La «Berlusconeide» di Lanza : ma i politici non vengono
In scena Nello spettacolo allestito al «Cassia» un finto Silvio «duetta» con Santoro

di Emilia Costantini
ROMA - Quando Cesare Lanza ha mandato gli inviti ai politici, per la prima del suo Berlusconeide», quelli di sinistra non sono andati perché temevano che fosse uno spettacolo a favore del premier, quelli del centrodestra non si son fatti vivi per il timore opposto. Giovanni Floris, però, ha già inviato una troupe per riprendere tutto lo spettacolo e per proporne dei brani in una delle prossime puntate del suo «Ballarò».
Proseguono le repliche e la curiosità per la messinscena al Teatro Cassia (fino al 14 gennaio) di quello che l'autore definisce un «antidramma» in musical, con la regia di Gian Carlo Nicotra. «L'altra sera - dice Lanza -, è venuto a vederlo Agostino Saccà: la sua prima uscita pubblica (dopo lo scandalo delle presunte raccomandazioni, ndr). Ho visto che si divertiva molto. Roberto Benigni ha assicurato che verrà».
«Vox Populi-La Berlusconeide» è il titolo completo: «Vox Populi, oltre a riferirsi all'antico adagio voce di popolo, voce di Dio - spiega - è un nuovo format: stavolta, il contenuto è dato dalle vicende politiche e private di Silvio Berlusconi, in futuro penso ad una "Briatoreide" su Briatore, "Clooneyde" sulle avventure italiane dell'attore americano, e poi... farò una "puntata" sulla nostra Nazionale di calcio».
Insomma Lanza, dopo tanta tv, crea un nuovo format, ma non televisivo. Teatro-talk si può definire la formula che inaugura con questo spettacolo. «Da tempo pensavo ad uno show di varietà, mescolato con l'intervento del pubblico in sala. Il talkshow televisivo è logoro. In teatro è una novità».
«Tutto cominciò con il "caso" di Veronica Lario», prende il via l'azione scenica con l'attrice Michela Lupo, imitatrice della ex first lady. La canzone di Veronica è «Ninì Tirabusciò», che dice tra l'altro «chillu turzo 'e mio marito nun se pò cchiù suppurtà».
Condotta da Francesca Lana, la ragazza finita nello scandalo delle escort, poi riabilitata («Aveva partecipato alle cene, ma non ai presunti "dopocena"», avverte Lanza), parte una sequenza di siparietti comici dove il premier, impersonato da Enzo Costanza con la faccia incerottata dopo l'aggressione milanese, duetta con altri personaggi: da un Michele Santoro diventato santo al Luca Giurato – imitato dall’ottimo Gabriele Marconi - dei celebri strafalcioni in diretta, da Umberto Bossi a Lucia Annunziata che appare come una Madonna dell'Annunciazione. Il tutto condito da molta musica: Filomena Cacciapuoti, che nella realtà è la cantante preferita da Berlusconi, una Apicella al femminile, intona con passione «Malafemmena». E alla fine, si sente la voce di Berlusconi in esilio, all'Elba come Napoleone, spodestato da nemici e falsi amici. A difenderlo il leader della Lega, «unico vero amico»: come Antonio sulla tomba di Cesare, rivela il testamento con cui il Cavaliere voleva regalare agli italiani tutte le sue proprietà, ville, conti in banca e le sue televisioni, «da Canale 5 a Raiuno». Ma il vero Berlusconi è stato invitato? «Certo e ci ha fatto sapere che potrebbe materializzarsi. Per ora - conclude Lanza -, so che in platea erano seduti suoi osservatori in incognito».
il corriere della sera, 11-01-2010