chiedo cortese ospitalità al Muro dei Grifoni


di Gianni Roj

Da genovese  emigrato a Milano da trentacinque anni sono sempre felice quando leggo di iniziative che mirano a rivitalizzare la nostra città.

Da genoano poi, anche da lontano, seguo con particolare interesse le vicende del nuovo stadio, visto che nel vecchio Ferraris mi reco quasi regolarmente ogni due settimane.

Francamente di un nuovo stadio non capivo bene la necessità, parendomi, da ignorante e superficiale cittadino qual sono,  che i soldi della comunità potessero più utilmente essere spesi in altro modo: per ampliare l’aeroporto, l’unico del Nord Italia al sicuro dal rischio nebbia; o per costruire un nuovo carcere, visto che le condizioni di vita in quello attuali sono, per detenuti e personale addetto, pesantissime e indegne di un paese civile.

Tuttavia, adesso che leggo che i sostenitori del progetto, con la realizzazione dello stesso, intendono  combattere quelle forze del male che lo stadio nuovo non vogliono, sono stato colpito come da un’illuminazione: queste persone agiscono in base a un impulso morale, sono sorrette da  motivazioni etiche, sono unicamente spinte dall’interesse per il superiore bene della comunità e non certo da quelle del profitto personale.

Il loro unico intento è quello di creare nuovi posti di lavoro, rivalutare il Ponente cittadino, dare alla città  uno nuovo stadio che non abbia più problemi con seggiolini fantasma di falegnami calabresi, insomma trasformare questa zona in una specie di via di mezzo tra il Maracanà e Miami: e noi, io fra i primi, ingrati che non avevamo capito le loro vere motivazioni, dobbiamo fare pubblica ammenda e munirci di magliette con la scritta “Mali vires non  prevalebunt !” (magliette che potrebbero poi dare  diritto a uno sconto per gli acquisti nel centro commerciale che sarà costruito insieme al nuovo stadio: chi combatte il male va anche premiato !)

Nel frattempo, nelle pause che la lotta al male consente, potrebbero questi benefattori della città spingere il loro altruismo fino a mandare qualche “stagnino” al Ferraris per dotarlo  di  servizi igienici decenti ? O coloro che tali servizi utilizzano fanno parte delle forze del male e, come punizione, devono continuare  a usarli così come sono ?

Se poi, oltre agli stagnini, i detti benefattori mandassero anche qualche “massacan” e un  paio di esperti di informatica a sistemare le biglietterie in modo tale che anche a Genova si potesse comprare il biglietto allo stadio prima della partita ( a Verona  e a Bologna dove sono stato per le ultime trasferte – udite udite – si può) sarebbero davvero dei benemeriti: magari, nel costruendo complesso stadio-centro commerciale-teatro-cinema etc. si potrebbe erigere loro un monumento equestre.






13-10-09