
ineluttabile, ma necessaria
per rinverdire e rinascere –
con o senza biglietti verdi.
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Circe
Omero, Ovidio, Plutarco,
Machiavelli, Webster, Atwood
a cura di
Cristiana Franco
La
trasformazione dei compagni di
Odisseo in maiali e il successivo
incontro dell'eroe con Circe, dea
esperta di pozioni pericolose,
costituiscono uno fra gli episodi
più conosciuti dell'Odissea.
Il carattere enigmatico della Circe
omerica ha sollecitato nei secoli
numerose interpretazioni, molte
delle quali hanno voluto leggere nel
mito un avvertimento contro le
malevoli arti della seduzione
femminile: gli uomini che si
lasciano incantare da una donna e si
mettono al suo servizio si riducono
a bruti senza valore e senza
cervello, come i compagni dell'eroe
nella porcilaia. Lo stereotipo di
Circe come femme fatale ha
prodotto moltissime rappresentazioni
fino all'età contemporanea. Ma già
nel mondo antico erano comparse le
prime riscritture non convenzionali
del mito, in cui Circe non è affatto
figura di maliarda dominatrice di
maschi. Ovidio rappresenta la dea di
Aiaie come un'amante rifiutata,
passionale e vendicativa; Plutarco
la considera addirittura una
benefattrice, perché la metamorfosi
cui sottopone gli ospiti si rivela
un mutamento felice. Nell'Asino
di Machiavelli Circe è dea di uno
strano regno fisiognomico, in cui
gli uomini mostrano il loro vero
volto, manifestando i tratti ferini
corrispondenti ai loro caratteri. Ma
è alle scrittrici di età moderna e
contemporanea che spetta il compito
di riscattare Circe dalle calunnie
propagate per millenni dalla
propaganda maschile. Webster e
Atwood danno finalmente la parola
alla dea, che difende se stessa e il
proprio operato, rigettando sugli
uomini che approdano all'isola la
responsabilità di non saper
instaurare con lei un rapporto
fondato sull'amore e il reciproco
rispetto |
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La storia con i se
Dieci casi che potevano cambiare il
corso del Novecento
Alberto Benzoni, Elisa Benzoni
Se Hitler fosse diventato un
pittore di qualche successo? E se
nel 1914 a Sarajevo lo chauffeur di
Francesco Ferdinando non avesse
sbagliato strada? Se Togliatti non
fosse sopravvissuto all’attentato
del ’48 e se Moro fosse stato
rilasciato dalle BR, come sarebbero
andate le cose? Difficile non
restare affascinati dal ruolo
determinante del caso nella storia,
di fronte a questi e ad altri “se”.
Sulla scorta di questa fascinazione,
Alberto ed Elisa Benzoni hanno
costruito, insieme ad autorevoli
storici e intellettuali, un volume
che presenta dieci episodi
emblematici nel corso del Novecento.
Hanno chiesto, così, a Claudio
Strinati, Gian Enrico Rusconi,
Andrea Graziosi, Giovanni
Sabbatucci, Mario Del Pero, Ernesto
Galli della Loggia, Luciano Cafagna,
Paolo Mieli e Massimo Teodori, di
rileggere, ciascuno, alcuni eventi
cruciali, il cui esito, se fosse
stato diverso, avrebbe potuto
cambiare il corso delle cose. Il
risultato è un libro agile e
godibile: la storia controfattuale
rivela quel che era possibile e
arricchisce la conoscenza di quel
che è accaduto.
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Trasgressioni e vizi di una borghesia
che non sapeva dove approdare
LANZA SMASCHERA LE FOLLETTE DEL NUL
Il giornalista scrive un romanzo tutto
sangue, sesso e salotti
sulla Milano bene degli anni Settanta

DI PIERLUIGI MAGNASCHI, ITALIA OGGI
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NEL LIBRO DI CESARE LANZA GLI ANNI 70
TORNANO
D’ATTUALITÀ. ROMANZO DI SESSO
E TERRORISMO
Corriere Magazine |

ESCE "CALDO ARGENTO" DI CESARE LANZA
055 News.it |
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E'
IN LIBRERIA "IL LANZACHENECCO" DI CESARE LANZA
Un grande affresco dell'Italia
mediatica di oggi, "un dizionario di persone, personcine
e
personaggi tra incontri e scontri, futilità, buoni e pessimi
ricordi".
324 pagine, 18 euro,
Aliberti editore.
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NOTTETEMPO EDIZIONI SEGNALANO
in libreria il 28 marzo
Laura Barile
Le
frontiere del Caucaso
“I viaggi si
portano dietro i libri. I libri sono il prolungamento del viaggio.”
Tre racconti mediterranei a bassa voce,
istantanee illustrate di viaggio e insieme meravigliate scoperte di
libri e uomini. La lettera a un amico misterioso offre il pretesto
per raccontare un’Algeria stremata dalle troppe guerre: “la lebbra
delle case smozzicate e i brandelli di muri, gatti affamati e
bambini fra le immondizie”. Una tappa a El Alamein diventa occasione
per conoscere un portiere di notte che talvolta accompagna in giro i
turisti, e commuoversi davanti alle 7367 lapidi del cimitero
militare del Commonwealth che qualcuno quotidianamente libera dalla
sabbia del deserto. E infine il viaggio alle “frontiere del
Caucaso”, a bordo di una vecchia marshrutke fino alla città natale
di Stalin, storditi da un vorticare di etnie: berberi, amazigh,
mozabiti, tuareg, azeri, armeni, georgiani, tartari, àvari e russi,
con le loro lingue.
Laura
Barile, professore di Letterature Comparate all’Università
di Siena, ha scritto saggi e curato traduzioni. Ha ricevuto il
premio dell’Accademia dei Lincei 2007 per le Letterature europee.
Collana: cronache
Nottetempo edizioni, 2013, pp. 112, euro
11,00.
in libreria il 5
aprile
Vita Cosentino
Tam tam
Prefazione di
Luisa Muraro
Stretta tra due concezioni: la vita
rimandata al futuro, la vita rassegnata alla disgrazia, mi sono
trovata a pensare che non potevo aderire né a l’una, né all’altra.
Dentro di me urgeva fin dall’inizio un’altra concezione: quella era
tutta la vita che avevo in quel momento e volevo viverla con tutto
il godimento che mi era possibile in quella situazione.
Il mémoir di Vita Cosentino è il racconto
di una vita cambiata dalla malattia e insieme il diario di una
resistenza.
Nel primo anniversario della scoperta di una malattia invalidante,
l’autrice di questo mémoir racconta la nuova vita che si apre.
Ricoverata con una diagnosi di paraplegia incompleta, la
protagonista affronta il percorso per imparare da capo, da adulta,
azioni abituali come vestirsi, lavarsi, essere autonomi.
E nella fatica di dover reinventare e
ridefinire la mappa dei propri limiti, il mondo si rivela un tessuto
di relazioni, di affetti e di disponibilità inaspettate. Con una
prosa paziente, Cosentino dipinge i volti di una comunità solidale e
accogliente nella quale impara a camminare nuovi passi.
Vita
Cosentino (1947), laureata in Filosofia, ha insegnato nelle
scuole medie a Venezia e a Sesto San Giovanni. Da oltre trent’anni
fa parte del collettivo della Libreria delle Donne di Milano ed è
nella redazione della rivista Via Dogana.
collana: gransasso
Nottetempo
edizioni, 2013, pp. 108, euro 6.00.
in
libreria il 12 aprile
Virginia Woolf
Freshwater
Traduzione e
postfazione di Chiara Valerio
Messo in scena in Italia nel 1984 al
Festival di Spoleto (con l’interpretazione di Eugene Ionesco), dopo
un’edizione filologica ormai introvabile pubblicata in Italia nel
1983 da La Rosa, torna in libreria curato da Chiara Valerio
Freshwater. Unico testo teatrale di Virginia Woolf, fu scritto agli
inizi degli anni '20 e poi ripreso nel 1935 per gli amici di
Bloomsbury, e messo in scena nello studio londinese di Vanessa Bell.
Nella splendida
casa di Freshwater, sull’isola di Wight, Julia Margaret Cameron –
prozia della Woolf – e il marito aspettano due bare, poi, potranno
serenamente partire per l’India. In questa bizzarra attesa, nelle
loro stanze, la vita scorre come di consueto. Il poeta Alfred
Tennyson compone versi, il pittore George Frederick Watts dipinge e
Julia Margaret Cameron fotografa. Il soggetto su cui tutti e tre si
concentrano è la giovane e bellissima moglie di Watts, Ellen Therry,
che tutti chiamano Musa o Proserpina e mai col suo nome proprio.
Ellen fa lunghe passeggiate e, vestita di una leggera tunica e
calzando ali di tacchino, interpreta la Vittoria alata. Tutto sembra
ripetersi poetico, immaginifico e metaforico. Ma improvvisamente,
un’enorme nave bianca si ferma in porto e da lì scende un giovane
capitano che domanda a Ellen il suo nome e così la chiama. I due
scappano insieme e gli anziani artisti rimangono sull’isola delusi
non tanto dall’assenza di Ellen quanto dalla possibilità di poter
continuare ad avere una musa a disposizione tutto il giorno. In tre
divertentissimi e velocissimi atti, Virginia Woolf, con penna
leggera e satirica, colta e mondana, mette in scena l’eterno e buffo
rincorrersi di amore e morte nel tentativo che tutti fanno, ma gli
artisti di più, di fermare il tempo attraverso la rappresentazione
della giovinezza.
Il libro è composto da Freshwater e da tre
inediti: il ritratto di Julia Margaret Cameron, il ritratto di Ellen
Terry (i due personaggi principali di Freshwater) e un racconto
pubblicato solo sul Virginia Woolf Bulletin che anticipa personaggi
e luoghi di Freshwater.
«Freshwater? Un
copione inutile, ma questa è la ragione per cui è
importante». Eugene Ionesco (intervistato per la sua interpretazione
di Tennyson in Freshwater al Festival dei due Mondi di Spoleto,
1984)
«Freshwater? Non ho mai avuto l’idea di recitare, ma ho accettato,
su invito, una parte facile». Nathalie Serraute (intervistata per la
sua interpretazione del maggiordomo in Freshwater al Festival dei
due Mondi di Spoleto, 1984)
Virginia Woolf (1882-1941), scrittrice,
saggista e critico letterario. Tra i suoi libri più famosi
ricordiamo Mrs. Dalloway (1925), Al faro (1927), Orlando (1928) e Le
onde (1931). Di Virginia Woolf nottetempo ha pubblicato Flush
(2012), nella traduzione di Chiara Valerio.
collana: narrativa
Nottetempo
edizioni, 2013, pp. 92 - euro 10,00.
in libreria il 26 aprile
Judith
Schalansky
Lo splendore casuale delle meduse
Illustrazioni
dell'autrice, traduzione di Flavia Pantanella.
L’esordio nella
narrativa di Judith Schalansky è una storia di formazione al
contrario: Inge Lohmark, anziana insegnante di biologia di un
piccolo villaggio dell’ex Repubblica Democratica Tedesca è l’ultimo
esemplare della sua specie, una specie di relitto della Germania
dell'Est che fa di tutto per resistere al corso umano delle cose,
corazzata nei principi ferrei del determinismo darwiniano con cui
legge il mondo. Una riflessione sull’educazione e sul sistema
educativo che è stata finalista al German Bookprize 2011 e ha
riscosso grande successo di pubblico e critica in Patria. I diritti
del libro sono stati venduti in 16 paesi.
Inge Lohmark,
insegnante di biologia in un piccolo paese della Pomerania che si
sta svuotando, va avanti da oltre trent’anni con il suo insegnamento
frontale e intransigente, qualunque cosa le accada intorno. Sono la
mente pragmatica e il suo cinismo impietoso, che nutriti della cieca
fiducia nel metodo scientifico e nella ratio della natura, a darle
il metro per affrontare la realtà. L’amore diventa così per Inge
Lohmark un “alibi per mascherare malsani rapporti simbiotici”, la
vecchiaia una “sopravvivenza post riproduttiva”. La sua è un’ironia
vigile e irriverente, sempre pronta a indagare, scomporre,
stravolgere. Quando la glaciale professoressa però si accorge di
essere attratta da una sua alunna e di essere vittima di un
indecifrabile desiderio di vicinanza, il suo saldo microcosmo, la
sua visione del mondo biologicamente determinata, iniziano a
vacillare…
«Lo splendore casuale delle meduse è molto
più di un romanzo di formazione. È un romanzo sull'educazione e il
sistema educativo, la storia di un percorso di formazione che torna
al suo punto di partenza, attraverso le vicissitudini di una donna
la cui mente -e ciò che resta del suo cuore- porta i segni dallo
scontro violento con la propria visione del mondo. Non c'è bisogno
di ribadirlo ancora: questo è il libro della nostra epoca». Die Welt
«Schalansky ha una scrittura densa ed
elegante, capace di passare con grazia da un registro serio a uno
scherzoso. Il suo romanzo è uno dei più belli e inusuali sugli anni
successivi alla riunificazione della Germania». Der Spiegel
«Judith Schalansky ci presenta un romanzo
di formazione al rovescio, un piccolo manifesto anti-darwiniano.
Tratta argomenti seri e attuali con una straordinaria eleganza e
leggerezza di tocco: l'invecchiamento della popolazione, il
cambiamento di clima, lo spopolamento rurale e il fallimento del
sistema educativo». Frankfurter Allgemeine Zeitung
«Schalansky ha creato un personaggio
straordinariamente crudele , ma capace al tempo stesso di commuovere
e toccare il lettore. Una voce magnifica, sarcastica e divertente,
che risuona a lungo anche dopo aver terminato di leggere». Taz
Judith
Schalansky, nata a Greisfwald nel 1980, dopo una Laurea in
Storia dell’Arte e una in Design, lavora a Berlino come scrittrice e
designer, oltre a tenere corsi di tipografia. Il suo Atlante delle
isole remote uscirà in Italia per Bompiani.
Collana: narrativa
Edizioni
nottetempo, 2013, pp. 232, euro 15,00.
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Franco Lo Piparo
L’ENIGMA
DEL QUADERNO
La caccia ai manoscritti dopo la morte di
Gramsci
Morto Gramsci (27 aprile 1937), la cognata
Tania Schucht ha il controllo esclusivo dei Quaderni. Nessuno sa che
cosa effettivamente contengano. Sono gli anni drammatici dei
processi facili, con relative fucilazioni, ai comunisti che
dissentono da Stalin.
Palmiro Togliatti
(il capo dei comunisti italiani in esilio) e Piero Sraffa (comunista
coperto, stimato professore di economia a Cambridge, agente del
Comintern) hanno buoni motivi per temere che i manoscritti
contengano riflessioni politicamente pericolose. Bisogna metterli al
riparo da occhi indiscreti. Bisogna leggerli prima degli altri, per
decidere cosa farne.
Dopo il successo
de I due carceri di Gramsci (pubblicato nel 2012 e vincitore del
premio Viareggio), che ha riaperto i termini della discussione
attorno alla vicenda carceraria di Gramsci, il nuovo libro di Franco
Lo Piparo pone al centro interrogativi cruciali: a chi Tania
consegnò i quaderni? Come e quando andarono dall’Italia in Urss e,
poi, dall’Urss in Italia? Perché le testimonianze sul loro numero
non concordano mai? I protagonisti lasciarono tracce di un Quaderno
occultato?
Condotta con estrema cura filologica, e
con il ritmo di un’appassionante ricostruzione degli indizi e delle
prove, l’indagine di Lo Piparo porta, alla fine, a scoprire persino
il numero di pagine del quaderno che non c’è.
«Gramsci muore il 27 aprile 1937. Il 25
maggio la cognata Tania scrive alla famiglia: “I quaderni di Antonio
sono in tutto XXX pezzi…”. Se ai trenta si aggiungono i quattro di
esercizi di traduzione, al momento della morte di Gramsci, nella
clinica Quisisana, si trovavano dunque trentaquattro quaderni. La
Fondazione Istituto Gramsci ne custodisce oggi trentatre, di cui
ventinove di contenuto teorico-storico-politico. Che fine può aver
fatto il quaderno assente?».
Franco Lo
Piparo è ordinario di Filosofia del linguaggio
all’Università di Palermo. Tra i suoi lavori: Sicilia linguistica
(1987), Aristotele e il linguaggio (2003), Saussure et les Grecs
(2008), La pro position comme gnomon discret du langage (2008).
Studia il linguaggio come cartina di tornasole di aspetti nascosti
di fenomeni non linguistici. In Lingua, intellettuali, egemonia in
Gramsci (1979) documentò la provenienza dagli studi universitari di
glottologia della nozione gramsciana di egemonia. Recentemente In
Gramsci and Wittgenstein: An intriguing connection (2010) ha
mostrato la strana e imprevista influenza di Gramsci su Wittgenstein
via Sraffa. Per la Donzelli ha pubblicato I due carceri di Gramsci.
La prigione fascista e il labirinto comunista (2012), vincitore del
premio Viareggio 2012.
Donzelli editore,
Collana Saggine, pp. 170, € 18.00.
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Carlo Benigni
LE MANI
SULLA BANCA
Il caso Fondazione Cassa di Risparmio di
Cuneo
Il libro di Carlo
Benigni "Le mani sulla banca - Il caso Fondazione Cassa di Risparmio
di Cuneo", pubblicato nel 2012, risulta essere di incredibile
attualità, alla luce delle vicende riguardanti il Monte dei Paschi
di Siena. E' oggetto di discordi pareri il ruolo svolto
dall'Autorità di vigilanza (il Ministero dell'Economia), nel
controllo dell'attività della Fondazione senese. Ma non spetta solo
a Siena il privilegio del cosiddetto "groviglio armonioso".
Il caso della
Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, settima in Italia sotto il
profilo patrimoniale, dovrebbe far scattare segnali di allarme
rosso. Anche qui gli Enti locali e ospedalieri esprimono la
maggioranza del Consiglio generale (16 membri su 23). Il libro di
Carlo Benigni documenta una brutta storia di conflitto di interessi,
che coinvolge il Presidente della Fondazione e il Presidente del
collegio sindacale. Una storia di indebiti interventi sulla
governance della banca partecipata (la Banca regionale europea,
Gruppo UBI Banca), e di appalti oggettivamente irregolari. In
un'ordinanza della magistratura (gip del Tribunale di Saluzzo) si
legge che "i rapporti di affari tra membri del consiglio di
amministrazione e del collegio sindacale suscitano perplessità sul
corretto rapporto organo di controllo-organo di gestione"
A fronte di
recenti interrogazioni parlamentari, l'Autorità di vigilanza ha
risposto facendo proprie le auto attestazioni di regolarità della
Fondazione, pur in presenza di elementi che avrebbero meritato
ulteriori approfondimenti. Con la crisi del Monte dei Paschi di
Siena, lo scenario è cambiato; l'Autorità di vigilanza ha in
evidenza la documentazione riguardante la Fondazione cuneese. Potrà
sottrarsi ad una nuova, rigorosa verifica della situazione reale?
Carlo Benigni è stato
responsabile delle relazioni esterne della Cassa di Risparmio di
Cuneo (1978-94), della Banca Regionale Europea (1995-2011), di cui
ha diretto la rivista «Rassegna», e della Fondazione Cassa di
Risparmio di Cuneo (2002-2009). Fa parte del comitato scientifico
della Graduate School of Management, del Groupe Esc Clermont. È
presidente nazionale della Federazione Associazioni Italia-Israele.
Donzelli editore,
2012, pp. XII-174, € 22,50.
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CAVALLO DI FERRO EDIZIONI SEGNALA
in libreria dal 14 febbraio 2013
Tatiana Salem Levy
Due fiumi
Joana e Antonio sono
due gemelli. Quando erano bambini giocavano sempre insieme e
trascorrevano l'intera estate dai nonni, su Dois Rios (Due Fiumi),
un'isola vicino Rio de Janeiro. È durante una di queste estati,
quando hanno circa 12 anni, che all'improvviso perdono il padre, un
uomo curioso e intraprendente, cuore pulsante della famiglia. Questa
tragica perdita sconvolge gli equilibri familiari: la madre reagisce
chiudendosi sempre più in se stessa, consumata dal dolore, e i
gemelli si allontanano drasticamente l’uno dall’altro, fino a
sentirsi nemici. Antonio realizzerà i sogni paterni e diventerà
fotoreporter, girando il mondo e distaccandosi sempre più dalla
sorella, di cui detesta l’atteggiamento rinunciatario, ma allo
stesso tempo subdolamente coercitivo. Joana, al contrario, sentirà
il dovere di restare a casa, isolata dal resto del mondo e
prigioniera delle ossessioni materne.
In due momenti diversi delle loro vite,
Joana e Antonio si innamoreranno della stessa donna: la còrsa
Marie-Ange. Per Joana sarà la salvezza dalle catene materne, la
spinta per uscire dal guscio e comprendere finalmente gli ideali di
vita del padre. Per Antonio, invece, un motivo di riflessione per
capire di dover tornare a casa e affrontare ciò che aveva creduto di
poter dimenticare. Due isole, Dois Rios e la Corsica, ma anche due
fratelli, Joana e Antonio, destinati alla riconciliazione giungendo
alla stessa foce: la misteriosa Marie-Ange, una sorta di divinità
emersa dalle acque, una Venere angelica e seduttrice che dopo aver
compiuto il miracolo scomparirà per sempre dalle loro vite.
Raccontando la storia di due fratelli e
mescolando passato e presente, odio e amore, Tatiana Salem Levy
descrive due giovani vite accomunate dalla sorprendente e inattesa
voglia di ricominciare che, come sempre, si rivela più forte di ogni
altra cosa.
Tatiana Salem Levy è nata a Lisbona nel 1979, è scrittrice
e traduttrice. Dopo aver pubblicato racconti su varie riviste, come
la brasiliana "Ficçoes", ha esordito con La chiave di casa,
pubblicato in Italia da Cavallo di Ferro nel 2011. Nel 2008
l'autrice ha vinto il Premio Sao Paulo de Literatura come miglior
esordiente ed è stata finalista del Premio Jabuti. E' autrice anche
della raccolta Primos (con Adriana Armony) e di A experiéncia do
fora: Blanchot, Foucault e Deleuze.
Di La chiave di casa hanno scritto:
"E’ come una lunga seduta psicanalitica,
toccante e terapeutica". Gioia
Cavallo di Ferro, 2012, pp.224, euro 14,00.
In libreria dal 21 febbraio 2013
Neil Jordan
Mistaken
Un libro di un'atmosfera potentissima, che
trasforma Dublino in un labirinto oscuro di follia e mistero. THE
DAILY MAIL Vincitore dell'Irish Book Award 2012 e New York Time
Notable Books of 2012.
Mi avevano scambiato per lui così tante
volte che quando morì ebbi la sensazione che anche una parte di me
fosse morta. Decisi di andare al suo funerale per dire addio a
quell'altro me stesso che ora sarebbe scomparso nella fredda argilla
di Deansgrange, compianto da amanti che forse io non avevo
conosciuto, da un pubblico che forse non lo aveva dimenticato, da
una ex moglie, due figli e un cane. E alla
fine fu proprio il cane che mi mise nei guai.
Kevin vive nella parte ricca di Dublino,
accanto alla casa di Bram Stoker ("sono cresciuto all'ombra di un
vampiro...") frequenta una buona scuola e sembra destinato ad avere
un'ottima carriera come
scrittore. Gerald vive nella parte povera
della stessa città e la sua vita non sembra altrettanto destinata al
successo. Loro due non si sono mai incontrati, ma la loro
impressionante somiglianza ha già per diverse volte causato degli
episodi (non sempre gradevoli) di scambio di identità. Quando
finalmente si incontrano, decidono di approfittare della loro
somiglianza, specialmente per quanto riguarda le ragazze.
Ma quello che all'inizio sembrava un gioco,
una maniera per facilitare la vita a entrambi, diventa qualcosa di
molto più oscuro quando già adulti decidono di scambiare un'ultima
volta la loro identità. Ultimo romanzo pubblicato dal famoso regista
di Michael Collins, La moglie del soldato, Intervista col vampiro,
Breakfast on Pluto. Nato a Sligo, in Irlanda, Neil Jordan è autore
di libri di grande successo e regista di film di fama internazionale
come Michael Collins, Intervista col vampiro e La moglie del
soldato, per il quale ha vinto il premio Oscar. Come scrittore è
vincitore del Guardian Fiction Prize.Tra i suoi libri ricordiamo
Shade, Nights in Tunisia, The Dream of a Best. Nel 2010 Cavallo di
Ferro ha pubblicato il suo romanzo Aurora con mostro marino.
Di Mistaken hanno scritto:
"Vampiri, segreti e i misteri dell'identità:
queste le ossessioni che scorrono nei film del regista Neil Jordan e
che sono al centro di questo bellissimo ed enigmatico romanzo". New
York Times - Sunday Book review
"Un potente e coinvolgente libro, con il
ritmo di un thriller, sull'identità e la perdita". The Financial
Times
Cavallo di Ferro, 2012, pp. 320, euro 16.00.
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Cinzia Capalbo
STORIA DELLAMODA A ROMA
Sarti, culture e stili di una capitale dal 1871 a oggi
La storia della
moda italiana in età contemporanea è legata a filo doppio con la
vicenda della sua capitale. Se molti altri luoghi hanno contribuito
nel tempo al radicamento di una filiera produttiva di estrema
importanza per il paese, è certo che il centro di irradiazione di
ogni nuova tendenza, il luogo di raccolta delle firme che hanno
dettato legge, delle botteghe più innovative, dei punti di
eccellenza dello stile italiano è stato Roma.
Il 1871 è la data
da cui il volume prende le mosse: la tesi essenziale è che Roma
capitale inauguri una storia fondamentale per ciò che riguarda la
sartoria maschile e femminile italiana. L’insediamento della corte
sabauda, l’avvento del personale «ministeriale», con i suoi nuovi
standard di vita e di consumo, la socializzazione delle donne nei
salotti e nei caffè sono all’origine di una vera e propria «corsa a
Roma» dei migliori sarti da tutte le province italiane. È così che
comincia una storia destinata a crescere in modo vorticoso: dalle
vetrine e dai negozi della Roma di fine Ottocento alla nascita degli
abiti confezionati e dei grandi magazzini di inizio Novecento;
dall’avvento della moda «autarchica», con i primi tentativi di
indipendenza dai modelli femminili alla francese e maschili
all’inglese, alla costruzione delle prime case di moda e
all’affermazione delle griffes dell’alta sartoria romana; dalla
svolta del secondo dopoguerra all’incontro con il cinema, fino alla
costruzione di un vero e proprio Sistema moda romano.
Si giunge,
infine, attraverso un percorso storico – impreziosito da un
parallelo itinerario per immagini –, agli ultimi decenni,
caratterizzati dal persistere di una forte impronta creativa e di
una grande capacità di attrazione della moda romana, pur nel
complesso delle trasformazioni industriali che hanno profondamente
interessato il settore.
Cinzia Capalbo
è ricercatrice presso il Dipartimento di Storia della Sapienza
Università di Roma, dove insegna Storia economica e Storia
dell’industria della moda. Tra le sue pubblicazioni, si ricordano la
curatela del volume Seta e moda. Dalla filiera della seta alla
produzione tessile (Rubbettino, 2004) e il saggio
L’imprenditorialità del lusso fra Otto e Novecento: le oreficerie
Castellani (1814-1915), in Imprenditorialità e sviluppo economico:
il caso italiano (secc. XIII-XX), a cura di F. Amatori e A. Colli
(Egea, 2009).
Collana Storia e
scienze sociali
pp. 216 │ € 30.00
ISBN
978-88-6036-760-0
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BIETTI EDITORE SEGNALA
Uno dei massimi
capolavori horror della letteratura esoterica
“Il domenicano bianco”
Gustav Meyrink
a cura di
Gianfranco de Turris
In
una Praga occulta, un giovane uomo deve lottare per mantenere la sua
sanità mentale, sfuggendo alla maledizione del “Domenicano bianco”,
sulfurea figura la cui ombra riempie le righe di quello che è
considerato uno dei capolavori dell'horror di stampo esoterico. È un
passato che torna prepotentemente che il nostro protagonista dovrà
sconfiggere; solo così potrà realizzarsi pienamente, iniziarsi ad
un'altra dimensione. L'esito, inaspettato. A più di ottant'anni
dalla prima edizione, l'Archeometro ripropone questo capolavoro,
nella sua prima traduzione, corredato da un'appendice curata da
Gianfranco de Turris sui rapporti tra narrativa ed esoterismo
nell'opera di Meyrink.
Tra le più
importanti opere di Gustav Meyrink (1868-1932), uno dei massimi
esponenti
della letteratura
fantastica di stampo esoterico, ricordiamo Il golem (Bompiani)
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EDIZIONI PENDRAGON SEGNALA
Narrativa
Maurizio Garuti
Fuoco e neve
Il romanzo
di una storia vera
Pianura bolognese, fra le due guerre. Borgata Forcelli,
un villaggio di campagna che non esiste più. Una bambina di nome Eda;
due fratelli gemelli: Antonio e Armando, identici come due gocce
d'acqua. Un'esistenza intrecciata e condivisa fin nei sogni e nei
sentimenti profondi. Prima ragazzi, poi giovani che scelgono di
battersi contro l'occupazione nazifascista. Un amore, una tragedia,
un rimorso. Con una proiezione lunga fino ai nostri giorni. Un
racconto appassionante, che esce dalla pagina e ci interroga.
pp. 152, euro 14,00
Saggistica
Claudio Visani
Gli intrighi di una Repubblica
San Marino e
Romagna
Un inedito affresco di vita sammarinese e romagnola,
con gli episodi più significativi ma anche in quelli meno noti.
Ottant'anni di storia, ricostruiti attraverso documenti riservati e
testimonianze dirette.
pp. 205, euro 15,00
Varia
Damiano Biscossi
A passo d'asino
Percorsi tra
noi e gli altri
Il racconto di un giovane manager che interrompe la
sua brillante carriera per fermarsi a guardare dentro di sé e
intraprendere una nuova esperienza di vita più vicina alla natura e
alle persone: l’attività cioè di mediazione con l’asino praticata
sia come co-terapia all’interno di strutture per tossicodipendenti,
(ospedali psichiatrici, centri per bambini autistici, scuole, case
famiglia). Una novità assoluta, il primo libro che illustra l’onoattività
spiegandone modalità e benefici.
pp. 143, euro 14,00
Valeria Tonino, Lena Tritto, Federica Rapini, Karin Wallnoefer
Il Tao
e l'arte dei fornelli. Nuova edizione ampliata
Ricette
facili, rapide e gustose per applicare la dietetica tradizionale
cinese alla cucina di tutti i giorni
Una guida agile ed estremamente pratica per chi
desidera seguire i principi alimentari della Medicina tradizionale
cinese senza allontanarsi - se non di tanto in tanto e con
variazioni sempre stimolanti - dalla cucina italiana e, più in
generale, mediterranea. Le oltre 270 ricette qui presentate, per
ognuna delle quali sono indicate le azioni energetiche, danno la
possibilità di introdurre nella dieta quotidiana cambiamenti utili
al nostro benessere, esaltando gusto, fantasia e varietà.
pp. 189, euro 15,00
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Jacob e Wilhelm
Grimm
Principessa Pel di topo
e altre 41 fiabe da scoprire
con 15 tavole
originali di Fabian Negrin
a cura di Jack
Zipes
Duecento anni
dopo, uno scrigno colmo di storie inedite
I Grimm come non
li avete mai visti
«C’era una volta
un re che aveva tre figlie, e volendo un giorno sapere chi di loro
lo amasse di più, le mandò a chiamare. La primogenita rispose che le
era caro più di tutto il regno; la seconda disse che le era caro più
di tutte le pietre preziose e di tutte le perle del mondo; ma la
terza disse che le era più caro del sale…». Inizia così la fiaba che
i Grimm intitolarono Principessa Pel di topo, dando vita a un
personaggio delle fiabe rimasto a noi sconosciuto. E non è il solo.
Ecco perché finalmente, duecento anni dopo la prima comparsa, 42
fiabe col loro corredo di arcolai, castelli, gatti, ranocchi,
barbieri, sarti, fabbri, suocere, diavoli, soldati, scarpette,
chiavi d’oro e via narrando, vengono alla luce grazie a una preziosa
edizione illustrata pensata per celebrare il bicentenario della
prima pubblicazione delle fiabe dei Grimm, avvenuta nel 1812. Pochi
sanno, infatti, che due secoli fa i celebri fratelli diedero vita a
un cantiere di lavoro durato anni, a partire da materiali
provenienti dalle fonti più disparate che essi continuarono a
trascrivere, rielaborare e selezionare fino al 1857, anno
dell’ultima edizione. Nel corso di quasi mezzo secolo, i Grimm
pubblicarono ben sette edizioni diverse dei Kinderund Hausmärchen,
di cui si è persa memoria poiché l’edizione corrente delle fiabe è
quella del 1857. Oggi, grazie al lavoro di uno dei massimi studiosi
internazionali della fiaba come Jack Zipes, che verrà in Italia per
un tour promozionale del libro - i lettori italiani possono scoprire
alcune delle più belle fiabe scomparse dei Grimm. Accanto a
personaggi nuovi, come Pel di topo, troviamo versioni sorprendenti
di alcune fiabe tra le più note: da Biancaneve a Raperonzolo, da
Barbablù a Pollicino. E a completare l’opera, le superbe
illustrazioni appositamente realizzate per questa edizione da Fabian
Negrin, capace di cogliere con raffinata originalità lo spirito più
autentico che innerva queste fiabe. E chi l’avrebbe mai detto che
c’erano ancora così tante storie da scoprire nei cassetti di Wilhelm
e Jacob?
Jacob (1785-1863)
e Wilhelm (1786-1859) Grimm raccolsero e pubblicarono nei loro
Kinderund Hausmärchen le fiabe e i racconti popolari della
tradizione tedesca. Nel 2012 ricorre il bicentenario della prima
edizione delle loro Fiabe.
Jack Zipes è
professore emerito di Germanistica e Letterature comparate
all’Università del Minnesota. Esperto di fama internazionale,
è autore di decine di studi e ricerche sulla fiaba, nonché
traduttore e curatore di raccolte essenziali per gli studiosi e gli
appassionati del genere fiabesco. Tra i suoi saggi tradotti in
italiano, ricordiamo Spezzare l’incantesimo (Mondadori, 2004), Chi
ha paura dei Fratelli Grimm? (Mondadori, 2006) e La fiaba
irresistibile (Donzelli, 2012).
Fabian Negrin è
nato in Argentina nel 1963. A 18 anni, approdato a Città del
Messico, si laurea in Grafica. Nel 1989 si trasferisce a Milano
dedicandosi definitivamente all’illustrazione e alla scrittura di
libri per ragazzi. Ha ottenuto alcuni dei massimi riconoscimenti
internazionali, tra cui il premio Unicef alla Bologna Children’s
Book Fair (1995), il premio Andersen per il miglior illustratore
(2000), la Bib Plaque della Biennale di illustrazione di Bratislava
(2009) e il Bologna Ragazzi Award Non-Fiction (2010).
Collana Fiabe e
storie
Traduzione di
Camilla Miglio
pp. XXIV-248 │ €
23,90
ISBN 978-88-6036-749-5
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GIANGIACOMO FELTRINELLI EDITORE SEGNALA
IN LIBRERIA DAL
21 NOVEMBRE 2012
STEFANIA PILONI, SIMONETTA BASSO
LA MAMMA CHE VERRÁ
Preparare corpo e mente alla magnifica avventura della maternità
Urra /
Feltrinelli
pp. 224 euro
13,00
Gli autori
Stefania Piloni è
medico specialista in ostetricia e ginecologia, docente in
Fitoterapia e Medicine Complementari alla facoltà di Medicina
dell’Università di Milano. È responsabile dell’ambulatorio di
Medicina Naturale per la Donna del San Raffaele Resnati a Milano, in
cui ogni giorno si dedica alle donne che scelgono cure integrate,
naturali e tradizionali insieme. Collabora con riviste divulgative e
trasmissioni televisive in cui offre riflessioni e consigli in tema
di salute femminile. È mamma di Sofia e dei gemelli Sara e Giacomo.
Simonetta Basso,
giornalista, ha maturato una lunga esperienza professionale nei
periodici femminili. È stata vicedirettore di
Pratica e direttore di
Vera. Da sempre si occupa di salute e alimentazione, più
di recente sulle pagine di
Insieme, dove cura una rubrica dedicata alle donne in
attesa. Vive a Milano ed è mamma di Margherita e Riccardo.
In breve
Un piccolo
manuale che diventerà un prezioso compagno di viaggio, quasi un buon
amico, per le madri in attesa, ancora prima di concepire.
Tra i temi
trattati:
Quali sono gli “amici” della fertilità?
Posso cercare una gravidanza dopo il vaccino per un viaggio esotico?
Ho i cicli irregolari: avrò difficoltà?
Aspetto un bimbo, perché piango così spesso?
Ho paura di non essere all’altezza: ce la farò?
Quali sono le cure dolci e naturali che possono aiutarmi?
Sono miope, potrò allattare?
Se sono intollerante al lattosio come farò con il calcio?
Il parto mi spaventa: come posso vincere il dolore?
Il libro
Avere un bambino
è un magnifico progetto che, quando inizia a farsi strada già solo
nella mente, segna in modo irreversibile la donna, portando con sé
cambiamenti, enormi gioie, ma anche dubbi e preoccupazioni.
Ecco allora un
libro che accompagna la donna in questo percorso di formazione e
trasformazione. Qui, “la mamma che verrà” troverà una guida esperta
che la aiuterà ad affrontare, assieme ai cambiamenti del corpo,
anche i mutamenti dell’anima, con le inevitabili paure, le emozioni
altalenanti, le nuove configurazioni dell’identità materna.
Si disegna allora
un percorso che comincia ancor prima del concepimento, quando il
figlio è solo un desiderio che inizia ad affacciarsi nella mente
della mamma, e si snoda per otto capitoli fino al parto e ai primi
giorni di vita del bambino, quando anche la donna chiude il cerchio
e rinasce come mamma.
Coerente a questo
approccio olistico, che vede corpo e mente procedere uniti, il libro
dedica una particolare attenzione alle medicine integrate -
dall’omeopatia alla fitoterapia, all’agopuntura, e alle tecniche
dolci – che, con grande rispetto e nessuna violenza, possono essere
di aiuto alla futura madre, anche durante il travaglio.
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MARSILIO EDITORI SEGNALA
SACRIFICIO A MOLOCH
traduzione di
Katia de Marco
ASA LARSSON
A Lainio, piccolo
centro nell'estremo nord della Svezia, viene abbattuto un orso: nel
suo stomaco i cacciatori trovano un pollice umano. Passano pochi
mesi, e in una casa ai margini del centro abitato una donna viene
brutalmente uccisa con un forcone. Al contrario della polizia,
Rebecka Martinsson non crede al delitto di gelosia e decide di
indagare: una serie di morti archiviate come accidentali ha colpito
negli anni la famiglia della vittima, e tutto sembra avere inizio in
un passato ormai lontano...
SEI VENEZIA
CARLO MAZZACURATI
Dimenticare la
Venezia che abbiamo conosciuto, vissuto, percorso, amato, per il suo
splendore e la sua bellezza, e odiato per l'affollamento, il
traffico umano, le code, gli ingorghi a Rialto, i vaporetti troppo
pieni e i musei...
CONVERSAZIONI CON MICHAEL WALZER
prefazione di
Giancarlo Bosetti
traduzione di:
Enrico Del Sero
RAMIN JAHANBEGLOO
Michael Walzer si
racconta: la vita, l'itinerario intellettuale, filosofico e
politico vengono ripercorsi in dialogo con Ramin Jahanbegloo,
l'intellettuale iraniano esiliato dal regime dei mullah. Emerge la
storia di un grande pensatore americano, un riferimento caro a tutti
i progressisti...
SCANDALI SEGRETI
a cura di:
Federico Vitella
MICHELANGELO
ANTONIONI,ELIO BARTOLINI
«Ogni giorno
siamo i Robinson Crusoe di noi stessi, sbattuti su un'isola
sconosciuta e costretti, se vogliamo vivere, a essere soli e a
essere liberi»
A cent'anni dalla
nascita un inedito testo teatrale del grande maestro del cinema
italiano ...
LA LANTERNA DELLE PEONIE
a cura di:
Matilde Mastrangelo
ENCHO SAN'YUTEI
Kaidan botandoro
(La lanterna delle peonie. Storia di fantasmi), titolo del
repertorio delle narrazioni di San'yutei Encho, narra di fantasmi
che appaiono tra gli uomini per amore e per vendetta, mettendo in
luce quanto i secondi siano più temibili dei primi...
NOVELLE
a cura di:
Marinella Colummi Camerino
IPPOLITO NIEVO
Varie,
extravaganti, occasionali, queste novelle - scritte tra il 1854 e il
1860 - si distribuiscono lungo la breve stagione creativa di Nievo
intrecciandosi con i testi maggiori, nutrendosi degli stessi
motivi...
TRA LE PIEGHE DELL'ORIZZONTE
RINO CORTIANA
Il percorso
scelto mette in evidenza alcune tappe della poesia francese moderna
e contemporanea che, partendo da Philippe Soupault e passando per
René Char, arriva alle manifestazioni di poeti più recenti come Jean
Tardieu e André du Bouchet. Frédéric-Jacques Temple, Yves Bonnefoy..
"QUI LA META È PARTIRE"
GIUSEPPE DE MARCO
Partendo
dall'analisi di alcuni autori della modernità letteraria italiana
(Ungaretti, Gadda, Piovene, Vittorini) l'indagine di De Marco punta
al «visibile» dell'essenza, della coscienza e del pensiero
attraverso la parola, a «leggere l'invisibile nel visibile».
«Vedere»...
LE ESPOSIZIONI UNIVERSALI
PAOLO COLOMBO
La lunga,
fantastica, spesso travagliata storia delle Esposizioni Universali
si intreccia saldamente con l'evoluzione dei mestieri d'arte: dalla
prima Expo, inaugurata a Londra nel 1851, alle avveniristiche
architetture di Shanghai 2010...
PADRE E FIGLIO
MAX SEIDEL
Il ritratto di un
fenomeno unico nella storia culturale europea e cioè il dialogo tra
un padre e un figlio egualmente ricchi di talento. Mai prima di
allora, e mai in seguito, nell'arte, nella musica o nella
letteratura ci sono stati un padre e un figlio di tale livello
artistico...
LA PAROLA SCOSCESA
a cura di:
Alessandro Scarsella
Il rapporto fra
il Mediterraneo e l’Europa occupa una crescente importanza nella
riflessione e nell’analisi degli studiosi di storia e di politica
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BIETTI EDITORE SEGNALA
Ezra Pound 1972-2012 Attualità di un poeta
A distanza di
quarant’anni dalla morte, gli scritti di Ezra Pound vengono
continuamente ripubblicati e commentati, e le sue teorie economiche,
fino a pochi anni fa screditate, risultano essere quanto mai
attuali. Americano di nascita, l’autore dei Cantos fu italiano
d’adozione, dato che visse prima a Rapallo e poi a Venezia, dove è
sepolto. La città di Milano celebra il quarantennale della morte con
una serie di iniziative che coinvolgono l’Università, l’editoria, il
cinema, tutti campi legati al suo genio.
Le Edizioni
Bietti, in collaborazione con l’ente morale Ares, l’Università degli
studi di Milano e la Libreria Internazionale Hoepli, con il
patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano,
ha organizzato il progetto Ezra Pound 1972-2012. Attualità di un
poeta.
Lunedì 5 Novembre, ore 18.00
Spazio Oberdan
Proiezione dei
filmati di Bernard Dew dedicati a Ezra Pound e presentati alla 59ª
Biennale di Venezia. Interverranno il regista Bernard Dew e Luca
Gallesi, direttore della collana poundiana (Ares). Saranno presenti
Andrea Scarabelli (Bietti) e Cesare Cavalleri (Ares). Saluto
dell’assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Umberto Novo
Maerna.
Martedì 6 Novembre, ore 10.30
Università degli
Studi di Milano
Il poliedrico
Pound
Interverranno:
Davide Bigalli, Università degli Studi di Milano; Andrea Colombo,
giornalista; Bernard Dew, regista; Luca Gallesi, saggista;
Alessandro Rivali, poeta; Alessandro Zaccuri, scrittore.
Martedì 6 Novembre, ore 18.00
Libreria Hoepli
Presentazione di
Carta da Visita di Ezra Pound (Edizioni Bietti, 2012)
Interverranno:
Giulio Giorello, filosofo e Luca Gallesi, saggista e curatore del
volume.
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RUBETTINO EDITORE SEGNALA
Un libro di Popper inedito in Italia per festeggiare i 40 anni della
Rubbettino
Esce in libreria,
per la prima volta in lingua italiana, nella collana della
Rubbettino “I gioielli”, nata per celebrare il quarantesimo
anniversario della Casa Editrice, un libro di straordinaria
importanza. Si intitola “Sul problema del metodo della psicologia
del pensiero” e vede come autore un giovanissimo Karl Popper che,
ventiseienne, si laurea proprio con questo testo a Vienna sotto la
guida di Karl Buehler.
Il buongiorno, si
sa, si vede dal mattino, e così anche la tesi di laurea di Popper ha
poco a che spartire con molti dei lavori analoghi partoriti dai
nostri laureandi ma è un rigoroso saggio di metodologia il cui
intendo di fondo è quello di cercare di applicare alla psicologia
del pensiero i risultati metodologici più importanti raggiunti dal
maestro Buehler.
Secondo Popper,
una descrizione dei fatti psichici è possibile solo a patto che si
tenga conto del pluralismo degli aspetti degli stessi fatti, vale a
dire dell’aspetto dell’esperienza vissuta, dell’aspetto del
comportamento e dell’aspetto delle creazioni dello spirito.
Questa presa di
posizione conduce Popper a una critica del fisicalismo, ma
anche del comportamentalismo, nella convinzione che noi pensiamo per
problemi e tentativi di soluzione di questi problemi.
Questo lavoro di
Popper rappresenta nell’ambito dell’evoluzione del pensiero del
filosofo austriaco un punto molto importante, perché è proprio da
qui che Popper approda alla logica della ricerca.
A rendere ancora
più prezioso il volume concorre un pregevole saggio di Dario
Antiseri, allievo di Popper, che costituisce una agevole quanto
puntuale introduzione al pensiero del maestro.
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Guido Crainz
Il Paese reale
Dall’assassinio
di Moro all’Italia di oggi
La fine degli
anni settanta segna una svolta nella storia della Repubblica: agli
ultimi, cupi sussulti del decennio morente si intreccia l’emergere
di trasformazioni colossali che riguardano l’economia e la cultura,
il privato e il pubblico, la politica e la comunicazione. Nella
convulsa stagione degli anni ottanta si ripropongono inoltre quelle
tendenze esasperate all’affermazione individuale, quello sprezzo
delle regole, quell’atteggiamento predatorio nei confronti del bene
pubblico che erano già apparsi negli anni del «miracolo». Al tempo
stesso giunge al punto estremo di crisi un sistema dei partiti
sempre più portato a esaudire gli egoismi di ceto, pur di ottenere
il consenso. Di qui un dilatarsi del debito pubblico fino a livelli
intollerabili. Di qui, anche, un dilagare della corruzione politica
che avrebbe portato al crollo della prima Repubblica, e – ben lungi
dall’essere sradicato dall’esplosione di Tangentopoli – avrebbe
segnato in profondità anche tutta la fase successiva.
Per molti versi
dunque i lunghi anni ottanta si presentano come un luogo di
incubazione del nostro presente. Il nesso fra gli anni di Craxi e
l’era berlusconiana ha qui le sue radici, e in questo scenario si
collocano le domande che oggi ci incalzano: perché l’anomala
alleanza di centrodestra che si affermò inaspettatamente all’alba
della seconda Repubblica riuscì a improntare largamente di sé
l’intero ventennio successivo? Quali sono le ragioni della quasi
ventennale stagione di Berlusconi? E che Italia ci lascia, quella
stagione? E ancora: ci sono le energie e le qualità per affrontare
una difficile ricostruzione e misurarsi con la crisi internazionale
che chiama in causa l’identità e il futuro dell’Europa? Da dove
prendere l’avvio per invertire il degrado di un sistema politico e
di una «partitocrazia senza i partiti» che ha superato ogni livello
di guardia?
Guido Crainz,
nato a Udine, è docente di Storia contemporanea nella Facoltà di
Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo. Per i tipi
della Donzelli ha pubblicato: Padania. Il mondo dei braccianti
dall’Ottocento alla fuga dalle campagne (1994, 2007); Storia del
miracolo italiano (1997, 2003); Il paese mancato (2003); Il dolore e
l’esilio. L’Istria e le memorie divise d’Europa (2005); L’ombra
della guerra. Il 1945, l’Italia (2007); Autobiografia di una
Repubblica. Le radici dell’Italia attuale (2009).
Collana Progetti
pp. 403 │ € 29,00
ISBN
978-88-6036-732-7
In libreria dal
24 ottobre 2012
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Fernande Olivier
Picasso e i suoi amici
Compagna di
Picasso dal 1904 al 1912, Fernande Olivier è stata partecipe dei
primi anni dell’artista a Parigi, testimone dei rapporti intimi e
quotidiani fra personalità straordinarie che in queste pagine
rivivono per noi con la freschezza di una scoperta. Testimonianza
unica, memoria intima e preziosa, che restituisce il colore di
un’epoca leggendaria della cultura e dell’arte francese, un’epoca
divenuta presto punto di riferimento obbligato per la cultura e
l’arte mondiali.
Attorno al
giovane e ardente Pablo Picasso e alla sua amante Fernande si
stringe un drappello di originali, la «banda Picasso»: il generoso
Max Jacob e l’avaro Apollinaire, sempre insieme a Marie Laurencin,
l’opportunista; Rousseau il doganiere, adorabile e ingenuo, Van
Dongen così mondano, Braque il «rivale», l’amico-nemico Matisse, il
mercante Vollard, pieno d’intuito. Accanto, comprimari di rango:
Gertrude Stein, che vaga fiutando capolavori, o Marinetti,
straripante di foga oratoria. Ricordi limpidi e appassionati che
narrano la cronaca ora buffa ora dolente del tempio dell’Arte ai
primi del Novecento e scorrono fluidi dalla penna della «belle
Fernande»
Nata a Parigi nel
1881, Fernande Olivier è morta nel 1966 in povertà: fu Picasso,
avvertito delle misere condizioni in cui versava, a darle un aiuto
finanziario negli ultimi anni della sua vita. La «belle Fernande»,
modella dei pittori e pittrice a sua volta, è autrice anche di un
altro libro di memorie, Souvenirs intimes, pubblicato nel 1988 da
Calmann-Lévy.
Collana Virgole
pp. 115 │ € 18.00
ISBN
978-88-6036-768-6
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Laura Pennacchi
Filosofia dei beni comuni
Crisi e primato
della sfera pubblica
La questione dei
beni comuni sta assumendo un ruolo centrale nel dibattito pubblico e
nella mobilitazione politica. In Italia, di recente – per fare un
solo esempio – essa ha rappresentato un elemento imprevisto e
dirompente di manifestazione della volontà popolare, in sede
referendaria. I beni comuni sono quei beni che non sono proprietà di
nessuno. Essi non riguardano solo le componenti naturali quali gli
ecosistemi e le risorse non riproducibili, ma anche le forme della
conoscenza, il capitale sociale, le regole, le norme, le
istituzioni. In quanto tali, dunque, i beni comuni si ritrovano per
definizione al centro di alcune tra le problematiche cruciali del
nostro tempo. Dall’irrompere del dramma ambientale e del
riscaldamento climatico al manifestarsi delle conseguenze della
globalizzazione sregolata – con i suoi esiti di mercificazione
esasperata generati dall’economia neoliberista – all’esplodere della
crisi finanziaria globale: tutto impatta sui beni comuni. In senso
critico, generando minacce di nuove dissipazioni, che vanno dal
degrado allo spreco, dall’abuso alla mancanza di cura. Ma anche in
senso positivo, di nuove opportunità che si presentano.
Naturalmente, in quanto presupposti indispensabili della vita e
della società umane, i beni comuni sono sempre esistiti; ma non
sempre si è avuta coscienza della loro essenza, che risiede in primo
luogo nell’essere «il limite» senza il quale si compie la
«tragedia». In questo libro, attraverso un’argomentazione rigorosa
che tocca i campi della filosofia, dell’economia e della politica,
Laura Pennacchi offre per la prima volta al lettore italiano una
sintesi sul tema, e la sua originale impostazione: i beni comuni non
si identificano né col «privato» né col «pubblico»; sono piuttosto
un terzo elemento chiamato a triangolare con gli altri due. Essi
rappresentano non il punto di vista dell’individuo, né quello dello
Stato, quanto piuttosto quello – ricco di umanità solidale – della
persona.
Laura Pennacchi,
più volte eletta in Parlamento, è stata sottosegretario al Tesoro
con Ciampi nel primo governo Prodi. Per i tipi della Donzelli ha
pubblicato Lo stato sociale del futuro. Pensioni, equità,
cittadinanza (1997), L’eguaglianza e le tasse. Fisco, mercato,
governo e libertà (2004) e La moralità del welfare. Contro il
neoliberismo populista (2008), e ha introdotto e curato l’edizione
italiana del libro di Joseph Stiglitz, Globalizzazione (2011).
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FAZI EDITORE SEGNALA
OTTOBRE - Narrativa
Zoran Drvenkar,
Il viaggiatore
Libba Bray, La
stella nera di New York
Alice LaPlante,
Non ricordo se ho ucciso
Pierre Lemaitre,
L’abito da sposo
Catherine
Fischer, Incarceron. La prigione vivente
OTTOBRE - Saggistica
Charles Kupchan,
Come trasformare i nemici in amici
Hans Kung, Dio
esiste?
Wilhelm Schmid,
L’arte dell’equilibrio
Elizabeth Johnson,
La ricerca de Dio vivente
Katherine Losse,
Dentro Facebook. Quello che non vi hanno mai raccontato
OTTOBRE - Varia
Isabella Pedicini,
Ricette umorali
NOVEMBRE – Narrativa
Giovanni
Ricciardi, Portami a ballare
Victor Serge, Se
è mezzanotte nel secolo
Charlaine Harris,
Di morto in peggio
Francesco Zingoni,
Forte come l’onda è il mio amore
Allie Condie,
Crossed
John Katzenbach,
L’uomo sbagliato
NOVEMBRE – Saggistica
Lyndall Gordon,
Come un fucile carico. Biografia di Emily Dickinson
NOVEMBRE – Varia
Stefano (Kaneda)
Gargano, Due cuori e una gatta
Paul de Sury,
Manuale di autodifesa per maschi
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CAVALLO DI FERRO EDIZIONI SEGNALA
Per la metà di
novembre Editrice
Pisani - marchio acquisito da Gargoyle - riprenderà le
pubblicazioni. Particolare attenzione verrà rivolta alla cura, alla
salute e al benessere dell’individuo, inteso come stato che
coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano: non solo quindi da un
punto di vista fisico, ma anche psichico, di crescita ed evoluzione
spirituale.
Il catalogo si
comporrà di testi agili, vivaci e puntuali che possano diventare uno
strumento di conoscenza, informazione e svago, ma anche uno stimolo
e una base di partenza per imparare ad ascoltare il proprio corpo e
a interpretarne i segnali e il linguaggio, così da iniziare un
viaggio di ricerca volto al miglioramento della qualità e della
consapevolezza della nostra esistenza.
Ernestina
José Rentes de Carvalho
(Cavallo di
Ferro, pp.320, euro 16.90, EAN 978 88 79 07 115 4, in libreria dal
22 novembre 2012)
"Uno dei più
significativi romanzi del Ventesimo secolo". LER, LIVROS & LEITORES
- LISBONA
Con molto talento
e umorismo, in questo romanzo Rentes de Carvalho ci racconta le sue
memorie d'infanzia e le storie dei suoi antenati, che hanno vissuto
tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento in un paese
sperduto del Douro: l'entroterra del Nord del Portogallo. Ernestina
è allo stesso tempo il vero nome della madre dell'autore e
dell'intrepida protagonista del suo romanzo. Su di lei Rentes de
Carvalho ha dichiarato: "Madre di un solo figlio, la sua vita è
stata così triste, amara e piena di solitudine, che non scrivere un
romanzo su di lei era impossibile. E così l'ho scritto. La sua morte
ha spezzato l'ultimo filo che mi teneva legato alla terra in cui
sono nato". Curiosamente, Ernestina è anche il nome del primo amore
con cui il bambino, una volta diventato adolescente, perderà la
verginità. Una specie di ritorno alla madre, o di fuga dalla madre,
il passaggio nell'età adulta che deve però, suo malgrado, superare
il velo di un inconfessato incesto.
Un viaggio
emozionante, tenero e divertente tra le memorie e le storie di una
vita familiare e la descrizione di un mondo rurale che non esiste
più in Europa. Considerato un capolavoro della letteratura del
Ventesimo secolo, Ernestina ha
convinto pubblico e critica.
José Rentes de
Carvalho (Vila
Nova de Gala, 1930), scrittore e giornalista, è uno dei più
importanti autori contemporanei portoghesi. Fra i suoi romanzi Montedor (1968), O
Rebate (1971), A
Sétima Onda (1984), A
Amante Holandesa (2003). Ernestina (1998)
è stata un successo straordinario di vendite in Portogallo e in
Olanda che ha raggiunto diverse edizioni e decine di migliaia di
copie vendute.
Di Ernestina hanno
scritto:
"Non ci sono
rimasti molti scrittori come José Rentes de Carvalho". Trow
- Amsterdam
"José Rentes de
Carvalho raggiunge con Ernestina un
livello che evoca gli scritti autobiografici di Elias Canetti". Leeuwarder
Courant - Leeuwarden
"L'eleganza dello
stile, la forza dell'ironia, il potere di delineare con poche frasi
un personaggio: con queste competenze José Rentes de Carvalho fa
diventare spaventosi e indimenticabili gli eventi evocati". Vrij
Nederland – Amsterdam
Fernando Pessoa. L'astrologo
a cura di Jerónimo Pizarro e Paulo Cardoso
(Cavallo di
Ferro, pp.320, euro 16.00, EAN 978 88 79 07 114 7 - in libreria dal
15 novembre 2012)
Un
libro sorprendente che ci fa scoprire come l’astrologia sia stata
non solo una passione, ma una vera visione del mondo che ha
influenzato l’intera opera del grande poeta portoghese.
L’ astrologia è
stata per Fernando Pessoa molto più di una passione, è stata
un’enorme influenza nella sua vita e nella sua opera al punto da
essere determinante anche nella poesia dei suoi eteronimi.
Intellettuale e
persona dagli interessi diversificati e molteplici, Fernando Pessoa
è stato poeta, saggista, narratore, drammaturgo, scrittore di
gialli, filosofo. Ma la sua personalità eccentrica ha avuto anche un
forte interesse per l’esoterismo e l’astrologia. Recenti e
sconvolgenti scoperte biografiche sulla sua vita (questa è la
materia del libro) ci informano che sotto lo pseudonimo di Raphael
Baldaya il poeta ha fatto dell’astrologia un'insolita professione e
fonte di guadagno.
Grande studioso
di questa disciplina – sulla quale ha anche scritto un trattato
teorico – è alle ricerche di Pessoa che si deve l’introduzione del
pianeta Plutone (scoperto nel 1930) nelle carte astrologiche. Nei
suoi quaderni, il poeta ha addirittura calcolato, con una certa
precisione, anche la data della sua morte – un’ossessione alla quale
ha dedicato moltissime riflessioni – e previsto con rigore
avvenimenti futuri come la Rivoluzione dei Garofani.
In questo
sorprendente libro, totalmente inedito, si riuniscono e interpretano
per la prima volta le più significative carte astrologiche che
Fernando Pessoa ha fatto su se stesso, sui suoi eteronimi e sui
grandi personaggi della storia della letteratura, della cultura e
della politica dell’epoca (tra cui il Re d’Italia e Mussolini).
Il volume, ampiamente illustrato, è a cura di Jerónimo Pizarro, uno
dei più importanti specialisti internazionali dell’opera di Pessoa,
e di Paulo Cardoso, famoso astrologo e autore di importanti saggi
sul contenuto filosofico ed esoterico dell’opera del poeta.
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GIANGIACOMO FELTRINELLI EDITORE
IN LIBRERIA DAL
24 OTTOBRE 2012
Christian Boukaram
IL POTERE ANTICANCRO DELLE EMOZIONI
Da un medico
oncologo, uno nuovo sguardo sull’insorgenza e
la cura della
malattia
Traduzione di
Fabrizia Berera
Urra
pp. 240 euro
15,00
L’autore
Christian
Boukaram è oncologo e professore universitario di Neurologia a
Montreal, in Canada. Ha conseguito un dottorato e una
specializzazione in Radiochirurgia ed è esperto di Fisica nucleare e
Neuro-psicologia. Primario del dipartimento di Radiochirurgia
all’ospedale Maisonneuve-Rosemont, centro affiliato all’Università
di Montreal, è anche co-fondatore dell’organizzazione Croire, che
offre supporto psicologico ai malati di cancro. La ricerca del
dottor Boukaram è interessata a migliorare la cura dei pazienti
attraverso un approccio multidisciplinare.
In breve
“Le cellule
anomale si moltiplicano tre volte più velocemente quando proviamo un
sentimento di disperazione.”
Non il solito
libro sul pensiero positivo dalle “magiche” potenzialità, ma la
proposta di un approccio realistico e olistico alla malattia.
Il libro
Senza promettere soluzioni miracolose e negare la necessità delle
terapie oncologiche riconosciute, invita a esplorare, a riflettere e
trarre vantaggio dalla psicogenesi del cancro. Un libro da grande
dibattito, che in pochissimo tempo ha venduto 15.000 copie nel solo
Québec, dove di solito si definiscono best-seller libri che
raggiungono le 3000 copie di venduto
Il dottor
Boukaram indaga da anni il legame tra il cancro e il vissuto
psichico ed emotivo della persona. I dati sono inconfutabili:
l’incidenza dei casi di cancro non è diminuita negli ultimi
trent’anni, la vera causa della malattia è ancora sconosciuta. La
predisposizione genetica e fattori di rischio certi (cattive
abitudini, inquinamento ambientale, infiammazioni croniche…) a volte
sono sufficienti per causare il cancro, ma non è una regola
assoluta. Non a caso, alcuni individui con tutti i fattori di
rischio, compreso quello genetico, non sviluppano mai il cancro,
mentre altri, senza alcun fattore di rischio, sì. Un terzo elemento
basilare è in gioco: le emozioni. Nuove e sofisticate metodologie
scientifiche sembrano oggi darne prova, inducendo a un cambiamento
dei paradigmi oncologici attuali: non basta più fare la guerra alle
cellule cancerogene, senza tenere conto dell’ambiente, materiale e
immateriale, in cui si sviluppano.
Basandosi sui
risultati di ricerche condotte in ambiti della scienza molto vitali
– l’epigenetica, la fisica quantistica, la neurologia – questo
libro, presto divenuto in Canada un bestseller e fonte di
discussione, ci incoraggia a cambiare il modo in cui si affronta
questa malattia. Da un lato, indaga come i pensieri, le credenze, le
emozioni e il contesto relazionale di ciascuno contribuiscano
all’insorgenza del cancro; dall’altro, spiega come uno stato di
benessere emotivo potenzi i trattamenti medici, rendendoci
consapevoli del potere dei meccanismi naturali di guarigione del
nostro corpo. Con un linguaggio facile e comprensibile da chiunque,
identifica e illustra i molti modi da adottare per stimolare tali
meccanismi, indispensabili non solo per prevenire o tenere a bada la
malattia, ma per vivere una vita complessivamente sana.
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Nadia Fusini
Nomi
Undici scritture al femminile
Ortese, Blixen
Dickinson Woolf Stein Ch. Brontë E. Brontë Shelley Yourcenar Bishop
Undici donne
scrittrici, undici nomi, undici voci creatrici. Voci «materne»
dunque, portatrici dell’energia di vita che ha generato le loro
opere. Voci che Nadia Fusini ascolta in questo viaggio nella
letteratura dell’ultimo secolo: ma la personalità, l’opera, la vita,
l’arte di queste donne emerge non già da freddi racconti biografici,
da distaccati resoconti della loro «fortuna» letteraria, quanto da
un empatico confronto con le emozioni sottese alla loro scrittura.
Non l’occhio ma la visione è al centro di questi ritratti, non la
parola ma la lettura. E soprattutto è attivo l’ascolto, l’ascolto
del «suono della vita».
Eppure, non
esiste una generica scrittura femminile, e nessuna esperienza
autentica è «di genere». Perché dunque gli eroi che Nadia Fusini
convoca in questo libro sono tutte donne? Perché – risponde – sono
queste donne, con questi nomi e queste opere; creature singole, che
contano ognuna per sé e che hanno dato prova di rara eccellenza
nell’arte che hanno scelto. Se meritano un’attenzione speciale, non
è solo perché più spesso degli eroi maschi le loro gesta sono state
trascurate, ma perché nella cerimonia della loro scrittura rivelano
e dimostrano come in essa si realizzi l’alchimia che trasforma ogni
elemento – di genere, di storia, di classe, di tempo – in qualcosa
di indipendente e di autonomo. E singolare. E miracoloso.
Divenuto un
piccolo classico della storiografia letteraria, letto e studiato da
un paio di generazioni, Nomi è un libro «vivo» che, dalla sua prima
pubblicazione nel 1986, ha conosciuto continui aggiornamenti e
riedizioni. Oggi torna in libreria con l’aggiunta di delle vibranti
pagine che Nadia Fusini ha dedicato ad Anna Maria Ortese.
Nadia Fusini
insegna presso il Sum, Istituto italiano di scienze umane, a
Firenze. A Roma coordina un dottorato di Lingue e Culture europee in
collaborazione con «La Sapienza». Studiosa di teatro elisabettiano,
ha tradotto e commentato numerosi testi shakespeariani; ha curato e
tradotto opere di Mary Shelley, Keats, Stevens e soprattutto di
Virginia Woolf, alla quale ha dedicato la biografia Possiedo la mia
anima (Mondadori, 2007). Narratrice raffinata, è anche autrice dei
romanzi: La bocca più di tutto mi piaceva (Donzelli, 1996), Lo
specchio di Elisabetta (Mondadori, 2002), L’amore necessario
(Mondadori, 2007). L’ultimo suo lavoro, Di vita si muore (Mondadori,
2010), è dedicato al teatro delle passioni in Shakespeare.
Virgola
pp. 320 │ € 19,50
ISBN
978-88-6036-763-1
In libreria il 10
ottobre 2012
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GIANGIACOMO FELTRINELLI EDITORE SEGNALA
IN LIBRERIA 24 OTTOBRE 2012
Véronique Moraldi
Figlio di sua madre
Il legame speciale tra madre e figlio maschio e le sue distorsioni
Traduzione di
Paolo Poli
Urra
pp. 320 euro
17,00
L'autrice
Véronique Moraldi
è specializzata in problemi di bullismo, studio delle personalità
narcisistiche e analisi dei rapporti familiari e delle loro
conseguenze sul comportamento degli adulti. Formatasi in
comunicazione relazionale secondo il metodo ESPERE di Jacques Salomé
è autrice di numerose pubblicazioni dedicate all’indagine dei legami
tra genitori e figli e delle loro ricadute sulla vita adulta di
questi ultimi.
In breve
“Ho avuto davvero
l’impressione, crescendo un ragazzo, di fare un’esperienza totale di
diversità. A volte mi sono ritrovata a dire: “Sembri una gallina che
ha fatto un anatroccolo!”
L’amore di una
madre per un figlio? È un amore eterno e inossidabile, resistente a
tutte le intemperie. E il sentimento è reciproco: per lui la madre è
il primo oggetto d’amore, ma anche la prima immagine della donna.
Eppure, questo amore non è perfetto e può essere all’origine di
“effetti indesiderati”. Con tono leggero e incrollabile fiducia
nella vita, l’autrice analizza questo legame così particolare,
chiarendone gli aspetti semplicemente imperfetti, problematici e
anche di grave contrasto.
Il libro
Prendendosi cura
di suo figlio, trasmettendogli valori, schemi psicologici e un modo
di intendere il mondo, ma anche semplicemente mettendolo al mondo,
la madre segna la propria impronta sul figlio per tutta la vita.
Quali sono i peculiari meccanismi, consci e più spesso inconsci, che
delineano il rapporto tra una mamma e il figlio maschio? Cosa accade
al figlio se è bersaglio di troppo amore, o troppo poco? Quali sono
le ripercussioni sui legami di coppia del figlio una volta
cresciuto? La madre può essere responsabile dell’omosessualità di
suo figlio? Come può riuscire, lei, una donna, a “farne un uomo” e
renderlo libero, anche e prima di tutto da se stessa? Come supplire
alla mancanza di una figura paterna? Su cosa impostare il rapporto
suocera/nuora, perché il figlio non ne diventi, suo malgrado, la
posta in gioco?
Queste sono solo alcune delle domande cruciali affrontate
dall’autrice, che offre le sue riflessioni su questioni spinose che
preoccupano tanto le madri, quanto le nuore, che spesso di questo
legame sperimentano le conseguenze!
Il libro indaga
infatti tutte le complicate sfaccettature del rapporto che si
instaura fra madre e figlio, dalla nascita all’adolescenza, al
matrimonio fino alla morte della madre. Tratta la normalità, ma
anche le deviazioni e gli eccessi di tale legame costruendo una
rassegna di ritratti-tipo: dal figlio unico al figlio di una
famiglia numerosa, dal figlio che fugge l’intimità a quello affetto
da “sindrome dell’abbandono”, dalla madre iperprotettiva e
onnipresente alla madre castrante, fino alle madri estreme.
Non manca infine
il richiamo agli aspetti pedagogici, che fanno chiarezza su quali
debbano essere i compiti e le funzioni di una madre, quali gli
errori da evitare, senza lesinare consigli su come tradurli nel
concreto per crescere figli liberi e indipendenti.
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PENDRAGON EDIZIONI SEGNALANO
Novità ottobre
2012
Roberto Roversi
Libri e contro il tarlo inimico
Poesie
Un libro di poesie inedite di Roberto Roversi
Esce oggi in
libreria per le Edizioni Pendragon (3 ottobre 2012) una raccolta di
versi inediti del poeta Roberto
Roversi, recentemente scomparso. Il volume, dal titolo
Libri e
contro il tarlo inimico, era da tempo programmato per
questo autunno e alle sue pagine Roversi ha lavorato fino a vederle
finalmente stampate. Si tratta di un insieme di testi di epoche
differenti - messi via via da parte col passare degli anni - legati
tra loro da un filo conduttore forte: il sentimento d’amore per i
libri che ha sempre animato la sua vita, non solo di poeta ma anche
di libraio antiquario. Significativa è quindi la presenza del
“tarlo”, da intendersi non solo in senso letterale ma soprattutto
nel senso più ampio di qualsiasi “nemico” o “pericolo” che può
minacciare i libri e i loro lettori.
Pp. 142, euro
14,00, isbn 978-88-6598-175-7
dall’Introduzione
dell’autore:
"Leggere un libro, aprirne le pagine, sfogliarle, è
ancora una miracolosa operazione che ci riempie di
meraviglia, anche se il libro è soltanto un volumetto di
versi che un giovane esordiente spedisce pieno di speranza
e di augurio.
Con affetto, questo libro sia un regalo anch’esso per
quanti mantengono ancora intatto il gusto della lettura
e sono disposti ogni giorno a lasciarsi sorprendere. Per
la vitalità che la pagina scritta riesce a mantenere.
Buona lettura dunque, per i lettori che avranno la
pazienza di scorrere queste righe qua offerte e la curiosità
per delibarle. E grazie per l’attenzione".
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Antonio Gramsci
Il moderno Principe
Il partito e la
lotta per l’egemonia
Quaderno 13
Noterelle sulla politica del Machiavelli
a cura di
Carmine Donzelli
Il cuore politico dei Quaderni del carcere: Machiavelli, Lenin,
lo scontro con Togliatti. Dopo 80 anni, un testo tutto da scoprire
«Il
moderno Principe. Sotto questo titolo potranno
raccogliersi tutti gli spunti di scienza politica che possono
concorrere alla formazione di un lavoro concepito e organizzato sul
tipo del Principe di
Machiavelli». Siamo nel 1932 e Gramsci ha deciso di dedicare uno dei
suoi Quaderni del carcere
a una riflessione sul partito politico rivoluzionario e sulla
lotta per l’egemonia.
Incarcerato alla
fine del 1926, condannato dal Tribunale speciale nel 1928, Gramsci
ha cominciato a lavorare ai
Quaderni a gennaio del 1929. Ma il tema del «moderno
Principe» non fa parte del progetto iniziale. Perché, a un certo
punto della sua vicenda intellettuale e umana, Gramsci decide di
concentrare la sua attenzione su questo tema? Si tratta di un
esercizio di studio, o la sua riflessione ha origini, urgenze e
obiettivi di natura politica attuale? Insomma: per chi è scritto,
questo Quaderno 13? E soprattutto,
contro chi è scritto?
La risposta
richiede un lavoro di decifrazione. Le note si riferiscono a un
materiale complesso, che va da Machiavelli a Marx, da Lenin a
Bucharin, da Gioberti a Gentile (e Mussolini), da Sorel a Croce. Di
più: quelle pagine sono scritte «in cifra», e non solo per sfuggire
alla censura carceraria: anche per poter affrontare questioni
delicatissime all’interno del suo stesso campo.
Al meticoloso
lavoro di decifrazione si dedica questa edizione curata da Carmine
Donzelli. I concetti di crisi
organica, rivoluzione
passiva, egemonia,
blocco storico non
sono pure riflessioni teoriche: sono armi di lotta politica, contro
l’avversario «di classe», ma anche contro i nemici interni. E se tra
questi vi fossero anche coloro che si stanno adoperando per tenerlo
in carcere? E se fosse proprio Togliatti uno degli
antagonisti di questo
Quaderno 13?
Virgola pp.
320 │ € 20,00
ISBN
978-88-6036-733-4
In libreria il 3
ottobre 2012
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EDIZIONI PENDRAGON SEGNALANO
Antonio Selvatici
Il libro nero della
contraffazione
Quanto costa all'Italia la
falsificazione. Quanto si arricchisce la malavita.
Che cosa si fa e che cosa si deve fare
La prima indagine
giornalistica sulla contraffazione: le cifre da capogiro, i legami
con la criminalità organizzata e gli intrecci internazionali di un
business che replica illegalmente non solo le note griffes
dell'abbigliamento, ma anche armi, prodotti agroalimentari,
sigarette, giocattoli, parti di ricambio delle auto, permessi di
soggiorno. Si tratta di un furto che vale alcuni miliardi di euro
l'anno e di cui fanno le spese i consumatori, il fisco e
un'importante fetta di prodotti Made in Italy, in un trasferimento
illecito di ricchezza che sottrae risorse all'Occidente e alimenta
l'economia di un colosso economico quale la Cina, Paese dal quale
proviene la principale quota mondiale di prodotti contraffatti.
Chiamando in causa gli organismi preposti al controllo a livello
italiano, europeo e mondiale, questo libro offre una serie di spunti
su possibili misure alternative per arginare un fenomeno che
necessita urgentemente di essere contrastato.
Antonio
Selvatici, giornalista d'inchiesta, è il primo italiano che ha
ottenuto il nulla osta per compiere ricerche negli archivi dei
servizi segreti dei Paesi ex comunisti. Interessato all'intelligence
economica, si è specializzato presso Space, il Centro europeo per
gli studi sulla protezione aziendale dell'università Bocconi. Dalla
sua fondazione, è consulente per la Commissione parlamentare
d'inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in
campo commerciale, composta da venti deputati e unica al mondo a
occuparsi di questo tema. Con Pendragon ha pubblicato un altro
volume di grande successo: Chi
spiava i terroristi.
KGB, Stasi - BR, RAF (2009, edizione ampliata 2010).
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EDIZIONI DELLA SERA SEGNALANO
Roma: una scelta d'amore
Le storie della
Capitale, i colori della romanità, la vita nella metropoli più bella
del mondo
In
“Roma per sempre”
Marco Proietti
Mancini riesce a far viaggiare i lettori attraverso tre dimensioni:
lo spazio, il tempo e le emozioni. Nelle storie che racconta c’è una
descrizione dei luoghi, dei posti e degli spostamenti, c’è il
viaggio nel tempo che riporta indietro dai primi ricordi di vita
nelle sensazioni. Le emozioni prettamente romane che in quei posti,
in quel tempo, i protagonisti delle storie di Marco hanno vissuto.
L’autore ci accompagna, ci descrive, ci rivela i particolari, i
dettagli, i segreti che Roma ancora
nasconde: e noi
viaggiamo insieme a lui per le strade e i vicoli di questa
metropoli, corridoi di teatro che sfociano nella platea delle
piazze, dove la rappresentazione della vita esplode. Ma lo
spettacolo vero è dietro le quinte, dove i protagonisti veri sono i
popolani, la gente normale che Roma la vive nella quotidianità dei
suoi giorni. Perché per chi vive a Roma ogni giorno è straordinario
per il solo fatto di viverlo lì, nella capitale nella città eterna.
Un libro che può essere considerato allo stesso tempo un romanzo e
una guida emozionale per conoscere ancora meglio la metropoli più
bella del mondo.
Marco Proietti
Mancini, romano del 1961. Vive dello stipendio in una multinazionale
dell’informatica nel settore commerciale e si diverte, da sempre,
scrivendo di tutto. A scrivere professionalmente ha iniziato tardi,
nel 2009, con la pubblicazione del suo primo romanzo “Da
parte di padre”.
Mantiene collaborazioni su riviste, siti e blog con recensioni,
prefazioni e postfazioni, poesie.
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PONTE ALLE GRAZIE SEGNALA
Disattenzione, difficoltà di apprendimento, stress da studio: un
testo fondamentale per comprendere il cervello dei giovani e
giovanissimi e non essere impreparati alla ripresa della scuola. Un
esperto mondiale di neuroscienze spiega come funziona il cervello
dei ragazzi e i metodi per migliorarne le performance.
Torkel Klingberg
Cosa hanno in testa i nostri figli
Apprendimento e
memoria nello sviluppo del bambino
Ponte alle Grazie
210 pagine,
16,80 euro
In libreria da
metà settembre
IL LIBRO
Cosa succede ai
nostri bambini quando hanno la testa fra le nuvole? E cosa passa in
quella degli adolescenti, quando lanciano le loro moto a tutta
velocità? Perché un bimbo nato prematuro può avere difficoltà in
matematica? Esistono dei metodi di «allenamento del cervello» per
migliorare l’attenzione e la concentrazione, e quindi anche i
risultati scolastici? Partendo dalle più recenti ricerche sullo
sviluppo cerebrale in età infantile e adolescenziale, uno dei più
insigni e accreditati esperti mondiali di neuroscienze risponde con
questo libro alle domande di medici e psicologi, genitori e
insegnanti, fornendo tutti gli strumenti per comprendere le
dinamiche cerebrali dell’apprendimento nelle diverse fasi della
crescita e le loro interazioni con l’ambiente sociale e famigliare.
Un testo indispensabile, dunque, per comprendere e combattere
disturbi quali, ad esempio, il Disturbo da Deficit di
Attenzione/Iperattività (ADHD) o la discalculia, e più in generale i
ritardi nell’apprendimento, ma altrettanto illuminante nell’indicare
metodi, accorgimenti e allenamenti specifici per migliorare e
rafforzare le performance del cervello, nei bambini come negli
adulti.
Da anni la psicologia sperimentale e la
neurologia si sono fuse per creare un campo di ricerca chiamato
neuroscienze cognitive. La pedagogia, invece, vive ancora di vita
propria. È giunto il momento di unire le forze, che i pedagoghi si
aprano alle nuove conquiste delle neuroscienze cognitive, e che le
problematiche e le esperienze maturate dalla pedagogia indichino
quali esperimenti devono essere condotti nel campo delle
neuroscienze.
L’AUTORE
Torkel Klingberg
è docente di
neuroscienze cognitive presso il Karolinska Institutet di Stoccolma,
ricercatore presso l’Accademia Svedese delle Scienze e fondatore di
una società specializzata nel miglioramento delle facoltà cognitive.
I suoi studi sullo sviluppo cognitivo del bambino, sulla working
memory e il brain training sono all’avanguardia della ricerca
internazionale. Pubblica regolarmente sulla stampa specializzata, su
Science,
Nature Neuroscience e
Journal of the American Academy of
Child and Adolescent Psychiatry e tiene conferenze in
tutto il mondo. Insignito della carica di Future Research Leader
dalla Fondazione Svedese di Ricerca Strategica, è punto di
riferimento internazionale della ricerca nel suo settore. Ha vinto
il Philip’s Nordic Prize.
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FUORIONDALIBRI SEGNALA
“Paolo Borsellino”
Una
vita contro la mafia, mille verità sulla morte
Dal 29 agosto in libreria
In
occasione del ventennale del tragico attentato di via D’Amelio, che
il 19 luglio del 1992 scosse Palermo e tutta l’Italia, arriva in
libreria “Paolo Borsellino”, una
vita contro la mafia, mille verità sulla morte. La storia
di una delle pagine più oscure del nostro Paese, raccontata dalla
penna del giornalista palermitano, Leone Zingales. Un anfratto buio
della storia civile e politica italiana, su cui ancora deve esser
fatta piena luce, tanto da richiedere una nuova edizione aggiornata
di questa biografia, privata e professionale, di Paolo Borsellino,
pubblicata con grande successo di critica e pubblico nel 2005. Un
libro-inchiesta che al suo interno ha due anime che si compenetrano
sino a descrivere un unico “drammatico”
fil rouge.
Dall’attualità più recente, con nuove e inedite rivelazioni sulla
trattativa Stato-mafia di quegli anni, e gli inquietanti sviluppi
dell’inchiesta attraverso il racconto della cronaca degli ultimi
mesi: tra le indagini e i numerosi misteri mai chiariti, i
depistaggi, le scomode verità e le ambigue rivelazioni. Alla
dimensione pubblica e privata di uno dei più importanti “eroi
tragici” e assieme “normali” del nostro tempo. Un viaggio accurato e
mai banale, attraverso cui l’autore, cronista che da oltre
trent’anni si occupa di inchieste sulla criminalità organizzata, ci
restituisce lo straordinario spessore dell’uomo Borsellino, grazie a
numerose e illuminanti testimonianze. Da quella del figlio Manfredi,
oggi funzionario della Polizia di Stato, a quelle dei magistrati
Giuseppe Di Lello, già componente del «pool» antimafia guidato negli
anni Ottanta da Antonino Caponnetto, e Antonio Ingroia, ritenuto
l’«allievo» per eccellenza di Borsellino. Inoltre, un carteggio
inedito tra il giudice Borsellino e Antonia Setti Carraro (mamma di
Emmanuela, giovane moglie del generale Carlo Alberto dalla Chiesa
uccisa il 3 settembre 1982 a Palermo), le tappe della polemica
scaturita dall’articolo di Leonardo Sciascia sui «Professionisti
dell’antimafia» (gennaio 1987) e alcuni degli innumerevoli
interventi di Borsellino in dibattiti e incontri con le scuole e in
audizioni al Csm. Insomma un viaggio illuminante che darà conto al
lettore di un’epoca recente e al contempo, drammaticamente, “madre”
e “matrigna” dei nostri giorni.
L’autore
Leone Zingales (Palermo, 1960), giornalista professionista, ha
scritto 34 libri. Ha collaborato con le agenzie Agi-Italia,
Italpress, Ansa, con il quotidiano «La Sicilia», con i settimanali
«Oggi», «Avvenimenti» e «Visto», con il quotidiano spagnolo «El
Mundo». È presidente del Gruppo siciliano dell’Unci-Unione nazionale
dei Cronisti italiani, consigliere nazionale e componente della
Giunta esecutiva nazionale dello stesso organismo. È componente
della giuria del premio nazionale «Cronista dell’anno» promosso
dall’Unione nazionale cronisti italiani. Cavaliere Ufficiale e
Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, è
autore di due libri di poesie (illustrati con suoi disegni),
acquarellista, vanta diverse esperienze in campo radio-televisivo.
Da una sua idea, nel gennaio del 2005, è sorto a Palermo, in via
Ciaculli, il «Giardino della memoria». Su un terreno confiscato alla
mafia il Gruppo siciliano dell’Unci-Unione nazionale cronisti
italiani e l’Anm-Associazione nazionale magistrati (sezione
distrettuale palermitana), primo caso del genere in Europa, hanno
deciso di ricordare tutte le vittime cadute per mano mafiosa con la
piantumazione di alberi e targhe a ricordo degli uomini che hanno
offerto la propria vita sul versante della legalità e della lotta
alla mafia. Nel novembre del 2006, in occasione del Consiglio
nazionale dell’Unione cronisti (svoltosi a Viareggio), ha presentato
una mozione nella quale si chiedeva l’istituzione di una Giornata
nazionale in memoria dei giornalisti uccisi dalla mafia e dal
terrorismo. La data scelta dall’Unci è quella del 3 maggio, giornata
in cui le Nazioni Unite celebrano la libertà d’informazione in tutto
il mondo. La prima edizione si è svolta a Roma, nel 2008, in
Campidoglio. Impegnato sul versante della lotta alla mafia e
dell’educazione alla legalità, dal 1991 interviene a dibattiti e
incontri presso istituti scolastici, enti locali e associazioni. Nel
2000 a San Pietro a Maida (Catanzaro) ha ricevuto un riconoscimento
nell’ambito del Premio Petreius (sezione giornalismo) per la
pubblicazione del libro Il sogno italiano. Nel febbraio del 2007 a
Mascali (Catania) ha ricevuto il premio «Rosario Livatino» per la
legalità. Nel novembre del 2007 su «Tuttolibri» de «La Stampa», il
critico Maurizio Cucchi ha spiegato ai lettori alcuni passi di due
liriche scritte da Zingales. Ha partecipato amichevolmente,
interpretando se stesso mentre conduce un notiziario giornalistico
televisivo, al film
Il ritorno di Cagliostro
dei
registi Daniele Ciprì e Franco Maresco.
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Diana Vreeland
D V
«Ho occhio per il
colore: forse è il dono più eccezionale che possiedo. Il colore
dipende totalmente dalla tonalità. Il verde, ad esempio, può essere
quello del metrò, però se ottieni il verde
giusto…
Il rosso è il grande chiarificatore: brillante, purificatore e
rivelatore. Non potrei mai stancarmi del rosso… sarebbe come
stancarsi della persona che ami. Per tutta la vita ho inseguito il
rosso perfetto».
Questo è lo stile
inconfondibile di Diana Vreeland. Uno stile che ha lasciato il segno
nella storia della moda. Personalità carismatica, eccessiva e
indiscutibilmente geniale, Diana Vreeland racconta in queste pagine,
con straordinaria verve e bruciante ironia, la sua incredibile
vicenda umana e professionale, tra Parigi, Londra e New York. Diana
ha sempre reinventato se stessa, e lo fa anche nella sua
autobiografia, arditamente in bilico tra realtà e finzione. Dalle
sontuose dimore londinesi alla Parigi degli anni trenta, dal jet-set
newyorchese alle ribalte più esclusive del mondo, si susseguono
gustosi aneddoti e incredibili situazioni condivise con la sua
eclettica cerchia di amici, fatta di artisti e principi, star del
cinema e icone pop: da Coco Chanel a Jack Nicholson, da Andy Warhol
a Joséphine Baker. Dalla boutique di lingerie di cui era
proprietaria, grazie al suo gusto innato per gli abiti e le stoffe,
Diana si ritrova a pieno titolo nella redazione di «Harper’s Bazaar»:
la direttrice, Carmel Snow, incantata dall’abito bianco con un tocco
di rosso che Diana indossa una sera, le fa una proposta che non può
rifiutare. E sarà un esordio folgorante: la rubrica Why Don’t You?,
da lei stessa ideata nel 1936, riscuote un successo immediato. Ai
lettori Diana dispensa sapientemente consigli pratici insieme a idee
del tutto strambe, in un mélange originalissimo di estro e ingegno.
Nel 1962, dopo quasi ventisei anni nella redazione di «Harper’s
Bazaar», Diana Vreeland passa saldamente al timone di «Vogue», dove
riesce a dare libero spazio alla sua inesauribile creatività e a
dettare lo stile di un’intera epoca. Lo farà fino al 1971, quando la
rivista decide di voltare pagina. Per Diana non è che un nuovo
inizio: nel 1972, infatti, prende il via la sua collaborazione come
consulente per il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art,
per il quale curerà mostre indimenticabili. Da allora fino alla sua
scomparsa, nel 1989, è stata la regina incontrastata dell’alta moda
mondiale, e la sua vita è diventata leggenda.
Diana Vreeland
nasce a Parigi come Diana Dalziel nel 1903. Fin dall’infanzia,
grazie alle frequentazioni sociali dei suoi genitori, che nel
frattempo si erano trasferiti a New York, viene introdotta nel bel
mondo. Sposa Reed Vreeland, dal quale avrà due figli, Thomas e
Frederick. A Londra, dove la coppia si stabilisce per qualche tempo,
Diana apre un negozio di lingerie. Grazie al suo indiscusso talento
per la moda, tornata a New York, si fa notare dalla direttrice dell’
«Harper’s Bazaar», che la assume nella redazione. La sua
straordinaria carriera in ascesa la porta fino alla direzione di
«Vogue», che abbandona nel 1971. Da allora in avanti, per
diciassette anni, si occuperà della sezione costume del Metropolitan,
curando mostre rimaste nella storia. Muore nel 1989 nella sua casa
newyorchese.
Dal 21 settembre
2012
in esclusiva per
l'Italia la Feltrinelli Real Cinema presenta:
DIANA VREELAND: L'IMPERATRICE DELLA MODA di Lisa Immordino
Vreeland
Presentato alla
68. Mostra del Cinema di Venezia, Diana Vreeland: L'Imperatrice
della moda (in originale Diana Vreeland: The Eye Has to Travel) è
insieme il ritratto intimo e una vibrante celebrazione di una delle
donne più influenti del XX secolo: un'icona duratura, la cui
influenza ha cambiato per sempre il volto della moda, della
bellezza, dell'arte, dell'editoria e della cultura stessa.
«Ho occhio per
il colore: forse è il dono più eccezionale che possiedo. Il colore
dipende totalmente dalla tonalità. Il verde, ad esempio, può essere
quello del metrò, però se ottieni il verde giusto… Il rosso è il
grande chiarificatore: brillante, purificatore e rivelatore. Non
potrei mai stancarmi del rosso… sarebbe come stancarsi della persona
che ami. Per tutta la vita ho inseguito il rosso perfetto».
Collana
Meledonzelli
Traduzione di
Marianna Cozzi
pp. 270 │ € 18,00
Isbn:
978-88-6036-728-0
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
Grazia Pagnotta
DENTRO ROMA
Storia del
trasporto pubblico nella capitale (1900-1945)
L’inadeguatezza
del trasporto pubblico di Roma è oggi un’evidenza, come è
altrettanto evidente che ciò finisce per segnare negativamente
l’immagine e l’identità della città. Ma come si è arrivati a questa
emergenza? L’attuale fisionomia del trasporto romano ha preso a
configurarsi sin dagli anni dieci del Novecento. All’inizio del
secolo, benché fosse una capitale a scala ridotta, Roma viveva una
fase di progettazione; le scelte sul trasporto, tuttavia, furono
poco lungimiranti: non fu considerata, per esempio, la costruzione
di una rete metropolitana. In seguito, durante gli anni del
fascismo, si approntò la riforma del trasporto pubblico cittadino
del 1930, che escluse il tram dalla viabilità del centro storico, ma
anche in questo caso la scelta del cambiamento mancò dell’elemento
metropolitana, rivelandosi dunque subito fallimentare; e non fece
altro che segnare l’affermazione dell’autobus come mezzo di
trasporto privilegiato, con conseguenze nefaste sulla qualità
dell’aria in città e sulle condizioni del traffico. A un secolo
dalla nascita dell’Atac, l’azienda creata nel 1911 dopo un lungo
dibattito sull’opportunità di municipalizzare i servizi nella
capitale, il volume restituisce la trama delle vicende del trasporto
cittadino nella prima metà del Novecento, ricostruendo la storia
dell’azienda e dei suoi rapporti con l’amministrazione capitolina,
delle sue capacità organizzative e delle sue efficienze/inefficienze
nelle scelte tecnologiche, dei suoi gruppi dirigenti e dei suoi
lavoratori, i tranvieri, che furono un segmento importante del
movimento operaio romano. Una storia fatta di difficoltà e
complicazioni che è componente sostanziale della costruzione di Roma
contemporanea, e della sua trasformazione da piccolo centro
provinciale in grande realtà urbana con l’aspirazione a divenire
metropoli.
Grazia Pagnotta
insegna Storia dell’ambiente e del territorio presso l’Università
Roma Tre. Studiosa di storia economica, di storia urbana e di storia
dell’ambiente, su Roma ha pubblicato diversi saggi, tra cui
Tranviere romane nelle due guerre (Atac, 2001); Roma in movimento
nelle fotografie dell’Archivio storico Atac (Editori Riuniti, 2002);
Sindaci a Roma. Il governo della Capitale dal dopoguerra a oggi
(Donzelli, 2006); Roma industriale. Tra dopoguerra e miracolo
economico (Editori Riuniti University Press, 2009).
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FAZI EDITORE SEGNALA
FINE AGOSTO
Narrativa
Stefano Pastor
Il giocattolaio
Giulia Bozzola
Una classe difficile
Saggistica
Eugenio Scalfari,
Vito Mancuso Conversazioni con
Carlo Maria Martini
SETTEMBRE
Narrativa e poesia
William Peter
Blatty Il traghettatore
Mohammed Achaari
L’arco e la farfalla
Zoran Drvenkar
Il viaggiatore
Claudio Damiani
Il fico sulla fortezza
Melissa Marr
Darkest Mercy
Kat Falls
La colonia sommersa
Saggistica
Giovanna Zucca
Tutti da Vespa! Filosofi a confronto
José Maria
Castillo Vittime del peccato
Charles A.
Kupchan Come trasformare i nemici
in amici. Le radici di una pace duratura
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PALOMBI EDITORI SEGNALA
MITI LADINI DELLE DOLOMITI
Ey de Net y Dolasila
di Nicola Dal
Falco e Ulrike Kindl
Le Dolomiti
custodiscono un antico e straordinario tesoro. In quelle valli, tra
i sentieri attraversati ogni anno da centinaia di migliaia di
persone ai piedi delle più belle montagne al mondo, non a caso
divenute oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO, si sono consumati
secoli e secoli di isolamento. Solo così poteva peraltro
sopravvivere ed essere tramandato di generazione in generazione un
racconto poetico, saturo di immagini e di significati. Storie in cui
si fila la luce della luna, si piega il raggio solare nel suo
cammino verso le cupe e misteriose ombre del lungo Inverno, dove
all’alba si sale fino agli alpeggi per rendere onore alle antenate
marmotte.
Tra le memorie
più affascinanti e misteriose affiora l’idea di un regno
immaginario, situato sull’Altopiano di Fanes, sopra Cortina
d’Ampezzo.
Il poco che si
tramanda racconta di un’Arciera, Dolasila, vestita di bianco, di
Aurona, paese delle luci e dell’oro, di un fato che incombe. Si dice
anche che la sorte del regno avrebbe potuto essere riscattata se i
segni fossero stati interpretati in maniera corretta.
Alla fine tutto
si compie, nonostante il tentativo di Ey de Net, l’Eroe straniero,
di schierarsi con la principessa dei Fanes. I miti ladini hanno
conservato motivi ancestrali che un tempo erano, probabilmente,
diffusi in un’area molto più vasta, le cui raffigurazioni contengono
solo dei vaghi ricordi di un insieme immaginifico collassato.
Temi che non
hanno paragoni nel contesto mitteleuropeo e che equivalgono, perciò
ad autentici reperti archeologici, il cui modello di riferimento è
andato perso.
Quante volte,
osservando il tramonto od il sorgere del sole tra i picchi e le
guglie delle vette dolomitiche si è avuto la sensazione di
immergersi nel tempo, in un tempo infinito come gli spazi celesti e
rimanere assorti ed estasiati nell’ascoltare il rumore delle cascate
e dei torrenti o lo scalpiccio degli zoccoli dei camosci lungo le
pietraie ai piedi delle grandi pareti? Un tempo abitato da
personaggi mitici che hanno fatto la storia e la leggenda delle
Dolomiti. Il volume, realizzato in
collaborazione con l’Istituto Ladino,
intende trasmettere ad un vasto pubblico tutta la tradizione di miti
e leggende appartenente alle Dolomiti.
Gli Autori
Nicola Dal Falco,
scrittore di viaggi tra l’Europa dell’est ed il Sahara da anni
insieme alla germanista prof.ssa Ulrike Kindl dell’Università di Cà
Foscari studiosa delle tradizioni orali ladine si occupano della
rilettura e riscrittura dei miti ladini delle Dolomiti.
Lettori interessati
Le centinaia di
migliaia di italiani che ogni anno, sia in estate che in inverno,
trascorrono un periodo di vacanza nelle Dolomiti; oltre ai cittadini
delle regioni appartenenti all’arco alpino.
Formato: cm 15 x
23
Pagine: 224
Stampa: in b/n
Copertina:
plastifica opaca a colori con bandelle
Allestimento:
filo refe
ISBN:
978-88-6060-426-2
Prezzo: euro
15.00
Uscita in libreria: luglio 2012
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ROMA all'aperto
di Carmen Rotunno
e Alessandra Migliorini
Produrre una nuova guida su Roma
sembra
un'operazione editoriale azzardata e, soprattutto, sembra sempre che
sulla Capitale si sia detto tutto. Invece non è così come ha
dimostrato il successo della
guida ai 99
luoghi segreti di Roma e come potrebbe accadere per
questa nuova guida che intende raccontare ai romani principalmente,
ma anche ai numerosi turisti italiani che visitano Roma per un
week-end nei mesi più accoglienti e caldi dell'anno da
maggio ad ottobre cosa
fare, dove andare, cosa vedere oltre a quali possono essere gli
indirizzi migliori per gustare un aperitivo o mangiare
lontano dal caos, dal traffico, dal
rumore e dai tubi di scappamento delle macchine.
Indirizzi
noti accanto ad altri scovati in queste settimane ed
ancora poco conosciuti al grande pubblico, alcuni particolarmente
adatti alle famiglie,
altri per single o
per coppie di innamorati
alla ricerca di luoghi romantici dove concedersi magari una promessa
d'amore eterno. Una guida, unica nel suo genere, che riesce ad
attirare un'attenzione quanto mai diversificata che presenta al
lettore ogni luogo, ogni indirizzo con dei testi precisi nella loro
descrizione ma anche molto coinvolgenti e suggestivi per cercare di
raccontare e di rappresentare l'atmosfera e l'emozione di ogni
singolo luogo anche grazie alle numerose fotografie che sono state
appositamente scattate.
Una guida che non può mancare nella biblioteca e nella consultazione
di ogni romano e di ogni turista che vuole vivere e scoprire la
città eterna, i suoi segreti, le sue atmosfere ed i suoi luoghi
magici nel periodo più bello dell'anno dove diventa un piacere
passeggiare e girare lungo le strade, le piazze, le vie e le ville
di Roma.
Gli autori
Carmen Rotunno,
architetto, scenografa e fotografa ed Alessandra Migliorini,
giornalista, hanno pubblicato per la Casa Editrice la guida dal
titolo “Memoroma”
Lettori interessati
Romani e turisti
che vogliono sapere come vivere al meglio e cosa fare a Roma,
all'aperto, da maggio ad ottobre
Uscita in libreria: 9 maggio 2012
Formato: cm 12 x
18
Pagine: 192
Fotografie: ca 200 a colori
Allestimento:
Brossura filorefe
ISBN:
978-88-6060-411-8
Prezzo: euro
12,00
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EDIZIONI DELLA SERA SEGNALANO
Ho conosciuto Indro Montanelli
Poesie sul tempo umile
Giuseppe Musmarra
Il tempo si sta
vendicando: è tornato umile, e umili ci costringe. Ma non è forse
l’umiltà una chiave di grandezza? E se proprio l'umiltà facesse
giustizia, se si vendicasse dei vanagloriosi? Al centro dell’opera
di Giuseppe Musmarra c'è una domanda. Semplice. Scarna. Il mondo è
pieno di persone che hanno sempre ragione, pieno di fronzoli, di
orpelli tutti inutili e tutti indispensabili. Ma gli orpelli stanno
franando. I fronzoli vacillano. In questo senso, al contempo
esistenziale e letterario, l'opera poetica contempla, e in un certo
senso insegue, i prototipi dell'umiltà, della vita grama,
dell’industriosa fatica dell’esistenza. Lo fa nei personaggi, come
Indro Montanelli, ricondotto alla semplicità di una dimensione umana
forse sinora non adeguatamente esplorata. Lo fa relativamente ai
luoghi della vita, ai tipi cittadini, agli stati d’animo, ai
sentimenti. Il tutto legato da una cifra stilistica peculiare. E
l’umiltà si inquadra come base di ripartenza, come unica affidabile
certezza in un mondo che era stato pirotecnico e vano.
Giuseppe Musmarra
(Napoli, 1964) è un giornalista. Ha lavorato a Napolinotte, Il
Giornale di Napoli, Il Mattino, La Gazzetta del Piemonte, il
Giornale, la Voce, Il Tempo. Ha fondato e dirige le agenzie di
stampa Omniroma e Omnimilano. Ha pubblicato per Kaos Edizioni "Le
nocività del telefonino". Nel poco tempo libero vive a Bolzano. Ama
la cronaca nera e le storie delle persone umili provviste di
qualità. Questa è la sua prima raccolta di poesie.
Collana: Poesia -
InVersi
ISBN:
978-88-97139-21-8
Prezzo: 10 euro
Formato: 12x18
Uscita: maggio
2012
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FANUCCI EDITORE SEGNALA
Robert Littell
IL GIOVANE PHILBY
Traduzione di
Olivia Crosio
Pagine 240 - 16
euro
In libreria dal
20 luglio
Robert Littell
traccia il ritratto di una delle più celebri spie di tutti i tempi,
Harold Adrian Russell Philby (detto Kim), agente al servizio
dell’Unione sovietica fin dalla prima metà degli anni’30, assoldato
dal controspionaggio inglese dai primi anni ’40. Già protagonista de
La Talpa di Le Carré la “mitica” figura di Philby in questo romanzo
non ha nulla di oscuro, nulla di difficile comprensione, nulla di
poco chiaro. La scelta di tracciare un ritratto attraverso una serie
di “quadri” successivi, un po’ come in una pièce teatrale, al
contrario, consente a Littell una vivacità di toni e di caratteri,
un’alternanza e varietà di voci e punti di vista, un’attualizzazione
della materia narrata che ha dell’incredibile.
Chi è veramente
Kim Philby? O meglio: per chi lavora? Il giovane Philby dalle guance
rosee e dai capelli scompigliati bussa alla porta di Litzi Friedman,
una disinibita comunista viennese, e la conquista con la sua
balbuzie. Così comincia la carriera di uno dei Cambridge Five, gli
agenti segreti britannici più leggendari della storia. La sua
vicenda viene narrata da dieci personaggi, ciascuno con una sua
versione e una sua visione personale di lui. A volte comico, a volte
commovente – ma sempre tra le righe – e necessariamente crudo,
questo romanzo ha la vivacità di un diario plurimo
scritto in prima
persona e affascina con le sue curiose incursioni nel privato dei
protagonisti: Stalin di persona così deludente rispetto alle foto
ufficiali; Litzi impavida attivista, ma gelosa della compagna dal
seno prorompente; il capitano russo Gusakov che non capisce di
essere stato fatto prigioniero dai suoi stessi capi e, quando viene
incarcerato, pensa che lo stiano facendo ‘entrare dalla porta
sbagliata’. Per la cronaca: dopo le vicende qui riportate, Philby
riuscì a mettersi in salvo e visse gli ultimi venticinque anni della
sua vita a Mosca, lavorando come istruttore per il KGB. Morì nel
1988.
Robert Littell
è nato a Brooklyn nel 1935, oggi vive in Francia. Laureato alla
Alfred University, si è poi arruolato in marina e ha lavorato come
giornalista, soprattutto per il Newsweek, negli anni della Guerra
Fredda. Fanucci Editore ha pubblicato nel 2009
L’Oligarca, vincitore
del Los Angeles Times Book Prize 2005 nella categoria
Mistery-Thriller, nel 2010,
L’epigramma a Stalin, che ha ottenuto importanti
riconoscimenti dalla critica ed è stato nominato miglior libro
dell’estate 2010 da Antonio D’Orrico, critico del settimanale Sette
del Corriere della Sera e, nel 2011 è uscito anche
I figli di Abramo. Acuto
anche il suo sguardo sulle questione mediorientale di cui discute
con il professor Simon Peres nel libro intervista
For the future of Israel
pubblicato nel 1998.
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DONZELLI EDITORE SEGNALA
LIBRERIA A LUGLIO
SETTEMBRE 2012: FICTION
Diana Vreeland, Così diabolica, così divina
J. J. Sempé, Un po’ di Parigi
Edith Nesbit, Melisanda
Arianna Squilloni e Alba Maria Rivera, A casa dei nonni
Diana Vreeland
Così diabolica, così divina
La leggendaria
direttrice di «Vogue» racconta se stessa.
La travolgente
autobiografia di una regina della moda del Novecento, che ha
ispirato Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada
La vita di
un’icona del nostro tempo: è questa la storia raccontata da Diana
Vreeland nella sua travolgente autobiografia che esce in Italia a
ridosso della grande mostra a lei dedicata in questi mesi dal Museo
Fortuny di Venezia e del lancio nelle sale di un film documentario
sulla sua vita, presentato allo scorso Festival del Cinema di
Venezia. Brillante, fascinosa, incontenibile, imperiosa, Diana
Vreeland ha plasmato per cinquant’anni col suo genio e il suo stile
inimitabile il mondo dell’alta moda. Iniziata la carriera come
redattrice di «Harper’s Bazaar», e passata saldamente al controllo
della direzione di «Vogue», la Vreeland è stata per qualche decennio
la musa ispiratrice di un’intera generazione di stilisti, da Yves
Saint Laurent a Valentino, da Bill Blass a Issey Miyake. E ancora a
lei devono il successo alcuni degli stilisti più in voga di oggi, da
Manolo Blahnik a Oscar de la Renta. Dotata di un istinto che
rasentava la chiaroveggenza, Diana Vreeland è stata innanzitutto una
magica interprete del suo tempo, capace di precorrere e poi imporre
mode e tendenze. Tant’è che, lasciata nel 1973 la direzione di
«Vogue», passò al Metropolitan Museum di New York come curatrice di
indimenticabili mostre sul Costume e il Design del Novecento. Da
allora fino alla sua scomparsa, nel 1989, è stata la regina
incontrastata dell’alta moda mondiale, e la sua vita è diventata
leggenda.
Non a caso la sua
autobiografia, che esce per la prima volta in Italia accompagnata da
con un repertorio di foto, è stata la prima fonte d’ispirazione di
Meryl Streep per la sua magistrale interpretazione de Il diavolo
veste Prada.
Una vita
straordinaria raccontata con impareggiabile verve. Dalle sontuose
dimore londinesi alla Parigi degli anni trenta, dal jet-set
newyorchese alle ribalte più esclusive del mondo, Diana Vreeland
tratteggia con penna arguta e accattivante aneddoti e vicende
condivise con la sua eclettica cerchia di amici, fatta di artisti e
principi, star del cinema e icone pop – tutti personaggi che hanno
segnato il costume e la cultura del Novecento, da Josephine Baker a
Buffalo Bill, da Chanel ai reali d’Inghilterra, da Karen Blixen a
Clark Gable, da Jack Nicholson a Jackie Onassis.
Collana
Meledonzelli
Traduzione di
Marianna Cozzi
pp. 180 │
€17,50
ISBN 978 88 6036
728 0
J.J. Sempé
Un po’ di Parigi
Cento disegni e
una conversazione
La Ville Lumière
nello sguardo irriverente, tenero e complice, del più grande
vignettista francese. Uno spiritosissimo itinerario tra i viali e i
palazzi, i chioschi e i bistrot, e tutti gli altri angoli segreti
che i patiti di Parigi non possono mancare.
Jean-Jacques
Sempé è uno degli illustratori più famosi del mondo. Le sue vignette
sono state pubblicate in un’infinità di giornali e riviste. Nato a
Bordeaux nel 1932, Sempé fu espulso dalla scuola per cattiva
condotta. Dopo aver fatto i lavori più diversi – dal rappresentante
di dentifrici all’istruttore nei campi estivi –, si è dedicato con
grande successo al mestiere di disegnatore, pubblicando oltre venti
volumi in più di trenta paesi. Tra le sue creature, il monello più
famoso di Francia, il Piccolo Nicolas, ideato insieme con Goscinny,
edito in Italia da Donzelli (Il Piccolo Nicolas, 2008; Il Piccolo
Nicolas e i suoi genitori, 2010; Storie inedite del Piccolo Nicolas,
2010). Di Sempé Donzelli ha pubblicato anche Il segreto di Monsieur
Taburin (2011) e Sempé a New York (2011). In questo volume Sempé
percorre con sguardo ironico e al tempo stesso bonario la sua
Parigi: ne racconta i luoghi più amati, la disegna con la maestria
di sempre.
Collana Fiabe e
Storie
pp. 128 │ € 27,00
ISBN
978-88-6036-729-7
Edit Nesbit
Melisanda
E altre storie da
non credere
Con 20
illustrazioni di Lindsey Yankey
Dopo Lewis Carrol,
Edith Nesbit è la più brava autrice inglese che abbia mai scritto
storie per bambini
Spiritosa,
arguta, provocatoria, sovversiva. Tanti sono gli aggettivi necessari
per descrivere la vivacità della scrittura delle trame
ingegnate da una delle più popolari autrici per ragazzi del
Novecento inglese. «Edith Nesbit viveva in una casa piena di
allegria, cultura, bambini, disordine e sregolatezza aperta a tutti,
dove allevava, insieme ai suoi, i figli che il marito aveva
avuto da altre donne», così la descrive Bianca Pitzorno
nell’antologia Cento libri per navigare nel mare della letteratura
per ragazzi, dove ha inserito come imperdibile il romanzo della
Nesbit Cinque bambini e la Cosa. Ma quante sue trovate narrative
sono ancora tutte da scoprire?
Di certo quelle
profuse a piene mani nelle nove storie tradotte ora per la prima
volta in italiano. Mescolando e parodiando i generi più classici
della letteratura (per ragazzi e non), dalla fiaba ai romanzi di
avventura, da Lewis Carroll ai Viaggi di Gulliver, da Perrault a
Shakespeare, la Nesbit si diverte a intrecciare magia e logica,
aritmetica e fantasia, umorismo e poesia, senza mai perdere
l’occasione di canzonare gli adulti e le loro rigidità, né di
stuzzicare i piccoli lettori sfidandoli a uscire dal guscio delle
loro certezze o abitudini consolidate. E sono proprio queste
ricorrenti incursioni fuori dalla trama, per mettersi a tu per tu
con i lettori, a sorprenderli e a spiazzarli di continuo e a rendere
la lettura un’esperienza ricca di sorprese e dalla straordinaria
modernità. Motivo in più per arricchire la freschezza di questa
prima edizione italiana, con una antologia d’illustrazioni
appositamente create da un’artista americana, che restituiscono il
gusto dei dettagli della Nesbit e l’atmosfera delle storie di un
tempo, con in più un tocco di divertita contemporaneità.
Edith Nesbit
(1858-1924) è l’autrice di alcuni classici della narrativa per
ragazzi tradotti in tutto il mondo, come Cinque bambini e la Cosa
(la storia di cinque fratellini che incontrano una bizzarra creatura
in grado di esaudire i desideri) o I ragazzi della ferrovia, che ha
ispirato innumerevoli film e adattamenti televisivi. Donna
anticonformista, fu tra le prime a guadagnarsi da vivere col
mestiere di scrittrice e a partecipare attivamente alla vita
politica londinese, insieme ad amici intellettuali del calibro di H.
G. Wells e Bernard Shaw, col quale ebbe una lunga e platonica
relazione amorosa.
Lindsey Yankey
vive e lavora in Kansas, Usa. Disegno, pittura e collage sono alla
base delle sue illustrazioni e l’edizione Donzelli dei racconti
della Nesbit segna il suo esordio editoriale. Cinque delle sue più
recenti creazioni sono state selezionate per la Mostra degli
illustratori della Fiera di Bologna del 2012.
Collana Fiabe e
storie
pp. 250 │ € 24,00
ISBN: 978 88 6036
730 3
Arianna Squilloni
e Alba Maria Rivera
A casa dei nonni
Una storia lieve
e poetica, sulle piccole cose e gli oggetti che ci aiutano a tenere
insieme gli affetti
Che buffi i
nonni, sempre così arzilli e pieni d’iniziative. Il nonno è
inseparabile dal suo bastone, e pure dalla nonna, e lei non molla
mai le sue vecchie calze. Se c’è da fare una riparazione, da
inchiodare, da legare o da stringere, il bastone o le vecchie calze
diventano la soluzione a tutto. Le calze della nonna sono come un
filo magico che lega i nonni l’uno all’altra e che tiene insieme
tutte le cose della casa. Solo alla pioggia che passa dal tetto, i
nonni non hanno ancora trovato un rimedio…Poi un’estate, i nipotini
pitturano con le tempere le tegole di un capanno crollato e alle
prime piogge al nonno salta in mente di metterle sul tetto della
casa, per tappare i buchi – che sorpresa meravigliosa per la nonna,
quando in casa ha trovato una pioggia di colori!
Arianna Squilloni,
di origine italiana, vive e lavora in Spagna sulla costa catalana.
Studiosa di letteratura per l’infanzia, scrive storie dedicate ai
bambini.
Alba Marina
Rivera, illustratrice di origine russa, ha vissuto a lungo a Cuba
prima di stabilirsi a Barcellona. Con il suo libro illustrato tratto
da un racconto di Saki, El contador de cuentos, ha vinto nel 2009 il
Premio Nuovi Orizzonti della Fiera di Bologna
Collana Album di
Fiabe e storie
pp. 40 │ € 16,00
ISBN: 978 88 6036
731 0
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MARSILIO EDITORE SEGNALA
Ahmed Mourad
Vertigo
traduzione di Barbara Teresi
[in libreria dal
4 luglio 2012]
Il primo thriller di successo dal Medio oriente. Un romanzo
che ha anticipato la Primavera Araba
Nel cairo di oggi, un giallo ricco di suspense in cui la denuncia
della corruzione si mescola all'immancabile ironia egiziana
Al Vertigo,
locale notturno alla moda, ritrovo per la gente che conta del Cairo,
Ahmad Kamal assiste per caso all'omicidio di due corrotti uomini
d'affari, noti per i loro legami con i vertici del potere. Fotografo
di professione, Ahmad imprime le immagini degli assassini sulla
pellicola, ed è pronto a pubblicare le foto per denunciare i
colpevoli. Ma si rivolge al giornale sbagliato. Testimone scomodo,
Ahmad viene introdotto di prepotenza nell'ingranaggio spietato della
lotta per il controllo dei media; intrappolato in una rete di giochi
di potere, è costretto a nascondersi in una metropoli gigantesca e
in fermento, trovando riparo nei locali notturni popolati da
baristi, taxisti e ballerine del ventre.
Otto edizioni in Egitto
"Mourad, che di giorno scattava
i ritratti ufficiali di Mubarak mentre di notte scriveva per sfogare
la sua rabbia contro il regime, è l'autore di un romanzo sulla
corruzione che in Egitto è un bestseller" The Guardian
"Un libro che avrebbe potuto
mettere in serio pericolo l'autore, se solo qualcuno del regime
l'avesse letto: Vertigo è
infatti un ritratto schietto di una polizia di Stato losca e
vendicativa, e di una classe politica corrotta" The
Atlantic Wire
"Un giallo dal sapore egiziano,
ma che talvolta sembra portarci nel mondo di John Grisham. E'
l'esempio di una nuova generazione di scrittori che finalmente è in
grado di raggiungere il grande pubblico anche al di là dei confini
arabi" Livres Hebdo
Ahmed Mourad (Il Cairo 1978) ha studiato cinematografia. Ex
fotografo personale di Mubarak, regista e scrittore, ha ricevuto
diversi premi per i suoi cortometraggi. Vertigo è
il suo primo libro, all'ottava edizione in Egitto, di recente
pubblicato anche in UK per Bloomsbury.
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PENDGRAGON EDIZIONI SEGNALANO
www.pendragon.it
Elena Fieni
Il talamo delle farfalle
Romanzo
Roma, anni
Quaranta. Una ragazza dell’alta borghesia siciliana si trova
catapultata dentro una realtà in cui sesso, sotterfugi e complotti
sono all’ordine del giorno. Un bordello nel rione Monti, una fitta
rete di relazioni internazionali e un progetto segreto da difendere
fanno da sfondo al racconto di un legame assoluto, profondo, intriso
di una raffinata sensualità, pronto a sfidare la guerra, le leggi
razziali e le più rigide convenzioni sociali. Tratteggiate con mano
leggera ma piena di passione, le vicende narrate, anche distanti nel
tempo e nello spazio, si intrecciano perché accomunate dagli stessi
valori: amore, speranza, libertà.
Elena Fieni si è
laureata a Bologna in Scienze Politiche e ha studiato film-making
presso la New York University. Dopo aver girato alcuni cortometraggi
e lavorato come aiuto regia nel cinema indipendente newyorkese,
collabora con realtà come mtv, rai Educational, la7, nonché con
diverse case di produzione ed alcune etichette musicali, tra cui
Virgin Records. Come autrice/regista/producer realizza programmi
televisivi, documentari, dvd musicali, video-clip, backstages, spot,
affiancando numerosi artisti di fama nazionale ed internazionale.
Oggi Elena vive e lavora a Roma.
Il talamo delle farfalle
è il suo primo
romanzo.
pp. 368,
confezione brossura, formato 14x21, euro 16,00, isbn
978-88-6598-119-1.
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DARIO FLACCOVIO EDITORE SEGNALA
Gaetano Basile
Tonnare indietro nel tempo
Diffuse in tutta la Sicilia ma particolarmente importanti nella zona
del trapanese, le tonnare sono uno dei più antichi e caratteristici
lasciti della storia locale, a testimoniare un pezzo di cultura del
Mare Mediterraneo fatto di duro lavoro, racconti, cronache e canti
dei pescatori. Gaetano Basile li ripercorre col suo consueto tono
affabulatore ed esperto, consegnando al lettore un pezzetto di
reliquia al profumo di acqua salata, radici profondissime di un
tempo che non c’è più.
Gaetano Basile, palermitano, è giornalista e autore di testi
teatrali, ma anche enogastronomo appassionato e narratore
avvincente. Ha alle spalle un’intensa attività come divulgatore di
tutto ciò che è cultura siciliana. Ha scritto di Sicilia e di
Palermo, di cucina e di cavalli, di Storia e di storie, con toni
lievi, talora graffianti, mai seriosi. Viaggiatore colto e testimone
di una cultura antica, sa parlare alla memoria della gente,
prescindendo da stereotipi e luoghi comuni. È capace di farsi
leggere e amare da grandi e piccini, siciliani e non, toccando la
parte più profonda dell’anima dei lettori. Vive e lavora a Palermo,
dirige la rivista di etnoantropologia “Il Pitrè” e collabora con
numerose testate nazionali ed estere.
Isbn: 978-88-7758-939-2
Prezzo: 14,50 euro
Pagine: 146
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"TOGLIATTI ADDIO”
PRESENTATO, ALLA BIBLIOTECA
DEL SENATO, IL SAGGIO
DI GIUSEPPE AVERARDI SULLE RESPONSABILITA’ STORICHE DEL “MIGLIORE”
Grande partecipazione di pubblico con De Michelis, Intini, Gerardo
Bianco,
Angelo Sabatini, Gian Maria Fara e tanti altri esponenti del
socialismo italiano
Liberarsi del togliattismo, variante italiana dello stalinismo: a
maggior ragione oggi, con le elezioni politiche del 2013 ormai
vicine. Ecco il messaggio che alla sinistra lancia il saggio di
Giuseppe Averardi, già parlamentare e direttore della rivista
riformista Ragionamenti, “Togliatti addio” (Roma, Data News,
2012, pp. 325, €. 20,00).
Il libro è stato presentato alla Biblioteca del Senato, con la
partecipazione, fra gli altri, dell’ex-presidente del Partito
Popolare Gerardo Bianco, e di Gian Maria Fara, presidente
dell’EURISPES. La sala piena e le illustri e qualificate presenze
hanno dimostrato quanto è ancora necessario interrogarsi su
tematiche come queste, nonostante la politica italiana, mai come
ora, è costretta a riflettere sul suo futuro più che sul suo
passato.
“La “doppiezza” di Togliatti come segretario comunista - ha
sottolineato Ugo Intini, già direttore dell’Avanti negli anni ‘80
- non fu tanto nella coesistenza, nel PCI, d’un’anima democratica e
legalitaria e d’un’altra violenta e rivoluzionaria (difetto che non
fu mai del solo PCI): quanto nella sua doppia entità di partito
nazionale e creatura d’un movimento comunista internazionale guidato
dall’URSS, mero strumento, a volte, della politica sovietica”.
“Averardi, che nel suo passato ha proprio una lunga militanza
comunista, durata sino allo storico ’56, anno della tragedia
ungherese ”, ha aggiunto Angelo Sabatini, presidente della
Fondazione Matteotti, “ ricostruisce prima il ruolo del “Migliore”
negli “anni di ferro” staliniani. Poi, la lunga ostilità di
Togliatti alla destalinizzazione: culminata nelle pressioni fatte, a
ottobre del '56, sulla dirigenza sovietica per reprimere la
rivoluzione ungherese. Infine, il ruolo svolto dal segretario del
PCI, col celebre “Memoriale di Yalta” dell’estate ’64, contenente
forti critiche a Kruscev, nella congiura di Palazzo che, mesi dopo,
avrebbe portato alla sua sostituzione con Breznev, e a quella nuova,
lunga stagnazione che solo Gorbaciov, dal 1985 al 1990, avrebbe
tentato di rimuovere”. Proprio al più stretto collaboratore di
Gorbaciov, Aleksandr Jakovlev, poi presidente, dal 1992, della
Commissione per la Riabilitazione delle vittime delle repressioni
politiche (scomparso nel 2005), Averardi ripubblica, nel libro, una
clamorosa intervista rilasciata, nel 2002, a “Ragionamenti”.
“Ma con tutti i meriti che possiamo riconoscere, dopo vent’anni, a
Gorbaciov”, ha concluso Luciano Pellicani, docente di Sociologia
politica alla LUISS di Roma, “la sua vicenda ha dimostrato l’irriformabilità
del comunismo; la sua natura di fallimentare utopia palingenetica,
improponibile per il governo d’una società moderna, e attecchita
invece, nell’Italia di Togliatti, per la sua natura di Paese
culturalmente provinciale”.
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PONTE ALLE GRAZIE SEGNALA
UN TEMA
ATTUALISSIMO
UN’INCHIESTA A
TUTTO CAMPO
UN SISTEMA APPENA
SCOPERCHIATO
RIVELA I LEGAMI
FRA MAFIA E LO SPORT PREFERITO DAGLI ITALIANI
Come la
criminalità ha messo le mani sul CALCIO
IN ARRIVO
L’INCHIESTA di
Simone Di Meo
Gianluca Ferraris
Pallone criminale
Scommesse,
riciclaggio, controllo occulto delle società e degli ultras: ecco
come le mafie stanno rovinando il gioco più bello del mondo
Ponte alle Grazie
pp. 350 – euro
14,00
Da metà giugno in
libreria
IL LIBRO
Le inchieste
giudiziarie sul calcioscommesse sono solo la punta di un iceberg. Da
anni, ormai, le mafie hanno messo le mani sul pallone italiano. Da
nord a sud, dalla serie A ai campi di periferia, gli incroci
pericolosi tra l’industria più liquida e lo sport più popolare del
nostro Paese emergono da decine di indagini e rapporti di
magistratura e forze dell’ordine.
Il libro di
Simone Di Meo e Gianluca Ferraris – ricco di materiale investigativo
inedito, di incontri e di racconti – le mette in fila, evidenziando
come la penetrazione della malavita organizzata nel calcio sia ormai
assimilabile a qualsiasi altro business criminale. Sponsorizzazioni
fittizie, partite truccate, puntate clandestine, presidenti
prestanome, ultras collusi, legami pericolosi con i calciatori,
centri scommesse di copertura: tutti strumenti utili a riciclare
enormi somme di denaro. A testare le alleanze tra i clan italiani e
quelli stranieri. E a creare, soprattutto nel Mezzogiorno, bacini di
consenso fondamentali.
Un racconto
documentato e scioccante, dal quale emergono l’immagine di un calcio
quasi completamente privo di anticorpi e quella di una criminalità
spregiudicata e, come sempre, abilissima nel creare sfere di
influenza e penetrare i grandi poteri economici.
GLI AUTORI
Simone Di Meo
Giornalista,
collabora con Il Giornale, Il Sole 24 Ore e Panorama. Vive e lavora
a Napoli, dove è nato nel 1980. Ha scritto per Il Tempo, Antimafia
Duemila, Roma e Cronache di Napoli. Ha raccontato l’evoluzione della
criminalità organizzata napoletana in L’impero della camorra
(Newton Compton, 2008) e le sanguinose guerre tra clan in Faida di
camorra (Newton Compton, 2009). Ha descritto l’escalation di
violenza dei Casalesi nella provincia di Caserta in Attacco allo
Stato (Forumitalia edizioni, 2009) e si è occupato delle biografie
dei padrini della malavita napoletana con la raccolta in dodici
uscite Vita da cattivi (Forumitalia edizioni, 2006-2011). Con
Giuseppe Iannini è autore di Napoli in cronaca nera (Newton
Compton, 2010).
Gianluca Ferraris
Giornalista di
Panorama, nato a Genova nel 1976, vive a Milano. Segue dall’inizio
le indagini su Scommessopoli e ha già pubblicato diverse inchieste
sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel mondo
dell’azzardo. Questo è il suo terzo libro dopo il romanzo noir Gioco
Sporco (Dalai, 2011) e, con Ilaria Molinari, il reportage sulle
cliniche-truffa Le cellule della speranza (Sperling & Kupfer, 2011),
nato da un’inchiesta vincitrice del premio giornalistico europeo
sulla salute e i diritti del malato.
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EDIZIONI GARGOYLE SEGNALANO
Dopo 26 anni
ritorna finalmente in libreria per le edizioni Gargoyle, in una
nuova traduzione
Città delle illusioni
- Ursula K. Le Guin
Il libro
Nella foresta
orientale di un continente, situato su un pianeta popolato da
uomini, viene ritrovato un umanoide, spaventato, imbarbarito,
incapace di parlare e senza memoria.
Da subito si
intuisce che è diverso dagli altri per i suoi singolari occhi
felini, ambrati e privi di iride. Viene accolto da una piccola
famiglia che lo rieduca e gli dà anche un nome, Falk. A questo
periodo sono legati i suoi primi ricordi.
Ma è tempo di
riprendere il cammino. Il capofamiglia avverte che il forestiero,
proveniente da un mondo diverso, è dotato di un’intelligenza
superiore e, chissà, forse destinato a risollevare le sorti
dell’umanità. Per farlo, però, e per capire chi sia davvero e
ricostruire la sua identità, Falk dovrà intraprendere un viaggio
alla ricerca del proprio essere, che si risolverà in una fuga
rocambolesca in un mondo avverso. Alla fine, dopo aver vagabondato
tra popoli e tribù, a volte ostili, altre benevoli, giungerà alla
città delle illusioni Es Toch, avvolta in un’atmosfera di
dissimulazione e falsità e abitata dal popolo degli Shing, esseri
alieni destinati, ormai, a dominare la “Lega di Tutti i
Mondi”. Qui potrà scoprire il suo vero nome e che cosa si celi
veramente dietro la maschera di menzogna dei tiranni. Attraverso un
viaggio mentale e memoriale, Falk dovrà perdere coscienza del
percorso intrapreso finora per ritrovare la sua vecchia identità.
Con uno stile
pungente e una fantasia visionaria, capace di creare universi che
appaiono concreti quanto quelli reali, la Le Guin racconta -
attraverso le vicende dello straniero Falk - la lotta per la
sopravvivenza dell’uomo in ambienti ostili, coinvolgendo il lettore
in un’entusiasmante catena di prove da superare e proiettando i
problemi del tempo sull’umanità futura.
In questo terzo
romanzo del ciclo dell’Ekumene, argomenti come la conquista dello
spazio extraterrestre e la tensione razziale permettevano alla Le
Guin di parlare, in pieno clima di guerra fredda (il romanzo uscì
nel 1967), di temi, ancora oggi, di stringente attualità quali
quelli della diversità e dell’identità.
L’autrice
Ursula
K. Le Guin
è una delle scrittrici più
rappresentative e di successo della letteratura internazionale. Tra
i molti riconoscimenti, il National Book Award, 5 premi Hugo, 5
premi Nebula, il Kafka Award; l'autrice, inoltre, è stata finalista
al Pulitzer Prize e all'American Book Award. Nota soprattutto per le
sue opere narrative in campo scientifico e fantastico,
grazie alla
profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo al
pacifismo, dal socialismo all'anarchismo passando per le questioni
razziali, i suoi romanzi sono conosciuti e apprezzati ben oltre i
tradizionali confini del genere.
Quasi tutti i
suoi libri sono diventati dei best-seller internazionali, tradotti
in più di 16 lingue e sempre ripubblicati nel corso degli anni. Tra
i più importanti ricordiamo La
mano sinistra delle
tenebre, Il mondo
della foresta e I
reietti dell'altro pianeta. Dal terzo e quarto libro
della fortunata serie di "Earthsea" (1968-1972) è stato tratto, nel
2005, il film di animazione I
racconti di Terramare diretto da Goro Miyazaki, figlio
del maestro Hayao Miyazaki. In Italia la Le Guin è stata pubblicata
da Mondadori, Tea, Nord e Cavallo di Ferro
(Gargoyle, pp.
215, euro 12.90, collana Extra - in libreria dal 28 giugno)
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ALIBERTI EDITORE SEGNALA
Le verità nascoste sulla diva più famosa di tutti i tempi.
Andrea Carlo Cappi
LA
DONNA PIÙ BELLA DEL MONDO
Vita, morte e segreti di Marilyn Monroe
Aliberti editore
«La donna più bella del mondo… e non ho nessuno con cui uscire il
sabato sera»
Marilyn Monroe a Ralph Greenson, il suo psichiatra, alcune ore prima
di morire
Alle 4.25 del mattino del 5 agosto 1962 la polizia di Los Angeles
riceve una chiamata dal quartiere residenziale di Brentwood: una
voce maschile annuncia che Marilyn Monroe si è suicidata. La notizia
è sconvolgente. Apparentemente inspiegabile. I dubbi che in ogni
parte del mondo si sollevano da subito prendono spunto da un’unica
domanda: perché l’attrice di Hollywood più amata nel mondo si
sarebbe dovuta uccidere? Da allora, e per mezzo secolo, si
moltiplicheranno le ipotesi su cosa possa essere successo nelle
ultime ore di vita della diva. Ipotesi alimentate da false voci e
presunti scoop, da autentici dossier e inquietanti scoperte. Chi
c’era veramente quella notte al numero 5 di Helena Drive? Dalla vera
storia di Marilyn, alias Norma Jeane Mortenson, alias Norma Jeane
Baker, senza contare gli altri nomi assunti nel corso della sua vita
pubblica e privata, emerge una personalità complessa e tormentata
che
sembra averla spinta a un suicidio o a una morte involontaria per
overdose. Ma ne esce anche una figura che non sempre coincideva con
la bionda svampita spesso interpretata sullo schermo. Così come un
groviglio di intrighi che vede in gioco mafia, Casa Bianca, Fbi,
Cia, detective privati e non solo.
Questo libro prende in esame la nascita, la carriera, gli amori e i
segreti del mito chiamato Marilyn Monroe, portando alla luce fatti,
personaggi e misteri mai svelati prima.
Andrea Carlo Cappi,
scrittore e saggista, è autore di una trentina di volumi tra fiction
e non-fiction. Fra i suoi libri, il thriller sul caso Diana Spencer
Morte accidentale di una lady,
la serie di spionaggio
Nightshade (Mondadori) e il romanzo di intrighi
risorgimentali Il Visconte,
scritto con Paolo Brera (Sperling & Kupfer). Con Vallardi ha
pubblicato il testo Le grandi
spie. Per Rai Radio2 è stato co-sceneggiatore del serial
Mata Hari. Ha scritto
fumetti e narrativa per la serie
Martin Mystère e ha
firmato quattro romanzi originali sui personaggi di Diabolik ed Eva
Kant. È autore di
testi sul cinema e traduttore di numerosi bestseller, tra cui
parecchi romanzi del ciclo James Bond 007.
DATI TECNICI: formato 14 x 21 – cartonato con sovraccoperta – Isbn:
9788874249053 – pp. 280 – € 16,00
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