La legge è uguale per tutti. Scusate, la regola. Ne sa qualcosa Massimo Scattarella, "vittima" illustre di questa decima edizione del Grande Fratello. La sua bestemmia, pronunciata durante una chiacchierata con Veronica Ciardi, non è passata sotto silenzio. E il reality ha deciso di squalificarlo, tra le lacrime, fin troppe, degli I altri concorrenti e il I disappunto di Alessia Marcuzzi. Sì, perché a stupire, e indignare, è stata soprattutto lei, la padrona della Casa: invece di condannare il gesto di Massimo, la bionda presentatrice ha preso le sue difese, appellandosi proprio a uno dei fondamenti della religione cristiana: il perdono. «Io, da cattolica, lo avrei perdonato. Il perdono è i una cosa importante per chi crede», ha più volte ripetuto Alessia. Peccato, però, che nessuno abbia mai detto di non voler "assolvere" il peccatore. Semplicemente, Scattarella è stato punito per aver offeso il pubblico a casa e per aver infranto il regolamento. Proprio come era avvenuto in passato per Guido Genovesi, del GF 5, e Mirko Sozio, del GF8. «Come per i precedenti casi registrati nelle altre edizioni del GF, chiediamo a Canale 5 di prendere provvedimenti nei confronti del concorrente, considerato che la frase pronunciata (che più che una classica bestemmia sembra una generica blasfemia) ha potuto urtare la sensibilità di molti telespettatori che in massa si stanno rivolgendo a noi»: questo ha dichiarato il presidente del Codacons (associazione di utenti e consumatori), Carlo Rienzi.
Richiesta appoggiata anche dal Moige, Movimento italiano genitori, che in una nota di Elisabetta Scala, responsabile dell'Osservatorio Media, ha dichiarato: «11 caso della bestemmia è stato l'ultimo esempio della volgarità che imperversa da anni nel programma in questione». Se la bestemmia di Massimo ha destato scalpore per la sua gravita, è anche vero che Scattarella non è il solo esempio negativo di questa edizione Tra pianti isterici, amori incrociati, parolacce e una scarsa cultura generale, gli inquilini di Cinecittà stanno dando davvero un pessimo esempio, soprattutto ai tanti giovani che guardano il programma. «Non penso che recitino una parte: interpretare un ruolo implica una consapevolezza che purtroppo loro non hanno », spiega a Vero lo psicologo Alessandro Meluzzi. «Rispetto ai concorrenti delle prime edizioni, questi sembrano più sprovveduti, infantili. Non provengono più dallo show business di provincia, ma direttamente dal biberon». «Il GF andrebbe subito eliminato!» «Quanto al pianto isterico e concitato che caratterizza questa edizione», aggiunge l'esperto, è "confusivo-infantile". Un pianto da bambini, una richiesta di aiuto e attenzione alla balia elettronica rappresentata dalla telecamera».
Rincara la dose don Antonio Mazzi: «II Grande Fratello bisogna assolutamente chiuderlo. Non capisco come un produttore o lo staff autoriale possa decidere di mandare in onda un programma del genere. Mi è capitato di seguire per un po' le ultime due puntate e sono rimasto basito. E un andazzo che non mi piace. Possibile che in televisione bisogna legittimare persino le bestemmie?». Ma non solo. Secondo il religioso «non c'è un minimo di educazione, di cultura generale. È un format che è degenerato negli anni e il pubblico, sebbene lo segua, tuttavia credo non abbia più stima di quelli che vi partecipano. È un turpiloquio continuo, ci sono scene equivoche, quei ragazzi parlano ma senza dire nulla. Non c'è filo logico nei loro discorsi. Quando aprono la bocca, li si sente solo dire cattive parole o fare pettegolezzi. Non voglio atteggiarmi a moralista, ma credo davvero che sia il caso di darsi una regolata. Io suggerisco di chiudere il GF e se l'anno prossimo vorranno rifarlo, devono esserci, secondo me, altre condizioni. Una su tutte, la buona educazione e un minimo di cultura». «Sono soltanto falsi drammi» Oltre al linguaggio colorito, e agli "inciuci" nati sotto le lenzuola, nel mirino dei critici c'è soprattutto la lacrima facile dei concorrenti. A parte Veronica Ciardi, che più volte è esplosa in un pianto melodrammatico che, più che commuovere, ha irritato compagni di avventura e pubblico a casa, anche gli altri inquilini non si sono tirati indietro quando si è trattato di dover tirare fuori il fazzoletto. Basti pensare al momento dell'espulsione di Massimo, quando Carmen, in preda a una vera e propria crisi isterica, si è letteralmente chiusa nell'armadio. «Sono solo "falsi drammi", ma del resto la lacrima "tira"», dice al nostro settimanale il massmediologo Igor Righetti. «È un fatto certo, dimostrato dai picchi d'ascolto che il Grande Fratello registra proprio quando i ragazzi aprono i rubinetti. Siamo un popolo strano: ci piace guardare chi sta peggio di noi. E in questo gli italiani sono insuperabili, è un costume, quasi atavico, che ci appartiene. E i gieffini lo sanno. Il pianto è un linguaggio immediato per esprimersi e farsi notare dal pubblico, richiesto dal mezzo televisivo. Risultato: ne guadagnano in popolarità. Bingo!».
«I pianti sono come una bestemmia» Sì, perché se in passato l'arma per accattivarsi il pubblico era solo quella della seduzione, magari flirtando con qualche compagno di giochi, quest'anno i concorrenti hanno puntato tutto sulla disperazione.
«Il piagnisteo è il filo conduttore del Grande Fratello di questa edizione. Del resto, la lamentazione è una caratteristica del nostro Paese, dove il pianto lacerante in ogni situazione è un vizietto nazionale che dilaga», aggiunge Cesare Lanza, autore televisivo. «Ma quest'anno questi professionisti dell'occhio lucido sono davvero stucchevoli. Giustamente rimaniamo colpiti se un inquilino bestemmia nella Casa, per poi essere squalificato, com'è accaduto a Massimo Scattarella. Ma il piagnucolio è davvero irritante e indecoroso quanto la bestemmia».
Lacrime, parolacce, triangoli amorosi, tradimenti in diretta. Gli esperti sono tutti d'accordo: questa edizione del programma di Canale 5 ha superato ogni limite. Del resto, paradossalmente, erano stati proprio gli autori a parlare di una decima edizione off limits. Peccato, però, che il termine, usato per sottolineare la durata da record della trasmissione, che dovrebbe toccare quota cinque mesi, in realtà calzi a pennello anche per quello che stiamo vedendo nella Casa, dove regole e buona educazione sono sacrificati in nome dello share. «Il Grande Fratello è un programma che non trasmette valori ai giovani. Il mio giudizio non è cambiato da quello di 10 anni fa, quando il programma debuttò. Anzi, è più severo», dice a Vero il professor Stefano Zecchi, docente di estetica all'Università degli Studi di Milano. «Molti critici televisivi erano entusiasti del format, visto come la nuova frontiera della televisione e dotato di un dinamismo proprio, con il conduttore ai margini. Ma siamo all'opposto. Non c'è nulla di reale, tutto è falso. Questi ragazzi si comportano come s c i m m i e ammaestrate in gabbia. Agiscono senza avere piena coscienza di quello che fanno e il programma regge, anche per via della conduttrice. Alessia Marcuzzi è davvero capace a dare ritmo alla trasmissione: ciò avvalora ancora di più la tesi sulla falsità delle storie all'interno della Casa. È uno zoo allestito ad arte». ni telespettatori non sono il Paese» Quanto alla volgarità dilagante, dimostrata soprattutto quest'anno, «è il mezzo più immediato che gli inquilini hanno per farsi notare. Non sentono nessun obbligo morale nei confronti del pubblico che li guarda da casa. E a chi dice che gli ascolti premiano la trasmissione, rispondo che 6 milioni di telespettatori rappresentano il 10 per cento scarso della popolazione italiana. Non è un campione rappresentativo del nostro Paese». E per fortuna, aggiungiamo noi.